Dall'enciclopedia all'algoritmo: Encyclopedia Britannica fa causa a OpenAI per le risposte di ChatGPT

Dall'enciclopedia all'algoritmo: Encyclopedia Britannica fa causa a OpenAI per le risposte di ChatGPT

Encyclopedia Britannica ha fatto causa a OpenAI, accusandola di aver addestrato i propri modelli su contenuti protetti senza licenza. La storica enciclopedia contesta la riproduzione non autorizzata di articoli e la diffusione di informazioni errate attribuite al proprio marchio.

di pubblicata il , alle 14:01 nel canale Web
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La storica casa editrice Encyclopedia Britannica ha avviato un'azione legale contro OpenAI, accusando l'azienda di violazione del copyright e del marchio. La causa, riportata inizialmente da Reuters, rappresenta un nuovo capitolo nello scontro crescente tra produttori di contenuti tradizionali e sviluppatori di tecnologie basate sull'intelligenza artificiale.

Secondo Encyclopedia Britannica, i modelli di IA sviluppati da OpenAI sarebbero stati addestrati utilizzando "su larga scala" contenuti protetti da diritto d'autore senza alcuna autorizzazione. In particolare, il sistema ChatGPT viene accusato di aver incorporato materiali provenienti dall'enciclopedia durante il processo di training.

Le accuse non si fermano alla fase di addestramento. L'editore sostiene infatti che alcune risposte generate da ChatGPT contengano riproduzioni parziali o addirittura complete dei propri articoli. Questo tipo di utilizzo, se confermato, rappresenterebbe una violazione diretta del copyright, poiché comporterebbe la diffusione non autorizzata di contenuti protetti.

Ulteriori punti della causa tra Encyclopedia Britannica e OpenAI

Un altro punto centrale della causa riguarda la presunta violazione del marchio. Encyclopedia Britannica afferma che ChatGPT, in alcuni casi, generi contenuti errati o inventati attribuendoli erroneamente all'enciclopedia. Questo fenomeno, secondo l'azienda, potrebbe compromettere seriamente la credibilità e la reputazione costruita in oltre due secoli di attività.

Dal punto di vista legale, l'editore non ha indicato una cifra precisa per il risarcimento dei danni, ma ha richiesto un'ingiunzione per impedire a OpenAI di continuare a utilizzare i suoi contenuti senza autorizzazione. L'obiettivo principale sembra quindi essere quello di stabilire un precedente legale e porre limiti più chiari all'uso dei dati da parte delle IA. OpenAI ha risposto alle accuse difendendo le proprie pratiche.

L'azienda sostiene che i suoi modelli siano addestrati su dati pubblicamente disponibili e che il loro utilizzo rientri nei principi del fair use. Inoltre, evidenzia come ChatGPT contribuisca a promuovere innovazione, ricerca scientifica e accesso alla conoscenza per milioni di persone. Questa vicenda si inserisce in un contesto più ampio di tensioni legali. Encyclopedia Britannica aveva già citato in giudizio Perplexity per motivi simili, mentre OpenAI è coinvolta anche in una disputa con il New York Times.

1 Commenti
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Cfranco17 Marzo 2026, 15:28 #1
"dati pubblicamente disponibili" su tutti i canali torrent di pirateria

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