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Iscritto dal: Feb 2004
Città: Cittadino di un mondo libero dalla spazzatura
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Originariamente inviato da ~ZeRO sTrEsS~
io mi informo prima se le notizie sono vere o false... anche perche' il giornale non e' quella fonte di saggezza, infatti in olanda disse che morivano 100.000 bambini all'anno per l'eutanasia, quando invece ne muoiono 5-6
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Ed io invece quando mi informo provo prima a farne un'analisi critica. Che la notizia sia stata smentita non vuol dire che sia falsa. Considerando la scarsa attendibilità dei personaggi. A proposito dell'eutanasia di bambini e neonati in Olanda: li vogliamo contare?
http://www.genova.mpv.org/news/eutan...biniOlanda.htm
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Avvenire, 31 agosto 2004
Sì all'eutanasia anche sui bambini
L'Aia. L'Olanda ha aperto la strada alla possibilità di autorizzare l'eutanasia anche per i bambini, inclusi i neonati: la legge in vigore nel Paese, (promulgata nel 2002: il Parlamento dell'Aja è stato il primo al mondo ad approvare la legalizzazione dell'eutanasia), permetteva di utilizzare questa pratica solo per i malati incurabili a partire dai 12 anni (con l'obbligo dell'autorizzazione dei genitori fino ai 16 anni), ora invece, la giustizia olandese ha raggiunto un'intesa con la clinica universitaria della città di Groningen autorizzandola ad applicare, «nel rispetto di un severissimo protocollo», l'interruzione della vita di bambini con malattie incurabili e che provocano sofferenze intollerabili.
La preparazione del protocollo, che ha richiesto un anno ed è stato scritto sulla base della legislazione già esistente nei Paesi Bassi sull'eutanasia, «stabilisce passo dopo passo la procedura che i medici devono rispettare di fronte a casi di questo tipo», ha sottolineato il responsabile della sezione pediatria della clinica, Eduard Verhagen.
Rispetto all'applicazione del provvedimento e al suo rapporto col la legge vigente resistono comunque dei dubbi. «La legge olandese dice che il paziente deve chiedere l'eutanasia - ha argomentato Verhagen-, questo non è possibile per i neonati, e nel nostro sistema i
genitori non sono autorizzati a chiedere la morte al posto dei bambini, non possono cioè prendere il loro posto: quindi, da un punto di vista tecnico sarebbe impossibile procedere all'eutanasia».
Una delle norme che dovrebbero garantire la corretta applicazione della nuova legge è che un secondo medico indipendente si pronunci sulle condizioni del bambino.
Il provvedimento non mancherà di suscitare polemiche. «È una misura attraverso la quale si vuole giustificare la soppressione di vite, in questo caso di bambini, che rappresentano un peso, anche economico, per la società e il sistema sanitario», ha detto il presidente del Comitato nazionale italiano di bioetica (Cnb) , Francesco D'Agostino, parlando di «pseudo-eugenetica di Stato malcelata».
Sull'eutanasia, ha aggiunto il bioeticista, «è indispensabile assumere una posizione chiara: o si difende la vita in modo rigoroso oppure, se si introducono eccezioni, i casi finiscono col moltiplicarsi fino ad arrivare a situazioni estreme».
La sofferenza, ha precisato D'Agostino «va combattute con la medicina e non con la morte». Le terapie palliative, ha concluso, «sono un diritto di ciascuno, ed è invece un paradosso uccidere un essere umano per liberarlo dal dolore».
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http://www.repubblica.it/2004/h/sezi...eutanasia.html
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30 agosto 2004
Olanda, autorizzata eutanasia
anche per i bambini under 12
Severissime le norme per autorizzare la pratica
BRUXELLES - Anche ai bambini che soffrono di mali incurabili si potrà procurare una "buona morte". La giustizia olandese, all'avanguardia in Europa in fatto di legislazione sull'eutanasia, ha infatti autorizzato una clinica universitaria del Paese alla pratica, nel rispetto di un severissimo protocollo, dell'interruzione della vita di bambini con malattie incurabili e che provocano sofferenze intollerabili. L'intesa tra la magistratura e la clinica universitaria della città di Groningen (Azg) è stata resa nota dall'agenzia Anp.
Severissimo, come detto, il protocollo che consentirà di praticare l'eutanasia ai bimbi al di sotto dei 12 anni: lo studio e la preparazione delle norme hanno richiesto un anno di lavoro. Come ha sottolineato il responsabile della sezione pediatria della clinica, E. Verhagen, il protocollo è stato scritto in parte sulla base della legislazione già esistente nei Paesi Bassi sull'eutanasia e stabilisce, passo dopo passo, in modo preciso e rigoroso, la procedura che i medici debbono rispettare di fronte a casi di questo tipo, cioè a bambini così piccoli malati di patologie incurabili.
Il documento sottolinea per esempio che una delle norme fondamentali è che un secondo medico indipendente si pronunci sulle condizioni del bambino.
Il parlamento olandese è stato il primo al mondo ad approvare la legalizzazione vera e propria dell'eutanasia. La legge attualmente in vigore è stata promulgata nell'aprile del 2002 - l'eutanasia era già depenalizzata dal 1994 - ed è applicabile a tutti i malati incurabili a partire dai 12 anni di età, con l'obbligo dell'autorizzazione dei genitori fino ai 16 anni.
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http://www.aduc.it/dyn/eutanasia/noti.php?id=138242
5 Marzo 2006
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Una commissione creata per la regolamentazione dell'eutanasia sui neonati sara' operativa nelle prossime settimane. Con questa commissione l'Olanda -dove gia' e' legale l'eutanasia per gli adulti- diventera' il primo paese al mondo a permettere questa pratica anche sui bambini.
La notizia ha gia' scatenato le reazioni degli oppositori dell'eutanasia che mettono in guardia contro i potenziali abusi da parte di medici e genitori, i quali potranno prendere decisioni per individui non ancora in grado di esprimere la propria volonta'.
Positive le reazioni di molti medici che sottolineano come l'eutanasia sui minori sia gia' praticata segretamente nonostante l'attuale divieto. "E' un grande passo in avanti di cui siamo molto soddisfatti", ha dichiarato Eduard Verhagen, direttore della clinica pediatrica al University Medical Center di Groningen.
Da quando Verhagen ha pubblicamente ammesso di aver supervisionato quattro casi di eutanasia neonatale, e' stato oggetto di numerose minacce indirizzategli come "Dottor Morte" da gruppi anti-eutanasia. Da allora ha creato una serie di linee guida per quei medici che praticano l'eutanasia infantile.
Il dibattito sollevato dal pediatra olandese ha imposto al Governo di affrontare la questione fino ad allora ignorata. Il documento di Verhagen, chiamato il "Protocollo di Groningen", e' stato ora adottato dalla Commissione di regolamentazione.
Nel Protocollo si enfatizza che la vita puo' essere terminata solamente in casi di "dolore insopportabile", con il consenso dei genitori e dopo la consultazione di altri medici. "Se un bambino soffre di malattia incurabile -spiega Verhagen- vi puo' essere una sofferenza orrenda che rende gli ultimi giorni o settimane della vita di un bambino insopportabili. Ora, la domanda e' questa: vuoi lasciare il bambino in quelle condizioni o vuoi evitargli di soffrire?"
"Davvero il bambino deve starsene li' a soffrire ogni istante fino alla fine? Crediamo che la risposta sia 'no'. Ci possono essere circostanze in cui, se si verificano certe particolari condizioni, e se tutti requisiti sono rispettati, terminare attivamente la vita del bambino puo' essere una opzione valida -ma solo in casi di malattie incurabili e con dolore insopportabile".
Come riporta il Times, Verhagen, 42 anni e tre figli, ha vissuto per molti anni in paesi sottosviluppati ad assistere bambini malati. Da giovane ha scelto di diventare un pediatra per salvare la vita dei bambini, e mai terminarla. Ma il caso di una bambina affetta dalla sindrome di Hallopeau-Siemens l'ha spinto a riconsiderare in parte il suo modo di pensare.
Questa sindrome provoca il distacco della pelle dal corpo quando viene toccata. Le membrane interne della bocca e dell'esofago della bambina, Sanne, si erano gia' distaccate a seguito del tentativo di nutrirla con un tubicino.
Per gli esperti e' evidente quando un bambino soffre, e non solo perche' piange. Il modo in cui stringono i pugni e', ad esempio, un'altra indicazione. Sanne stava chiaramente soffrendo molto, e gli antidolorifici sembravano non avere efficacia alcuna. Ogni volta che un infermiere le cambiava le garze, un po' della sua pelle si staccava.
I genitori della bambina gli chiesero di porre fine alla sua sofferenza e per la prima volta il medico prese in seria considerazione l'eutanasia. Ma temendo guai giudiziari, dimise la bambina, morta poi a casa sei mesi dopo.
Verhagen ed i suoi colleghi, convinti di esser venuti meno al proprio dovere lasciando che Sanne soffrisse cosi' a lungo, contattarono il procuratore del luogo, invitandolo a visitare l'ospedale e a riflettere sulla questione del dolore e dell'eutanasia.
Dal 2002 al 2004 i medici dell'ospedale cominciarono a riferire di alcuni casi di eutanasia infantile. Lo stesso Verhagen ha autorizzato e qualche volta preso parte alla pratica senza che ci siano state ripercussioni legali. "A nessun medico piace farlo. Ti chiederai finche' vivi 'C'e' qualcos'altro a cui avrei potuto pensare?' Questo e' il motivo per cui (l'eutanasia) deve essere praticata alla luce del sole".
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http://www.aduc.it/dyn/eutanasia/docu.php?id=140721
1 Aprile 2006
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Riproponiamo per intero un articolo pubblicato sul quotidiano Il Foglio giovedì 9 marzo 2006 sul Protocollo di Groningen e sull'eutanasia infantile.
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L'Olanda ora vuole anche il primato dell'eutanasia infantile
SU MILLE BAMBINI MORTI ENTRO IL PRIMO ANNO BEN SEICENTO HANNO A CHE FARE CON LA DECISIONE DI UN MEDICO
Il Protocollo di Groningen, stilato da pediatri favorevoli alla dolce morte, stabilisce i parametri per giudicare una vita degna di essere vissuta, e ora aspira a diventare legge. E' prevista anche la "fine senza richiesta o consenso"
Roma. E' l'unico paese europeo in cui i medici non presero parte ai programmi di eutanasia imposti dai medici nazisti di Monaco e Berlino. Di quel coraggio in Olanda oggi non c92 pifi traccia. Frank e Anita sapevano che la loro bambina, Chanou, avrebbe avuto una vita molto breve. Nata con una malformazione al cervello, Chanou “piangeva tutto il tempo”, disse la madre. Pensarono che sarebbe stata meglio da morta. “Sembrava che dicesse: mamma, non voglio più vivere, lasciami andare”. Le venne somministrata morfina finché morì pochi giorni dopo. “Mi sentii in pace con me stessa”, ha detto Anita. Stiamo parlando di un paese in cui il ministro della Sanità, Els Borst, in un’ intervista a Nrc Handelsblad, ha proposto la diffusione della “pillola del suicidio” (la cosiddetta peaceful pill) per i “vecchi stanchi di vivere”: “Non vogliono che sia il medico a ucciderli, vogliono farlo da soli, come ultimo atto di volontà”. Poco dopo il dottor Philip Sutorius aiutò a morire l’ex senatore Edward Brongersma. Nel 1994 lo psichiatra Boudewijn Chabot somministrò una dose letale di barbiturici a uno dei suoi pazienti. Disse che soffriva di “depressione” per aver perso i suoi due figli. L’avvocato di Chabot, Eugene Sutorius, sostenne che il suo cliente “vuole che simili cose vengano fatte decentemente”. L’ Olanda è stato il primo paese europeo ad autorizzare l’eutanasia, con una percentuale di 4.000-5.000 morti all’anno, il 3,5 per cento dei decessi totali nel paese. Ogni anno in Olanda, dove l’eutanasia è legale sui bambini di dodici anni, decine di nuovi nati vengono “aiutati” a morire con l’ intervento dei medici. Non ci si limita a non intervenire. Negli anni Trenta c’era il fenolo, oggi la morfina. Una commissione nazionale è chiamata a decidere se normare un’altra nuova pagina di quella che il Wall Street Journal ha chiamato “la via olandese alla morte”. Nei giorni scorsi una politica di Rotterdam, Marianne van den Anker, ha proposto di istituire l’ aborto forzato per i malati mentali.
Eduard Verhagen è il pediatra più controverso al mondo. “Pioniere dell’eutanasia infantile”, è lui che ha scritto il “Protocollo di Groningen” pubblicato dal New England Journal of Medicine il 10 marzo del 2005, con il quale ha chiesto di fornire agli ospedali delle linee-guida sull’eutanasia infantile. Nell’articolo Verhagen spiega che dei 200 mila bambini nati ogni anno in Olanda, circa mille muoiono nel primo anno di vita. Per 600 di loro, la morte è preceduta da una decisione medica sulla fine della vita”. Tradotto: il 60 per cento della mortalità infantile in Olanda ha un’origine intenzionale. Ritradotto: è in corso un olocausto medico sul quale l’ Unione europea fa finta di niente. E il fenomeno non è destinato a fermarsi, considerati i parametri “etici” della proposta di Verhagen: “Povera qualità della vita - Mancanza di autosufficienza - Mancanza di capacità di comunicazione - Dipendenza ospedaliera - Aspettativa di vita”. Secondo il Weekly Standard il “Protocollo di Gronin gen” è degno solo della Conferenza di Wansee, dove i gerarchi nazisti programmarono la “soluzione finale”. Wesley Smith, l’allievo di Ralph Nader che si è battuto contro la disidratazione legale di Terri Schiavo, sostiene che il “Protocollo di Groningen” “cerca di normalizzare l’ infanticidio”. Negli ultimi due anni il dottor Verhagen ha diretto una equipe medica responsabile della morte di almeno quattro nuovi nati. “E’ dopo che sono morti che li vedi rilassarsi per la prima volta”, ha detto Verhagen. Le procure olandesi non hanno mai arrestato o posto sotto processo i medici che praticano l’eutansia sui nuovi nati, a partire dal primo caso registrato nel 1997. Secondo uno studio del Journal of Medical Ethics, il 59 per cento dei casi di eutanasia in Olanda non sono segnalati dagli ospedali. Berry Holtslag venne persuasa dai medici che sua figlia, nata prematura di due mesi, non avrebbe mai camminato, parlato o sorriso. Con la morfina, morì sette giorni dopo. “Sono molto spaventata da quanto sta accadendo nel mio paese -dichiara Bert Dorenbos dell’associszione Cry-For-Life- Non dimentichiamo che l’Olocausto non è iniziato con l’uccisione degli ebrei ma con quella degli handicappati e dei malati di mente. Oggi abbiamo una situazione in Olanda in cui una coppia con una figlia Down è guardata come se fosse stupida”.
Il professor John Griffiths, che insegna sociologia a Groningen, è uno dei sostenitori della legge sulla eutanasia infantile: “Vengono salvati troppi bambini. Gli olandesi sono molto sensibili all’idea di una morte dignitosa. C’è un elemento estetico in tutto questo”. Un documento del 1992 della Dutch Royal Society of Medicine aveva già scritto una bozza di norme sull’eutanasia infantile, fra cui la previsione se il bambino avrebbe avuto una vita in grado di stabilire relazioni interpersonali. Si parlava della morte come passo per “il miglioramento della qualità della vita”. E’ nata una Federazione mondiale dei medici che rispettano la vita umana, guidata oggi dal medico olandese K.F. Gunning: “E’ esattamente quello che Hitler cercò di fare negli anni Trenta. Tutti gridano all’omicidio quando si parla della Germania: a mio avviso l’Olanda è peggio. Hitler lo faceva in segreto, noi invece vogliamo farlo alla luce del sole. I nazisti sterminarono decine di migliaia di handicappati fisici e mentali in base alla loro politica di purificazione razziale, noi lo faremo con la benedizione della legge dello stato”.
Incubo darwiniano
Secondo un documentario trasmesso dalla Pbs, “Choosing Death”, tre delle otto unità pediatriche intensive in Olanda praticano l’infanticidio tramite iniezione letale. “Sappiamo che i medici di tutta Europa affrontano lo stesso problema - dice il dottor Venhagen - Nessuno in Italia intende parlarne”. II vescovo di Groningen, Wim Eijk, è l’avversario pubblico più vigoroso del Protocollo, insieme ai gruppuscoli prolife, che incidono poco o niente sulla società olandese. Più dell’80 per cento degli olandesi è favorevole all’eutanasia attiva. “E’ un incubo darwiniano - dice Eijk - Darà ai medici il diritto di decidere della vita e della morte”. Per i minorenni fra i sedici e i diciotto anni non c’è nemmeno bisogno dell’autorizzazione dei genitori. L’eutanasia passiva è chiamata “fine senza richiesta o consenso”. Quella attiva è “sedazione terminale”. E non viene nemmeno registrata come eutanasia, ma come “morte naturale”. Come spiega lo stesso Rob Jonquiene, che dirige il Right to Die: “Non c’è bisogno di riportarlo, non sappiamo nemmeno quanti medici lo facciano”. Il governo calcola che almeno 5.981 pazienti siano stati “sedati” dai medici senza il loro consenso. Solo nel 1990 furono accertate almeno 600 morti di questo tipo. Rinane Quirine Kunst, una bambina nata con la spina bifida, una malattia terribile ma che se trattata consente di vivere a lungo, venne “trattata” dal suo medico, Henk Prins. Il quotidiano Der Telegraf commentò: “La piccola aveva gli arti deformati e all’esplicita richiesta dei genitori il ginecologo, il dottor Prins, ha preso una decisione consapevole”. Questa invece la spiegazione del medico: “Avrebbe potuto vivere qualche anno, ma avrebbe dovuto sottoporsi a un’operazione dietro 1’altra, una strada senza fine di sofferenza”. Il presidente della corte espresse “l’ammirazione del tribunale per l’integrità e il coraggio” dimostrati dal medico.
Un sondaggio del 1996 pubblicato dal New England Journal of Medicine sostiene che il 64 per cento degli psichiatri olandesi accetta l’eutanasia attiva per i pazienti che soffrono di malattie mentali. "Il test di ogni società, che stabilisce se è civilizzata, consiste nella promozione della vita", commenta Paul van der Maas, docente alla Erasmus University di Rotterdam.
Ma nel 1993 Liesbeth Rensman, portavoce del ministro della Giustizia, fece sapere che "il governo sta proponendo di estendere l' intervento medico attivo per porre fine alle vite brevi senza un esplicito consenso". II dottor Molenar, capo del reparto di neonatologia del Sophia Pediatric Hospital, ha rivelato che 24 dei 500 nuovi nati handicappati erano stati uccisi o lasciati morire dai medici: "La Società olandese della pediatria ha abbracciato la pratica dell' eutanasia sugli infanti 'difettosi'". II capo del pediatri olandesi, Zier Versluys, nel 1992 disse che l' eutanasia è parte della buona pratica medica in neonatologia".
II 31 per cento dei pediatri olandesi avrebbe praticato almeno una volta l'eutanasia e in un quinto dei casi senza nemmeno ii consenso dei genitori. Il 60 per cento dei medici si è detto "onorato" di poter "porre fine alla vita di un bambino sofferente". Sul Los Angeles Times il bioeticista di Princeton, Peter Singer, ha proposto di estendere agli Stati Uniti il "Protocollo di Groningen". Singer ha chiesto "un periodo di ventotto giorni dopo la nascita prima che un infante possa essere accettato con gli stessi diritti degli altri".
Nel 1961 Nicky Chapman nacque con una grave malformazione al cervello. I medici dissero ai genitori che sarebbe diventata cieca, che non avrebbe comunicato col mondo esterno e che una serie di lesioni le avrebbero reso amara la vita. Sedici anni dopo Auschwitz, i medici inglesi dissero ai genitori di portare Nicky a casa e di somministrarle una dose di barbiturici. Per fortuna non li ascoltarono. Nell'ottobre del 2004, Nicky Chapman è stata eletta alla British House of Lords, e ci vede benissimo. Se oggi nascesse in Olanda, forse verrebbe uccisa con un' iniezione di morfina. Quando uscirono i primi dati sull' eutanasia infantile, un editoriale del Calgary Herald diceva:
"Nel maggio del 1945, 7.600 canadesi morirono in battaglia per liberare l' Olanda dalla Germania nazista. Ora, sembra che alcuni medici olandesi abbiano bisogno venga loro nicordato che proprio una delle ragioni di gioia della liberazione scaturiva dalla fine del genocidio, dell' infanticidio e della eutanasia praticata dai nazisti".
Quindici giomi dopo l' approvazione della legge olandese sull' eutanasia, il 10 aprile del 2001, in Austria trecento cervelli di bambini eliminati nel programma di eutanasia nazista lasciarono Ia clinica viennese di Am Spiegelgrund, dove erano conservati nella formalina dalla fine della guerra, per essere inumati. Bastava avere ii labbro leporino o soffrire di incontinenza perchè un medico austriaco selezionasse un bambino. Con la loro sepoltura si intendeva simbolicamente chiudere un' epoca e sugellare il giuramento di Norimberga. I bambini austriaci, come quelli olandesi sessant' anni dopo, erano chiamati dal medici "lebensunwert" (vite indegne di essere vissute).
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