La quasi totalità dei protagonisti degli scontri è cittadino francese a tutti gli effetti, la seconda generazione degli immigrati accolti a braccia aperte dal governo d'oltralpe.
Dove li rimandi?
Nella terra d'origine dei genitori?
La fonte del problema sta nel fatto che, pur essendo cittadini francesi e pretendendone i diritti, si sono scavati una nicchia socio-culturale, rinnegando spesso gli obblighi e financo le leggi del Paese di cui si dichiarano cittadini.
La colpa è dell'educazione che hanno dato loro i genitori: non laica ed improntata allo Stato in cui erano andati a risiedere, come sarebbe stato logico fare, ma una improntata alla superiorità delle leggi islamiche.
Lo scontro tra il mondo esterno, reale, e le insopportabili costrizioni ricevute dalla loro educazione, crea conflitti interni fortissimi nei giovani.
Conflitti che portano o all'integralismo ed al rifiuto totale della realtà, creando odio puro per il Paese che li ha accolti (colpevole di non essersi assoggettato in tutto e per tutto alle loro usanze

) oppure ad un allontanamento dalla visione islamica del mondo per accettarne una più laica e moderna.
Capita purtroppo quasi sempre il primo caso, il che è un segnale preoccupante di quanto forte sia l'imprinting culturale di stampo islamico.
L'unica soluzione sarebbe far rispettare le leggi ESATTAMENTE come se fossero normali cittadini francesi.
Ma quanti giorni sono passati prima dell'inasprimento delle misure di sicurezza?
Il lassismo delle forze dell'ordine ed il timore, sì, timore di procedere con le vie di fatto e/o legali verso le minoranze etniche è un processo comune non solo francese; ne vediamo ogni giorno le conseguenze anche da noi.
Anche di fronte a palesi violazioni del codice le forze dell'ordine "chiudono un occhio" nel caso di immigrati, per evitare di fomentare il conflitto.
Peccato che così facendo si legittimi solamente un proseguimento nei comportamenti illegali da parte di chi li commette, che è a questo punto del tutto in buonafede nel sentirsi "esentato" dal dover sottostare alle leggi del Paese ospitante (che sia Francia, Italia e così via)
La cosa migliore da fare sarebbe applicare le leggi fin dal primo momento e con rigore, come sarebbe successo se a fare questo bailamme fossero stati cittadini francesi "normali".
Invece la titubanza, la paura di essere bollati come "razzisti" (solito facile ritornello invocato quando, anche con tutte le ragioni, si tenta di far rispettare le leggi verso gruppi di immigrati) e convenienza politica hanno portato a tutto questo.
Ed ora, di fronte al palese fallimento del "chiudo un occhio e tutto scompare", rimane solo la via del pugno di ferro.