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Old 21-01-2007, 18:20   #1
gretas
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Vittorio Emanuele: Salvatore Sottile e il caso Mussolini

MigliardiIl sabotaggio della lista Mussolini: Il commento del Gip

La vicenda della Mussolini


LA VICENDA RIGUARDANTE L’ESCLUSIONE DELLA LISTA “ALTERNATIVA SOCIALE” GUIDATA DA ALESSANDRA MUSSOLINI DALLE CONSULTAZIONI ELETTORALI RELATIVE ALLA REGIONE LAZIO SVOLTESI IL 3 E IL 4 APRILE 2005. TULLIO CICCOLINI E SALVO SOTTILE.



Altra vicenda di sicura rilevanza (…) è quella riguardante il “sabotaggio” della lista “Alternativa sociale” della Mussolini, ordita ed attuata in occasione delle consultazioni elettorali della Regione Lazio della primavera del 2005, vicenda ancora una volta emblematica dell’ambiente e del tessuto nel quale i predetti indagati si muovono.
Dal monitoraggio delle linee telefoniche in uso a SOTTILE Salvatore e a CICCOLINI Tullio, invero, sono emerse una serie di conversazioni, intrattenute da costoro con SCHIUMA SABBATANI Fabio, qui di seguito integralmente riportate, il cui tono ed il cui contenuto delineano il configurarsi di fatti e di circostanze penalmente rilevanti a carico dei soggetti in epigrafe indicati.
Più in particolare, tali fatti si inscrivono nella cornice di una complessa vicenda di cronaca politica, che ha registrato l’esclusione della lista “Alternativa Sociale”, formazione politica guidata da Alessandra MUSSOLINI, dalle consultazioni elettorali svoltesi nel Lazio il 3 e 4 aprile 2005, per il rinnovo degli organi rappresentativi regionali.
La decisione di escludere la lista “Alternativa sociale” dalle consultazioni elettorali del maggio 2005, era stata assunta il 12 marzo 2005 dalla Commissione elettorale centrale presso la Corte d’Appello di Roma, ed era scaturita dall’accertamento della ricorrenza di numerose irregolarità nelle sottoscrizioni, che la lista aveva presentato per concorrere alla competizione elettorale.
Infatti, secondo la normativa in vigore all’epoca dei fatti in materia di elezione dei Consigli Regionali a Statuto ordinario, la presentazione di ciascuna lista alle consultazioni elettorali doveva essere sottoscritta da un numero minimo di elettori (pari, nel caso del Lazio a 3.500). Inoltre, le sottoscrizioni in questione, autenticate da un pubblico ufficiale e depositate presso la Cancelleria della Corte d’Appello, dovevano essere raccolte su un apposito modulo, recante, insieme al contrassegno della lista e al nome, cognome, luogo e data di nascita dei candidati, i dati relativi a nome, cognome, luogo e data di nascita del sottoscrittore.
Proprio la rilevazione nei moduli depositati dalla lista “Alternativa Sociale” di reiterate irregolarità ed incongruenze relative ai dati identificativi di taluni sottoscrittori, aveva fatto sì che, delle 4300 sottoscrizioni presentate dalla formazione politica capeggiata dalla MUSSOLINI, ne fossero ritenute regolari soltanto 3368, numero, per legge, insufficiente a garantire la partecipazione alla competizione elettorale.
A portare il caso all’attenzione della Commissione elettorale era stato, il 10 marzo 2005, tale Marco DE VINCENTIIS, candidato della lista “Storace”, formazione elettorale facente capo al noto esponente politico di Alleanza Nazionale Francesco STORACE, all’epoca dei fatti Presidente della Regione Lazio nonché avversario politico di Alessandra MUSSOLINI, la cui candidatura rischiava di sottrarre voti decisivi per una sua eventuale rielezione.
Alla denuncia del DE VINCENTIIS si era poi aggiunta un’ integrazione, corredata da un’accurata documentazione, comprovante le denunciate irregolarità, presentata da Fabio SCHIUMA SABBATANI, all’epoca consigliere comunale di Roma, nonché candidato al Consiglio regionale del Lazio nelle fila della predetta lista “Storace” .
Il 16 marzo 2005 il Comune di Roma denunciava che l’acquisizione dei dati utilizzati dagli esponenti della lista “STORACE”, per dimostrare le presunte irregolarità compiute dalla lista “Alternativa sociale”, era avvenuta violando abusivamente la banca dati dell’anagrafe capitolina. In particolare, secondo quanto riportato all’epoca dai più diffusi organi di stampa, il Comune rimarcava che gli accessi illeciti erano avvenuti tramite postazioni della Società Laziomatica s.p.a., società della Regione Lazio, che ne gestiva la rete informatica e che era abilitata ad interrogare la banca dati comunale, per le attività concernenti l’erogazione delle prestazioni sanitarie.
Dall’ascolto delle conversazioni telefoniche qui di seguito versate emerge in maniera nitida come lo SCHIUMA Fabio si sia procurato “in maniera piratesca” – secondo la sua stessa definizione - ben 1.300 schede anagrafiche del Comune di Roma, di cui ha sistematicamente violato il sistema informatico con l’aiuto di un hacker.
In proposito, si rivelano esemplari le conversazioni telefoniche nel corso delle quali lo SCHIUMA confida l’accaduto, con dovizia di particolari, a Salvatore SOTTILE, portavoce ufficiale del presidente di Alleanza Nazionale Gianfranco FINI.
Invero, qualche ora dopo che le principali agenzie di stampa battevano la notizia dell’avvenuta esclusione della lista “Alternativa sociale” dalle consultazioni elettorali regionali in Lazio, lo SCHIUMA contatta il SOTTILE e senza indugio gli annuncia che l’estromissione della MUSSOLINI dalla competizione elettorale laziale è opera sua : “ho fatto un buon lavoro….sono stato io, Salvatore, non si dice in giro, perchè mi stanno a cercare per ammazzarmi…sono io che ho prodotto tutta la documentazione alla Corte..., alla Corte d'Appello, che è quella proprio che si è pronunciata no?” .
In seguito, lo SCHIUMA descrive nei dettagli l’operazione, precisando di essersi recato di persona in Tribunale a consegnare: “ mille e trecento schede anagrafiche del Comune di Roma che ho preso in maniera piratesca.”
Né possono residuare equivoci sull’accezione del termine “piratesco”, utilizzato dallo SCHIUMA per qualificare la propria condotta, essendo lo stesso SCHIUMA a suffragarlo, per ben due volte, nel corso della medesima conversazione telefonica. Quest’ultimo, infatti, prima specifica al SOTTILE: “…non ho utilizzato la procedura esatta nella richiesta di queste schede qua, no, di queste schede anagrafiche…alias col computer con…un pirata. Ci siamo inseriti dentro e abbiamo preso tutto quanto. So’ tre giorni che sto butta…due giorni che stò buttato qua alla Corte d’Appello…” e poi, colloquiando con la moglie del SOTTILE, Deborah CHIAPPINI, ribadisce:“ho preso tutto al Comune, ho preso tutti i certificati di ognuno; glieli ho allegati e hanno, gli hanno tolto circa ottocento firme, con un haker, con un haker siamo andati sul Comune, abbiamo preso tutto…”
L’insieme delle affermazioni dello SCHIUMA, rese telefonicamente al SOTTILE e alla moglie di questi, appaiono una vera e propria ammissione di colpevolezza in ordine al reato di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, di cui all’art.615 ter del codice penale. Lo SCHIUMA, infatti, dopo essersi vantato con i suoi interlocutori di aver “fatto saltare” la lista della MUSSOLINI, spiega, senza possibilità di equivoci, di essere riuscito nell’intento, avendo esibito prove, che si è procurato, accedendo clandestinamente al sistema informatico contenente la banca dati dell’anagrafe del Comune di Roma, di cui è riuscito ad aggirare e violare le misure di sicurezza, grazie all’abilità del pirata informatico, che gli ha dato man forte nell’esecuzione di tale illecita operazione.
Il tenore delle medesime asserzioni, poi, non lascia adito al minimo dubbio, circa la piena consapevolezza dello SCHIUMA di aver posto in essere una condotta illecita. Costui, infatti si mostra consapevole delle conseguenze penali, cui può andare incontro a causa del suo gesto: “solo che adesso mò mi possono rompere il cazzo a non per violazione dei dati della privacy, perchè io non li ho comunicati a nessuno, quelle schede anagrafiche…però per, diciamo, uuhmm, non ho utilizzato la procedura esatta nella richiesta di queste schede qua no, di queste schede anagrafiche…alias col computer con...un pirata. Ci siamo inseriti dentro e abbiamo preso tutto quanto.”
Qualche giorno più tardi, il 15 marzo 2005, il medesimo SCHIUMA, sinceramente preoccupato per i contraccolpi mediatici, riconducibili alla sua possibile iscrizione nel registro degli indagati, chiede consiglio proprio al SOTTILE, che lo tranquillizza su come comportarsi, invitandolo a tenere un basso profilo. “ Adesso a me mi conviene aspettare, tanto ora mi indagheranno, mi faranno…” prevede lo SCHIUMA e il SOTTILE replica: “sì,sì,tanto,non fare que…eheh.Ti conviene non fare casino, tanto fino a venerdì non fare nessun casino”.
Al tempo stesso, nel corso di quella medesima conversazione telefonica lo SCHIUMA lamenta, con l’influente esponente di partito, il suo ripetuto coinvolgimento in altri “sporchi lavori” : “ tanto alla fine sempre in mezzo alla merda finisco io. Non ci va, ogni volta che c’è uno sporco lavoro, capito no?gira gira sempre a me. Vabbè vediamo un po’”
Per altro verso, si rimarca che il cenno allo “sporco lavoro” era già comparso nello scambio di battute intercorso qualche giorno prima, il 12 marzo 2005, tra lo SCHIUMA e Deborah CHIAPPINI, moglie del SOTTILE. Anche in quell’occasione lo SCHIUMA aveva asserito : “chiaramente gli sporchi lavori toccano sempre a…Schiuma”, aggiungendo : “dice:ci serve uno che abbia coraggio per andare là”, quasi a voler alludere al fatto che il suo gesto – l’accesso clandestino al sistema informatico dell’anagrafe del Comune di Roma - non era frutto di un’ iniziativa personale, ma l’esecuzione di un incarico assegnatogli da altri.
Inoltre, lasciano quanto meno sconcertati le affermazioni dello SCHIUMA circa le entrature e gli appoggi di cui il medesimo godrebbe negli ambienti della Corte d’Appello di Roma e che, a suo dire, si sarebbero rivelati decisivi all’atto dell’assunzione del verdetto di esclusione della lista “Alternativa sociale” dalle consultazioni elettorali dell’aprile 2005.
Secondo quanto emerge dalla conversazione telefonica (…) lo SCHIUMA lascia intendere al SOTTILE che uno dei componenti della Commissione elettorale regionale presso la Corte d’Appello di Roma, il magistrato Baldovino DE SENSI, suo conoscente, nonché fratello dell’amico Romano DE SENSI, avrebbe fatto pendere, nel verdetto votato a maggioranza dal collegio, l’ago della bilancia a discapito della lista “Alternativa sociale”. “Sai, sai chi ci sta in quella Sezione…uno dei membri effettivi? Il fratello di Romano DE SENSI. Tu ti ricordi quel mio amico, dove siamo andati a Perugia, a ca..(...)Baldovino, che è giudice; l'ho incontrato là, meno male Salvatò…perchè erano in parità, due e due; due di centrodestra, due di centrosinistra e lui che è stronzo, però ha votato a f.... a favore…mi sembra di si, si. Il Presidente era proprio schierato; e però due erano contrari…e con lui ce ne aveva uno e poi c'era Baldovino come quinto incomodo. E niente. Mooo, così, d'altronde, bisognava farlo, hai capito?”
Nel medesimo contesto, lo SCHIUMA, poi, dopo aver ventilato l’inquietante ipotesi che il verdetto della Commissione elettorale regionale presso la Corte d’Appello di Roma non sia stato guidato soltanto da motivazioni di carattere meramente giuridico, ma influenzato anche da ragioni di consorteria politica, confida al SOTTILE che già dalla sera precedente alla pronuncia ufficiale aveva appreso dallo stesso Presidente della Commissione che la lista della MUSSOLINI rischiava l’esclusione. Così, infatti, racconta lo SCHIUMA: “no no, io lo sapevo da ieri sera, perchè avevo parlato col presidente ieri sera, quando gli ho portato altri trecento estratti…mi ha detto la lista è a serio rischio, insomma. Niente. Tanto loro non ci avrebbero mai votato, però ti toglieva tutto quell'elettorato, no?”
Del resto anche il SOTTILE, sembra godere di canali privilegiati di acquisizione di informazioni riservate, giacchè asserisce di essere venuto a conoscenza, in anticipo, fin dal mattino, del contenuto del verdetto : “io lo sapevo stamattina, solo che an…fino alle cinque abbiam dovuto aspettare”.

(Dall'ordinanza di applicazione di misure cautelari del Tribunale di Potenza - Ufficio del giudice per le indagini preliminari)




Da http://www.stidy.com/Varie/intercettazioni_ve_06.html

Ultima modifica di gretas : 21-01-2007 alle 22:56.
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Old 21-01-2007, 18:22   #2
gretas
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Schiuma Sabbatani: 'Sono stato io'

Trascrizione integrale della conversazione telefonica in entrata sull’utenza telefonica in uso a SOTTILE Salvatore (alias Salvo) ed in uscita dall’utenza in uso a SCHIUMA SABBATANI Fabio avvenuta in data 12.03.2005 alle ore 19:46



LEGENDA
S.: SOTTILE Salvatore
F.: SCHIUMA SABBATANI Fabio





INIZIO TRASCRIZIONE
S.: si
F.: Salvatò
S.: uè Fabio
F.: sò Fabio. Aò
S.: dimmi non si dice in giro, perchè mi stanno a cercare per ammazzarmi
S.: ah sii?
F.: sono io che ho prodotto tutta la documentazione alla Corte..., alla
S.: si
F.: Corte d'Appello, che è quella proprio che si è pronunciata no?
F.: ho fatto un buon lavoro
S.: quale?
F.: eh, la MUSSOLINI aò
S.: co.., perchè, prego signora
F.: e sono stato io, Salvatore,
S.: un minuto e ti richiamo io, aspetta, un minuto e ti richiamo
F.: a me?
S.: si, si ti richiamo io
FINE TRASCRIZIONE




Da http://www.stidy.com/Varie/intercettazioni_ve_06.html

Ultima modifica di gretas : 21-01-2007 alle 22:57.
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Old 21-01-2007, 18:23   #3
gretas
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Schiuma Sabbatani: 'Li ho avuti in maniera piratesca'

Trascrizione integrale della conversazione telefonica in entrata sull’utenza in uso a SOTTILE Salvatore (alias Salvo) ed in uscita dall’utenza, in uso a tale SCHIUMA SABBATANI Fabio avvenuta in data 12.03.2005 alle ore 19:48.



LEGENDA
S.: SOTTILE Salvatore
F.: SCHIUMA SABBATANI Fabio
D.: CHIAPPINI Deborah






INIZIO TRASCRIZIONE
S.: ecco
F.: si, pronto
S.: eccomi
F.: oh, Salvatore
S.: oh
F.: emh, ho portato tutta io la documentazione, hai capito?
S.: ah, ah
F.: cioè la, le, c'è stato l'esposto alla Procura del candidato della lista Storace, come loro lo hanno fatto contro di noi, io in realtà, l'altro ieri sono andato, gli ho portato mille e trecento schede anagrafiche del Comune di Roma, che ho preso in maniera piratesca
S.: ah, ah
F.: eeee, e gli ho fatto vedere come tutte e mille, su mille e tre, il novantasei per cento avevano tutta la carta di identità sbagliata le loro raccolte firme
S.: umh
F.: cioè, di ognuno che aveva firmato gli ho fatto vedere: ecco la scheda allegata, carta d'identità sbagliata, Ornella Muti e quant'altro, e quella sezione dell'elettorale ha emesso loro il provvedimento, no, al di là della Procura, hanno emesso loro, e lo hanno emesso sulla base della denuncia che ho presentato io, con tutta, che, adesso si cacavano tutti sotto, come al solito di farlo
S.: uhm uhm
F.: ee..
S.: l'eroe SCHIUMA
F.: ora mi stanno tutti cercando per gonfiarmi di botte (ride)
S.: ma chi?
F.: sto..., eh sono incazzati neri dentro, TILGHER... a , a parte gli esposti alla Procura, ma mi vogliono gonfiare di botte a me
S.: ah si eh?
F.: eh, eh Salvatò, io sono andato a...
S.: sto vedendo STORACE in questo momento al TGR che sta premiando, non so chi (ride)
F.: se se, prima hanno fatto il servizio, tutto. Hai visto là, l'eme..., il provvedimento non è stato emesso dalla U... dalla Procura, ma dalla Sezione
S.: e che è la stessa Sezione che ha fottuto ARACNI
F.: sai, sai chi ci sta in quella Sezione
S.: eh-eh?
F.: uno dei membri effettivi? Il fratello di Romano DE SENSI. Tu ti ricordi quel mio amico, dove siamo andati a Perugia, a ca..(...)
S.: ah, si si si si
F.: Baldovino, che è giudice; l'ho incontrato là, meno male Salvatò
S.: (ride)
F.: perchè erano in parità, due e due; due di centrodestra, due di centrosinistra e lui che è stronzo, però ha votato a f.... a favore
S.: ah perchè, tre a due è finita?
F.: mi sembra di si, si. Il Presidente era proprio schierato; e però due erano contrari
S.: ah ah ah
F.: e con lui ce ne aveva uno e poi c'era Baldovino come quinto incomodo. E niente. Mooo, così, d'altronde, bisognava farlo, hai capito?
S.: e si
F.: solo che adesso mò mi possono rompere il cazzo a me non per violazione dei dati della privacy, perchè io non li ho comunicati a nessuno, quelle schede anagrafiche
S.: uhm?
F.: però per, diciamo, uuhmm, non ho utilizzato la procedura esatta nella richiesta di queste schede qua no, di queste schede anagrafiche
S.: ah
F.: alias col computer con...
S.: ah, e vabbè
F.: un pirata. Ci siamo inseriti dentro e abbiamo preso tutto quanto. Sò tre giorni che sto butta... due giorni che stò buttato qua alla Corte d'Appello
S.: uhm, uhm, uhm. Vabbè mi sembra tutto buono
F.: ebbè, almeno qualcosa di buono son riuscito a farla una volta và
S.: io lo sapevo stamattina, solo che an..., fino alle cinque abbiam dovuto aspettare
F.: no no, io lo sapevo da ieri sera, perchè avevo parlato col presidente ieri sera, quando gli ho portato altri trecento estratti
S.: uhm
F.: mi ha detto la lista è a serio rischio, insomma. Niente. Tanto loro non ci avrebbero mai votato, però ti toglieva tutto quell'elettorato, no? Ah la MUSSOLINI la voto. No la MUSSOLINI la voto, eh.
S.: anche se, secondo me, poi alla fine non facevano un cazzo lo stesso
F.: no prendevano, qua a Roma prendevano il due per cento Salvatò, due virgola cinque al massimo proprio, ma proprio massimo, massimo, massimo
S.: comunque secondo me non incideva (...) sul risultato
F.: eh Salvatò, eehh lo so, pure, pure per me, però che sicurezza c'hai
S.: no, adesso è molto meglio
F.: adesso è meglio. Anche perchè con la lista Trifoglio già stiamo a spaccarli. Ho già parlato col capetto loro di Roma, con Paoletto ARCIVIERI che è un amico, ha detto "va, noi attacchiamo la MUSSOLINI adesso perchè non si doveva permettere di fare l'esposto alla Procura della Repubblica contro il Trifoglio"
S.: uhm, uhm
F.: "perchè noi le denunce alle guardie", come dicono loro, "non le facciamo". E quindi ci sganciamo e facciamo votare il Trifoglio
S.: ho capito
F.: e qualche voto glielo corrodi pure all'interno
S.: e certo. Vabbene caro
F.: e niente. C'ho due modelle russe qua a casa
S.: ah sii?
F.: si
S.: non mi dire
F.: si
S.: dove le hai trovate?
F.: (ride) T. L.
S.: vaffanculo
F.: sono venute appositamente per noi da Tallin, da Vilnius
S.: da Vilnius
F.: si
S.: chi è T. L., scusa?
F.: è il direttore della Croce Rossa (ride). Un mignottaro peggio anche di te, credo
S.: ah sii?
F.: mamma mia, oh, una cosa bestiale
S.: fatti dare il numero perchè io devo andare a Vilnius, adesso
F.: ah si?
S.: ah, ah
F.: ventun anni una e diciannove l'altra
S.: dove stanno?
F.: ca... stanno qua a casa mia. E C. (fonetico) prima ne ha accompagnata una, s'è andata a comprare un completino intimo
S.: uhm, uhm
F.: allora dice quando se lo è misurato c'erano le commesse che facevano "Madonna, ma è perfetta"
S.: uhm, uhm. E C. che ci fa, che ti fa scusa, il guardiaspalle?
F.: eh, no, vabbè, ce ne avevo una in più così (...)
S.: ah, partecipa pure lui
F.: e certo
S.: ah, ho capito. Bravo, bravo
F.: che fai
S.: uhm. E quando partono?
F.: lunedì mattina
S.: ah, ah, lunedì mattina, peccato
F.: ah, che fà
S.: vabbè, bravo, bravo. Bravo! Fatti dare il numero
F.: si lavora. Tanto devo stare a casa adesso, sti, questi giorni, che è meglio, perchè se esco mi stendono
S.: (ride)
F.: c'ho il Trifoglio che mi sta a fare la staffetta, la scorta eh
S.: uhm. Debbi?
F.: perchè hanno avuto notizia che se la vogliono.... insomma, d'altronde, la mossa bestiale, la mossa brutta l'ho fatta io, non che....
S.: aspetta che ti pa..., aspetta che ti passo Deborah, che ti deve dire di, uuhhmm, della gente qua in Prati che cercava delle cose, così, gliele fai tu
F.: ce...
S.: aspetta un attimo, aspetta
D.: pronto?
F.: Deborah, mi senti parlare con una voce amplificata
D.: perchè?
F.: mi stanno a cercare tutti!
D.: (ride)
F.: ho fatto saltare la lista della MUSSOLINI
D.: ah, perfetto! (ride)
F.: la denuncia l'ho fatta io, quella, alla sezione elettorale, e mò mi vogliono (...) di botte
D.: ah!
F.: sto dentro casa, chiuso, hai capito? Non posso uscire. Sto tipo, hai capito? Veramente, sai quei, quei pentiti di mafia che mettono, tipo a Brescia, sotto falso nome, no? Così, e mi chiamo Umberto
D.: ma è saltata quindi la lista?
F.: e si, perchè gli ho dato tutta
D.: ah, non lo sapevo
F.: gli ho portato tutta la documentazione, che ha fatto notare che tutte le firme che avevano, il novantasei per cento erano carta di identità sbagliata
D.: ah, pensa te
F.: ho preso tutto al Comune, ho preso tutti i certificati di ognuno; glieli ho allegati, e hanno, gli hanno tolto circa ottocento firme
D.: ammazza
F.: (...)
D.: e io ho letto qualcosa sul giornale, però non sapevo poi che adesso l'avessero
F.: no, ma infatti non ho fatto uscire sui giornali che sono stato io
D.: ah
F.: perchè sennò mi ammazzano ancora di più
D.: (ride) stai rischiando
F.: chiaramente gli sporchi lavori toccano sempre a, aaa
D.: (ride)
F.: (...) dice: "ci serve uno che abbia coraggio per andare là". Pare che si sia detto
D.: uno a caso
F.: (...) SCHIUMA
D.: (ride)
F.: (...) benissimo, quindi mi becco: violazione dei diritti della privacy, là, dei dati, invece quello sono riuscito ad evitarlo
D.: vabbè però buona come, come risultato finale
F.: con un haker, con un haker siamo andati sul Comune, abbiamo preso tutto
(OMISSIS)
FINE TRASCRIZIONE

(Dall'ordinanza di applicazione di misure cautelari del Tribunale di Potenza - Ufficio del giudice per le indagini preliminari)





Da http://www.stidy.com/Varie/intercettazioni_ve_06.html

Ultima modifica di gretas : 21-01-2007 alle 22:57.
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Old 21-01-2007, 18:25   #4
gretas
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Schiuma Sabbatani: 'E' uno sporco lavoro'

Trascrizione integrale della conversazione telefonica in entrata sull’utenza telefonica in uso a SOTTILE Salvatore (alias Salvo) ed in uscita dall’utenza in corso di individuazione, in uso a SCHIUMA SABBATANI Fabio avvenuta in data 15.03.2005 alle ore 15:17



LEGENDA
S.: SOTTILE Salvatore
F.: SCHIUMA SABBATANI Fabio (chiamante)





INIZIO TRASCRIZIONE
S.: pronto?
F.: Salvatò
S.: uè Fabio!
F.: aò
S.: dimmi
F.: tutto a posto? (....)
S.: si dimmi
F.: senti, ti volevo chiedere un consiglio, no?
S.: eh
F.: tutta sta merda che mi sta tirando addosso la MUSSOLINI, no?
S.: eh eh
F.: a me mi conviene stare zitto
S.: ma, eehh, si, dipendeee... io penso di si, perchè bisogna farla scemare la cosa, non farla continuare
F.: io, tra l'altro, la querelo adesso perchè lei mi ha me... mi ha unito con M.
S.: uh
F.: che qualche modulo in bianco davvero l'ha firmato
S.: uh
F.: e invece io c'ho solamente.... o mi ha accomunato, e per questo la querelerò, oppure mi accusa di aver raccolto troppe firme
S.: uhm
F.: settemila in un giorno; poi è scesa a duemila e quattro in due giorni, e poi a duemila in qui… cinque giorni
S.: uh
F.: già è scesa
S.: uh-uh
F.: e io ho detto che mi difenderà mio cugino Carlo, che tra l'altro è sottoscrittore della lista di Alternativa Sociale, pensa un pò
S.: uh-uh-uh
F.: e, e che il golpe l'ha ordinato lei, in sostanza, perchè non si voleva candidare, perchè qua a Roma non ha mai fatto campagna elettorale
S.: uhm, uhm, uhm
F.: ha ordito lei tutta questa trama per... per evitare che il dato di altre regioni possa essere, comunque, che su Roma lei voti non, non ha mai fatto, ha fatto dodicimila manifesti Salvatò
S.: uh-uh
F.: (...) ha imbandierato la città da, la Regione da mesi
S.: si si, ho visto. L'ha dichiarato pure, l'ha dichiarato pure coso (...)
F.: come?
S.: Alfredo l'ha dichiarato
F.: si si, ha fatto la conferenza stampa adesso, ha fatto
S.: uh-uh
F.: si. Che poi è la verità, in sostanza
S.: uh-uh
F.: perchè a Roma non ha mai fatto un cazzo lei
S.: uh
F.: quindi è credibile la tesi... Siccome mi ha, mi ha chiamato Repubblica, dicendo "D'ALEMA dice che è una trappola". Dico "è una trappola per il centro-destra e per il centro sinistra, ci son cascati tutti. Ha schizzato merda a sinistra....
S.: NOO! Non gli devi dire questo. Gli devi dire "è come se, invece di pensare.... D'ALEMA che è stato Presidente del Consiglio e quindi sa quanto siano importanti le istituzioni, invece di dire che è una trappola, senza dire di chi e per chi, dovrebbe, dovrebbe ehh, come dire... eh, ehh, rispondere a una domanda. Ci sono firme false? E se ci sono firme false, uno che deve fare. (ridacchia) Insomma è lecito falsificare le firme?" (ridacchia) Questa è la domanda alla quale deve rispondere
F.: no no, io ho già portato al TAR; ho portato al TAR, siccome c'ho la password del Comune
S.: eh, eh
F.: che c'ho autorizzata. Tutte o quasi tutte le firme della MUSSOLINI, con a fianco il certificato dove le carte d'identità sono tutte false
S.: eh
F.: della serie, caro TAR, non guardare solo le ottocentotrenta che ha annullato la corte d'appello, sono tutte false
S.: si. Si si, ma tu... rispondi a Repubblica, gli devi dire che la risposta è:"come si fa a parlare di complotti quando si sta di fronte a un palese falso. Se le firme sono false, qual'è la legge? Chi rispetta le leggi, chi falsifica le firme o chi la denuncia?"
F.: infatti il Trifoglio si è difeso dicendo "noi ha Rieti per sessanta firme non abbiamo presentato la lista"
S.: uhm
F.: "avremmo potuto mettere sessanta Ornella MUTI e avremmo, avremmo presentato la lista pure là, no?”
S.: certo
F.: però io dico intanto adesso a me mi conviene aspettare, tanto ora mi indagheranno, mi faranno (..voci accavallate...)
S.: si si, tanto, non fare que... eheh. Ti conviene non fare casino, tanto fino a venerdì non fare nessun casino
F.: e infatti. Io penso che fino a ve... poi al limite lunedì prossimo, se è... farò una conferenza stampa in cui faccio vedere tutti i dati che ho portato. E quindi ecco perchè la MUSSOLINI ce l'aveva con me
S.: esatto, esatto
F.: una cosa del genere
S.: giusto
F.: siccome nessuno è mai uscito sul fatto che sono stato io che ho portato in corte d'appello tutta la documentazione, hai capito?
S.: uh uh
F.: ecco perchè lei parla di complotto ordito da STORACE, perchè SANTORO gli avrà fatto vedere i documenti miei, in cui io gli ho allegato già l'altra settimana tutte quante le prove
S.: uh
F.: sulla falsità delle firme. E quindi lei è avvelenata
S.: uh
F.: però rilancio dicendo che è lei che ha ordi... che ha ordito tutta sta cosa perchè non si voleva candidare nel Lazio, tanto più che non ha mai fatto campagna elettorale (....)
S.: (...)
F.: sono pure incazzati
S.: uh uh
F.: ma secondo te è gra... cioè secondo te, è una cosa grave la mia ooo (...)
S.: quale, la tua?
F.: che stanno a uscire sui giornali..che sono indagato
S.: no no, assolutamente guarda, assolutamente
F.: cioè non sono co... non è che so.. mi hanno indagato per una tangente insomma
S.: no, e infatti. No assolutamente (...)
F.: tanto alla fine sempre in mezzo alla merda finisco io. Non ci va, ogni volta che c'è uno sporco lavoro, capito no?
S.: e certo!
F.: gira gira, sempre a me. Vabbè vediamo un pò
S.: senti, per adesso non fare niente, fino a venerdì
F.: vabbene
S.: vabbuono
F.: oh. Ti mando una cartolina da Regina Coeli
S.: si, vabbè, non ti... e io ti mando le arance
F.: ok
S.: salve
F.: ciao Salvatò
S.: ciao, ciao
F.: ciao grazie, ciao



FINE TRASCRIZIONE





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Old 22-01-2007, 01:25   #5
dantes76
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Old 22-01-2007, 11:21   #6
sander4
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per chi non lo sapesse Sabbatani Schiuma era il vice presidente consiglio comunale (qui ne parla http://www.repubblica.it/2006/c/sezi...a/schiuma.html)

(da http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Storace)
Quote:
Nell'inchiesta, condotta dai pm Italo Ormanni, Achille Toro e Francesco Ciardi, risultavano gia' indagati per i reati di accesso abusivo a sistema informatico e violazione della legge elettorale, l'ex portavoce di Storace, ai tempi della presidenza della Regione Lazio, Niccolò Accame, il vicepresidente del consiglio comunale di Roma, Fabio Sabbatani Schiuma (An), l'ex direttore tecnico della società Laziomatica, Mirko Maceri, l'avvocato Romolo Reboa e i due detective arrestati nell'ambito dell'inchiesta della procura di Milano, Pierpaolo Pasqua e Gaspare Gallo.

Il 27 aprile 2006 si apprende che Storace, nell'ambito dell'inchiesta Laziogate avviata della procura di Roma, è indagato anche per il reato di associazione a delinquere, contestato anche a Niccolò Accame, Fabio Sabbatani Schiuma, Mirko Maceri, Pierpaolo Pasqua, Gasbare Gallo e l'avv. Romolo Reboa, già coinvolti nell'indagine con le ipotesi di reato di violazione della legge elettorale e accesso abusivo al sistema informatico. Il 7 novembre 2006 si apprende che Storace è stato rinviato a giudizio dalla procura di Roma con l'accusa di accesso abusivo ad un sistema informatico.
Ora bisogna aspettare il primo grado del processo per l'accesso abusivo al sistema informatico per gli imputati sopra, e vedere cosa decidono i giudici.

Ultima modifica di sander4 : 22-01-2007 alle 11:34.
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Old 22-01-2007, 18:09   #7
gretas
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Scusate....

ma chi dei suoi collaboratori e' finito in manette?
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Old 22-02-2007, 14:46   #8
gretas
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Salvatore Sottile e il caso Mussolini

MigliardiIl sabotaggio della lista Mussolini: Il commento del Gip

La vicenda della Mussolini
LA VICENDA RIGUARDANTE L’ESCLUSIONE DELLA LISTA “ALTERNATIVA SOCIALE” GUIDATA DA ALESSANDRA MUSSOLINI DALLE CONSULTAZIONI ELETTORALI RELATIVE ALLA REGIONE LAZIO SVOLTESI IL 3 E IL 4 APRILE 2005. TULLIO CICCOLINI E SALVO SOTTILE.
Altra vicenda di sicura rilevanza (…) è quella riguardante il “sabotaggio” della lista “Alternativa sociale” della Mussolini, ordita ed attuata in occasione delle consultazioni elettorali della Regione Lazio della primavera del 2005, vicenda ancora una volta emblematica dell’ambiente e del tessuto nel quale i predetti indagati si muovono.
Dal monitoraggio delle linee telefoniche in uso a SOTTILE Salvatore e a CICCOLINI Tullio, invero, sono emerse una serie di conversazioni, intrattenute da costoro con SCHIUMA SABBATANI Fabio, qui di seguito integralmente riportate, il cui tono ed il cui contenuto delineano il configurarsi di fatti e di circostanze penalmente rilevanti a carico dei soggetti in epigrafe indicati.
Più in particolare, tali fatti si inscrivono nella cornice di una complessa vicenda di cronaca politica, che ha registrato l’esclusione della lista “Alternativa Sociale”, formazione politica guidata da Alessandra MUSSOLINI, dalle consultazioni elettorali svoltesi nel Lazio il 3 e 4 aprile 2005, per il rinnovo degli organi rappresentativi regionali.
La decisione di escludere la lista “Alternativa sociale” dalle consultazioni elettorali del maggio 2005, era stata assunta il 12 marzo 2005 dalla Commissione elettorale centrale presso la Corte d’Appello di Roma, ed era scaturita dall’accertamento della ricorrenza di numerose irregolarità nelle sottoscrizioni, che la lista aveva presentato per concorrere alla competizione elettorale.
Infatti, secondo la normativa in vigore all’epoca dei fatti in materia di elezione dei Consigli Regionali a Statuto ordinario, la presentazione di ciascuna lista alle consultazioni elettorali doveva essere sottoscritta da un numero minimo di elettori (pari, nel caso del Lazio a 3.500). Inoltre, le sottoscrizioni in questione, autenticate da un pubblico ufficiale e depositate presso la Cancelleria della Corte d’Appello, dovevano essere raccolte su un apposito modulo, recante, insieme al contrassegno della lista e al nome, cognome, luogo e data di nascita dei candidati, i dati relativi a nome, cognome, luogo e data di nascita del sottoscrittore.
Proprio la rilevazione nei moduli depositati dalla lista “Alternativa Sociale” di reiterate irregolarità ed incongruenze relative ai dati identificativi di taluni sottoscrittori, aveva fatto sì che, delle 4300 sottoscrizioni presentate dalla formazione politica capeggiata dalla MUSSOLINI, ne fossero ritenute regolari soltanto 3368, numero, per legge, insufficiente a garantire la partecipazione alla competizione elettorale.
A portare il caso all’attenzione della Commissione elettorale era stato, il 10 marzo 2005, tale Marco DE VINCENTIIS, candidato della lista “Storace”, formazione elettorale facente capo al noto esponente politico di Alleanza Nazionale Francesco STORACE, all’epoca dei fatti Presidente della Regione Lazio nonché avversario politico di Alessandra MUSSOLINI, la cui candidatura rischiava di sottrarre voti decisivi per una sua eventuale rielezione.
Alla denuncia del DE VINCENTIIS si era poi aggiunta un’ integrazione, corredata da un’accurata documentazione, comprovante le denunciate irregolarità, presentata da Fabio SCHIUMA SABBATANI, all’epoca consigliere comunale di Roma, nonché candidato al Consiglio regionale del Lazio nelle fila della predetta lista “Storace” .
Il 16 marzo 2005 il Comune di Roma denunciava che l’acquisizione dei dati utilizzati dagli esponenti della lista “STORACE”, per dimostrare le presunte irregolarità compiute dalla lista “Alternativa sociale”, era avvenuta violando abusivamente la banca dati dell’anagrafe capitolina. In particolare, secondo quanto riportato all’epoca dai più diffusi organi di stampa, il Comune rimarcava che gli accessi illeciti erano avvenuti tramite postazioni della Società Laziomatica s.p.a., società della Regione Lazio, che ne gestiva la rete informatica e che era abilitata ad interrogare la banca dati comunale, per le attività concernenti l’erogazione delle prestazioni sanitarie.
Dall’ascolto delle conversazioni telefoniche qui di seguito versate emerge in maniera nitida come lo SCHIUMA Fabio si sia procurato “in maniera piratesca” – secondo la sua stessa definizione - ben 1.300 schede anagrafiche del Comune di Roma, di cui ha sistematicamente violato il sistema informatico con l’aiuto di un hacker.
In proposito, si rivelano esemplari le conversazioni telefoniche nel corso delle quali lo SCHIUMA confida l’accaduto, con dovizia di particolari, a Salvatore SOTTILE, portavoce ufficiale del presidente di Alleanza Nazionale Gianfranco FINI.
Invero, qualche ora dopo che le principali agenzie di stampa battevano la notizia dell’avvenuta esclusione della lista “Alternativa sociale” dalle consultazioni elettorali regionali in Lazio, lo SCHIUMA contatta il SOTTILE e senza indugio gli annuncia che l’estromissione della MUSSOLINI dalla competizione elettorale laziale è opera sua : “ho fatto un buon lavoro….sono stato io, Salvatore, non si dice in giro, perchè mi stanno a cercare per ammazzarmi…sono io che ho prodotto tutta la documentazione alla Corte..., alla Corte d'Appello, che è quella proprio che si è pronunciata no?” .
In seguito, lo SCHIUMA descrive nei dettagli l’operazione, precisando di essersi recato di persona in Tribunale a consegnare: “ mille e trecento schede anagrafiche del Comune di Roma che ho preso in maniera piratesca.”
Né possono residuare equivoci sull’accezione del termine “piratesco”, utilizzato dallo SCHIUMA per qualificare la propria condotta, essendo lo stesso SCHIUMA a suffragarlo, per ben due volte, nel corso della medesima conversazione telefonica. Quest’ultimo, infatti, prima specifica al SOTTILE: “…non ho utilizzato la procedura esatta nella richiesta di queste schede qua, no, di queste schede anagrafiche…alias col computer con…un pirata. Ci siamo inseriti dentro e abbiamo preso tutto quanto. So’ tre giorni che sto butta…due giorni che stò buttato qua alla Corte d’Appello…” e poi, colloquiando con la moglie del SOTTILE, Deborah CHIAPPINI, ribadisce:“ho preso tutto al Comune, ho preso tutti i certificati di ognuno; glieli ho allegati e hanno, gli hanno tolto circa ottocento firme, con un haker, con un haker siamo andati sul Comune, abbiamo preso tutto…”
L’insieme delle affermazioni dello SCHIUMA, rese telefonicamente al SOTTILE e alla moglie di questi, appaiono una vera e propria ammissione di colpevolezza in ordine al reato di accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico, di cui all’art.615 ter del codice penale. Lo SCHIUMA, infatti, dopo essersi vantato con i suoi interlocutori di aver “fatto saltare” la lista della MUSSOLINI, spiega, senza possibilità di equivoci, di essere riuscito nell’intento, avendo esibito prove, che si è procurato, accedendo clandestinamente al sistema informatico contenente la banca dati dell’anagrafe del Comune di Roma, di cui è riuscito ad aggirare e violare le misure di sicurezza, grazie all’abilità del pirata informatico, che gli ha dato man forte nell’esecuzione di tale illecita operazione.
Il tenore delle medesime asserzioni, poi, non lascia adito al minimo dubbio, circa la piena consapevolezza dello SCHIUMA di aver posto in essere una condotta illecita. Costui, infatti si mostra consapevole delle conseguenze penali, cui può andare incontro a causa del suo gesto: “solo che adesso mò mi possono rompere il cazzo a non per violazione dei dati della privacy, perchè io non li ho comunicati a nessuno, quelle schede anagrafiche…però per, diciamo, uuhmm, non ho utilizzato la procedura esatta nella richiesta di queste schede qua no, di queste schede anagrafiche…alias col computer con...un pirata. Ci siamo inseriti dentro e abbiamo preso tutto quanto.”
Qualche giorno più tardi, il 15 marzo 2005, il medesimo SCHIUMA, sinceramente preoccupato per i contraccolpi mediatici, riconducibili alla sua possibile iscrizione nel registro degli indagati, chiede consiglio proprio al SOTTILE, che lo tranquillizza su come comportarsi, invitandolo a tenere un basso profilo. “ Adesso a me mi conviene aspettare, tanto ora mi indagheranno, mi faranno…” prevede lo SCHIUMA e il SOTTILE replica: “sì,sì,tanto,non fare que…eheh.Ti conviene non fare casino, tanto fino a venerdì non fare nessun casino”.
Al tempo stesso, nel corso di quella medesima conversazione telefonica lo SCHIUMA lamenta, con l’influente esponente di partito, il suo ripetuto coinvolgimento in altri “sporchi lavori” : “ tanto alla fine sempre in mezzo alla merda finisco io. Non ci va, ogni volta che c’è uno sporco lavoro, capito no?gira gira sempre a me. Vabbè vediamo un po’”
Per altro verso, si rimarca che il cenno allo “sporco lavoro” era già comparso nello scambio di battute intercorso qualche giorno prima, il 12 marzo 2005, tra lo SCHIUMA e Deborah CHIAPPINI, moglie del SOTTILE. Anche in quell’occasione lo SCHIUMA aveva asserito : “chiaramente gli sporchi lavori toccano sempre a…Schiuma”, aggiungendo : “dice:ci serve uno che abbia coraggio per andare là”, quasi a voler alludere al fatto che il suo gesto – l’accesso clandestino al sistema informatico dell’anagrafe del Comune di Roma - non era frutto di un’ iniziativa personale, ma l’esecuzione di un incarico assegnatogli da altri.
Inoltre, lasciano quanto meno sconcertati le affermazioni dello SCHIUMA circa le entrature e gli appoggi di cui il medesimo godrebbe negli ambienti della Corte d’Appello di Roma e che, a suo dire, si sarebbero rivelati decisivi all’atto dell’assunzione del verdetto di esclusione della lista “Alternativa sociale” dalle consultazioni elettorali dell’aprile 2005.
Secondo quanto emerge dalla conversazione telefonica (…) lo SCHIUMA lascia intendere al SOTTILE che uno dei componenti della Commissione elettorale regionale presso la Corte d’Appello di Roma, il magistrato Baldovino DE SENSI, suo conoscente, nonché fratello dell’amico Romano DE SENSI, avrebbe fatto pendere, nel verdetto votato a maggioranza dal collegio, l’ago della bilancia a discapito della lista “Alternativa sociale”. “Sai, sai chi ci sta in quella Sezione…uno dei membri effettivi? Il fratello di Romano DE SENSI. Tu ti ricordi quel mio amico, dove siamo andati a Perugia, a ca..(...)Baldovino, che è giudice; l'ho incontrato là, meno male Salvatò…perchè erano in parità, due e due; due di centrodestra, due di centrosinistra e lui che è stronzo, però ha votato a f.... a favore…mi sembra di si, si. Il Presidente era proprio schierato; e però due erano contrari…e con lui ce ne aveva uno e poi c'era Baldovino come quinto incomodo. E niente. Mooo, così, d'altronde, bisognava farlo, hai capito?”
Nel medesimo contesto, lo SCHIUMA, poi, dopo aver ventilato l’inquietante ipotesi che il verdetto della Commissione elettorale regionale presso la Corte d’Appello di Roma non sia stato guidato soltanto da motivazioni di carattere meramente giuridico, ma influenzato anche da ragioni di consorteria politica, confida al SOTTILE che già dalla sera precedente alla pronuncia ufficiale aveva appreso dallo stesso Presidente della Commissione che la lista della MUSSOLINI rischiava l’esclusione. Così, infatti, racconta lo SCHIUMA: “no no, io lo sapevo da ieri sera, perchè avevo parlato col presidente ieri sera, quando gli ho portato altri trecento estratti…mi ha detto la lista è a serio rischio, insomma. Niente. Tanto loro non ci avrebbero mai votato, però ti toglieva tutto quell'elettorato, no?”
Del resto anche il SOTTILE, sembra godere di canali privilegiati di acquisizione di informazioni riservate, giacchè asserisce di essere venuto a conoscenza, in anticipo, fin dal mattino, del contenuto del verdetto : “io lo sapevo stamattina, solo che an…fino alle cinque abbiam dovuto aspettare”.

(Dall'ordinanza di applicazione di misure cautelari del Tribunale di Potenza - Ufficio del giudice per le indagini preliminari)





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Old 22-02-2007, 14:50   #9
gretas
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Schiuma Sabbatani: 'Sono stato io'

Trascrizione integrale della conversazione telefonica in entrata sull’utenza telefonica in uso a SOTTILE Salvatore (alias Salvo) ed in uscita dall’utenza in uso a SCHIUMA SABBATANI Fabio avvenuta in data 12.03.2005 alle ore 19:46

LEGENDA
S.: SOTTILE Salvatore
F.: SCHIUMA SABBATANI Fabio

INIZIO TRASCRIZIONE
S.: si
F.: Salvatò
S.: uè Fabio
F.: sò Fabio. Aò
S.: dimmi non si dice in giro, perchè mi stanno a cercare per ammazzarmi
S.: ah sii?
F.: sono io che ho prodotto tutta la documentazione alla Corte..., alla
S.: si
F.: Corte d'Appello, che è quella proprio che si è pronunciata no?
F.: ho fatto un buon lavoro
S.: quale?
F.: eh, la MUSSOLINI aò
S.: co.., perchè, prego signora
F.: e sono stato io, Salvatore,
S.: un minuto e ti richiamo io, aspetta, un minuto e ti richiamo
F.: a me?
S.: si, si ti richiamo io
FINE TRASCRIZIONE

(Dall'ordinanza di applicazione di misure cautelari del Tribunale di Potenza - Ufficio del giudice per le indagini preliminari)



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Old 22-02-2007, 14:51   #10
nomeutente
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Old 22-02-2007, 14:54   #11
gretas
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Schiuma Sabbatani: 'Li ho avuti in maniera piratesca'

Trascrizione integrale della conversazione telefonica in entrata sull’utenza in uso a SOTTILE Salvatore (alias Salvo) ed in uscita dall’utenza, in uso a tale SCHIUMA SABBATANI Fabio avvenuta in data 12.03.2005 alle ore 19:48.

LEGENDA
S.: SOTTILE Salvatore
F.: SCHIUMA SABBATANI Fabio
D.: CHIAPPINI Deborah

INIZIO TRASCRIZIONE
S.: ecco
F.: si, pronto
S.: eccomi
F.: oh, Salvatore
S.: oh
F.: emh, ho portato tutta io la documentazione, hai capito?
S.: ah, ah
F.: cioè la, le, c'è stato l'esposto alla Procura del candidato della lista Storace, come loro lo hanno fatto contro di noi, io in realtà, l'altro ieri sono andato, gli ho portato mille e trecento schede anagrafiche del Comune di Roma, che ho preso in maniera piratesca
S.: ah, ah
F.: eeee, e gli ho fatto vedere come tutte e mille, su mille e tre, il novantasei per cento avevano tutta la carta di identità sbagliata le loro raccolte firme
S.: umh
F.: cioè, di ognuno che aveva firmato gli ho fatto vedere: ecco la scheda allegata, carta d'identità sbagliata, Ornella Muti e quant'altro, e quella sezione dell'elettorale ha emesso loro il provvedimento, no, al di là della Procura, hanno emesso loro, e lo hanno emesso sulla base della denuncia che ho presentato io, con tutta, che, adesso si cacavano tutti sotto, come al solito di farlo
S.: uhm uhm
F.: ee..
S.: l'eroe SCHIUMA
F.: ora mi stanno tutti cercando per gonfiarmi di botte (ride)
S.: ma chi?
F.: sto..., eh sono incazzati neri dentro, TILGHER... a , a parte gli esposti alla Procura, ma mi vogliono gonfiare di botte a me
S.: ah si eh?
F.: eh, eh Salvatò, io sono andato a...
S.: sto vedendo STORACE in questo momento al TGR che sta premiando, non so chi (ride)
F.: se se, prima hanno fatto il servizio, tutto. Hai visto là, l'eme..., il provvedimento non è stato emesso dalla U... dalla Procura, ma dalla Sezione
S.: e che è la stessa Sezione che ha fottuto ARACNI
F.: sai, sai chi ci sta in quella Sezione
S.: eh-eh?
F.: uno dei membri effettivi? Il fratello di Romano DE SENSI. Tu ti ricordi quel mio amico, dove siamo andati a Perugia, a ca..(...)
S.: ah, si si si si
F.: Baldovino, che è giudice; l'ho incontrato là, meno male Salvatò
S.: (ride)
F.: perchè erano in parità, due e due; due di centrodestra, due di centrosinistra e lui che è stronzo, però ha votato a f.... a favore
S.: ah perchè, tre a due è finita?
F.: mi sembra di si, si. Il Presidente era proprio schierato; e però due erano contrari
S.: ah ah ah
F.: e con lui ce ne aveva uno e poi c'era Baldovino come quinto incomodo. E niente. Mooo, così, d'altronde, bisognava farlo, hai capito?
S.: e si
F.: solo che adesso mò mi possono rompere il cazzo a me non per violazione dei dati della privacy, perchè io non li ho comunicati a nessuno, quelle schede anagrafiche
S.: uhm?
F.: però per, diciamo, uuhmm, non ho utilizzato la procedura esatta nella richiesta di queste schede qua no, di queste schede anagrafiche
S.: ah
F.: alias col computer con...
S.: ah, e vabbè
F.: un pirata. Ci siamo inseriti dentro e abbiamo preso tutto quanto. Sò tre giorni che sto butta... due giorni che stò buttato qua alla Corte d'Appello
S.: uhm, uhm, uhm. Vabbè mi sembra tutto buono
F.: ebbè, almeno qualcosa di buono son riuscito a farla una volta và
S.: io lo sapevo stamattina, solo che an..., fino alle cinque abbiam dovuto aspettare
F.: no no, io lo sapevo da ieri sera, perchè avevo parlato col presidente ieri sera, quando gli ho portato altri trecento estratti
S.: uhm
F.: mi ha detto la lista è a serio rischio, insomma. Niente. Tanto loro non ci avrebbero mai votato, però ti toglieva tutto quell'elettorato, no? Ah la MUSSOLINI la voto. No la MUSSOLINI la voto, eh.
S.: anche se, secondo me, poi alla fine non facevano un cazzo lo stesso
F.: no prendevano, qua a Roma prendevano il due per cento Salvatò, due virgola cinque al massimo proprio, ma proprio massimo, massimo, massimo
S.: comunque secondo me non incideva (...) sul risultato
F.: eh Salvatò, eehh lo so, pure, pure per me, però che sicurezza c'hai
S.: no, adesso è molto meglio
F.: adesso è meglio. Anche perchè con la lista Trifoglio già stiamo a spaccarli. Ho già parlato col capetto loro di Roma, con Paoletto ARCIVIERI che è un amico, ha detto "va, noi attacchiamo la MUSSOLINI adesso perchè non si doveva permettere di fare l'esposto alla Procura della Repubblica contro il Trifoglio"
S.: uhm, uhm
F.: "perchè noi le denunce alle guardie", come dicono loro, "non le facciamo". E quindi ci sganciamo e facciamo votare il Trifoglio
S.: ho capito
F.: e qualche voto glielo corrodi pure all'interno
S.: e certo. Vabbene caro
F.: e niente. C'ho due modelle russe qua a casa
S.: ah sii?
F.: si
S.: non mi dire
F.: si
S.: dove le hai trovate?
F.: (ride) T. L.
S.: vaffanculo
F.: sono venute appositamente per noi da Tallin, da Vilnius
S.: da Vilnius
F.: si
S.: chi è T. L., scusa?
F.: è il direttore della Croce Rossa (ride). Un mignottaro peggio anche di te, credo
S.: ah sii?
F.: mamma mia, oh, una cosa bestiale
S.: fatti dare il numero perchè io devo andare a Vilnius, adesso
F.: ah si?
S.: ah, ah
F.: ventun anni una e diciannove l'altra
S.: dove stanno?
F.: ca... stanno qua a casa mia. E C. (fonetico) prima ne ha accompagnata una, s'è andata a comprare un completino intimo
S.: uhm, uhm
F.: allora dice quando se lo è misurato c'erano le commesse che facevano "Madonna, ma è perfetta"
S.: uhm, uhm. E C. che ci fa, che ti fa scusa, il guardiaspalle?
F.: eh, no, vabbè, ce ne avevo una in più così (...)
S.: ah, partecipa pure lui
F.: e certo
S.: ah, ho capito. Bravo, bravo
F.: che fai
S.: uhm. E quando partono?
F.: lunedì mattina
S.: ah, ah, lunedì mattina, peccato
F.: ah, che fà
S.: vabbè, bravo, bravo. Bravo! Fatti dare il numero
F.: si lavora. Tanto devo stare a casa adesso, sti, questi giorni, che è meglio, perchè se esco mi stendono
S.: (ride)
F.: c'ho il Trifoglio che mi sta a fare la staffetta, la scorta eh
S.: uhm. Debbi?
F.: perchè hanno avuto notizia che se la vogliono.... insomma, d'altronde, la mossa bestiale, la mossa brutta l'ho fatta io, non che....
S.: aspetta che ti pa..., aspetta che ti passo Deborah, che ti deve dire di, uuhhmm, della gente qua in Prati che cercava delle cose, così, gliele fai tu
F.: ce...
S.: aspetta un attimo, aspetta
D.: pronto?
F.: Deborah, mi senti parlare con una voce amplificata
D.: perchè?
F.: mi stanno a cercare tutti!
D.: (ride)
F.: ho fatto saltare la lista della MUSSOLINI
D.: ah, perfetto! (ride)
F.: la denuncia l'ho fatta io, quella, alla sezione elettorale, e mò mi vogliono (...) di botte
D.: ah!
F.: sto dentro casa, chiuso, hai capito? Non posso uscire. Sto tipo, hai capito? Veramente, sai quei, quei pentiti di mafia che mettono, tipo a Brescia, sotto falso nome, no? Così, e mi chiamo Umberto
D.: ma è saltata quindi la lista?
F.: e si, perchè gli ho dato tutta
D.: ah, non lo sapevo
F.: gli ho portato tutta la documentazione, che ha fatto notare che tutte le firme che avevano, il novantasei per cento erano carta di identità sbagliata
D.: ah, pensa te
F.: ho preso tutto al Comune, ho preso tutti i certificati di ognuno; glieli ho allegati, e hanno, gli hanno tolto circa ottocento firme
D.: ammazza
F.: (...)
D.: e io ho letto qualcosa sul giornale, però non sapevo poi che adesso l'avessero
F.: no, ma infatti non ho fatto uscire sui giornali che sono stato io
D.: ah
F.: perchè sennò mi ammazzano ancora di più
D.: (ride) stai rischiando
F.: chiaramente gli sporchi lavori toccano sempre a, aaa
D.: (ride)
F.: (...) dice: "ci serve uno che abbia coraggio per andare là". Pare che si sia detto
D.: uno a caso
F.: (...) SCHIUMA
D.: (ride)
F.: (...) benissimo, quindi mi becco: violazione dei diritti della privacy, là, dei dati, invece quello sono riuscito ad evitarlo
D.: vabbè però buona come, come risultato finale
F.: con un haker, con un haker siamo andati sul Comune, abbiamo preso tutto
(OMISSIS)
FINE TRASCRIZIONE

(Dall'ordinanza di applicazione di misure cautelari del Tribunale di Potenza - Ufficio del giudice per le indagini preliminari)



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Old 22-02-2007, 14:56   #12
gretas
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Schiuma Sabbatani: 'E' uno sporco lavoro'

Trascrizione integrale della conversazione telefonica in entrata sull’utenza telefonica in uso a SOTTILE Salvatore (alias Salvo) ed in uscita dall’utenza in corso di individuazione, in uso a SCHIUMA SABBATANI Fabio avvenuta in data 15.03.2005 alle ore 15:17

LEGENDA
S.: SOTTILE Salvatore
F.: SCHIUMA SABBATANI Fabio (chiamante)

INIZIO TRASCRIZIONE
S.: pronto?
F.: Salvatò
S.: uè Fabio!
F.: aò
S.: dimmi
F.: tutto a posto? (....)
S.: si dimmi
F.: senti, ti volevo chiedere un consiglio, no?
S.: eh
F.: tutta sta merda che mi sta tirando addosso la MUSSOLINI, no?
S.: eh eh
F.: a me mi conviene stare zitto
S.: ma, eehh, si, dipendeee... io penso di si, perchè bisogna farla scemare la cosa, non farla continuare
F.: io, tra l'altro, la querelo adesso perchè lei mi ha me... mi ha unito con M.
S.: uh
F.: che qualche modulo in bianco davvero l'ha firmato
S.: uh
F.: e invece io c'ho solamente.... o mi ha accomunato, e per questo la querelerò, oppure mi accusa di aver raccolto troppe firme
S.: uhm
F.: settemila in un giorno; poi è scesa a duemila e quattro in due giorni, e poi a duemila in qui… cinque giorni
S.: uh
F.: già è scesa
S.: uh-uh
F.: e io ho detto che mi difenderà mio cugino Carlo, che tra l'altro è sottoscrittore della lista di Alternativa Sociale, pensa un pò
S.: uh-uh-uh
F.: e, e che il golpe l'ha ordinato lei, in sostanza, perchè non si voleva candidare, perchè qua a Roma non ha mai fatto campagna elettorale
S.: uhm, uhm, uhm
F.: ha ordito lei tutta questa trama per... per evitare che il dato di altre regioni possa essere, comunque, che su Roma lei voti non, non ha mai fatto, ha fatto dodicimila manifesti Salvatò
S.: uh-uh
F.: (...) ha imbandierato la città da, la Regione da mesi
S.: si si, ho visto. L'ha dichiarato pure, l'ha dichiarato pure coso (...)
F.: come?
S.: Alfredo l'ha dichiarato
F.: si si, ha fatto la conferenza stampa adesso, ha fatto
S.: uh-uh
F.: si. Che poi è la verità, in sostanza
S.: uh-uh
F.: perchè a Roma non ha mai fatto un cazzo lei
S.: uh
F.: quindi è credibile la tesi... Siccome mi ha, mi ha chiamato Repubblica, dicendo "D'ALEMA dice che è una trappola". Dico "è una trappola per il centro-destra e per il centro sinistra, ci son cascati tutti. Ha schizzato merda a sinistra....
S.: NOO! Non gli devi dire questo. Gli devi dire "è come se, invece di pensare.... D'ALEMA che è stato Presidente del Consiglio e quindi sa quanto siano importanti le istituzioni, invece di dire che è una trappola, senza dire di chi e per chi, dovrebbe, dovrebbe ehh, come dire... eh, ehh, rispondere a una domanda. Ci sono firme false? E se ci sono firme false, uno che deve fare. (ridacchia) Insomma è lecito falsificare le firme?" (ridacchia) Questa è la domanda alla quale deve rispondere
F.: no no, io ho già portato al TAR; ho portato al TAR, siccome c'ho la password del Comune
S.: eh, eh
F.: che c'ho autorizzata. Tutte o quasi tutte le firme della MUSSOLINI, con a fianco il certificato dove le carte d'identità sono tutte false
S.: eh
F.: della serie, caro TAR, non guardare solo le ottocentotrenta che ha annullato la corte d'appello, sono tutte false
S.: si. Si si, ma tu... rispondi a Repubblica, gli devi dire che la risposta è:"come si fa a parlare di complotti quando si sta di fronte a un palese falso. Se le firme sono false, qual'è la legge? Chi rispetta le leggi, chi falsifica le firme o chi la denuncia?"
F.: infatti il Trifoglio si è difeso dicendo "noi ha Rieti per sessanta firme non abbiamo presentato la lista"
S.: uhm
F.: "avremmo potuto mettere sessanta Ornella MUTI e avremmo, avremmo presentato la lista pure là, no?”
S.: certo
F.: però io dico intanto adesso a me mi conviene aspettare, tanto ora mi indagheranno, mi faranno (..voci accavallate...)
S.: si si, tanto, non fare que... eheh. Ti conviene non fare casino, tanto fino a venerdì non fare nessun casino
F.: e infatti. Io penso che fino a ve... poi al limite lunedì prossimo, se è... farò una conferenza stampa in cui faccio vedere tutti i dati che ho portato. E quindi ecco perchè la MUSSOLINI ce l'aveva con me
S.: esatto, esatto
F.: una cosa del genere
S.: giusto
F.: siccome nessuno è mai uscito sul fatto che sono stato io che ho portato in corte d'appello tutta la documentazione, hai capito?
S.: uh uh
F.: ecco perchè lei parla di complotto ordito da STORACE, perchè SANTORO gli avrà fatto vedere i documenti miei, in cui io gli ho allegato già l'altra settimana tutte quante le prove
S.: uh
F.: sulla falsità delle firme. E quindi lei è avvelenata
S.: uh
F.: però rilancio dicendo che è lei che ha ordi... che ha ordito tutta sta cosa perchè non si voleva candidare nel Lazio, tanto più che non ha mai fatto campagna elettorale (....)
S.: (...)
F.: sono pure incazzati
S.: uh uh
F.: ma secondo te è gra... cioè secondo te, è una cosa grave la mia ooo (...)
S.: quale, la tua?
F.: che stanno a uscire sui giornali..che sono indagato
S.: no no, assolutamente guarda, assolutamente
F.: cioè non sono co... non è che so.. mi hanno indagato per una tangente insomma
S.: no, e infatti. No assolutamente (...)
F.: tanto alla fine sempre in mezzo alla merda finisco io. Non ci va, ogni volta che c'è uno sporco lavoro, capito no?
S.: e certo!
F.: gira gira, sempre a me. Vabbè vediamo un pò
S.: senti, per adesso non fare niente, fino a venerdì
F.: vabbene
S.: vabbuono
F.: oh. Ti mando una cartolina da Regina Coeli
S.: si, vabbè, non ti... e io ti mando le arance
F.: ok
S.: salve
F.: ciao Salvatò
S.: ciao, ciao
F.: ciao grazie, ciao
FINE TRASCRIZIONE






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