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#603 |
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Lonely Planet non è il massimo per avere le idee chiare sulla storia di un paese. Per organizzare un viaggio e avere informazioni logistiche è la migliore.
Le uso da qaundo non erano ancora tradotte in italiano. Sono scritte in genere da viaggiatori o operatori di lingia anglofona. Veniamo all'articolo: A parte alcuni passaggi quasi esilaranti tipo i mamelucchi che scomparvero di fronte all'impero ottomano, o le fazioni che incominciarono a ltigare. E comunque sorvola molto su alcuni aspetti che hanno innescato la situazione attuale. Alcune cose le dice, compreso che Hezbollah è da molti anni una potente forza politica fortemente rappresentata in parlamento. Comunque mi permetto di partecipare anch'io alla gara di chi trova il sito Internet che gli piace di più, ma sono generoso. Ti cito l'Encarta di zio Bill, che filoarabo non è di sicuro. Ma è un po' più esaustivo. 7 STORIA I monti che hanno dato il nome al paese ne hanno anche forgiato la storia: l'inaccessibilità delle zone montane nel corso dei secoli non soltanto ha dato rifugio ai gruppi religiosi dissidenti, ma ha anche ostacolato l'unità tra le diverse popolazioni della regione. 7.1 La Fenicia Tempio fenicio di Biblo, Libano Le rovine di un tempio nell'area di Biblo, che viene annoverata dagli archeologi fra le più antiche città del mondo. Era il maggiore centro della Fenicia, e si calcola che fosse sede di una civiltà stanziale già nel 5000 a.C.Corbis/Charles Lénars Resti archeologici testimoniano che la costa dell'odierno Libano era abitata durante il paleolitico e che, intorno alla fine del V millennio a.C., vi si praticava la metallurgia e la lavorazione della ceramica. Verso la metà del III millennio a.C. la costa venne colonizzata dai fenici, una popolazione semitica di navigatori legata ai cananei. Le loro città-stato intrattenevano relazioni commerciali con l'Egitto e divennero fiorenti centri mercantili sotto l'influenza culturale del regno di Babilonia. Il territorio della Fenicia venne invaso dagli amorrei verso la fine del III millennio a.C., dagli egiziani nel XIX secolo a.C. e, poco più tardi, dagli hyksos. Riconquistata dall'Egitto del Nuovo Regno, rimase una provincia subalterna fino a circa la metà del II millennio a.C., quando le incursioni degli ittiti indebolirono il potere egiziano. Nel XII secolo a.C. era di nuovo indipendente. Tiro divenne la città-stato più fiorente della Fenicia nuovamente indipendente e si pose all'avanguardia nel commercio e nelle esplorazioni marittime delle coste mediterranee; il matrimonio del re di Israele Acab con Iezabel, principessa di Tiro, testimonia della solidità dei legami politici sussistenti tra i due stati. Le esplorazioni fenicie – che arrivarono addirittura alla circumnavigazione dell'Africa – ebbero come effetto la fondazione di colonie in tutto il Mediterraneo, da Utica e Cartagine, in Nord Africa, fino alla Sardegna e al sud della penisola iberica, e la diffusione dell'alfabeto, che venne successivamente adottato dai greci. Nell'876 a.C. Assurnasirpal II, re dell'Assiria, costrinse la Fenicia a pagare tributi, siglando così la perdita dell'indipendenza dei fenici che, dopo ripetute ribellioni e la distruzione della potenza assira da parte dei medi nel 612 a.C., riuscirono a resistere ai tentativi egiziani di riconquistare l'area. In seguito i babilonesi di Nabucodonosor II soggiogarono tutta l'area a eccezione di Tiro e quando, nel 539 a.C., Ciro il Grande di Persia conquistò Babilonia, la Fenicia venne annessa all'impero persiano, divenendone una delle province più ricche e importanti. In seguito alla conquista di Alessandro Magno (332 a.C.), i saccheggi e l'ascesa di Alessandria, nuova potenza marittima, compromisero il commercio dei fenici, le cui città, poco tempo dopo, vennero assoggettate dalla dinastia dei Tolomei d'Egitto e, nel II secolo a.C., dai Seleucidi; nello stesso periodo si fece sempre più preponderante l'influenza ellenistica, sostituita, dopo il crollo dell'impero seleucide, da quella di Roma, potenza in espansione. 7.2 Il dominio romano-bizantino Tempio di Giove, Baálbek Tra le rovine dell'antica città di Baálbek, edificata dai romani nel 64 d.C. nella regione dell'attuale Libano, si trova il tempio di Giove, costruito in stile corinzio e circondato da 42 colonne. L'imponenza delle rovine testimonia la ricchezza e l'importanza raggiunte in epoca imperiale dalla colonia romana.Photo Researchers, Inc./Susan Rayfield Nel 64 a.C. Pompeo conquistò definitivamente la Fenicia, privandola del suo nome e dell'indipendenza, e l'annetté a Roma come parte della provincia siriana. Berito (l'odierna Beirut) divenne un importante centro già al tempo di Erode il Grande e Baálbek venne trasformata in un sontuoso luogo di culto. La lingua aramaica, allora dominante nell'area, gradualmente sostituì quella fenicia. A partire dal IV secolo d.C. la cristianizzazione dell'impero romano e il conseguente manifestarsi di una rigida ortodossia nell'impero bizantino provocarono tensioni religiose in tutta la regione. Nel 608 il re persiano Cosroe II invase il Libano e la Siria, riconquistate intorno al 620 dall'imperatore Eraclio, che abbracciò l'eresia del monotelismo, introdotta nella regione dai maroniti all'inizio del secolo. 7.3 L'inizio del dominio musulmano Nei primi decenni del VII secolo gli arabi, convertitisi da poco all'Islam, conquistarono gran parte della Siria e il Libano venne integrato nel distretto militare arabo di Damasco. I conquistatori permisero alle popolazioni indigene cristiane ed ebraiche di conservare i loro culti religiosi, imponendo comunque tassazioni e leggi discriminatorie. Il declino del califfato degli Omayyadi e degli Abbasidi e il sorgere di dinastie locali furono alla base della turbolenta fase storica successiva. Agli inizi dell'XI secolo i drusi, appartenenti a una fazione sciita estremista, si insediarono nella zona meridionale, alternando alleanze e scontri con i maroniti, fino a quel momento i più potenti nella regione. Nel 1099 le Crociate introdussero la dominazione cristiana, che si protrasse fino al XIII secolo; il Libano venne ripartito tra la contea di Tripoli e il regno latino di Gerusalemme. I crociati garantirono ai maroniti la libera espressione religiosa e culturale, permettendo loro di instaurare un legame con i correligionari d'Occidente. Il territorio passò quindi sotto il controllo degli Ayyubiti d'Egitto, ai quali seguirono i Mamelucchi. 7.4 L'impero ottomano Nel 1516 i turchi ottomani sottrassero ai mamelucchi l'intera costa orientale del Mediterraneo. Sotto il giogo ottomano il Libano fu dominato dalle due dinastie locali dei Maan (1516-1697) e degli Shihab (1697-1842). Il più ambizioso dei sovrani della prima dinastia fu Fakhr ed-Din II il quale, benché di origine drusa, governò in modo tollerante, attirando i contadini maroniti nelle terre meridionali del suo regno. Quando la dinastia Maan si estinse, i notabili locali conferirono la carica di emiro agli Shihab, ma dopo il 1711, in seguito alla sconfitta e all'espulsione di una fazione drusa, assunsero il potere i maroniti. Sulla scia di tale svolta, gli Shihab si convertirono al cristianesimo; l'emiro Bashir Shihab (1788-1840) assoggettò i drusi, rese la regione una potenza del Levante e venne riconosciuto come signore del Libano, a cui cercò di conferire un primo assetto unitario. Al dominio degli Shihab pose fine, nel 1842, la coalizione tra drusi e maroniti, appoggiati dagli ottomani e dalle potenze europee. 7.5 Il tardo periodo ottomano Malgrado i tentativi del potere centrale ottomano di assumere il controllo diretto della regione, nel 1858 nuove tensioni tra drusi e maroniti, musulmani e cristiani, proprietari terrieri e contadini degenerarono in una sanguinosa guerra civile che terminò nel 1860 con un apparente trionfo dei drusi. Con l'intento di difendere i cristiani sconfitti, la Francia occupò l'area e nel 1861, in seguito ad accordi internazionali, gli ottomani concessero alla regione del “Monte Libano” (ubicata presso Beirut e popolata soprattutto da cristiani) una nuova amministrazione a carattere autonomo, che rimase in vigore fino alla prima guerra mondiale. 7.6 Il dominio francese La storia del Libano moderno, nei suoi attuali confini, inizia nel 1920, quando i francesi – che dopo la guerra detenevano il controllo del paese attraverso un mandato della Società delle Nazioni – riunirono gli abitanti della pianura costiera, in maggioranza musulmani, e quelli delle montagne interne (Monte Libano), in maggioranza cristiani, nel cosiddetto “Grande Libano”, una nuova entità statale posta sotto il loro controllo, alla quale i maroniti concessero l'avallo. Nel 1926 venne introdotta una Costituzione parlamentare e proclamata la Repubblica del Libano, ma l'indipendenza, dichiarata nel 1941, non fu raggiunta che nel 1946, quando le ultime truppe francesi lasciarono il paese. 7.7 L'indipendenza L'assetto creato dai francesi, pur favorendo lo sviluppo economico del paese, creò i presupposti per conflitti interni di matrice politico-religiosa. Nel 1943 i maroniti, il gruppo dominante, presentarono un progetto (il cosiddetto Accordo nazionale) di spartizione del potere con i musulmani sunniti e altri gruppi minori; il potere reale restò, tuttavia, appannaggio delle facoltose élite emergenti e dei signori della guerra semifeudali, che si servivano di eserciti privati, e i ruoli-chiave dello stato rimasero nelle mani dei cristiani. Sotto la presidenza di Camille Chamoun (1952-1958) e di Fuad Chehab (1958-1964), il paese visse un periodo di notevole crescita economica, caratterizzato da politiche governative tendenti a incoraggiare gli affari e gli investimenti stranieri. In ogni caso, la massa della popolazione – all'interno della quale gli sciiti assumevano sempre maggior peso – poté usufruire solo in minima parte di questa prosperità e lo scontento avrebbe portato a manifestazioni di protesta, scontri e, infine, alla guerra civile del 1975. 7.8 La guerra civile del 1958 Il Libano tentò di perseguire una linea politica di equilibrio con i paesi vicini e con le grandi potenze; i maroniti prediligevano un legame più stretto con l'Occidente e una maggiore distanza dal mondo arabo; d'altro canto numerosi musulmani si fecero sostenitori dell'unità araba. Nel 1958 il paese fu teatro di una breve guerra civile, che oppose la destra cristiana filoccidentale ai gruppi arabi filonasseriani (favorevoli alla Repubblica araba unita, o RAU, di cui era entrata a far parte la Siria); l'ordine fu ripristinato soltanto in seguito all'intervento di truppe americane. Tre anni dopo i filonasseriani attuarono un tentativo di colpo di stato, che venne rapidamente soffocato dall'esercito governativo. Nel 1964 il neopresidente Charles Hélou diede inizio a una dura campagna di repressione dei gruppi arabi estremisti, cercando peraltro di non entrare in conflitto con gli altri paesi arabi. Il paese rimase praticamente neutrale durante le prime guerre arabo-israeliane, ma dopo il 1967 sorse il problema dei rifugiati palestinesi i quali, arrivati sempre più numerosi dai territori occupati da Israele (nel 1973 erano circa il 10% della popolazione), acquisirono una certa influenza nonostante fossero relegati nei numerosi campi profughi. Causa di disordini e tensioni furono soprattutto i raid antisraeliani che partivano dal Libano del Sud, base della resistenza armata palestinese, ai quali Israele rispondeva con violente rappresaglie. 7.9 La guerra civile del 1975 Guerra civile a Beirut Beirut: due miliziani sciiti del gruppo Amal lanciano razzi sul campo profughi palestinesi di Sabra. La guerra civile libanese, scoppiata nel 1975, rafforzò le opposizioni tra le varie confessioni religiose: cristiani maroniti, musulmani sciiti, sunniti e drusi. La già complessa situazione fu ulteriormente complicata dalla presenza di gruppi palestinesi nel territorio libanese e dall'intervento di potenze straniere, come Israele e la Siria. Forza multinazionale di pace, Libano Una forza ONU di interposizione (United Nations Interim Force in Lebanon, UNIFIL) fu costituita nel 1974, quando scontri sul confine tra Libano e Israele minacciarono di provocare un nuovo sanguinoso conflitto tra lo stato israeliano e le nazioni arabe confinanti. L'UNIFIL era composto da più di 6000 soldati provenienti da dieci diverse nazioni. Nel 1975 ebbero inizio i combattimenti tra i musulmani libanesi e la fazione della Falange, a maggioranza cristiano-maronita, che trascinarono il paese nella guerra civile. All'inizio del 1976 l'Organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) si schierò dalla parte dei musulmani. In seguito a violenti combattimenti, Beirut fu divisa, da est a ovest, dalla cosiddetta "linea verde", che separava la zona nord, cristiana, da quella sud, musulmana. In giugno la Lega araba impose una tregua, istituendo una forza di pace araba sotto la guida della Siria. Gli scontri tuttavia non cessarono, nonostante il piano di pace americano che aveva portato alla proclamazione del cessate il fuoco, nel settembre 1977. Nel marzo dell'anno successivo le forze israeliane invasero il Libano meridionale, ritirandosi solo in seguito all'invio di truppe da parte dell'ONU (giugno 1978). 7.9.1 Il massacro di Sabra e Chatila Amin Gemayel Esponente della Falange, il partito dei cristiano-maroniti, Amin Gemayel fu eletto alla presidenza del Libano nel 1982 dopo l'assassinio del fratello Bashir, che aveva tenuto la carica solo per un mese. Egli governò il paese mentre infuriava la guerra civile, che si sarebbe conclusa nel 1990, due anni dopo la scadenza del suo mandato.Liaison Agency Nel giugno del 1982 l'esercito israeliano invase nuovamente il paese, dando inizio alla quinta guerra arabo-israeliana. A metà agosto i guerriglieri dell'OLP furono costretti a lasciare Beirut, assediata dalle truppe israeliane. Beshir Gemayel, leader della Falange cristiana, eletto presidente del paese, venne assassinato nel mese di settembre e sostituito alla presidenza dal fratello Amin Gemayel. Il feroce massacro di più di mille civili palestinesi, perpetrato dalle forze cristiane falangiste con il beneplacito delle truppe israeliane nei campi-profughi di Sabra e Chatila, causò infine la reazione internazionale e l'invio di un contingente di pace che si stanziò nella capitale. 7.9.2 L'intervento siriano Nel febbraio 1984 i paesi occidentali appartenenti alla forza di pace (Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna e Italia) ritirarono le proprie truppe dal Libano e, nel vuoto di potere che si venne a creare, i conflitti tra le diverse fazioni ripresero. Nel 1985 Israele ritirò le sue truppe dal paese, creando tuttavia una "fascia di sicurezza" a ridosso del confine e lasciandone il controllo agli alleati cristiani dell'esercito del Libano del Sud, che dovette fronteggiare la forte presenza nella zona della milizia sciita dell'Hezbollah ("Partito di Dio"), sostenuto dall'Iran. Gli occidentali rimasti a Beirut, divennero – anche a causa dell'attacco americano alla Libia nell'aprile 1986 – l'obiettivo degli estremisti sciiti, mentre le forze israeliane continuavano a compiere raid contro le postazioni dei palestinesi nel sud del paese. L'occupazione da parte della Siria del settore musulmano di Beirut (giugno del 1987) riuscì a porre temporaneamente fine agli scontri tra le diverse fazioni. 7.10 La fine della guerra civile Un tempo frequentata meta turistica e attivo centro economico e culturale, Beirut, capitale del Libano, subì enormi danni nel corso della guerra civile libanese. Gli scontri tra le milizie cristiane e musulmane, protrattisi dal 1975 al 1990, ne fecero in 15 anni una città di macerie. Al termine del mandato presidenziale, nel settembre 1988 Gemayel nominò il generale cristiano Michel Aoun capo del governo, il quale non venne tuttavia riconosciuto da parte dei gruppi musulmani. Nell'ottobre 1989 negoziatori libanesi si riunirono in Arabia Saudita e si accordarono sull'elezione del nuovo presidente, sul ritiro siriano e su una Costituzione che concedesse maggior potere ai musulmani. Nonostante l'opposizione di Aoun, che temeva una divisione permanente del Libano, il 5 novembre il Parlamento ratificò lo statuto ed elesse presidente il cristiano-maronita René Moawad, il quale venne assassinato dopo alcune settimane. L'elezione del nuovo capo di stato Elias Hrawi, appoggiato dalla Siria, provocò violenti scontri con i sostenitori di Aoun, che si arresero nell'ottobre del 1990. In seguito l'esercito libanese, con l'aiuto siriano, ripristinò il controllo su gran parte del paese, ponendo fine alla guerra che, dal 1975 al 1990, aveva provocato più di 150.000 morti e la distruzione di Beirut, suo principale teatro. 7.11 La difficile normalizzazione Elias Hrawi Il cristiano maronita Elias Hrawi fu eletto per la prima volta al Parlamento libanese nel 1972; nel corso degli anni Ottanta ricoprì diversi incarichi ministeriali. Nel novembre del 1989, dopo l'assassinio del presidente René Muhawad, il Parlamento lo elesse alla presidenza, carica che mantenne fino al 1998. Durante il suo mandato presidenziale, nel 1991 firmò un accordo di "fratellanza, coordinamento e collaborazione" con la Siria.Woodfin Camp and Associates, Inc./Al Jawad/Sipa Press Le elezioni del 1992 per l'Assemblea nazionale – le prime libere dal 1972 – videro la vittoria dei filosiriani, con la nomina a primo ministro del sunnita Rafiq al-Hariri. Nel marzo 1993 il governo varò un piano per la ricostruzione del paese. Nel Sud intanto continuava lo scontro che opponeva gli Hezbollah, contrari al processo di pace israelo-palestinese, e l'esercito filoisraeliano del Libano del Sud. Nel luglio del 1993, in risposta agli attacchi missilistici degli Hezbollah, raid aerei israeliani sul territorio libanese costrinsero più di 200.000 persone ad abbandonare il sud del paese. Nei mesi successivi l'azione congiunta dell'esercito libanese e delle forze di pace delle Nazioni Unite dislocate nel Sud non furono in grado di disarmare le unità degli Hezbollah, che negli anni successivi proseguirono la guerriglia contro le forze israeliane di stanza nella "fascia di sicurezza". Tra il 1994 e il 1996 i continui scontri provocarono la morte di numerosi militari e conseguenti rappresaglie israeliane, che colpirono soprattutto la popolazione civile. L'episodio più grave accadde nell'aprile del 1996, quando l'esercito israeliano bombardò un campo-profughi delle Nazioni Unite a Cana, causando la morte di più di cento civili. Nell'ottobre del 1995 l'Assemblea nazionale libanese approvò un emendamento alla Costituzione che prolungò il mandato presidenziale di Hrawi di altri tre anni. Le elezioni legislative del settembre 1996 videro il rafforzamento del regime politico incentrato sulle tre personalità protagoniste dell'accordo del 1989: Elias Hrawi, Rafiq al-Hariri e Nabih Berri; tuttavia il paese rimase fortemente condizionato dalla dinamica tra le fazioni politiche e i due eserciti stranieri, quello israeliano e quello siriano, ancora presenti nel paese, e soprattutto dal conflitto, ancora lontano da una soluzione, tra i palestinesi e Israele (vedi Palestina). 7.12 Sviluppi recenti Nel 1998 l’elezione alla presidenza della repubblica di Imil Jamil Lahhud, già comandante dell’esercito, e l’ascesa alla guida del governo, al posto di Hariri, di Salim Ahmad al-Huss (un tecnocrate non legato alle tradizionali fazioni politiche), ha posto fine alla gestione tripartita del potere e ha avviato una fase di profondo rimescolamento delle alleanze politiche. La nuova leadership ha riconfermato i rapporti con Damasco, con cui nel 1999 ha firmato un accordo commerciale che dovrebbe portare in breve tempo all’abolizione delle barriere doganali tra Siria e Libano. Nel maggio 2000, in seguito al ritiro dell’esercito israeliano dopo più di vent’anni di occupazione, Beirut ha ripreso il controllo del Sud del paese. Privo del sostegno delle forze israeliane, l’esercito del Libano meridionale è stato travolto dalle milizie Hezbollah, riparando in parte in Israele, in parte consegnandosi alle autorità libanesi. Tra agosto e settembre del 2000 si sono tenute le elezioni legislative, che hanno visto la vittoria di una coalizione guidata da Rafiq al-Hariri, già primo ministro fino al 1998. Hariri, che dispone della stragrande maggioranza del Parlamento libanese, sebbene estremamente frastagliata, ha costituito un nuovo governo a novembre. Microsoft ® Encarta ® Enciclopedia Premium. © 1993-2004 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati. Buona lettura.. |
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#604 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: Forlì
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Usare una terminologia identica a quella utilizzata da fonti che non sono schierate, ma che addirittura sono parte del conflitto, non mi sembra che possa dare una patente di obiettività. Di partigianeria invece sì. Quindi trovo perlomeno fuori luiogo il tuo tentativo di autoincesarti come persona che cerca di assegnare la giusta dimensione agli eventi. Fammi un bel post con l'URL di AlJazira, e con qualche bell'articolo che ci racconti le cose viste anche dall'altra parte. Perchè un'altra parte c'è. Oppure è meglio ignorarla perchè potremmo apprendere cose sgradevoli? |
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#605 | ||||
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2004
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#606 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: Forlì
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Comunque: Encarta non è la Bibbia, è un sito occidentale con una descrizione più articolata e con una terminologia più appropriata della storia del Libano. Non sono affatto filoarabo. L'utilizzo del termine da parte tua "governo fantoccio libanese" è utilizzato su: - il sito amici di Israele - il sito delle milizie cristiane filoisraeliane che massacrarono i palestinesi a suo tempo in Libano. Quindi vedi un po' tu chi è filoqualcosa. Il tifoso sei tu, in qaunto non in grado di produrre autonomamente un'alisi della situazione senza scopiazzarla dai siti cjhe più ti aggradano. Certo che ci sono altri che muovono i fili, ma stanno da ambedue le parti. Non dimenticarlo. D'altronde Blair ha appena autorizzato aerei USA che risorniscono di armi israele a fare scalo in Inghilterra. La guerra in Libano è parlare a nuora (Libano) perchè suocera (Irane Siria) intenda. Ma sono USA e GB che stanno parlando con la suocera. Israele ci mette la monodopera e si prende qualche libertà (la guerra durerà settimane, dice Israele. La Rice corregge in durerà giorni, quindi...) L'ONU è incagliato per il semplice motivo che si stava meglio quando si stava peggio, cioè quando al posto dell'attuale unilateralismo c'era un ugualmente pericoloso bilateralismo USA-URSS. Chi stava da una parte, chi dall'altra. Leggiti l'intervento l'anno scorso all'ONU del presiente Bielorusso sul ruolo dell'ONU. Perchè se l'ONU siamo tutti noi, alla fine contano le esigenze di un paio di paesi soli, che fra l'altro non pagano manco le quote? Il ruolo di partigianeria sfrenata e disinformata è tua e te lo lascio tutto. Tu non hai mai avuto dubbi a difendere Israele. Io ho mai difeso Hezbollah? No, ma la tua visone manichea delle cose fa sì che io, avendo giustamente criticato Israele, diventi simpatizzante di Hezbollah. Discutere su queste basi è una perdita di tempo. Quando avrai realizzato che il mondo non è unfilm in biancoe nero senza grigi in varie tonalità, allora ne ripalrliamo. Lunedì, perchè adesso mangio e poi vado al mare. Buon fine settimana. |
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#607 | |
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Iscritto dal: Nov 2005
Città: Milano
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Comunque il libro non mi sembra di parte... nella bibliografia sono riportati pure i rapporti delle sedute della Lega Araba quindi dubito che molte cose siano inventate. Il titolo te lo mando in pvt, non vorrei fare spam. |
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#608 | ||||||||||
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2004
Città: Cittadino di un mondo libero dalla spazzatura
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#609 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
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So messi male, mi sa. ![]() Mi chiedo come mai l'Onu non dichiari L'Hezbollanistan uno stato sovrano e indipendente, visto che di fatto il Libano Sud è controllato dagli Hezbollah. |
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#610 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2001
Messaggi: 2776
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Forse è colpa dei bombardamenti e degli scudi umani . |
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#611 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
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Il 12 luglio, dopo l'attacco, Siniora doveva subito far dimettere quei due ministri. Se un'organizzazione vuole attaccare Israele e contestualmente fanno parte del governo, quantomeno avrebbero dovuto chiedere l'autorizzazione ad attaccare Israele. E' un paese perso...mi spiace per i maroniti e i drusi che vivono lì. Il loro governo non conta niente. |
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#612 |
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Junior Member
Iscritto dal: Feb 2003
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la politica americana e quella russa da decenni ha creato questa situazione in Medio Oriente...nn c'è alcun controllo da parte dei presidenti di quelle nazioni,Egitto ecc ecc..
sono nate forze molto potenti nei paesi arabi...Hamas...Hezbollah... e questi sono veri e propri eserciti praticamente composti da mercenari e da gente ke se vuole continuare a vivere deve perforza entrarci... oppure gente ke grazie alla propaganda dei Mullah e all'odio verso l'Occidente(giustamente) si aruola... Questi poteri forti rendono completamente instabile tutta la zona e si tratta di organizzazioni terroristiche molto radicate ke grazie alle guerre portate da noi hanno saputo sfruttare l'ignoranza del popolo per averne l'appoggio. Eserciti simili nn si possono distruggere in una guerra "convenzionale" anke un bambino lo sa,anke perkè hanno l'appoggio di potenti nazioni, quali Russia Cina e Iran ke è una loro subordinata....e nn c'e' da sgranare gli occhi per questo, come l'America pagava i signori della guerra in Africa e Bin Laden quando era amico di Bush per destabilizzare e per riuscire a ottenere il controllo di aree importanti rubandole all'aversario ritornato...Putin!! con la politica di offensiva di Israele nn si fa altro ke buttare benzina sul fuoco,e mi sembra STRANO ke Stati Uniti Inghilterra Israele e altri paesi europei nn si rendano conto di questo.... mi sembra moooooolto strano!!!! è una politica israelo-americana volta a destabilizzare la zona riducendo un paese in macerie ...compresa l'economia le infrastrutture... tutto, e creando una miccia per poter arrivare ad un obbiettivo ben piu' grosso.. è come andare a pesca, prima butti l'esca e poi l'amo!! l'obbiettivo è il pesce, ed è questo ke sarebbe interessante scoprire in ogni caso tutti si stanno preparando ad una grossa guerra qua sul nostro pianeta e abituiamoci a vedere foto come quelle ke arrivano dal Libano perchè a quanto pare nn c'è da ambo le parti una grande considerazione dei civili,delle povere vite umane che pagano per scelte di colossi economici!! putroppo credo ke nn finirà qua al Libano , nn so se avete notato ke in questi ultimi mesi c'e' stata un escalation sia in Iraq ke in Afghanistan, sempre quest'anno c'e' stata quella grande protesta del mondo islamico in generale davanti alle vignette ke avrebbe dovuto far capire a noi occidentali ke qualcosa è cambiato laggiu', ci sono forze ke stanno agendo sulle genti ,istigandoli per servirsene contro l'egemonia americana....la gente laggiu' vive nelle stesse condizioni disastrose in cui vivevano i tedeschi prima della seconda guerra mondiale...e sono oppressi proprio come da Hitler!! la storia si ripete?
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ah bhe allora......... |
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Yurtta Sulh, Cihanda Sulh! - 








