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#201 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Non c'è nessuna falsità nelle parole di Napolitano, però bisogna avere ben presente che alla fine della guerra si decise di stendere un velo pietoso su quanto accadde, in perfetto stile una mano lava l'altra ed entrambe lavano la faccia. L'Italia ha rotto questa congiura del silenzio. La cosa va bene, intendiamoci (almeno dal mio punto di vista) però stando così le cose la Croazia avrebbe ragione di rinfacciare a noi i nostri crimini. Ed è bene che lo faccia (opinione mia) e che si metta finalmente la parola "fine" a questa faida, tutti consapevoli delle rispettive colpe e portando rispetto gli uni alle vittime degli altri. |
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#202 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2001
Città: Teramo
Messaggi: 705
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Se ci dicono (altre nazioni) che il fascismo è stata una cosa orribile penso che il ns Presidente debba ammetterlo senza troppa paura, è stato fatto ormai da tanto tempo. Se diciamo che le Foibe sono state un orrore, che Tito ha fatto pulizia etnica, i Presidenti delle nazioni Yugoslave dovrebbero ammetterlo senza tutta questa polemica, farebbero più bella figura. Mi sembra inutile continuare su questa strada.
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#203 | |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2001
Messaggi: 3918
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Bisogna solo buttarsi le cose alle spalle e guardare al futuro. La mia famiglia che era residente a Fiume ha perso TUTTO ed ha passato anni terribili prima di trovare un pò di nuova stabilità , e sa benissimo che la colpa principale è di Mussolini , pur ovviamente nutrendo un certo rancore per l'esercito di Tito che operò la pulizia etnica costringendoli a fuggire. |
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#204 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Città: far away from home.....
Messaggi: 1626
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I buoni e i cattivi nelle guerre civili non esistono ,in special modo in quelle terre. Serbi , Croati e Musulmani si sono allegramente massacrati durante la II^ guerra mondiale e la guerra civile degli anni '90 e l'hanno fatto allegramente anche questa volta...e lo faranno ancora e ancora. Srebrenica , Prjedor , Vukovar ,Mostar ...sono tutti nomi che pesano sulle 3 parti in causa con le stesse nefandezze compiute da tutti i contendenti. Ve lo ripeto ancora e ancora ,non si può capire la situazione da fuori ,bisogna viverla. Vedere un paese di 1000 abitanti diviso in due da una linea di fuoco , o una bella giornata di sole a Karlovac mentre l'artiglieria serba martella la città puntando direttamente all'ospedale e al municipio...
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#205 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Città: far away from home.....
Messaggi: 1626
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Pensi che non abbia ancora amici serbi? Certo che li ho e siamo d'accordo sul fatto che tutto quello che è successo sia stata una catastrofe inutile. E vorrei chiarire una cosa.... NON sono affatto contento dell'infame Diktat di Tito e della sua cricca. D'altro canto fin da bambino mi rifiutavo di sventolare la bandiera Yugoslava mentre Tito passava davanti alla casa dei miei nonni al mare... E con l'HDZ non ho nulla da spartire....
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#206 | |
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Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
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#207 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2000
Città: Roman Castles
Messaggi: 274
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Quando era comunista: «Il compagno Giolitti ha il diritto di esprimere le proprie opinioni, ma io ho quello di aspramente combattere le sue posizioni. L'intervento sovietico ha non solo contribuito a impedire che l'Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione ma alla pace nel mondo». giorgio napolitano Ora che è Presidente della Repubblica Italiana: Questa mia visita coincide con la preparazione delle celebrazioni del cinquantesimo anniversario della Rivoluzione del 1956 e non a caso il primo atto che ho compiuto venendo a Budapest è stato rendere omaggio ai caduti del 1956, e alla tomba di Imre Nagy. Ho reso quell'omaggio a nome dell'Italia, di tutta l'Italia, in ricordo di quanti governavano l'Italia nel 1956 e che assunsero una posizione risoluta a sostegno dell'insurrezione ungherese e contro l'intervento militare sovietico, e anche a nome di quanti nel corso del tempo hanno saputo riconoscere la straordinaria importanza e lungimiranza di quell'evento rivoluzionario. Giorgio Napolitano
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#208 | |
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Iscritto dal: Mar 2001
Città: Linguate sul Prepuzio (VA)
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#209 |
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Moderatore
Iscritto dal: Nov 2003
Messaggi: 16213
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Marcia indietro del presidente croato.
Dal Corsera: -------- Dopo una lettera del presidente croato a Napolitano Foibe: «incidente chiuso» Croazia-Italia Marcia indietro di Mesic: «Nelle parole del presidente italiano non c'era alcun riferimento polemico, revanscismo o revisionismo» ZAGABRIA - «Nelle parole del presidente Giorgio Napolitano non c'era alcun riferimento polemico alla Croazia, e in esse non vi era alcuna intenzione di mettere in questione il Trattato di pace del 1947 e gli Accordi di Osimo e di Roma, e nemmeno contenevano ispirazioni revansciste e storico-revisionistiche». Lo afferma il presidente croato Stipe Mesic in una nota, che spiega che «dopo intensi contatti diplomatici» Zagabria e Roma «hanno rilasciato in accordo due dichiarazioni» collegate al discorso di Napolitano affinché si possa continuare «a costruire rapporti amichevoli nell'interesse dei due Paesi». SODDISFAZIONE - «Da parte italiana si apprende con soddisfazione che il presidente croato Stipe Mesic ha preso atto dei chiarimenti emersi nel corso del colloquio avvenuto alla Farnesina lo scorso 13 febbraio tra il ministro degli Esteri Massimo D Alema e l'ambasciatore della Repubblica di Croazia Tomislav Vidosevic». Lo rendono noto fonti dalla Farnesina. «Essi sono stati recepiti e hanno contribuito al superamento degli equivoci nati a proposito del testo pronunciato dal capo dello Stato italiano. Il presidente Napolitano», dice la nota, «ha accolto favorevolmente le espressioni del presidente Mesic. L'Italia non farà mancare il suo appoggio, come per il passato, al tragitto di integrazione della Croazia nell'Unione europea. Il presidente Napolitano si è unito agli auspici del presidente Mesic che si possa realizzare in futuro un incontro italo-croato al massimo livello». 18 febbraio 2007 ----
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#210 |
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Iscritto dal: Sep 2006
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Messaggi: 182
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http://www.corriere.it/Primo_Piano/E.../croazia.shtml
Nulla da dire da parte del solerte presidente croato in questo caso?...
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#211 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2004
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#212 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2000
Città: Roman Castles
Messaggi: 274
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è stata tutta una presa in giro, era tutto calcolato dall'inizio...
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#213 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2004
Città: Bergamo
Messaggi: 3785
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Bhè veramente c'era una guerra in corso, poi non mi pare che in Bosnia venissero uccisi vecchi , donne e bambini a freddo....
Nonostante tutto, davvero ottimo l'intervento di Napolitano.
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#214 | |
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Iscritto dal: Nov 2004
Città: Vicenza
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ma perchè siamo un popolo di smemorati Durante l'occupazione dall'I 1-IV-1941 all'8-ix-1943 gli invasori italiani, nella sola provincia di Lubiana 9, hanno fucila- to 1000 ostaggi, ammazzato proditoriamente oltre 8000 perso- ne, fra le quali alcune erano state prosciolte dal famigerato tri- bunale militare di guerra di Lubiana; incendiarono 3000 case, deportarono nei vari campi di concentramento in Italia oltre 35.000 persone, uomini, donne e bambini, e devastarono com- pletamente 800 villaggi. Attraverso la questura di Lubiana pas- sarono decine di migliaia di sloveni. Là furono sottoposti alle più orrende torture, donne vennero violentate e maltrattate a morte. Il tribunale militare di Lubiana pronunciò molte condanne all'ergastolo e alla reclusione, cosicché nel solo campo di Arbe perirono di fame più di 4500 persone 10. 234 In altre parole, più di 50.000 sloveni o persero la vita o subirono gravissime offese da parte delle truppe di occupa- zione, nell'arco di appena due anni. Questi dati, per la provincia di Lubiana, venivano in seguito confermati, e anzi ampliati, da nuove e più estese ricerche. Facciamo riferimento, in modo particolare, a due indagini rese pubbliche nel 1999, quella di Tone Ferenc, dal titolo «Si ammazza troppo poco!». Condannati a morte, ostaggi, passati per le armi nella provincia di Lubiana, 1941- 1943, e il testo della denuncia penale, presentata dall'av- vocato Dusan Puh, di Portorose, contro i criminali di guer- ra italiani12. Quest'ultima indagine dà una cifra complessi- va di 12.807 uccisi, così suddivisi: ostaggi fucilati 1500, civili assassinati durante l'offensiva Primavera 2500, civili deceduti in seguito a torture 84, civili arsi vivi o uccisi in altro modo 103, partigiani catturati e giustiziati 900, dece- duti nei campi di concentramento 7000 13. Tone Ferenc, dal canto suo, fornisce notizie molto precise sull'attività del tribunale militare di guerra a Lubiana. Questo tribunale, presieduto dal colonnello Antonino Benincasa e, in segui- to, dal colonnello dei carabinieri Ettore Giacomelli, trattò 8737 cause a carico di 13.186 imputati e comminò 83 con- danne a morte, 434 ergastoli, 2695 pene detentive dai 3 ai 30 anni, per un totale di 25.459 anni. Che nella provincia di Lubiana si sia tentata, più che un'ita- lianizzazione rapida e forzata, un'operazione di autentica bonifica etnica, non è soltanto confermato dall'altissimo numero degli uccisi e dei deportati, e dalle stesse dichiara- zioni di alcuni alti ufficiali (generale Robotti: «Si ammazza troppo poco!» 14; maggiore Agueci: «Gli sloveni dovrebbero essere ammazzati tutti come cani e senza alcuna pietà» 15), ma da un documento che è rimasto agli atti, la famigerata circolare n. 3C, del primo marzo 1942, e i suoi allegati del 7 235 aprile, a firma del generale Mario Roatta. Questa circolare, che stabiliva le modalità per contrastare e liquidare i ribelli in Slovenia e in Dalmazia, non soltanto ordinava il «ripudio delle qualità negative compendiate nella frase "bono italia- no"», ma contemplava l'incendio di case e di interi villaggi, la fucilazione degli ostaggi, la deportazione dei civili sospet- ti. Al punto IV, inoltre, stabiliva che «il trattamento da fare ai ribelli non deve essere sintetizzato dalla formula: "dente per dente" ma bensì da quella "testa per dente!"»16. Ispirandosi a questo comma della circolare, il governatore del Montene- gro, Pirzio Biroli, nel giugno 1943 faceva fucilare 180 ostag- gi a titolo di rappresaglia per l'uccisione di nove ufficiali del 383° reggimento di fanteria. L'incitamento all'odio e al disprezzo — fra i soldati delle truppe di occupazione era molto diffusa la convinzione che le popolazioni slave fossero barbare e subumane — finiva per spingere gli italiani a svelare i loro più bassi istinti. In due «riservatissime personali», del 30 luglio e del 31 agosto 1942, indirizzate all'alto commissario per la provincia di Lubiana, Grazioli, il commissario civile Rosin del distretto di Longatico tracciava un quadro veramente disastroso del- la condotta dei soldati: Si procede ad arresti, ad incendi ed a fucilazioni senza un per- ché positivo. [...] Nei paesi avvengono scene veramente orrende e pietose di donne, uomini e bambini che si trascinano in ginoc- chio davanti ai nostri soldati implorando a mani giunte, seppure invano, di non incendiare le case, di lasciare in vita i loro cari. [...] Le fucilazioni in massa fatte a casaccio e gli incendi dei paesi fatti per il solo gusto di distruggere (e i granatieri si sono conquistati un triste primato in questo campo) hanno incusso sì nella gente un sacro timore, ma ci hanno anche tolto molta simpatia e molta fiducia, tanto più che ognuno si accorge, se non è cieco, che i sol- dati sfogano sugli inermi la rabbia che non hanno potuto sfogare sui ribelli. [...] La frase «gli italiani sono diventati peggiori dei te- 236 deschi», che si sente mormorare dappertutto, compendia i senti- menti degli sloveni verso di noi. da Italiani, brava gente? Angelo Del Boca
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit) |
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#215 |
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Non era un segreto, per gli alti comandi, che per "pacifica-
re" la Slovenia si era pensato di deportarne in parte o inte- ramente la popolazione. Il generale Roatta aveva affrontato l'argomento il 23 maggio 1942, a Fiume, nel corso di un incontro con Mussolini. In quella occasione si era limitato a proporre l'internamento di 20.000-30.000 sloveni e aveva inoltre precisato che era urgente predisporre campi di con- 240 centramento per altrettante persone. Mussolini, che dieci anni prima aveva avallato la proposta di Badoglio di rin- chiudere nei lager della Sinica 100.000 abitanti della Cire- naica, elogiava la politica di Roatta e successivamente, il 30 luglio, in un incontro a Gorizia con Roatta, Cavallero e Ambrosio, dichiarava: «Sono convinto che al "terrore" dei partigiani si deve rispondere con il ferro e con il fuoco. Deve cessare il luogo comune che dipinge gli italiani come sentimentali incapaci di essere duri quando occorre. [...] Non vi preoccupate per il disagio economico della popola- zione. Lo ha voluto. [...] Non sarei alieno dal trasferimento di masse di popolazione»27. La deportazione degli sloveni dalla provincia di Lubiana cominciava nel giugno 1942. Secondo fonti slovene, inte- ressò non meno di 35.000 persone, circa il 10 per cento del- la popolazione della provincia, e sarebbe continuata se l'ar- mistizio dell'8 settembre 1943 non avesse mutato radical- mente la situazione nei Balcani. Consapevole che Mussolini approvava i suoi piani, Roatta li perfezionava decidendo, per esempio, di assegnare tutte le proprietà dei ribelli uccisi e dei deportati alle famiglie dei caduti italiani28. Poi andava oltre, comunicando al comando supremo, in data 8 settem- bre 1942, che «l'internamento può essere esteso [...] sino al- lo sgombero di intere regioni, come ad esempio la Slovenia. In questo caso si tratterebbe di trasferire, al completo, masse ragguardevoli di popolazione, di insediarle all'interno del Regno, e di sostituirle in loco con popolazioni italiane»29. Il progetto di «genocidio culturale» e di «bonifica etnica», condiviso anche da Robotti e da Grazioli, prendeva dunque forma mentre si allestivano i campi di concentramento tan- to in Dalmazia quanto in Italia. Le prime stime, fornite dal governo iugoslavo di Tito nel 1946, indicavano in 67.230 i deportati dalla sola provincia di Lubiana. Successivamente questa cifra veniva ridimen- 241 sionata e quasi dimezzata, ma costituiva pur sempre un dato sconvolgente. In un primo tempo lo scopo dell'inter- namento era quello di indebolire l'Osvobodilna Fronta, il Fronte di liberazione, ma in una seconda fase, come si è visto, l'intento era quello di svuotare la provincia di Lubia- na del maggior numero di sloveni per far posto alle famiglie italiane30. Le più massicce deportazioni avvennero in con- comitanza con il rastrellamento del luglio-novembre 1942, una fra le più vaste operazioni repressive compiute nei Bal- cani, per la quale furono impiegati 60.000 soldati. Mentre i partigiani catturati erano quasi sempre giusti- ziati sul luogo dello scontro, i civili, spesso intere famiglie, a volte interi villaggi, venivano rastrellati (dopo essere stati derubati di ogni bene) e concentrati nelle caserme, dove subivano interrogatori e sommari accertamenti. In seguito, che fossero o no conniventi con i partigiani, erano avviati ai campi di concentramento. Il più importante e triste- mente famoso era quello di Arbe (Rab), nell'isola al largo della costa dalmata. Gli sloveni venivano inoltre internati in altri cinque campi in territorio italiano: Gonars e Visco, in provincia di Udine; Monigo e Chiesanuova nel Veneto; Renicci in provincia di Arezzo. Secondo un rapporto del 16 dicembre 1942, inviato da Robotti a Cavallero, a quella data gli internati sloveni erano 19.405, così suddivisi: 6577 ad Arbe, 2250 a Gonars, 3884 a Renicci, 3522 a Chiesa- nuova, 3172 a Monigo. Secondo le stime slovene, invece, alla fine del 1942 erano già state deportate 26.000 persone, 15.000 delle quali internate ad Arbe. «In semplici tende» riferiva Frane Potocnik, uno dei re- clusi ad Arbe «venivano stipate fino a otto persone, spesso co- strette a stendersi sul nudo terreno. Le condizioni igieniche erano drammatiche: le latrine erano costituite da buche a cie- lo aperto e solo tre rubinetti dovevano bastare per 20.000 persone; l'acqua veniva erogata solo per sei ore al giorno e 242 spesso veniva chiusa per punizione»31. Quanto al vitto, era del tutto insufficiente. Secondo le indagini condotte da Carlo Spartaco Capogreco, lo studioso che ha dedicato vent'anni della sua esistenza a esplorare l'universo concentrazionario fa- scista, il cibo, prima di arrivare agli internati, finiva per ridur- si a un quarto per tutta una serie di ignobili ruberie: In verità, le razioni alimentari previste dal Regio Esercito erano pressoché "da fame" già all'origine: le apposite tabelle pre- vedevano, infatti, per i "repressivi" 877 calorie giornaliere e per i "protettivi" 1030 calorie. Razioni queste che, rispetto al fabbiso- gno minimo di un individuo a riposo difettavano, rispettiva- mente, di almeno 1000 e 900 calorie. Nella migliore delle ipo- tesi gli internati iugoslavi, quindi, ricevevano giornalmente un'a- limentazione corrispondente a meno della metà del loro fabbi- sogno calorico minimo32. In queste disumane condizioni, le stesse che si erano re- gistrate nei quindici lager della Sirtica voluti da Badoglio e da Graziani, «le persone morivano letteralmente nel rango e nella propria sporcizia [...]. Queste condizioni indicavano chiaramente la volontà di pulizia etnica nella provincia di Lubiana»33. Il tasso di mortalità ad Arbe era del 19 per cen- to, ossia da campo di sterminio, e superava persino quello registrato nel lager nazista di Buchenwald, che era del 15 per cento34. Le vittime, alle quali è stato possibile attribuire un nome, sono 1495 , ma fonti slovene fanno ammontare i morti a 3500, e altre a 4500. A soffrire maggiormente nel lager di Arbe erano le donne e i bambini, incapaci di ogni difesa. Si legga la testi- monianza, rilasciata nel 1944, da Ivan Stimec, di dodici anni: Siamo stati internati a Rab. Abbiamo vissuto in tende vicino al mare. Dormivamo sulla nuda terra. Una notte, mentre dor- mivamo, il vento cominciò a soffiare e cominciò a piovere. L'al- 243 ta marea era cresciuta e l'acqua nelle tende ci arrivò fino al ginoc- chio. Abbiamo pianto e chiamato aiuto. Volevamo scappare, ma le guardie non ci lasciavano uscire dal recinto. Il mare continua- va a crescere e molti bambini morirono annegati35. Comandante del lager e del presidio dell'isola di Arbe era il tenente colonnello dei carabinieri Vincenzo Cuiuli, forse la persona più odiata in tutta la Slovenia. Arrestato dopo l'8 di settembre 1943, dalla stessa formazione parti- giana che si era costituita clandestinamente nel campo, veniva tradotto nel carcere di Crikvenica e condannato a morte. Ma alla vigilia dell'esecuzione, l'ufficiale preferiva suicidarsi36. Il tenente colonnello Vincenzo Cuiuli è forse il solo crimi- nale di guerra che abbia pagato con la vita i suoi misfatti. Tutti gli altri che si erano macchiati dei peggiori delitti non soltanto non furono consegnati alle nazioni che intendeva- no portarli in giudizio, ma non furono neppure processati in patria, nonostante l'evidenza delle loro colpe. Così come l'Etiopia di Hailè Selassiè aveva chiesto invano l'estradizio- ne dei marescialli Badoglio e Graziani, dei generali Pirzio Biroli, Geloso, Nasi, Gallina, Tracchia, del ministro delle Colonie Lessona e del federale Cortese, l'uomo che aveva scatenato il massacro del 19 febbraio 1937 ad Addis Abeba, anche la Iugoslavia di Tito si adoperava inutilmente per ottenere la consegna di 729 militari e civili italiani ritenuti responsabili dei peggiori crimini (ma una prima lista indi- cava ben 1200 nomi). La storia di questi dinieghi, dei silenzi colpevoli e delle acrobazie compiute per sottrarsi all'obbligo di consegnare i criminali richiesti, non fa onore ad Alcide De Gasperi e ai suoi governi. Già nel febbraio 1944 partivano dalla Iugo- slavia le prime richieste di estradizione. Esattamente un an- no dopo le stesse richieste venivano presentate alla United 244 . '' Nations War Crimes Commission
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit) |
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#216 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2001
Città: Teramo
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vabè, ora che il presidente croato si è smerdato da solo posso essere contento
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#217 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
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Messaggi: 14072
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Sono passati 50 anni e sono cadute le illusioni del comunismo..non vedo alcun problema in questo. Più problematico è Mesic...che si permette di insultare il PDR italiano quando neanche 14 anni fa i croati hanno commesso degli atti di pulizia etnica contro i musulmani bosniaci in bosnia erzegovina... Da che pulpito ![]() E Mesic stia ben attento, specie se la Croazia vuole entrare in Europa..perchè se insulta finisce che l'Italia in sede di consiglio europeo non vota a favore dell'entrata di questo paese.. vogliono stare a vita alle porte dell'Europa nella meravigliosa politica "Balcanica" di sterminio delle minoranze etniche nelle loro rispettive enclaves etniche? Ultima modifica di zerothehero : 21-02-2007 alle 22:13. |
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#218 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2004
Città: Bergamo
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inoltre la deportazione non è esattamente lo stessa cosa che avvenne con le Foibe prima e con la guerra in Bosnia dopo....
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#219 | |
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Bannato
Iscritto dal: Sep 2001
Messaggi: 3918
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Per cui non postate "ad minchiam" grazie. |
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#220 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2000
Città: Roman Castles
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In pratica, ancora non sono entrati in Europa e già vogliono decidere chi può esserci e chi no...
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