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Old 11-08-2006, 14:01   #101
igiolo
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Originariamente inviato da V.H.A.C
E' il famoso istinto di prosecuzione della specie. Non c'entra neanche la condizione economica, guarda le popolazioni povere nel mondo, fanno anche più figli di quelle ricche.
Certo..infatti che intendevo..
__________________
..frengaaa..dov'è l'asciugamano FRENGA!!??..hihi..
Ah ecco..
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Old 11-08-2006, 14:05   #102
V.H.A.C
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Originariamente inviato da d@vid
E in tal caso la colpa non penso possa essere assegnata in primo luogo ai genitori, poi all'ambiente ed infine alla società. Piuttosto, in questi casi, vedrei una priorità invertita rispetto alla precedente.
In società diverse anche i genitori sono diversi. Forse siocietà e genitori sono strettamente collegati. Per educare i figli in modo diverso da come vuole la società i genitori devono per primi essere diversi.
Forse mi sono incasinato, non so se è chiaro.
Insomma è difficile educare un figlio in una società malata come la nostra.
__________________
L'avversità restituisce agli uomini tutte le virtù che la prosperità toglie loro.
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Old 11-08-2006, 14:22   #103
wolf64
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Originariamente inviato da Gemma
guarda, io sono la prima ad essere promotrice e sostenitrice dell'educazione.

Tanto per farti un esempio: se siamo al supermercatoe c'è un bambino che strilla e fa i capricci persino mio figlio si gira indignato.

Non sono certo quella che permette tutto in nome di "sono solo bambini".
Addirittura mi sono trovata spesso in conflitto con altri genitori ed insegnanti della scuola, auspicando una maggiore severità.
E tutti a dirmi che sono troppo rigida, che sono bambini, che bisogna lasciarli fare... bah

Anche io noto un maggiore lassismo, e per questo mi sono trovata una spiegazione (è una mia teoria, si intende): probabilmente la penultima generazione sta mollando i freni per contrappeso all'educazione ricevuta.
Presumo che avendo vissuto il senso di ribellione a ciò che veniva insegnato ed impartito, hanno da una parte messo al mondo una generazione che questa ribellione la mette in pratica invece che limitarsi a sentirla, e lasciano correre ripensando al senso di "costrizione" che provavano di fronte al fatto di non poter ribattere.
Ribadisco che non si tratta di una giustificazione nei confronti di chi si comporta così.

Anche perchè, per quanto possa non esserci andato giù il fatto di doverci piegare a dettami che non condividevamo, questo ci ha comunque permesso di sviluppare un maggiore senso di responsabilità, di capire che molte volte si deve fare anche ciò che non piace, che ci si deve adattare anche in base alla presenza degli altri, perchè il mondo non gira attorno al singolo.

Come detto, il fatto che molti genitori abbiano rinunciato a questo ruolo educativo nella sua versione più "forte" rende doppiamente difficile il compito per gli altri, perchè, che lo si voglia o meno, i bambini crescono e si comportano più per come imparano dai coetanei che per come gli viene insegnato dai genitori (hai voglia a dirgli che le parolacce non si dicono se poi a scuola girano i peggiori bestemmioni!).
Ciao Gemma, sono sostanzialmente d'accordo con la maggior parte del tuo post, però io aggiungerei alle cause del lassismo di molti genitori uno dei peggiori mali che affliggono società come la nostra, le troppe seg*e mentali, mi spiego meglio in quanto detto così vuol dire tutto e niente.

Un tempo le cose erano più semplici e più dirette, posso ricordare quando ero io un bambino o un ragazzino, se facevo una cazzata mi prendevo un rimprovero, se la cazzata era grossa magari mi arrivava anche uno sberlone, intendiamoci, i miei non mi hanno mai massacrato di botte, ma la punizione era proporzionata alla gravità della cazzata, al fatto del se eri recidivo, ecc, ecc, ma la cosa era abbastanza semplice e diretta.
Oggi si pensa troppo alle conseguenze psicologiche di qualsiasi cosa, non che sia sbagliato, ma come tutto se si esagera lo diventa, poi ovviamente nei confronti dei minori e dei figli questa cosa è decuplicata, in più la società stessa ha limitato sensibilmente coloro che erano preposti all'educazione dei bambini, genitori, insegnanti, ecc, oggi volendo seguire la legge se una mamma da una classica sculacciata potrebbe teoricamente essere denunciata, ora, se è giusto denunciare una mamma che massacra di botte il proprio figlio, non si può mettere sullo stesso piano due sculacciate che hanno da sempre fatto solo che bene all'educazione dei bambini, o no?!

In sostanza oggi, seguendo queste filosofie, si è arrivati al punto che in nome della tutela psicologica dei bambini molti genitori si fanno dare anche pubblicamente degli idioti dagli stessi bambini senza dirgli niente per paura che il bambino non cresca come dovrebbe (ottenendo a mio avviso l'effetto opposto!).
A tutto questo aggiungiamo poi il fatto che spesso i messaggi dei media vanno tutti in questo senso, hai e avete visto ad esempio la pubblicità di quel bambino che entra in casa dopo che sembra essersi immerso in una palude? O quello in cui il bambino tira una pallonata disfando un tavolino e gridando felice "gooool" mentre la mamma sorride? Ce ne sarebbero molte altre, ma tutte cose che un tempo erano diverse, se rompevo qualcosa mi sentivo le mie per imparare che le cose hanno un valore e vanno curate, se arrivavo sporco dovevo imparare a cambiarmi le scarpe prima di entrare in casa (e a me capitava spesso perchè andavo a pescare ed ero sempre in giro per i boschi) in quanto la mamma ti vuole bene ma non è la tua schiavetta, ecc, ecc..

Se ci fai e ci fate caso oggi tutto viene direzionato dai media, con risultati non troppo soddisfacenti alla fine, così in nome della giusta parità dei sessi si è arrivati al punto che l'uomo sembra diventato un povero deficiente nei confronti della donna, cosa che poi non piace nemmeno alle donne in quanto un uomo dovrebbe essere un uomo, se mi capite, per i bambini si impone questo modello di massima permissività, e altri messaggi che sostanzialmente stanno facendo decadere la nostra società, l'unica soluzione sarebbe che la maggior parte della gente iniziasse a ragionare con la propria testa e non con quella da pecoroni che usa oggi, purtroppo invece oggi che ragiona con la propria testa è una minoranza!

Un'ultima cosa, per chi ha scritto i motivi per i quali si vuole un figlio, spesso la voglia di avere un figlio è finalizzata a se stessa, io non ne ho di figli, ma sento questa voglia, ovviamente questa mi è venuta da un certo punto della mia vita in poi, perciò posso capire che alcuni forumisti più giovani non riescano a capire questa cosa e vanno a cercare mille spiegazioni, che in alcuni casi e in parte possono anche essere vere, intendiamoci, ma penso che alla fine nella maggior parte della gente la voglia di avere figli sia fine a se stessa, in fondo è un istinto che abbiamo come mangiare e bere, soltanto che nasce o diventa più marcato in determinati periodi della nostra vita.
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Linking Together (PDF), la nuova impresa di Oliviero Bellinzani (alpinista disabile).

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Old 11-08-2006, 14:24   #104
d@vid
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Originariamente inviato da V.H.A.C
In società diverse anche i genitori sono diversi. Forse siocietà e genitori sono strettamente collegati. Per educare i figli in modo diverso da come vuole la società i genitori devono per primi essere diversi.
Forse mi sono incasinato, non so se è chiaro.
Insomma è difficile educare un figlio in una società malata come la nostra.
sul secondo punto concordo: in certe società (come la nostra) l'educazione dei figli è più difficile. Il mio post precedente andava esattamente in questa direzione

sul primo io ritengo che anche in società malate possano esserci mentalità sane (e, sebbene rare, io stesso conosco qc esempio). Mi rifiuto di credere che in società malate l'atteggiamento sia sempre e solo malato. Ovviamente il loro compito sarà reso più difficile che altrove (dove la mentalità prevalente è dello stesso tipo), e molto probabilmente non darà gli stessi risultati. Questo è purtroppo vero.
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Old 11-08-2006, 14:55   #105
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Originariamente inviato da wolf64
Ciao Gemma, sono sostanzialmente d'accordo con la maggior parte del tuo post, però io aggiungerei alle cause del lassismo di molti genitori uno dei peggiori mali che affliggono società come la nostra, le troppe seg*e mentali, mi spiego meglio in quanto detto così vuol dire tutto e niente.

Un tempo le cose erano più semplici e più dirette, posso ricordare quando ero io un bambino o un ragazzino, se facevo una cazzata mi prendevo un rimprovero, se la cazzata era grossa magari mi arrivava anche uno sberlone, intendiamoci, i miei non mi hanno mai massacrato di botte, ma la punizione era proporzionata alla gravità della cazzata, al fatto del se eri recidivo, ecc, ecc, ma la cosa era abbastanza semplice e diretta.
Oggi si pensa troppo alle conseguenze psicologiche di qualsiasi cosa, non che sia sbagliato, ma come tutto se si esagera lo diventa, poi ovviamente nei confronti dei minori e dei figli questa cosa è decuplicata, in più la società stessa ha limitato sensibilmente coloro che erano preposti all'educazione dei bambini, genitori, insegnanti, ecc, oggi volendo seguire la legge se una mamma da una classica sculacciata potrebbe teoricamente essere denunciata, ora, se è giusto denunciare una mamma che massacra di botte il proprio figlio, non si può mettere sullo stesso piano due sculacciate che hanno da sempre fatto solo che bene all'educazione dei bambini, o no?!

In sostanza oggi, seguendo queste filosofie, si è arrivati al punto che in nome della tutela psicologica dei bambini molti genitori si fanno dare anche pubblicamente degli idioti dagli stessi bambini senza dirgli niente per paura che il bambino non cresca come dovrebbe (ottenendo a mio avviso l'effetto opposto!).
A tutto questo aggiungiamo poi il fatto che spesso i messaggi dei media vanno tutti in questo senso, hai e avete visto ad esempio la pubblicità di quel bambino che entra in casa dopo che sembra essersi immerso in una palude? O quello in cui il bambino tira una pallonata disfando un tavolino e gridando felice "gooool" mentre la mamma sorride? Ce ne sarebbero molte altre, ma tutte cose che un tempo erano diverse, se rompevo qualcosa mi sentivo le mie per imparare che le cose hanno un valore e vanno curate, se arrivavo sporco dovevo imparare a cambiarmi le scarpe prima di entrare in casa (e a me capitava spesso perchè andavo a pescare ed ero sempre in giro per i boschi) in quanto la mamma ti vuole bene ma non è la tua schiavetta, ecc, ecc..

Se ci fai e ci fate caso oggi tutto viene direzionato dai media, con risultati non troppo soddisfacenti alla fine, così in nome della giusta parità dei sessi si è arrivati al punto che l'uomo sembra diventato un povero deficiente nei confronti della donna, cosa che poi non piace nemmeno alle donne in quanto un uomo dovrebbe essere un uomo, se mi capite, per i bambini si impone questo modello di massima permissività, e altri messaggi che sostanzialmente stanno facendo decadere la nostra società, l'unica soluzione sarebbe che la maggior parte della gente iniziasse a ragionare con la propria testa e non con quella da pecoroni che usa oggi, purtroppo invece oggi che ragiona con la propria testa è una minoranza!
Il tuo post risponde quindi alla mia domanda di qualche post sopra: perchè si rinuncia ad educare?
Per paura... la paura è senz'altro una componente fondamentale, ma in fondo da cosa è motivata? sinceramente penso che dovrebbe far più paura un figlio che non abbia appreso le minime norme di buon comportamento, piuttosto che uno schiaffo.
Per l'influenza dei media... può essere, e spesso è così, ma appunto come dicevi anche tu tale giustificazione va bene per quelli abituati a 'non ragionare con la propria testa'. Ora, è vero che in Italia una vasta categoria di persone può essere inglobata in questa classificazione, però è anche vero che altrettanto spesso non vale. Ed allora?
Ho esperienza (in certo modo diretta) di gente medio alta, professionisti o cmq persone qualificate, che permettono ai figli un pò quello che vogliono (e non credo sia uno scherzo da nulla colpire il lunotto di un'auto mandandolo in mille pezzi, quando a qc cm c'è una persona...). E quando glielo si fa notare, anzichè allarmarsi per come si sia potuto anche solo ipotizzare un comportamento del genere da parte del proprio figlio (e ovviamente riflettere sulle proprie responsabilità) sembra che il fatto non sia vero, che non è così, ecc.
Bè allora in molti casi la capacità di ragionare secondo me c'è. Semplicemente si ritiene che il ruolo dell'educatore sia in qc modo finito. Menefreghismo è la parola con cui meglio definirei questo atteggiamento...

Da cosa è dettato questo atteggiamento? dalla consapevolezza che, in assenza di imposizioni educative che costano cmq sacrificio ai genitori, i figli saranno ugualmente 'educati' da TV, media, scuole, ... E soprattutto la riflessione sul fatto che il modello di educazione (?) proposto in questo modo E' quello che in ultima analisi si vuole. Ed ecco allora che il problema della buona educazione risulta problema di pochi, gli altri sono contenti di come vanno le cose, e il muro contro cui quei pochi sono costretti a scontrarsi diventa sempre più duro e difficile da abbattere...

Non riuscirei a spiegarlo diversamente.
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Old 11-08-2006, 15:07   #106
Zerozen
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Il tuo post risponde quindi alla mia domanda di qualche post sopra: perchè si rinuncia ad educare?
Per paura... la paura è senz'altro una componente fondamentale, ma in fondo da cosa è motivata? sinceramente penso che dovrebbe far più paura un figlio che non abbia appreso le minime norme di buon comportamento, piuttosto che uno schiaffo.
Per l'influenza dei media... può essere, e spesso è così, ma appunto come dicevi anche tu tale giustificazione va bene per quelli abituati a 'non ragionare con la propria testa'. Ora, è vero che in Italia una vasta categoria di persone può essere inglobata in questa classificazione, però è anche vero che altrettanto spesso non vale. Ed allora?
Ho esperienza (in certo modo diretta) di gente medio alta, professionisti o cmq persone qualificate, che permettono ai figli un pò quello che vogliono (e non credo sia uno scherzo da nulla colpire il lunotto di un'auto mandandolo in mille pezzi, quando a qc cm c'è una persona...). E quando glielo si fa notare, anzichè allarmarsi per come si sia potuto anche solo ipotizzare un comportamento del genere da parte del proprio figlio (e ovviamente riflettere sulle proprie responsabilità) sembra che il fatto non sia vero, che non è così, ecc.
Bè allora in molti casi la capacità di ragionare secondo me c'è. Semplicemente si ritiene che il ruolo dell'educatore sia in qc modo finito. Menefreghismo è la parola con cui meglio definirei questo atteggiamento...

Da cosa è dettato questo atteggiamento? dalla consapevolezza che, in assenza di imposizioni educative che costano cmq sacrificio ai genitori, i figli saranno ugualmente 'educati' da TV, media, scuole, ... E soprattutto la riflessione sul fatto che il modello di educazione (?) proposto in questo modo E' quello che in ultima analisi si vuole. Ed ecco allora che il problema della buona educazione risulta problema di pochi, gli altri sono contenti di come vanno le cose, e il muro contro cui quei pochi sono costretti a scontrarsi diventa sempre più duro e difficile da abbattere...

Non riuscirei a spiegarlo diversamente.
Ci provo io.
La società italiana è permeata da un modello mediatico ben preciso, in cui a vincere sono i furbi, i piacioni, quelli che la prendono con filosofia, quelli che hanno gli amici. Da mediatico il modello è diventato reale; i nostri figli pensano che quella sia la realtà, e molti genitori preferiscono che sia così, perchè sanno che se il figlio seguirà la massa in qualche modo la sfangherà sempre, e che se non la seguirà tenderà a prenderla nel cubo ad ogni piè sospinto.
Troppi si sentono impotenti e sconfitti; non hanno più la forza di combattere il modello prevalente e lasciano che i figli si abbandonino all'onda.
__________________
"I don't want to start any blasfemous rumors but i think that god has a sick sense of humour and when I die I expect to find him laughing" (Dave Gahan) \ "Il problema non è la caduta: è l'atterraggio" (Mathieu Kassovitz) \ "I'm only happy when it rains, I'm only happy when it's complicated" (Shirley Manson) \ "Vorrei cullare il tuo dolore" (Irene Grandi)
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Old 11-08-2006, 22:04   #107
Gemma
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Originariamente inviato da d@vid
dai tuoi discorsi è chiaro

però concordi sul fatto che esercitare un ruolo educativo (per chi intende ancora farlo) è senz'altro più difficile di quanto non sarebbe stato prima. E con difficile non intendo semplicemente il fatto che richieda più energie, ma proprio la imprevedibilità della riuscita.
E in tal caso la colpa non penso possa essere assegnata in primo luogo ai genitori, poi all'ambiente ed infine alla società. Piuttosto, in questi casi, vedrei una priorità invertita rispetto alla precedente.

E in quest'ottica, partendo dal confronto tra società differenti, mi spiego il diverso atteggiamento in generale dei bambini di altre nazioni. Ma questo è solo un punto di vista personale.
non sono d'accordo col tuo ordine di importanza, e ti spiego il perchè:
se fai due conti ti accorgerai che in una famiglia di oggi (con la madre che lavora) i genitori sono, fra tutti, quelli che hanno meno tempo vissuto con i figli.
La prima ora prima di andare a scuola con un genitore, poi otto ore a scuola (dalle 8 alle 16 per il tempo continuato) o di più se c'è un eventuale doposcuola o attività sportiva, passate con coetanei.
Di solito ci si rivede verso le 18 fino alle 21.
Ok, c'è il fine settimana, ma ti assicuro che i genitori sono quelli che alla fine dei conti hanno la minore presenza.
A fronte di questo ci vuole, per contrappeso, un "carisma" che purtroppo non tutti riusciamo ad ottenere.
Come detto, anche in una famiglia in cui non si dicono parolacce il figlio le imparerà ed userà da e con i compagni/amici.
Le reprimenda servono fino ad un certo punto: i più furbi imparano presto a crearsi una doppia identità.
Così abbiamo figli che in casa sono in un modo e fuori in un altro.
Risultato: non sai nemmeno chi tuo figlio sia...
E ti ritrovi un giorno a far fronte a situazioni che mai ti saresti aspettato (chi, mio figlio? ma assolutamente! non lo farebbe mai!)

Ne ho incontrati di bambini simili, anche mio figlio sta sviluppando questa tendenza.
Gemma è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 11-08-2006, 22:12   #108
tdi150cv
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Originariamente inviato da Gemma
non sono d'accordo col tuo ordine di importanza, e ti spiego il perchè:
se fai due conti ti accorgerai che in una famiglia di oggi (con la madre che lavora) i genitori sono, fra tutti, quelli che hanno meno tempo vissuto con i figli.
La prima ora prima di andare a scuola con un genitore, poi otto ore a scuola (dalle 8 alle 16 per il tempo continuato) o di più se c'è un eventuale doposcuola o attività sportiva, passate con coetanei.
Di solito ci si rivede verso le 18 fino alle 21.
Ok, c'è il fine settimana, ma ti assicuro che i genitori sono quelli che alla fine dei conti hanno la minore presenza.
A fronte di questo ci vuole, per contrappeso, un "carisma" che purtroppo non tutti riusciamo ad ottenere.
Come detto, anche in una famiglia in cui non si dicono parolacce il figlio le imparerà ed userà da e con i compagni/amici.
Le reprimenda servono fino ad un certo punto: i più furbi imparano presto a crearsi una doppia identità.
Così abbiamo figli che in casa sono in un modo e fuori in un altro.
Risultato: non sai nemmeno chi tuo figlio sia...
E ti ritrovi un giorno a far fronte a situazioni che mai ti saresti aspettato (chi, mio figlio? ma assolutamente! non lo farebbe mai!)

Ne ho incontrati di bambini simili, anche mio figlio sta sviluppando questa tendenza.
Si Gemma ma il punto fermo di tuo figlio non e' l'amico o la maestra ma mamma e papa' ... se succede di aver bisogno di qualsiasi cosa cerca subito mamma e poi papa' in genere ... se mio figlio cominciasse a cercare la maestra sarebbe preoccupante ... oppure un mio inciucio !
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Old 11-08-2006, 22:21   #109
Gemma
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Originariamente inviato da wolf64
Ciao Gemma, sono sostanzialmente d'accordo con la maggior parte del tuo post, però io aggiungerei alle cause del lassismo di molti genitori uno dei peggiori mali che affliggono società come la nostra, le troppe seg*e mentali, mi spiego meglio in quanto detto così vuol dire tutto e niente.

Un tempo le cose erano più semplici e più dirette, posso ricordare quando ero io un bambino o un ragazzino, se facevo una cazzata mi prendevo un rimprovero, se la cazzata era grossa magari mi arrivava anche uno sberlone, intendiamoci, i miei non mi hanno mai massacrato di botte, ma la punizione era proporzionata alla gravità della cazzata, al fatto del se eri recidivo, ecc, ecc, ma la cosa era abbastanza semplice e diretta.
Oggi si pensa troppo alle conseguenze psicologiche di qualsiasi cosa, non che sia sbagliato, ma come tutto se si esagera lo diventa, poi ovviamente nei confronti dei minori e dei figli questa cosa è decuplicata, in più la società stessa ha limitato sensibilmente coloro che erano preposti all'educazione dei bambini, genitori, insegnanti, ecc, oggi volendo seguire la legge se una mamma da una classica sculacciata potrebbe teoricamente essere denunciata, ora, se è giusto denunciare una mamma che massacra di botte il proprio figlio, non si può mettere sullo stesso piano due sculacciate che hanno da sempre fatto solo che bene all'educazione dei bambini, o no?!

In sostanza oggi, seguendo queste filosofie, si è arrivati al punto che in nome della tutela psicologica dei bambini molti genitori si fanno dare anche pubblicamente degli idioti dagli stessi bambini senza dirgli niente per paura che il bambino non cresca come dovrebbe (ottenendo a mio avviso l'effetto opposto!).
A tutto questo aggiungiamo poi il fatto che spesso i messaggi dei media vanno tutti in questo senso, hai e avete visto ad esempio la pubblicità di quel bambino che entra in casa dopo che sembra essersi immerso in una palude? O quello in cui il bambino tira una pallonata disfando un tavolino e gridando felice "gooool" mentre la mamma sorride? Ce ne sarebbero molte altre, ma tutte cose che un tempo erano diverse, se rompevo qualcosa mi sentivo le mie per imparare che le cose hanno un valore e vanno curate, se arrivavo sporco dovevo imparare a cambiarmi le scarpe prima di entrare in casa (e a me capitava spesso perchè andavo a pescare ed ero sempre in giro per i boschi) in quanto la mamma ti vuole bene ma non è la tua schiavetta, ecc, ecc..

Se ci fai e ci fate caso oggi tutto viene direzionato dai media, con risultati non troppo soddisfacenti alla fine, così in nome della giusta parità dei sessi si è arrivati al punto che l'uomo sembra diventato un povero deficiente nei confronti della donna, cosa che poi non piace nemmeno alle donne in quanto un uomo dovrebbe essere un uomo, se mi capite, per i bambini si impone questo modello di massima permissività, e altri messaggi che sostanzialmente stanno facendo decadere la nostra società, l'unica soluzione sarebbe che la maggior parte della gente iniziasse a ragionare con la propria testa e non con quella da pecoroni che usa oggi, purtroppo invece oggi che ragiona con la propria testa è una minoranza!

Un'ultima cosa, per chi ha scritto i motivi per i quali si vuole un figlio, spesso la voglia di avere un figlio è finalizzata a se stessa, io non ne ho di figli, ma sento questa voglia, ovviamente questa mi è venuta da un certo punto della mia vita in poi, perciò posso capire che alcuni forumisti più giovani non riescano a capire questa cosa e vanno a cercare mille spiegazioni, che in alcuni casi e in parte possono anche essere vere, intendiamoci, ma penso che alla fine nella maggior parte della gente la voglia di avere figli sia fine a se stessa, in fondo è un istinto che abbiamo come mangiare e bere, soltanto che nasce o diventa più marcato in determinati periodi della nostra vita.
uhm...

ci sto riflettendo.

Si, forse esiste anche questa componente, ma io in questo posso parlare solo per esperienza personale.
In effetti anche io opto per lo schiaffone solo in casi estremi.
Io ho preso schiaffi che invece che educarmi hanno ottenuto l'effetto opposto, cioè quello di aumentare il mio istinto alla ribellione, e siccome ciò che mi è mancato è stato proprio che mi venissero spiegate le cose piuttosto che mi fosse detto "perchè si" o "perchè no" e basta, ora io cerco di agire in maniera differente.
Molte volte ne vedo i risultati.
A volte ci vuole lo schiaffone.

Poi trovi quello che ti dice che i figli non andrebbero mai toccati, che se arrivi allo schiaffo sei un genitore di merda perchè non sei riuscito ad ottenere rispetto senza l'uso della forza.

Ecco è questo che intendo con difficile: non siamo soli e chiusi nella famiglia, ora l'esterno gioca un ruolo sempre più importante e confrontarcisi ogni giorno rende ancor più gravoso un compito già di per sè difficile.
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Originariamente inviato da d@vid
Il tuo post risponde quindi alla mia domanda di qualche post sopra: perchè si rinuncia ad educare?
io credo che molti semplicemente si siano arresi.
O se ne freghino, a seconda dei casi.

Una ulteriore considerazione: viviamo in un epoca in cui tutto è diventato più facile, più comodo.
E i genitori ritengono che le conquiste che hanno fatto vadano automaticamente estese anche alla prole.
E' un errore madornale.
In questo modo si impedisce di fatto una crescita graduale fatta di conquiste, rinunce, sforzi e tutto ciò che serve a fortificare il caratteri, il senso del rispetto, della responsabilità.
Gemma è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 11-08-2006, 22:24   #110
Gemma
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Originariamente inviato da tdi150cv
Si Gemma ma il punto fermo di tuo figlio non e' l'amico o la maestra ma mamma e papa' ... se succede di aver bisogno di qualsiasi cosa cerca subito mamma e poi papa' in genere ... se mio figlio cominciasse a cercare la maestra sarebbe preoccupante ... oppure un mio inciucio !
non è sempre vero.
Un figlio cerca un genitore se ha sviluppato con esso un rapporto di fiducia e "alleanza".
Altrimenti si rivolge altrove. Agli amici, principalmente.

Facci caso: hai mai letto messaggi in piazzetta in cui un utente chiedeva aiuto per una situazione di cui non poteva far partecipe i genitori? Io parecchi.
Gemma è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 12-08-2006, 13:45   #111
edited823
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Originariamente inviato da Gemma
Facci caso: hai mai letto messaggi in piazzetta in cui un utente chiedeva aiuto per una situazione di cui non poteva far partecipe i genitori? Io parecchi.
in questo caso entra in gioco anche il fattore tabù.
edited823 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
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