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#41 | |
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Bannato
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E secondo me c'è molta spokkia in quello che hai detto. Nel merito. Elvis ha cambiato radicalmente la musioca perchè ha coniato un tipo di ritmo che già era presente nel mercato ovvero una sorta di R&B velocizzato, ovvero l'ultima evoluzione della radice comune : Il Blues. Elvis ha tradotto per i bianchi una musica che già era apparsa nel film "Un Tram chiamato desiderio" della prima metà anni 50. La rivoluzione non fu solo musicale, ma di costume. Elvis fu il LA primogenito della rivoluzione sessuale, comportaamentale, e giovanile che da li a pochi anni avrebbe avuto la sua apoteosi con i Beatles, vero approdo di questo processo. Jhon Lennon agli inizi dei Beatles, suanava solo Elvis, perchè era visto come un rivoluzionario della musica. Idem per il primo concerto di RnR in Italia a Milano nel 1956. Celentano, Gaber, Jannacci, Tenco furono i primi ad esibirsi come gruppo rock imitando le canzoni di Elvis. Elvis smise di essere il leaders di tale cambiamento quando i Beatles irruppero. I Beatles, che diedero vita al fenomeno Beat, ebbero un'evoluzione in pochi anni davvero sconcertante e cambiarono davvero il mondo giovanile a livello planetario. Dopo l'album Sgt Pepper che diede il via all'era psichedelica, si aprirono le porte della contestazione giovanile per effetto dei costumi ormai totalmente cambiati e rispetto ad una socità che non rispecchiava più i valori nuovi e la voglia di cambiamento. Come vedi dalla stupidissima Love me Tender, si può dire si è cambiato un pò anche il mondo. Altro discorso è invece quello che tu fai sulla musica classica, che ha un pubblico più ristretto. E' un discorso cmq parallello. Senza Donizzetti e Puccini, precursori della canzonetta intesa come mini opera, embrione della musica leggera, forse la musica avrebbe avuto un corso un pò diverso. Ma se Elvis non esclude il valore di Dinizzetti, è vero anche il contrario. Su Toscanini invece ho da ridire. A parte il fatto che come Maestro era uno stronzo, dittatore, maleducato e arrogante, il suo modo di dirigere non fu per me nemmeno dei più apprezzabili. La velocità senza anima che imponeva agli spartiti poteva andar bene per l'imperiosità delle opere di Verdi. Ma su un Mussugosky o Tchaikovsky la cosa non era apprezzabile. Anzi. Non capisco cmq cosa ci sia di così aberrante nel riconoscere l'importanza di Elvis, solo perchè altri italiani sono stati nel loro piccolo importanti per la musica. E non capisco perchè si debba screditare una musica commerciale solo perchè tale. fg |
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#42 | |
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Senior Member
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#43 |
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Senior Member
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Quoto i posts 14 e 41!
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#44 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
Città: Trento, Pisa... ultimamente il mio studio...
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Proprio per niente. Anche dietro alla musica c'è una teoria, così come ci sono una forma ed un linguaggio, ed è del tutto evidente come quello della musica commerciale non sia originale. Senza nulla voler togliere ad elvis!
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#45 | |
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#46 | |
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Bannato
Iscritto dal: Jun 2005
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La musica si suddivide in buona musica e cattiva musica. Le altre suddivisioni sono puramente generistiche. Il fatto che la musica cosidetta commerciale abbia il fine della vendita non esclude che possa presentare veri capolavori, pensati magari non solo per vendere. Immagine di John Lennon è un capolavoro, una vera lirica come può esserlo la prima parte di Kholn Concert di Keith Jarret. senza dimenticare che Verdi o Debussy non scrivevano certo solo per la gloria. La musica è un'insieme di suoni atti a donare emozioni. Io ascolto Korea, Verdi, Jarret, musica napoletana, Pink Floyd, Elvis, Paco de Lucia, Al di Meola, Ottmar Liedbert, Chopin, Pino Daniele, Vivaldi, Matia Bazar, senza soluzione di continuità. Quando una musica mi da emozione, non distinguo se è commerciale o no, se è Clapton o i Gipsy King, se è un notturno op9 n2 mibemolle di Chopin o un album Progressive del 1972 dei ELP o Van deer Graaf generator. A me emoziona anche la musica di una pubblicità o Luna Rossa di Arbore esattamente come un blues di B. B King. Il resto per me non conta e lo lascio a chi da i voti con la matitina rossa. fg |
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#47 |
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Senior Member
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Mi sembra Fabio tu abbia frainteso e se rileggi con più calma vedrai che abbiamo detto cose non troppo dissimili. Anch'io ascolto (e suonavo sino a qualche hanno fa) qualsiasi tipo di musica purché mi piaccia e tanto per dire facevo diventare blues anche Autumn Leaves, mi piace molto contaminare. Ma dal punti di vista formale la lotta è impari. Appunto dicevo che non è da questo punto di vista che si ascolta il rock, il rock è energia ed Elvis è stato il primo musicista, insieme a Ludovico dell'Orto delle Rape,a cui mi sono appassionato, hotutti gli album dei Queen e dei Pink Floyd, mi piace molto Ivan Graziani ma Imagine no, non mi è mai piaciuta (ma questo è irrilevante).
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#48 | ||||||
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Stravinsky disse "La Musica è impotente di esprimere alcunchè, si tratti di un sentimento, di un comportamento, di uno stato psicologico" La musica esprime solo sé stessa, i sentimenti e i significati extra sono soggettivi. Quote:
Anche perché si è sviluppata in modo del tutto diverso. Anche le colonne sonore dei film di Kitano (quelle di Hisaishi) mi danno emozioni, ma sarei il primo a frustarmi se le paragonassi ad un Haydn. Quote:
Ultima modifica di Wolfgang Grimmer : 20-08-2007 alle 09:04. |
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#49 | |
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#50 |
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Non l'ho mai potuto sopportare.
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Diablo III |
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#51 | ||||
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Bannato
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L'unica differenza è che la musica leggera è più semplice nella composizione, ma proprio per questo a volte geniale. Come non pensare ad un capolavoro ascoltando Atom Hearth Mother o King Krimson, o come eludere che dopo Jimi Handrix la musica non fu più la setssa. Continui a confondere il valore della musica con le finalità Quote:
Non puoi scindere un fenomeno culturale da uno musicale per il semplice motivo che il fenomeno musicale è fenomeno culturale. Il fatto che alcuni artisti producano musica solo per elevare la qualità del prodotto ignorando il mercato non fa direttamente di quel prodotto una cosa interessante. Esistono grandi opere che sono puttanate a parte qualche riff azzeccato e musicaccia moderna fatta con un computer scambiata per musica dotta. Lo fu per pionieri come Tangerine Dream che oggi sarebbero House scadente e paranoica. La musica classica certo scandaglia l'animo umano in modo decisamente più poliedrico, ma il risultato resta sempre l'emozione. La musica nasce da un'emozione e tenta di rimbalzarla ad altri. Il resto è pura critica tecnicistica per pochi intimi, a volte spokkiosi. Lo dico a ragion veduta. Anni fa fui invitato da una rivista di musica a pubblicare le recensioni delle ultime pubblicazioni. Allora avevo fatto della musica una ragione di vita e conoscevo perfino l'ordine dei brani degli album in modo enciclopedico. L'ambiente è di una ipocrisia e spokkia che non si regge. Non accettai perchè avevo gli esami di maturità in ballo e persi un'occasione. Quote:
Il fatto che frequenti musica più elaborata non discrediti però la musica popolare che ha una sua funzione nobile e storica se non antropologica. Quote:
Non a caso mentre la musica occidentale nasce per essere fine a se stessa e quindi contiene elementi base della musica popolare evolutasi nel Rinascimento per apporto anche considerevole della melodia italiana, la musica giapponese è un elemento del teatro che nasce per sottolineare una trama mimata. Estrapolata dal conetsto teatrale, estremamente formale e rituale come lo è tutta la società nipponica, perde totalmente il suo scopo e risulta addirittura fastidiosa, a-ritmica, piena di dissonanze. E' lo stesso concetto della musica fatta per un film. Se isolata dall'immagine è assurda e ridicola. L'orecchio occidentale e soprattutto europeo o italiano si basa sulle melodie, sui refrains, su una scala precisa atta a produrre sonorità, suoni e composizioni che diano piacere. La trasposizione del concetto giapponese di musica fu l'Opera in occidente, ma sempre con un orecchio di riguardo alla musica che poteva essere estrapolata dalla teatralità e spesso diveniva talmente popolare da essere fischiettata e anzi fu la base della canzonetta commerciale. Rimarco però l'assoluta personalità dei criteri con cui si eleva il valore di una musica. Sia essa frutto di ricerca e struttura complessa, sia essa il classico intro-inciso-strofa-iciso. Ma sei razzista perchè separi i compiti degli operai scritti con inflessioni dialettali da quelli del figlio dell'avvocato scritti con latinismi e condizionali impeccabili. Invece dovresti soffermarti sull'esposto e capire che anche con un linguaggio tribale si può trasmettere un grande concetto o creare un capolavoro. per esteso effeggì Ultima modifica di FabioGreggio : 21-08-2007 alle 00:17. |
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#52 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
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molte volte c'è la brutta tendenza a confondere musica complicata con musica di qualità, oppure musica commerciale e di massa con musica scadente.
scommetto che se scrivo che a mio modo di vedere verdi è stato il più grande compositore italiano arriverà qualche "saggio vero intenditore di musica" che mi dirà che era troppo commerciale, che tizio è stato molto più innovativo etc etc. stiamtirando fuori una questione davvero subodola: credo che chi, in questo caso greggio, ha tirato fuori che elvis fosse uno degli innovatori della musica intendesse implicitamente di un certo tipo di musica, di cultura e di fenomeno che intercorreva a quei tempi. e invece figurarsi se non doveva venire fuori pure qui la storia che "elvis era un fenomeno per la massa e le ragazzine bla bla bla" se uno venisse semplicemente qui a dire " a me elvis faceva cagare, non mi piaceva" glielo concedo. è più che legittimo. ma doverci ricamare su una polemica di questo tipo lo trovo banale.
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EDIT by staff Ultima modifica di mt_iceman : 21-08-2007 alle 00:34. |
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#53 |
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Iscritto dal: Dec 2003
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Ci provo, ma non riuscirò ad essere né chiaro né esaustivo, temo.
Ci provo perché ho come l'idea che la discussione si stia svolgendo su due piani differenti senza interazione! La musica è - come ogni forma d'arte - un linguaggio. Non un linguaggio semplice, ma pur sempre un linguaggio, con una sua sintassi, una punteggiatura, un vocabolario, un alfabeto. L'alfabeto è semplicissimo: 12 note, con le quali si possono costruire 24 tonalità. La sintassi, invece, è decisamente complicata. Esistono due livelli di codifica musicale: il primo tratta della struttura orizzontale e verticale del pezzo, nota per nota, il secondo tratta del brano per intero. Il primo livello è decisamente il più complicato: consta di due grandi discipline, che sono l'armonia e il contrappunto. Quest'ultima, che nasce agli albori della polifonia (XI secolo?), si sviluppa e trova il massimo splendore nel 500, viene quindi portata alla perfezione da Bach, nel 1700. Cade poi in disuso come prassi, ma tutti i grandi compositori la conoscono, dominano e usano: da Mozart a Beethoven a Brahms a Franck a Mahler. Il contrappunto (sto banalizzando all'inverosimile... un po' come se dicessi che la matematica consiste nel fare le addizioni) è una serie di schemi elaborativi per una melodia, che permette di trasformarla e farla evolvere in modi diversissimi. Prevede che la partitura sia divisa in voci equipollenti (è un sistema musicale molto democratico!) che si rapportano fra di loro in modo preciso ma non gerarchico, per imitazione l'una dell'altra o per contrapposizione, rovesciamento, specchio, diminuzione e via dicendo. L'armonia invece prende consapevolezz di sé come disciplina con l'avvento del Barocco, in particolare con l'invenzione del Basso Continuo (se ne trova traccia nei concerti di Banchieri, nelle opere di Monteverdi e nei suoi madrigali e viene teorizzato per la prima volta da Agostino Agazzari, in un trattato del 1607), e raggiunge la perfetta codifica con il trattato di Rameau, del 1722 (credo!). Il libro di testo per chi studia armonia sono - per antonomasia - i Corali di Bach: l'armonia riguarda la successione non di singole note, ma di accordi, formati dal sovrapporsi di voci che non sono più indipendenti, ma sottoposte a dei vincoli molto ben precisi. La successione stessa di accordi possibili è sottoposta a dei vincoli ferrei, così come è ben regolato (voci che si muovono per quinta o ottava parallela sono "proibite") il modo in cui le singole voci devono andare da un accordo all'altro. Schematizzando, il contrappunto è quel bagaglio di norme che regola l'evoluzione orizzontale di una melodia nelle diverse voci, l'armonia è quel sistema che stabilisce la successione degli accordi. Queste due teorie trovano la perfetta fusione nel genere della fuga, apoteosi della genialità dei compositori del barocco. L'armonia subisce - da parte dei romantici - una forma di eversione: al canone armonico subentra un canone estetico (due accordi vanno messi vicini solo perché la successione secondo me suona bene). Le regole d'oro, però, rimangono in piedi fino al novecento: Sono pochi quelli che osano scrivere per quinte o per ottave parallele, anche fra i romantici! Il secondo livello riguarda la forma, che determina la codifica macroscopica del pezzo per intero. Sonata, Fuga, Sinfonia, Concerto sono esempi di forma. Vi siete mai chiesti perché un concerto barocco in Do Maggiore presenta sempre un allegro in DO, un largo (o andante o...) in La minore e infine un altro allegro, più veloce del primo, di nuovo in do maggiore? Beh, non è un caso. Conosco una sola eccezione nel barocco a questa regola (ce ne saranno molte altre, ma sono davvero rare)! Prendete inoltre le sonate di mzoart: vi è capitato di riconoscere un motivo iniziale che viene ripetuto, magari un po' più alto o un po' più basso? Nemmeno questo è un caso. La forma subisce la maggiore eversione durante il romanticismo: viene vista come una cogenza e il musicista vi si rivolta contro. Ora, non voglio assolutamente andare oltre, ma questo era solo per dare un'idea - la punta della punta della punta di un iceberg - di quello che sta sotto al linguaggio "Musica". Si dà il caso che la musica "commerciale" - in generale la musica non cotla - recuperi molto dell'armonia classica, magari in modo grossolano, ma mantenendone i precetti generali. Se estrapolate la struttura armonica di Aserejé, Let it be, La canzone delle osterie di fuori porta (sono stato abbastanza vario? no? mettiamoci anche November rain!), troverete dei versetti ben codificati e già presenti in letteratura. Nel 90% dei casi. Il rimanente 10% si ispira al Jazz. La musica non è solo estetica: pretendere di capirla al volo, senza conoscerne almeno un po' il background, è presunzione. Purtroppo la scuola italiana non dà peso ad una materia così importante e bella, che viene irrimediabilmente sacrificata. Questo non vuole esprimere alcun giudizio di merito nei confronti di alcun cantante o artista: non ascolto certo solo musica classica, mi piace un po' tutto (tranne il jazz ) e apprezzo la grandezza di molti artisti non "colti".Ciononostante credo che prima di dare giudizi - nel bene o nel male - servirebbe acquisire un po' più di competenza. Scusatemi per gli eventuali strafalcioni, ma purtroppo non è facile spiegarsi in poche parole
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Direi che l'uso del contrappunto, fra i non barocchi, è un buon metro
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L'orecchio occidentale e soprattutto europeo o italiano si basa sulle melodie, sui refrains, su una scala precisa atta a produrre sonorità, suoni e composizioni che diano piacere.
La trasposizione del concetto giapponese di musica fu l'Opera in occidente, ma sempre con un orecchio di riguardo alla musica che poteva essere estrapolata dalla teatralità e spesso diveniva talmente popolare da essere fischiettata e anzi fu la base della canzonetta commerciale. [/quote] Ecco, questa ad esempio è una bestialità. L'opera è un prodotto autenticamente italiano, per di più è un prodotto nato a tavolino nelle accademie ![]() Inoltre... sapevi che la "scala" della musica europea è quella per cui le frequenze relative di ogni nota corrispondono ad un rapporto fra armoniche? C'è una ragione fisica (battimenti...) per cui suona particolarmente bene la musica occidentale
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Ammetto che sei stato bravo e sono d'accordo con quel che hai tentato di fare.
Per quello che ho quotato invece posso dirti una sola parola: VERGOGNATI
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Preferisco l'arte della fuga ![]() (si tratta di una considerazione personale, questa volta!!!) Comunque grazie
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Se per esprimere un giudizio in qualsiasi campo devo avere delle lauree sennò si taccia, la cosa mi sembra eccessiva. Quello che tu hai descritto è la base della musica dagli albori ad oggi. Se chiedi a Eric Clapton cosa ne pensa, ti fa una smanettata sulla chitarra e capisci che è genio a prescindere. Ora possiamo anche addentrarci nel cavilloso fino a litigare tanto da augurarci ti cadano dei si bemolle in testa, scivolando magari un pò sul chi ce l'ha più lungo con corposi copia incolla a supporto, ma tutto questo elude dal fatto che Elvis fu innovatore epocale, volenti o nolenti, come lo furono i Beatles e Rolling, come lo furono i Pink Floyd senza i quali non avremmo avuto nel la House, la Techno, e forse nemmeno i Genesis, come lo fu Handrix che rivoluzionò la chiatarra elettrica e senza il quale non si avrebbe avuto il 90% del rock dei successivi 20 anni. Ah, Hendrix non conosceva la musica, suonava ad orecchio. Per lui il contrappunto era il contrario di giustappunto. Che per una certa musica occorra una preparazione mostruosa è risaputo. Ma anche le geisha giapponesi studiano anni per fare un the. Il risultato dipende dai gusti. Sempre di the trattasi. Senza sminuire chi vive di musica e studia, qui si sta parlando di innovatori ognuno nel suo campo. E ognuno di noi ama uno di quei campi. Chi semplice, chi complicato, chi talmente complicato che sono in tre in tutto il mondo a capirlo. fg Ultima modifica di FabioGreggio : 21-08-2007 alle 01:31. |
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#59 | |
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Senior Member
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I figli degli operai nel tuo esempio scrivono evidentemente peggio, ovviamente non è colpa loro (ma è colpa della società classista), ma resta il fatto che scrivono peggio. Poi con un certo estro possono creare anche scritti interessanti, ma rimarranno sempre limitati... Il tutto avulso dal contesto musicale |
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#60 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2003
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Probabilmente il discorso è un po' degenerato anche perché probabilmente non ci si capisce troppo, quello che mi premeva fosse chiaro è che la grandezza - su cui non ho dubbi - di Elvis è dovuta anche alla grandezza di altri che sono venuti prima di lui, e che gli hanno dato gli strumenti per. Se non ci fossero stati Planck, Einstein, Schroedinger, Heisenberg e via dicendo, Kohn non avrebbe mai preso il nobel per la fisica. Questo non vuol certo dire che Kohn non sia da stimare (ho avuto per mesi il suo teorema in signature, e probabilmente passerò buona parte della mia vita a lavorare con risultati ottenuti da lui), ma senza i "padri fondatori" della meccanica quantistica non avrebbe avuto ragione di esistere. QUello che dico sembra una banalità del tutto gratuita - al limite della stupidità - ma il problema, secondo me, è che in musica si tende troppo spesso a dimenticare dell'esistenza di questi "padri", dei quali spesso non si conosce nemmeno l'esistenza. Sono un grande ammiratore di Guccini: i suoi testi mi emozionano - per davvero, anche quelli con cui non ho nulla da spartire come eskimo o 100 Pennsylvania avenue - ma non credo che sia giusto paragonarlo a Leopardi o a Dante. Per carità: nemmeno a Britney Spears! O no? EDIT: c'è infine un'altra cosa che mi preme dire: un po' di competenza non guasta mai. In questa sezione (non siamo in scienze e tecnica!) non è certo una condizione necessaria, né richiesta, né importante, ma ci vorrebbe l'umiltà di mettere un IMHO ogni tanto
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Ultima modifica di Lucrezio : 21-08-2007 alle 01:55. |
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) e apprezzo la grandezza di molti artisti non "colti".








