Meta rinuncia al fact checking: Zuckerberg imita X con le Community Notes
Meta abbandona il fact-checking di terze parti per un sistema di note della comunità, allentando la moderazione. Zuckerberg promette più libertà d'espressione, ma i critici temono aumento di disinformazione mentre Trump e alleati applaudono
di Andrea Bai pubblicata il 08 Gennaio 2025, alle 11:31 nel canale WebMeta
Meta ha annunciato nel corso della giornata di ieri la chiusura del suo programma di fact-checking di terze parti, introdotto nel 2016, optando invece per un approccio basato sulle "Community Notes", con un meccanismo di funzionamento simile a quello utilizzato sulla piattaforma X di Elon Musk. Le novità sono state annunciate, per Facebook e Instagram, in un post sul blog ufficiale e in un video dal CEO Mark Zuckerberg.
Secondo Zuckerberg i governi e i media tradizionali "hanno spinto per una maggiore censura", spesso per motivi politici, aggiungendo inoltre che le recenti elezioni sembrano rappresentare "un punto di svolta culturale verso una nuova priorità alla libertà di espressione". Zuckerberg ha affermato che Meta continuerà a prendere "molto seriamente" argomenti "legittimamente brutti" come droga, terrorismo e sfruttamento minorile. Il programma di fact-checking includeva oltre 90 organizzazioni di terze parti che valutavano i post in più di 60 lingue. Joel Kaplan, Chief Global Affairs Officer di Meta, ha spiegato che la decisione del 2016 di utilizzare fact-checker indipendenti sembrava la scelta migliore e più ragionevole all'epoca, ma che anche gli esperti hanno i propri pregiudizi e prospettive.
Il nuovo sistema di Community Notes lascia che sia la community degli utenti a decidere quando i post sono potenzialmente fuorvianti e necessitano di maggiori informazioni di contesto. Questo approccio richiederà l'accordo tra persone con diverse prospettive per prevenire che vengano effettuate valutazioni di parte.
Community Notes: sta agli utenti verificare l'attendibilità di un post
Ma come funzionerà nel concreto il meccanismo Community Notes? Gli utenti
potranno aggiungere note di contesto a post potenzialmente fuorvianti.
Queste note saranno brevi e fattuali, spesso includendo link a fonti
pertinenti. Le note proposte verranno quindi valutate da altri utenti
del sistema. Meta cercherà un punto di convergenza tra valutatori
che in passato hanno avuto opinioni divergenti, al fine di ridurre
valutazioni di parte e prevenire possibili manipolazioni. Nel momento in
cui una nota riceve un consenso sufficiente da persone con prospettive
diverse, verrà mostrata pubblicamente sul post in questione.
Qualsiasi utente potrà iscriversi al programma Community Notes. Per i
nuovi iscritti è previsto un periodo iniziale in cui dovranno valutare le
note altrui prima di poterne scrivere di proprie. La possibilità di
scrivere note non è un "diritto acquisito" e potrà essere perso nel caso
in cui i contributi di un utente dovessero costantamente ricevere
valutazioni negative dagli altri partecipanti.
Infine, a differenza del precedente sistema di fact-checking, le note della community non comporteranno la rimozione o la riduzione della visibilità dei post: Meta utilizzerà invece un'etichetta per notificare agli utenti la presenza di informazioni aggiuntive relative al post.
Il cambio di approccio alla moderazione dei contenuti verrà implementato prima negli Stati Uniti, ma non vi sono indicazioni su cosa avverrà in altre parti del mondo. Ma a tal proposito Zuckerberg ha dichiarato: "in Europa vi è un numero sempre crescente di leggi che istituzionalizzano la censura [...] i paesi latinoamericani hanno tribunali segreti che possono ordinare silenziosamente alle aziende di rimuovere cose [...] la Cina ha censurato le app persino impedendone il funzionamento nel paese". Meta ha bisogno "del supporto del governo degli Stati Uniti" per contrastare gli ordini di restrizione dei contenuti di altri paesi" ha poi osservato il CEO di Meta, non risparmiando critiche alla precedente amministrazione: "ecco perché è stato così difficile negli ultimi quattro anni, quando persino il governo degli Stati Uniti ha spinto per la censura. Colpendo le aziende statunitensi e di altri paesi americani, ha incoraggiato altri governi ad andare ancora oltre. Ma ora abbiamo l'opportunità di ripristinare la libertà di espressione e sono entusiasta di cogliere questa opportunità".
Meta eliminerà anche le restrizioni sui contenuti "fuori sintonia con il discorso mainstream" e modificherà il modo in cui applica le politiche per ridurre gli errori che causano la maggior parte della censura sulle sue piattaforme. Infine, Meta inizierà a raccomandare nuovamente più post politici, dopo un periodo in cui aveva ridotto questo tipo di contenuti in risposta al feedback degli utenti.
Le reazioni: X plaude, le associazioni per i diritti temono maggior disinformazione
COMMUNITY NOTES FTW!!! 🔥
— Linda Yaccarino (@lindayaX) January 7, 2025
Fact-checking and moderation doesn't belong in the hands of a few select gatekeepers who can easily inject their bias into decisions. It's a democratic process that belongs in the hands of many.
And as we've seen on X since @CommunityNotes debuted,… https://t.co/zg51yUTGG1
Dopo l'annuncio di Zuckerberg non sono tardate le prime reazioni, tra cui non troppo a sorpresa quella di Linda Yaccarino, CEO di X. In occasione del suo intervento al CES di Las Vegas, Yaccarino ha descritto il cambio di rotta di Meta come "entusiasmante e gratificante", sottolineando come le Community Notes rappresentino una "forma di coscienza collettiva e globale" che consente agli utenti di responsabilizzarsi reciprocamente su scala globale. "Non potrebbe essere più gratificante vedere che Mark e Meta l'hanno capito", ha affermato Yaccarino, dando il benvenuto a Meta "al party".
President Trump’s resolute and strong support for the free speech rights of everyday Americans is already paying dividends.
— Brendan Carr (@BrendanCarrFCC) January 7, 2025
Facebook’s announcements is a good step in the right direction.
I look forward to monitoring these developments and their implementation.
The work… pic.twitter.com/kqmlSzmWPo
Non è mancata ovviamente la reazione di Brendan Carr, nominato da Trump alla presidenza della Federal Communications Commission (FCC), che in un post su X ha dichiarato: "Il forte e risoluto sostegno del Presidente Trump ai diritti di libertà di espressione dei cittadini americani sta già dando i suoi frutti. L'annuncio di Facebook è un buon passo nella giusta direzione. Non vedo l'ora di monitorare questi sviluppi e la loro implementazione. Il lavoro continua fino a quando il cartello della censura non sarà completamente smantellato e distrutto".
Prevedibilmente meno favorevoli sono, invece, le reazioni dei gruppi di difesa dei diritti e delle organizzazioni per la giustizia digitale. Lisa Gilbert, co-presidente di Public Citizen, ha definito questa decisione "irresponsabile", sottolineando che affidare agli utenti il compito di verificare le informazioni equivale a dichiarare che "la verità non conta". Gilbert ha avvertito che questa politica potrebbe favorire una maggiore diffusione della disinformazione, privando gli americani di informazioni accurate su temi cruciali come elezioni, salute pubblica e ambiente.
Anche Free Press ha espresso preoccupazioni simili. Nora Benavidez, Senior Counsel dell'organizzazione, ha accusato Meta e il suo CEO Mark Zuckerberg di abbandonare la responsabilità di proteggere gli utenti per allinearsi con il presidente eletto Donald Trump. Secondo Benavidez, questa mossa non è altro che un tentativo cinico di favorire gli interessi economici dell'azienda a discapito della democrazia e della sicurezza pubblica.
Le critiche si estendono anche al modello delle Community Note: un rapporto del Center for Countering Digital Hate (CCDH) incentrato su X ha evidenziato che il 74% delle note corrette relative alla disinformazione sulle elezioni statunitensi non viene mostrato agli utenti. Questo solleva dubbi sull'efficacia del sistema nel contrastare la diffusione di contenuti fuorvianti.
Mark Zuckerberg ha difeso le modifiche come un ritorno ai principi fondamentali della libertà di espressione, ammettendo però che il nuovo approccio potrebbe comportare una riduzione nella capacità di individuare contenuti dannosi ma, come rovescio della medaglia, permetterà di ridurre il numero di utenti colpiti ingiustamente dalle azioni di moderazione. "Anche se censuriamo accidentalmente solo l'1% dei post, si tratta di milioni di persone", ha affermato Zuckerberg per sostenere la tesi che il livello attuale di errori nelle decisioni di moderazione è diventato eccessivo. Forse si potrebbe semplicemente investire in un miglior sistema di moderazione, ma poi chi lo dice agli azionisti?










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33 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoQuando c'era paparino Biden alla casa bianca no e? solo quando c'è paparino Trump adesso tira fuori il coraggio eh!
Codardo!
Io ho sempre trovato le peggio stronzate.
Poi se scrivi "tette" ti sospendono ma se segnali le pubblicità dove ci sono note pornostar intente nel loro lavoro ti rispondono che non violano i loro standard.
Quando c'era paparino Biden alla casa bianca no e? solo quando c'è paparino Trump adesso tira fuori il coraggio eh!
Codardo!
Lol, ma che codardo, è paraculaggine , è palesissimo
Io ho sempre trovato le peggio stronzate.
Poi se scrivi "tette" ti sospendono ma se segnali le pubblicità dove ci sono note pornostar intente nel loro lavoro ti rispondono che non violano i loro standard.
Infatti, oramai io lo uso nei minimi termini, cioè le pagine che seguo, il resto che mi compare, che mi piaccia o no, non lo seguo e non mi interesso.
E' importante però dare libero sfogo a tutti pensieri, poi sarà la gente a difendersi da tutte queste robe in base al proprio livello culturale e, perchè no, al proprio istinto.
Triste ma vero.
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