Schede video con raffreddamento passivo
Abbiamo analizzato due soluzioni GeForce 6600 GT, proposte da Asus e Gigabyte, dotate di sistemi di raffreddamento completamente passivi. I risultati emersi sono sorprendenti: un ottimo design può fare ben più di una ventola di raffreddamento, nella dissipazione del calore di una GPU
di Andrea Bai , Paolo Corsini pubblicato il 01 Dicembre 2005 nel canale Schede VideoASUSGigabyteGeForceNVIDIA
Introduzione

Il mercato delle schede video 3D vede una larghissima schiera di produttori più o meno grandi impegnati nella commercializzazione di schede basate su soluzioni video 3D sviluppate e realizzate da colossi quali ATi e NVIDIA le quali, appunto, si occupano solamente della progettazione della GPU e non della realizzazione delle schede video finali. Le uniche schede video realizzate dalle compagnie (in realtà da partner produttivi delle stesse compagnie) sono le cosiddette "reference board" che, come il nome stesso lascia intendere, rappresentano il punto di riferimento per i produttori taiwanesi che decidono di assemblare una scheda video basata su questa o su quella GPU. Vi sono alcune eccezioni, quali ad esempio le soluzioni ATI della serie All In Wonder, ma la regola generale non vede ATI e NVIDIA presenti sul mercato con proprie schede video.
Tale situazione si rispecchia nell'affollamento, sul mercato, di moltissime soluzioni di altrettante marche ma, di fatto, esattamente identiche dal punto di vista tecnico. Detto in altri termini, e come ampiamente verificato più volte nelle recensioni di Hardware Upgrade, nella stragrande maggioranza dei casi una scheda video della compagnia "Pincopallino" e basata sulla GPU "Y" avrà grossomodo il medesimo rendimento prestazionale della scheda video prodotta da "TizioCaio" e basata sulla medesima GPU "Y".
Si tratta di una situazione comunque fisiologica, dal momento che la maggior parte dei produttori preferisce limitare i costi di produzione semplicemente realizzando "cloni" della refernce board piuttosto che investire fondi nella progettazione di schede con PCB personalizzato. Investimenti che con grossa probabilità non avrebbero un commisurato ritorno economico, fatta forse eccezione per alcuni grandi produttori taiwanesi.
I diversi produttori preferiscono puntare su un altro tipo di differenziazione, affidandosi ad esempio ad una dotazione accessoria più o meno generosa, all'inserimento di alcuni videogiochi in bundle, ad alcune stravaganze estetiche (particolari colori della scheda o led colorati) oppure dotando la scheda video di particolari sistemi di raffreddamento. In quest'ultimo caso sono due le strade che si cercano di percorrere: la prima è quella di fornire schede in grado di raggiungere elevati traguardi in condizioni di overclocking, mentre la seconda è quella di realizzare soluzioni in grado di coniugare una efficiente ed efficace dissipazione di calore ad una bassa o nulla rumorosità di esercizio, talvolta impiegando anche soluzioni di raffreddamento completamente passive, prive cioè di ventole di aerazione, e per lo più basate su una tecnologia chiamata "heat-pipe" o "pompa di calore".
Con heat-pipe si intende un sistema per il trasferimento di calore basato sulle leggi fisiche dei gas. In particolare i dissipatori heat-pipe sono sistemi di raffreddamento caratterizzati da una struttura tale per cui la superficie dissipante è collegata con l'elemento caldo tramite una serie di tubi. Tali tubi, sigillati ermeticamente, sono parzialmente riempiti di un liquido e ricoperti, sulla superficie interna, di materiale poroso. Il liquido a contatto con la parte più calda si riscalda ed evapora e cambiando pressione, in virtù della legge di Pascal, si sposta verso la zona più fredda. Il vapore si condensa, torna allo stato liquido, e per capillarità ritorna alla zona calda attraverso il materiale poroso. I sistemi heat pipe sono estremamente efficienti per quanto riguarda il trasferimento di calore, oltre ad essere virtualmente "indistruttibili" per via dell'assenza di parti mobili.
La volontà di introdurre sul mercato soluzioni di raffreddamento passive anche per le schede video è sorta poco dopo il lancio della soluzione GeForce FX5800 Ultra, nell'ormai lontano mese di novembre 2002. La scheda video della compagnia californiana diventò famosa (o forse meglio dire famigerata) più per il rumoroso sistema di raffreddamento, necessario per smaltire l'elevato calore generato dalla GPU, che per le prestazioni. Di lì a poco, inoltre, andò diffondendosi una certa attenzione nella realizzazione di sistemi piuttosto silenziosi, anche per via della nascente pratica di utilizzare i sistemi PC come soluzioni per l'intrattenimento da salotto.
E' proprio su soluzioni di raffreddamento passive che fanno leva due prodotti giunti recentemente in redazione: la scheda video Asus Extreme N6600GT Silencer e la scheda video Gigabyte NVIDIA GeForce 6600GT con tecnologia Silent-Pipe II. Le schede sono entrambe basate su processore NVIDIA GeForce 6600 GT e differiscono solamente per la dotazione di memoria, 128MB per la proposta di Gigabyte e 256MB per la soluzione di Asustek. La possibilità di avere due schede video pressoché identiche dal punto di vista della potenza computazionale ci mette nella condizione ideale di poter saggiare l'efficacia delle due diverse soluzioni passive, sia in condizioni d'esercizio standard, sia in condizioni di overclock. L'analisi che vi proporremo nelle prossime pagine, quindi, non verterà sulle prestazioni pure delle schede ma semplicemente sulla bontà delle soluzioni passive implementate su ciascuna scheda.







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