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#101 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Messaggi: 1364
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#102 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Vicenza
Messaggi: 20129
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specialmente oggi dove vedo che molti mariti ( magari amici miei ) si danno da fare in casa e con la famiglia , sta scusa per le donne non regge piu'. quindi una donna che viva 5 anni piu' dell'uomo e va in pensione 5 anni prima , imho non ha nessun senso logico. quindi , viva il referendum , se mai qualcuno avesse l'idea di promulgarlo. coapzpa
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FINCHE' C'E' BIRRA C'E' SPERANZA !!!
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#103 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Messaggi: 1364
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#104 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2000
Città: Roma
Messaggi: 1786
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Comunque sia un bonus per ogni figlio avuto mi sembrerebbe doveroso...
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La mia config: Asus Z170 Pro gaming, Intel i5 6600k @4.5Ghz, cooler master 212x, corsair vengeance 8Gb ddr4 2133, SSD sandisk ultra II 480Gb, Gainward GTX960 4Gb, Soundblaster Z, DVD-RW, ali Corsair CX750M, Case Thermaltake Suppressor F31 |
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#105 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Vicenza
Messaggi: 20129
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Beh del resto noi facciamo parte della razza "umana" ( da uomo) non di quelle " donnana" eh! quindi gia' questo dovrebbe far capire chi comanda sul pianeta terra!
Copapzpaza
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FINCHE' C'E' BIRRA C'E' SPERANZA !!!
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#106 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Messaggi: 1364
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ahahaha mo gemma ti fulmina. Ultima modifica di T3d : 07-07-2007 alle 16:27. |
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#107 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Messaggi: 1334
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Questa idea che "l'uomo non fa un cazzo e la donna fa tutto" sta diventando sempre più una scusa per difendere privilegi indifendibili. Poi quando metti una donna di fronte all'evidenza ti accusa di maschilismo, che va sempre bene per ogni evenzienza. |
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#108 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Messaggi: 1334
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#109 |
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Junior Member
Iscritto dal: Jan 2006
Messaggi: 16
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C'è lavoro ,..e lavoro!!!
PENSIONI: DE MASI CARRA FARA, CIPPUTI E' IL 33% FORZA LAVORO
(AGI) - Roma, 7 lug. - 'Cipputi' esiste: il lavoro manuale spesso faticoso e usurante e' il 33% dell'intera forza lavoro del Paese e riguarda l'industria manifatturiera di grandi, piccole e medie dimensioni ma anche alcuni comparti del terziario. Lo sostengono due sociologi, studiosi del mondo del lavoro, Domenico De Masi e Gian Maria Fara e l'economista, collaboratore con l'Ires-Cgil, Aldo Carra. "C'e' molto ideologismo nel dibattito politico: si dovrebbe avere il coraggio di distinguere nettissimamente i diversi lavori per individuare quelli piu' gravosi ed usuranti - spiega Carra - che non riguardano solo gli operai ma anche altre qualifiche: e poi sistematizzarli in specifiche tabelle con relativi pesi della gravosita'". Un esempio? "Un anno in ufficio non e' uguale ad un anno in fonderia - risponde Carra - Si potrebbe stabilire che 20 o 25 anni passati in fonderia valgono di piu' dei 20-25 passati in ufficio". E sull'allungamento dell'eta' media di vita, Carra ha da notare che "non e' affatto vero che l'eta' media di vita e' uguale per tutti: per gli operai e' piu' bassa, di 4-5 anni in meno di altre professioni per cui e' profondamente sbagliato dire che l'eta' media della vita si allunga senza precisare per chi e di quanto". 07/07/2007 http://finanza.repubblica.it/scripts...codnews=182292 Aloa |
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#110 |
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Junior Member
Iscritto dal: Jan 2006
Messaggi: 16
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IL COLLOQUIO. Il presidente della Camera avverte gli alleati
"Il programma di governo deve essere rispettato" Bertinotti: "Sulle pensioni non voglio la crisi ma ammetto che il rischio esiste" "Socialmente intollerabile alzare l'età per gli operai" di MASSIMO GIANNINI "NON possumus...". C'è un'indignazione vera, ma anche una sofferenza acuta, nelle parole di Bertinotti. Discutiamo da un'ora, nel suo studio a Montecitorio. Sulla riforma delle pensioni, oggi come nel 1998, il governo di centrosinistra rischia di cadere. E dopo un lungo colloquio con il presidente della Camera, si capisce che il pericolo è reale. Rifondazione comunista (di cui Fausto il Rosso resta il faro, nonostante il riserbo istituzionale che s'è imposto) non può accettare né lo "scalone" di Maroni, né lo "scalino" di Damiano. Non può accettare nessun innalzamento "in corsa" dell'età pensionabile per la categoria degli "ultimi nella moderna gerarchia sociale": gli operai. Quelli che "hanno lavorato duro per una vita". Quelli ai quali, oggi, non puoi dire "lavora un altro anno". Su questo punto non c'è vincolo di coalizione che tenga. Ogni violazione del patto che lo Stato ha sottoscritto con queste persone "sarebbe socialmente intollerabile". Bertinotti usa la formula di Pio IX ai tempi della Questione Romana: "Non possumus". Non è un monito a Prodi. Non è una minaccia al governo. Il presidente della Camera non vuole condizionare la trattativa, mettere veti alla maggioranza, imporre la linea al suo partito. Fa un ragionamento politico-culturale. Parte da lontano, e ripete quello che ha scritto nell'editoriale della rivista "Alternative del socialismo", in uscita nei prossimi giorni: "La sinistra si trova oggi di fronte a una sfida drammatica, forse la più difficile della sua storia: quella dell'esistenza politica. Quello che si affaccia è l'orizzonte di un vero e proprio declino". Di fronte alla ventata di "organicismo liberista" che attacca in radice la politica, "l'eredità del movimento operaio del '900 rischia di essere cancellata". "Io - aggiunge - resto ancorato al cleavage destra-sinistra, e resto affezionato all'idea di sinistra che ci ha insegnato Norberto Bobbio, con il suo discorso sull'uguaglianza". "Vede - ragiona il leader - io capisco che la politica è sempre più lontana dalla gente. Ma non posso accettare che lo "straniamento" si spinga fino a questo punto. Non posso accettare che i politici non sappiano più cos'è la vita delle persone in carne ed ossa". Una volta, soprattutto a sinistra, le cose non andavano così. "Ricordo Giorgio Amendola, che veniva alla Quinta Lega di Mirafiori, guardava in faccia quelle persone, ci parlava. Poi il partito decideva a modo suo, ma c'era ascolto, c'era dialogo. Oggi no. Oggi il problema delle pensioni viene declinato in due soli modi. Si dice che l'età pensionabile va innalzata perché le aspettative di vita si sono allungate, e perché il sistema non è in equilibrio dal punto di vista finanziario". Sono risposte "agghiaccianti". "Dove sono le donne e gli uomini, dietro queste risposte?". C'è quasi rabbia, nelle parole del presidente della Camera: "Ci sono 130 mila persone che l'anno prossimo hanno maturato il diritto ad andare in pensione. Molte hanno lavorato 35 anni in fabbrica, 48 ore a settimana. Con salari minimi, con turni massacranti. Per loro andare in pensione è come raggiungere un'oasi. E se tu gli sposti l'oasi, anche solo di un metro, commetti un delitto sociale. Un delitto che noi non possiamo e non vogliamo commettere...". Questo, dunque, è il paletto invalicabile della trattativa. Qualunque intervento sull'età pensionabile deve "salvare" i diritti acquisiti degli operai. "Sono pochi? Può darsi. Ma io voglio guardare negli occhi ed ascoltare le lavoratrici tessili del biellese, o i lavoratori metalmeccanici che non hanno avuto la fortuna di trovarsi un Marchionne come capo-azienda. Sono persone che hanno maturato un diritto sacrosanto, e noi abbiamo il dovere di garantirglielo. E sa perché? Non per ragioni "di classe", come qualcuno potrebbe pensare. Ma proprio per l'idea di sinistra che ci ha insegnato Bobbio, quella che ruota intorno all'uguaglianza. Nella nostra società questi sono gli "ultimi". Questi sono i "deboli". E io, che rifiuto l'idea di vederli contrapposti ai giovani in un presunto e per me insostenibile "conflitto generazionale", voglio difenderli. È esattamente questa la ragione per cui noi facciamo politica, e la ragione che nel secolo scorso ha consentito alla stessa politica di raggiungere il suo punto più alto, ponendosi l'obiettivo della trasformazione radicale della società". Questa visione, che i suoi critici definiranno vetero-operaista, non lo spaventa: "Certo, diranno che sono classista, diranno che sono conservatore. Ma in realtà garantire i diritti acquisiti a quelle persone è una risposta doverosa persino nell'ottica del "capitalismo compassionevole"...". Quello che Fausto il Rosso non accetta è che il problema di quelle "persone in carne ed ossa" venga rimosso, come se non esistesse. "L'ho detto a Padoa-Schioppa, quando è stato qui da me: io capisco che il tuo vincolo è l'equilibrio finanziario. Ma tu cosa rispondi al mio vincolo, che invece è la tutela che dobbiamo a quei lavoratori?". Allo stesso modo, non sopporta che il problema venga aggirato, con quella che chiama "la formula ambigua dei lavori usuranti". "Che vuol dire lavori usuranti? C'è chi dice che è usurante fare la maestra d'asilo. E come dovremmo definire allora il lavoro di chi fa il turnista in un'azienda meccanica, o di chi passa la giornata davanti a una pressa? Sono pronto a sostenere il confronto in un'assemblea sindacale, di fronte ai lavoratori del pubblico impiego. Sono pronto a spiegare perché è legittimo chiedere a loro di andare in pensione più tardi. Durante la vita lavorativa, hanno beneficiato di condizioni che un operaio non raggiungerà mai: contratti, orari, disciplina normativa, livelli retributivi, garanzie occupazionali. Non è giusto difendere la disuguaglianza di condizioni mentre si lavora, e poi pretendere l'uguaglianza solo quando si va in pensione". Come si può trovare l'intesa, al tavolo con le parti sociali, il presidente della Camera non può e non vuole dirlo. "Non sta a me indicare soluzioni. Le trovino loro...". Purché le trovino. Ignorare il tema non si può: "Capisco un approccio alla Sarkozy, che brutalmente dice ai lavoratori "vi do più soldi, vi detasso gli straordinari, purché lavoriate di più". Per me è una soluzione impraticabile. Ma è il segnale che si riconosce l'esistenza di un problema, anche se gli si dà una soluzione sbagliata". Qui, secondo Bertinotti, si rischia di dare una soluzione sbagliata proprio perché non si vuole vedere il problema. E la ragione, secondo le parole usate nell'editoriale per la sua rivista, sta anche e soprattutto "nell'insidia neo-borghese", cioè in quella tendenza di una certa classe dirigente, nel mezzo della transizione incompiuta, a voler "precludere alle sinistre critiche ogni possibilità di essere attive nei processi politici". Il "manifesto" di Montezemolo all'assemblea di Confindustria è "la punta dell'iceberg". E' il paradigma di una strategia che mira innanzitutto a "sradicare la sinistra dal Nord del Paese", dove c'è "la frontiera dell'innovazione capitalistica europea", e dove "se sei a rischio come sinistra di alternativa, sei a rischio per il futuro". E in subordine, mira a "cancellare le categorie di sinistra e di destra", in nome di una presunta "neutralità" delle politiche e di una palese "inutilità" della politica. E punta a creare uno spazio in cui, alla fine, "tutto diventerebbe centro". Nelle sue diverse versioni e nelle sue possibili conformazioni. Lui non lo dice espressamente. Ma c'è una sponda politica, per questo disegno tecnocratico. E non è solo quella di Casini. È anche quella di Dini. Stretta in questa tenaglia, secondo l'analisi di Bertinotti, la sinistra radicale ha due doveri. Il primo è accelerare al massimo "sulla costituente del soggetto unitario e plurale della sinistra di alternativa", che deve ambire alla "ricerca sul socialismo del XXI secolo". Il secondo è riaffermare con orgoglio il suo "non possumus" sulla previdenza. La domanda cruciale è: fino a che punto? Si può arrivare a una crisi del governo Prodi sulle pensioni, come accadde nel '98? Il presidente della Camera pesa le parole: "Non si può escludere nulla. Certo oggi le condizioni sono diverse dal '98. Allora facemmo una scelta politica dolorosa ma necessaria. Prodi scelse una strada che noi non potevamo imboccare, e decidemmo di riprenderci la nostra autonomia. Ma allora c'era solo un patto di desistenza. Oggi c'è invece un'alleanza organica, e c'è un programma comune che, piaccia o no, tutti gli alleati hanno sottoscritto. Oggi tutti, da Rifondazione al Pdci ai Verdi, capiscono che questo governo e questa maggioranza rappresentano l'equilibrio più avanzato possibile, per le forze della sinistra di alternativa. Dunque nessuno vuole la crisi. Ma questo non vuol dire che il rischio non c'è...". Il quadro politico è così "sfarinato", si sarebbe detto ai tempi di Rino Formica, che Fausto il Rosso vede un pericolo diffuso, e annidato ovunque: "Le pensioni arriveranno al voto qui alla Camera in autunno. Ma prima avremo l'ordinamento giudiziario, con le tensioni tra Mastella e Di Pietro. Poi c'è un altro focolaio, tra conflitto d'interessi e riforma delle tv. Per non parlare della legge elettorale, che resta sullo sfondo, irrisolta...". Insomma, Bertinotti non lo dice, ma applica al governo la metafora del "vestito liso": si sta logorando, e dunque si può strappare. In ogni momento, e in qualunque sua parte. Per evitarlo c'è un solo modo: una guida politica forte. Molto più forte, molto più incisiva. Che guidi i processi, e non si faccia travolgere. Ma questo è un problema che non si può porre al presidente della Camera, perché riguarda solo il presidente del Consiglio. (6 luglio 2007) http://www.repubblica.it/2007/07/sez...tti-crisi.html Aloa |
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#111 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Messaggi: 1364
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ma sta benedetta lista dei lavori usuranti si fa o no?
risolverebbe tutti i problemi dentro il governo... mannaggia! |
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#112 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Jan 2006
Messaggi: 16
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Probabile si finisca per "definire" quelli che per antonomasia risultino i più "faticosi": Le "Tute Blu" e il lavoro a cottimo è senza dubbio contemplato, anche perchè l'"area" della cosidetta "sinistra" viene da quegli ambienti!! Credo che altre categorie ne abbiano diritto comunque , c'è da dire che anche negli stessi comparti i lavori non sono tutti "usuranti", la scelta è assai ardua e si rischia di escludere il giusto!! Aloa |
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#113 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Messaggi: 1364
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#114 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Jan 2006
Messaggi: 16
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Quelli che danno le Pensioni d'Invalità per clientelismo!!?? A quelli che danno i giorni di mutua ai piloti e simili ,in occasione di precettazioni!!?? A quelli che danno i giorni di mutua se gli dici che non hai voglia di lavorare!!?? Veramente , T3d , ogni scelta può sembrare la meno azzeccata!! I Sindacati è vero che sono corporazioni , ma c'è da osservare che la realtà del loro comparto la conoscono tramite le rappresentanze di base , con questo non voglio dire che la scelta sia questa , ma è indubbio constatare la composizione del "tavolo di trattativa": Sindacati / Politici Entrambi hanno consulenti del lavoro , c'è da sperare che conoscano le realtà oggettive dell'ambito professionale. Aloa |
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#115 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Messaggi: 1364
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io intendevo dare ai medici l'ultima parola sul tavolo della trattativa su quale lavoro possa essere definito usurante o no... insomma un parere professionale ed il più oggettivo possibile |
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#116 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Messaggi: 1334
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L'oggettività in Italia si misura in base allo spessore della mazzetta.
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#117 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Jan 2006
Messaggi: 16
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già la Legge del 1999 ha individuato alcuni lavori usuranti (D.M. 19 maggio 1999), ma c'è da osservare che "predomina" il fatto "Nocivo" più che quello "Usurante"!!(questo è quello che fini ad oggi si è potuto definire) Sembra vadano di pari passo , ma la differenza non è tanto sottile , la fatica non è detto sia nociva , più che altro sarà una conseguenza appurata. " 1.Nell'ambito delle attività particolarmente usuranti individuate nella tabella A, allegata al decreto legislativo 11 agosto 1993, n. 374 sono considerate mansioni particolarmente usuranti, in ragione delle caratteristiche di maggiore gravità dell'usura che esse presentano anche sotto il profilo dell'incidenzadella stessa sulle aspettative di vita, dell'esposizione al rischio professionale di particolare intensità,delle peculiari caratteristiche dei rispettivi ambienti di attività con riferimento particolare alle componentisocio-economiche che connotano, le seguenti, svolte nei vari settori di attività economica: - lavori in galleria, cava o miniera: mansioni svolte in sotterraneo con carattere dei prevalenzae continuità; - lavori nelle cave: mansioni svolte dagli addetti alle cave di materiale di pietra e ornamentale; - lavori nelle gallerie: mansioni svolte dagli addetti al fronte di avanzamento con caratteredi prevalenza e continuità; - lavori in cassoni di aria compressa; - lavori svolti dai palombari; - lavori ad alte temperature: mansioni che espongono ad alte temperature, quando non sia possibile adottare misure di prevenzione, quali, a titolo esemplificativo, quelle degli addetti alle fonderie di seconda fusione, non comandata a distanza, dei refrattaristi, degli addetti a operazioni di colata manuale: - lavorazione del vetro cavo: mansioni dei soffiatori nell'industria del vetro cavo eseguitaa mano e a soffio; - lavori espletati in spazi ristretti, con carattere di prevalenza e continuità e in particolare delle attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale, le mansioni svolte continuativamente all'interno di spazi ristretti quali intercapedini, pozzetti, doppi fondi, di bordo o di grandi blocchi strutture; - lavoro di asportazione dell'amianto: mansioni svolte con carattere di prevalenza e continuità. Aloa |
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#118 |
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Junior Member
Iscritto dal: Jan 2006
Messaggi: 16
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#119 |
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Bannato
Iscritto dal: Feb 2001
Città: outside italy
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rispondo a tutti e chiudo: siete dei cialtroni, le statistiche non mentono.
E fate le vittime ![]() (e comunque io non sono femminista: io sto al femminismo come la misogenia sta al maschilismo |
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#120 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Messaggi: 1364
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Quote:
divertente. ah grazie del cialtrone... non ti segnalo perchè mi frega 'na sega |
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