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#101 | |
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#102 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
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#103 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: a casa mia
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Il tentativo di Amato, allora premier sorretto dal Pentapartito, di depenalizzare il reato di illecito finanziamento ai partiti NON PASSO' perchè l'allora presidente della Repubblica Scalfaro NON FIRMO' TALE DECRETO, in quanto incostituzionale, e non è mai entrato in vigore. Ciao Federico La fantomatica leggina del 1996 che avrebbe salvato Prodi dalle grinfie del pm Di Pietro è falsa pure quella, visto che Di Pietro si era dimesso dalla magistratura sin dal 1994 e di conseguenza 2 anni dopo non avrebbe potuto indagare nessuno. |
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#104 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Pisa
Messaggi: 4682
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c.v.d. il tentativo di rigirare la frittata in un ambito in cui un certo personaggio politico ha palesemente la coscienza sporca è naufragato come è giusto che sia, e comunque imho non avrebbe distolto di certo l'attenzione dal malfatto principale. |
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#105 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: PD
Messaggi: 11917
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Gli altri hanno chiuso subito , nel 1994 , come prevedeva la legge , Rete 4 no . Allora siccome sono 13 anni che qualcuno continua a sbattersene delle leggi e occupa illegittimamente delle frequenze che non sono sue gli diamo un premio ? Hai ragione il paragone della macchina non è del tutto calzante . Diciamo che un comune fa costruire 10 appartamenti popolari , c' è qualcuno che partecipa al concorso per l' assegnazione , si fa un mazzo tanto a fare carte e a sbattersi per dimostrare che lui ne ha bisogno e quando glielo assegnano lo trova occupato da qualcun altro , adesso tu mi dirai che non si può mica mandare sotto il ponte quella famiglia che ha occupato la casa , perchè adesso che ha un tetto non vorrai mica toglierglielo da sopra la testa e lasciarla all' addiaccio , vero ? Meglio mandare l' altra famiglia sotto il ponte , quella che l' appartamento lo aveva meritato .
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#106 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: a casa mia
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Se ti riferisci all'anno 1992, come hai detto sopra, premier in carica Amato e ministro della giustizia Conso, il provvedimento da loro studiato per depenalizzare il reato di illecito finanziamento ai partiti NON E' MAI ENTRATO IN VIGORE, perchè l'allora Presidente Scalfaro non lo firmò. Magari ti riferisci a qualcosa di molto precedente. Quote:
Se mi dici a cosa era riferita si può fare una ricerca su google o su Juris Data. Ciao Federico |
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#107 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: PD
Messaggi: 11917
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Catricaqui, Catricalà
"Le concentrazioni rappresentate dal duopolio Rai e Mediaset in Italia, che raccolgono più del 90% della pubblicità, non esistono in nessuna altra parte d'Europa e andrebbero ricondotte 'entro confini più accettabili': lo dice il presidente dell'Autorità Garante della concorrenza e del mercato, Antonio Catricalà, in una intervista che apparirà nel prossimo numero di Prima comunicazione. Catricalà dice di 'non avere alcuna difficoltà' ad ammettere che le concentrazioni che ci sono in Italia non ci sono in nessun'altra parte d'Europa ma, aggiunge, la situazione non è drammatica: 'certamente va ricondotta entro confini più accettabili sotto il profilo della libera concorrenza'. E, aggiunge, se non ci fosse stata l'Autorità per le comunicazioni 'la situazione sarebbe oggi anche peggiore. Qualcosa ha fatto'. Catricalà pensa anche che la legge Gasparri, attraverso il Sic 'ha consentito quote di mercato leggermente più grandi e dall'Europa arrivano segnali che ci dicono che si possono allargare ancora'..." (Ansa, 13 gennaio 2006). Sulla legge Gentiloni ha ragione Berlusconi: non si può imporre un tetto alla raccolta pubblicitaria di Mediaset, perché significa mettere il tetto al fatturato di un'azienda e deprimerne la crescita" (Antonio Catricalà, presidente dell'Antitrust, 28 gennaio 2007).
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#108 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
Messaggi: 869
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Qualcuno riesce a comprendere le due affermazioni in contrapposizione oppure dobbiamo pensare che il presidente dell'Antitrust vuole favorire qualcuno? |
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#109 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Pisa
Messaggi: 4682
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in che mani siamo... mani abili, per carità, ma il problema è che lo sono solo ed esclusivamente nell'antica arte della lustrascarpaggine. a trovare il primo accattone lungo la strada e metterlo a comandare l'antitrust ci tutelerebbe di sicuro meglio. più che di cenare ho voglio di vomitare. Oppure di stampare la foto sotto ![]() e sfidare me stesso in una gara di sputi. che dite? Magari giocando un pò mi tornerà l'appetito? |
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#110 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: a casa mia
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Maroni, che era ministro degli interni si dissociò pubblicamente dal provvedimento, dichiarando che il testo entrato in vigore era differente da quello che gli avevano sottoposto. Ne scoppiò un caso che divenuto pubblico, compresi gli effetti di tale norma, portò ad una rapidissima marcia indietro nel giro di pochi giorni. La precedente amnistia era datata 1989. Cito testualmente:"Effettivamente nel 1989 vi fu una amnistia. Essa nasceva per far fronte a tre questioni: superaffollamento delle carceri; sistemazione di ogni processo o indagine possibile sui finanziamenti illeciti ai partiti. Come nel passato, si era in epoca di grossi scandali. Nel passato più recente, lo scandalo del petrolio (1974) aveva fatto varare una legge "molto severa" sul finanziamento pubblico dei partiti. Nonostante tale legge, seguirono grossi scandali di corruzione e di finanziamenti illeciti: Carceri d'oro; lenzuola d'oro delle ferrovie (Ligato fu poi trovato ammazzato); traffico di armi e mine in oriente; inizia ad operare la Eni Montedison sul fronte delle tangenti; c'è la vendita Mondadori e Standa; si stava varando la legge Mammì delle TV (sulle ultime tre questioni Berlusconi è al centro). In tale situazione, tutti i partiti per ragioni diverse sono interessati ad una amnistia che viene varata dal VI governo Andreotti (22.07.1989 - 12.04.1991) sostenuto da una Coalizione politica DC - PSI - PSDI - PRI - PLI. Ministro degli interni era Giuliano Vassalli. Un link ad un articolo di Sergio Romano http://www.ildue.it/Thesaurus/Thesau...rimoPiano=1656 Ciao Federico Ultima modifica di flisi71 : 07-02-2007 alle 11:34. |
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#111 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: a casa mia
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Forse ho inquadrato quello a cui ti riferisci, ma è un tantino diverso da come l'hai prospettato.
Secondo Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Romano_Prodi ..... Procedimenti giudiziari e polemiche nei suoi confronti []Romano Prodi è stato coinvolto in alcuni procedimenti giudiziari, in ciascuno di essi è stato riconosciuto non colpevole dalle accuse e non si è andati oltre le udienze preliminari: in alcuni casi è stata disposta l'archiviazione, in un caso si è prodotta sentenza, dichiarando il «non luogo a procedere» perché «il fatto non sussiste».[/b] ..... Presidenza dell'IRI e vendita della SME ..... La vendita della SME avvenne solo tra il 1993 e il 1996, senza essere venduta per intero, ma suddivisa in varie parti. I procedimenti giudiziari che hanno coinvolto Prodi sono stati quattro, in tre è presente l'ipotesi di reato d'abuso d'ufficio. Il primo è iniziato dalle denunce contro ignoti di Giovanni Fimiani, un imprenditore condannato per bancarotta, che ha attribuito il fallimento delle proprie imprese al comportamento assunto dall'IRI. Richiamante l'intesa preliminare del 1985 per la cessione della SME dall'IRI alla Buitoni, venne archiviato nel 1997, ritenendo i magistrati privi di attendibilità le accuse di complotto ai suoi danni e i motivi avanzati dal denunciante sottostanti al fallimento delle proprie aziende. Per la vendita della Italgel alla Nestlé i magistrati convengono nell'archiviazione (1999), il reato ipotizzato viene escluso e si riconosce che il prezzo pagato dal compratore sia stato determinato secondo le procedure richieste. Gli ultimi due casi riguardano la cessione della Cirio-Bertolli-De Rica e di parte di questa dalla Fisvi all'Unilever, che portò a una sentenza d'assoluzione nell'udienza preliminare, e delle consulenze che Prodi avrebbe svolto per Goldman Sachs e General Electric durante il mandato all'IRI, indagini seguite in conseguenza di un articolo della stampa, che parlava anche di evasione fiscale, di cui la magistratura conviene nel disporre l'archiviazione nel 2002. Il caso Cirio Nell'ambito delle indagini per la vendita della Cirio-Bertolli-De Rica, Romano Prodi era indagato per abuso d'ufficio. .... L'inchiesta fu nota dal 23 febbraio 1996 e portò a una sentenza di non luogo a procedere nell'udienza preliminare il 22 dicembre 1997, con la più ampia formula di proscioglimento «perché il fatto non sussiste». Il GUP Eduardo Landi citò nelle motivazioni anche la riforma dell'abuso d'ufficio, varata pochi mesi prima (il 10 luglio) su iniziativa dell'Ulivo e votata anche dalla coalizione avversaria. La riforma dell'abuso di ufficio era prevista nei programmi di tutte le forze politiche presentatesi alle elezioni del 1996. Il lavoro su questo argomento era già stato avviato da diversi gruppi parlamentari e dal Governo Dini fino alle elezioni dell'aprile '96. Il provvedimento nasceva quindi non per iniziativa governativa ma per iniziativa parlamentare. La riforma, fu, fin dal maggio del '96, oggetto di un confronto con i sindaci di tutti gli orientamenti politici che sollecitavano provvedimenti tesi a far superare difficoltà, resistenze e ostacoli che appesantivano il lavoro delle amministrazioni locali. L'abuso di ufficio, così com'era allora configurato, conferiva ai giudici un ampio potere discrezionale di giudizio nei confronti delle scelte degli amministratori locali, determinando sovente rallentamenti anche molto rilevanti delle attività delle amministrazioni, per questo la necessità di provvedere a questa riforma raccoglieva il consenso unanime degli amministratori locali sia di centrodestra sia di centrosinistra. Il giudice pronunciò una sentenza di non luogo a procedere con la più ampia formula di proscioglimento (il fatto non sussiste) e con l'acquisizione di una perizia d'ufficio che accertò la congruità del prezzo di vendita della parte della SME ceduta. La sentenza confermò la regolarità del procedimento seguito per la vendita ed il Giudice ha inoltre accertato che Prodi non aveva avuto rapporti con Unilever e aveva comunque già cessato il proprio rapporto con Goldman Sachs nel periodo in cui è avvenuta la cessione di CBD a favore di Fisvi, cui è seguita quella parziale per il settore "olio" in favore di Unilever. Alcuni hanno criticato tale riforma e la sua relazione con l'indagine su Prodi. I giornalisti Peter Gomez e Marco Travaglio definiscono «per certi versi imbarazzante» il fatto che tra le motivazioni ci sia un riferimento alla legge varata dall'Ulivo, ma riconoscono che tale riferimento «non fu affatto decisivo per quella sentenza» in quanto Prodi fu prosciolto perché il fatto non sussisteva. Secondo Silvio Berlusconi invece «Prodi s'è salvato grazie all'amnistia e alla modifica dell'abuso d'ufficio. Quelle sì che furono leggi ad personam, quando lui doveva rispondere davanti ad un GIP dei finanziamenti che le sue partecipazioni statali davano alla DC» (21 gennaio 2006). Tuttavia Romano Prodi non ha usufruito dell'amnistia e non è stato indagato per finanziamento illecito. ----------------------- Ciao Federico |
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#112 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: PD
Messaggi: 11917
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Per chi crede che le leggi siano da rispettare le cose sono diverse . Ma qui si parlava di un tizio che combatte le norme antitrust mentre è presidente dell' antitrust , il che mi pare lievemente assurdo , se per lui l' antitrust non ha motivo di esistere la prima cosa da fare sarebbe quella di dimettersi dalla sua carica .
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#113 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: a casa mia
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Non stavamo parlando affatto di questo MA della tua affermazione Quote:
1) Prodi, sul caso Cirio fu prosciolto principalmente perché il fatto non sussisteva, e non solo perchè aveva goduto dei benefici di una legge che fu tra l'altro votata da tutto il Parlamento dell'epoca; 2) Di Pietro aveva lasciato la magistratura nel 1994 per cui nel 1996 non poteva tener sotto le grinfie giudiziare chicchessia. Tutto questo è comunque palesemente OT, come ricorda Cfranco. Ciao Federico |
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#114 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
Messaggi: 869
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Da repubblica
http://www.repubblica.it/2007/01/sez...alismo-tv.html Calabrò: "Ok al tetto della pubblicità Ma solo se non è permanente" ROMA - "Il pluralismo dell'informazione è un bene primario anche rispetto alla libertà di iniziativa economica". Il presidente dell'Autorità per le comunicazioni, Corrado Calabrò, ha promosso così le norme del ddl Gentiloni ("apprezzabile") mirate ad eliminare le barriere all'ingresso del mercato tv. Norme mirate a limitare lo strapotere dei "due signori" dominanti del "Castello della televisione": Rai e Mediaset. E l'avvento del digitale servirà a far sì che altri possano diventare protagonisti del settore. Sempre in nome della salvaguardia del pluralismo, Calabrò ha dato il via libera al tetto del 45% che il testo di Gentiloni pone alla pubblicità. Ma ad una condizione: che si tratti di una misura di "carattere transitorio". Viceversa, se diventasse permanente "si tratterebbe di una norma asimmetrica che mal si concilierebbe con il diritto comunitario in materia di posizioni dominanti" ha spiegato Calabrò. Nel corso di un'audizione parlamentare Calabrò ha chiesto dunque "un nuovo intervento legislativo" considerato che in Italia "c'è un problema di tutela del pluralismo". Circostanza resa ancor più evidente dalle elezioni politiche che hanno dimostrato come "la partita decisiva" si giochi in televisione. "E' indubbio però che il mercato è in continuo movimento" ha aggiunto il presidente dell'Authority che ha definito il digitale terrestre "il ponte levatoio che consente di uscire dal castello dei due signori della tv analogica". Per questo, ha concluso Calabrò, serve "uno scatto di reni che spinga il paese verso la tecnologia digitale". Questo perché, ha insistito il presidente dell'Autorità, la Rai "non può stare in un limbo" è quindi è opportuno che la riforma del servizio pubblico "segua il più presto possibile il ddl gentiloni". Infine Calabrò ha proposto la creazione di un osservatorio sulla qualità televisiva, anche delle tv private'. Ricariche. Sulle ricariche telefoniche il governo "ha utilizzato uno strumento di legge che gli compete". Calabrò commenta così il provvedimento che ha eliminato i costi di ricarica dei telefonini: "E' un intervento a cui l'Autorità stava guardando". Insomma sembra che si sia accorto del problema e che il DDL Gentiloni dovrebbe cercare di risolverlo PERO' DEVE essere una cosa temporanea?
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#115 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
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Anzi , che c' azzecca ? Quote:
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#116 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: a casa mia
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Niente affatto. Ho puntualizzato che Prodi, a differenza di quanto sostieni, NON SI E' AVVALSO DI UNA LEGGE AD PERSONAM PER EVITARE UN PROCESSO. Solo questo. Quote:
In tutti i paesi in cui vige la legge del mercato, esistono organismi antitrust che sono chiamate a garantire la libera concorrenza. Esse, come ho detto più volte, NON hanno il compito di impedire l'espansione di una azienda all'interno di un qualsiasi settore MA DEVONO IMPEDIRE che una qualsiasi azienda possa raggiungere posizioni dominanti tali da realizzare un monopolio. Questo perchè evidentemente in tal caso non sarebbe più possibile garantire la libera concorrenza, visto che un monopolio è incompatibile con il regolare funzionamento di un mercato. Esistono vari casi di istruttorie antitrust in USA, dalla famosa su AT&T fino alla recenti su Microsoft; è davvero sorprendente che sostenitori della sedicente "casa delle libertà" che si autodefinisce liberista non conoscano questi elementari principi del mercato. Ciao Federico |
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#117 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: PD
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La prolissità non è sempre sinonimo di conoscenza , hai già ribadito più e più volte che per te le sentenze si dividono in sentenze giuste ( quelle che fanno comodo al CDX ) e ingiuste ( quelle che non piacciono al CDX ) , è un dato di fatto di cui prendiamo atto , così come prendiamo atto che anche le affermazioni e le leggi le dividi in buone o cattive a seconda del fatto che piacciano o meno ad alcuni esponenti politici . Adesso siamo arrivati all' affermazione che la stessa legge sia buona quando emanata ed applicata negli USA , diventi "antidemocratica, antilibertaria e peggiore del male che vorrebbe estirpare" e sia "illiberale, anacronistico quanto assurdo ed assurdo trovo anche che ciò annoveri sostenitori" approvare in Italia le stesse leggi che esistono da sempre negli altri paesi . Quello che per te è "odio verso Berlusconi" io lo ritengo un normale sentimento di giustizia , non vedo perchè in Italia ci dovrebbe essere un individuo che gode del beneficio di avere leggi tagliate su misura e della libertà di vìolare quelle che non gli piacciono se proprio non riesce ad abrogarle , il tuo problema è quello di vedere tutto con le lenti deformanti del pensiero Berlusconi-centrico per cui tutto quello che esiste e viene fatto deve essere valutato in funzione dell' interesse di Silvio da Arcore e diviso in buono e cattivo esclusivamente secondo il criterio dell' interesse personale di un individuo e non secondo il principìo di uguaglianza degli individui .
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#118 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Pisa
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anch'io ho il problema di vedere la faccenda nel modo Sfolgorantemente guelfoghibellinesco nonchè capuletomontecchianamente semplicistico di Cfranco purtroppo... sarà mica un virus? |
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#119 | ||||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: PD
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Rispondi alla seguente domanda : Vuoi delle leggi antitrust come quelle USA/UK/Francia/Germania in Italia o no ? Tutto qui l' argomento , niente di più e niente di meno . Quote:
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