Meta rinuncia al fact checking: Zuckerberg imita X con le Community Notes

Meta rinuncia al fact checking: Zuckerberg imita X con le Community Notes

Meta abbandona il fact-checking di terze parti per un sistema di note della comunità, allentando la moderazione. Zuckerberg promette più libertà d'espressione, ma i critici temono aumento di disinformazione mentre Trump e alleati applaudono

di pubblicata il , alle 11:31 nel canale Web
Meta
 

Meta ha annunciato nel corso della giornata di ieri la chiusura del suo programma di fact-checking di terze parti, introdotto nel 2016, optando invece per un approccio basato sulle "Community Notes", con un meccanismo di funzionamento simile a quello utilizzato sulla piattaforma X di Elon Musk. Le novità sono state annunciate, per Facebook e Instagram, in un post sul blog ufficiale e in un video dal CEO Mark Zuckerberg.

Secondo Zuckerberg i governi e i media tradizionali "hanno spinto per una maggiore censura", spesso per motivi politici, aggiungendo inoltre che le recenti elezioni sembrano rappresentare "un punto di svolta culturale verso una nuova priorità alla libertà di espressione". Zuckerberg ha affermato che Meta continuerà a prendere "molto seriamente" argomenti "legittimamente brutti" come droga, terrorismo e sfruttamento minorile. Il programma di fact-checking includeva oltre 90 organizzazioni di terze parti che valutavano i post in più di 60 lingue. Joel Kaplan, Chief Global Affairs Officer di Meta, ha spiegato che la decisione del 2016 di utilizzare fact-checker indipendenti sembrava la scelta migliore e più ragionevole all'epoca, ma che anche gli esperti hanno i propri pregiudizi e prospettive.

Il nuovo sistema di Community Notes lascia che sia la community degli utenti a decidere quando i post sono potenzialmente fuorvianti e necessitano di maggiori informazioni di contesto. Questo approccio richiederà l'accordo tra persone con diverse prospettive per prevenire che vengano effettuate valutazioni di parte.

Community Notes: sta agli utenti verificare l'attendibilità di un post

Ma come funzionerà nel concreto il meccanismo Community Notes? Gli utenti potranno aggiungere note di contesto a post potenzialmente fuorvianti. Queste note saranno brevi e fattuali, spesso includendo link a fonti pertinenti. Le note proposte verranno quindi valutate da altri utenti del sistema. Meta cercherà un punto di convergenza tra valutatori che in passato hanno avuto opinioni divergenti, al fine di ridurre valutazioni di parte e prevenire possibili manipolazioni. Nel momento in cui una nota riceve un consenso sufficiente da persone con prospettive diverse, verrà mostrata pubblicamente sul post in questione.

Qualsiasi utente potrà iscriversi al programma Community Notes. Per i nuovi iscritti è previsto un periodo iniziale in cui dovranno valutare le note altrui prima di poterne scrivere di proprie. La possibilità di scrivere note non è un "diritto acquisito" e potrà essere perso nel caso in cui i contributi di un utente dovessero costantamente ricevere valutazioni negative dagli altri partecipanti.

Infine, a differenza del precedente sistema di fact-checking, le note della community non comporteranno la rimozione o la riduzione della visibilità dei post: Meta utilizzerà invece un'etichetta per notificare agli utenti la presenza di informazioni aggiuntive relative al post.

Il cambio di approccio alla moderazione dei contenuti verrà implementato prima negli Stati Uniti, ma non vi sono indicazioni su cosa avverrà in altre parti del mondo. Ma a tal proposito Zuckerberg ha dichiarato: "in Europa vi è un numero sempre crescente di leggi che istituzionalizzano la censura [...] i paesi latinoamericani hanno tribunali segreti che possono ordinare silenziosamente alle aziende di rimuovere cose [...] la Cina ha censurato le app persino impedendone il funzionamento nel paese". Meta ha bisogno "del supporto del governo degli Stati Uniti" per contrastare gli ordini di restrizione dei contenuti di altri paesi" ha poi osservato il CEO di Meta, non risparmiando critiche alla precedente amministrazione: "ecco perché è stato così difficile negli ultimi quattro anni, quando persino il governo degli Stati Uniti ha spinto per la censura. Colpendo le aziende statunitensi e di altri paesi americani, ha incoraggiato altri governi ad andare ancora oltre. Ma ora abbiamo l'opportunità di ripristinare la libertà di espressione e sono entusiasta di cogliere questa opportunità".

Meta eliminerà anche le restrizioni sui contenuti "fuori sintonia con il discorso mainstream" e modificherà il modo in cui applica le politiche per ridurre gli errori che causano la maggior parte della censura sulle sue piattaforme. Infine, Meta inizierà a raccomandare nuovamente più post politici, dopo un periodo in cui aveva ridotto questo tipo di contenuti in risposta al feedback degli utenti.

Le reazioni: X plaude, le associazioni per i diritti temono maggior disinformazione

Dopo l'annuncio di Zuckerberg non sono tardate le prime reazioni, tra cui non troppo a sorpresa quella di Linda Yaccarino, CEO di X. In occasione del suo intervento al CES di Las Vegas, Yaccarino ha descritto il cambio di rotta di Meta come "entusiasmante e gratificante", sottolineando come le Community Notes rappresentino una "forma di coscienza collettiva e globale" che consente agli utenti di responsabilizzarsi reciprocamente su scala globale. "Non potrebbe essere più gratificante vedere che Mark e Meta l'hanno capito", ha affermato Yaccarino, dando il benvenuto a Meta "al party".

Non è mancata ovviamente la reazione di Brendan Carr, nominato da Trump alla presidenza della Federal Communications Commission (FCC), che in un post su X ha dichiarato: "Il forte e risoluto sostegno del Presidente Trump ai diritti di libertà di espressione dei cittadini americani sta già dando i suoi frutti. L'annuncio di Facebook è un buon passo nella giusta direzione. Non vedo l'ora di monitorare questi sviluppi e la loro implementazione. Il lavoro continua fino a quando il cartello della censura non sarà completamente smantellato e distrutto".

Prevedibilmente meno favorevoli sono, invece, le reazioni dei gruppi di difesa dei diritti e delle organizzazioni per la giustizia digitale. Lisa Gilbert, co-presidente di Public Citizen, ha definito questa decisione "irresponsabile", sottolineando che affidare agli utenti il compito di verificare le informazioni equivale a dichiarare che "la verità non conta". Gilbert ha avvertito che questa politica potrebbe favorire una maggiore diffusione della disinformazione, privando gli americani di informazioni accurate su temi cruciali come elezioni, salute pubblica e ambiente.

Anche Free Press ha espresso preoccupazioni simili. Nora Benavidez, Senior Counsel dell'organizzazione, ha accusato Meta e il suo CEO Mark Zuckerberg di abbandonare la responsabilità di proteggere gli utenti per allinearsi con il presidente eletto Donald Trump. Secondo Benavidez, questa mossa non è altro che un tentativo cinico di favorire gli interessi economici dell'azienda a discapito della democrazia e della sicurezza pubblica.

Le critiche si estendono anche al modello delle Community Note: un rapporto del Center for Countering Digital Hate (CCDH) incentrato su X ha evidenziato che il 74% delle note corrette relative alla disinformazione sulle elezioni statunitensi non viene mostrato agli utenti. Questo solleva dubbi sull'efficacia del sistema nel contrastare la diffusione di contenuti fuorvianti.

Mark Zuckerberg ha difeso le modifiche come un ritorno ai principi fondamentali della libertà di espressione, ammettendo però che il nuovo approccio potrebbe comportare una riduzione nella capacità di individuare contenuti dannosi ma, come rovescio della medaglia, permetterà di ridurre il numero di utenti colpiti ingiustamente dalle azioni di moderazione. "Anche se censuriamo accidentalmente solo l'1% dei post, si tratta di milioni di persone", ha affermato Zuckerberg per sostenere la tesi che il livello attuale di errori nelle decisioni di moderazione è diventato eccessivo. Forse si potrebbe semplicemente investire in un miglior sistema di moderazione, ma poi chi lo dice agli azionisti?

33 Commenti
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Hiei360008 Gennaio 2025, 11:40 #1
Codardo, disgustoso codardo.

Quando c'era paparino Biden alla casa bianca no e? solo quando c'è paparino Trump adesso tira fuori il coraggio eh!

Codardo!
fukka7508 Gennaio 2025, 11:48 #2
E' colpa di John Elkann
Mars9508 Gennaio 2025, 11:57 #3
Ah perchè c'era un fact checking su facebook?
Io ho sempre trovato le peggio stronzate.
Poi se scrivi "tette" ti sospendono ma se segnali le pubblicità dove ci sono note pornostar intente nel loro lavoro ti rispondono che non violano i loro standard.
Silent Bob08 Gennaio 2025, 12:04 #4
Originariamente inviato da: Hiei3600
Codardo, disgustoso codardo.

Quando c'era paparino Biden alla casa bianca no e? solo quando c'è paparino Trump adesso tira fuori il coraggio eh!

Codardo!


Lol, ma che codardo, è paraculaggine , è palesissimo

Originariamente inviato da: Mars95
Ah perchè c'era un fact checking su facebook?
Io ho sempre trovato le peggio stronzate.
Poi se scrivi "tette" ti sospendono ma se segnali le pubblicità dove ci sono note pornostar intente nel loro lavoro ti rispondono che non violano i loro standard.

Infatti, oramai io lo uso nei minimi termini, cioè le pagine che seguo, il resto che mi compare, che mi piaccia o no, non lo seguo e non mi interesso.
GianMi08 Gennaio 2025, 12:27 #5
Don't look up!
Max Power08 Gennaio 2025, 12:35 #6
Nel frattempo YouTube è diventato un portale per adescare
ciop7108 Gennaio 2025, 12:50 #7
Tempo un anno e per fb le nuove verità saranno la Terra piatta e le scie chimiche che controllano i pensieri, benvenuti nella nuova libertà.
fl@sh08 Gennaio 2025, 13:08 #8
..Tra terra piatta, scie chimiche, vaccini salvavita, green deal e tutto il resto non saprei cosa scegliere.
E' importante però dare libero sfogo a tutti pensieri, poi sarà la gente a difendersi da tutte queste robe in base al proprio livello culturale e, perchè no, al proprio istinto.
Kuriosone08 Gennaio 2025, 13:25 #9
Praticamente ha ammesso che fino adesso applicava la censura spiando i post degli utenti una ammissione di colpevolezza quindi non è solo complottismo come si faceva credere alle masse. Che vergogna Meta,dovreste tutti quanti voi utenti evitare di usare i loro prodotti gestiti in modo autoritario e tirannico che adesso useranno la bollinatura tipica di regimi simil nazisti al posto del fact checking un nuovo modo per definire la censura. Che tempi bui per l'umanità
Ginopilot08 Gennaio 2025, 13:39 #10
Originariamente inviato da: ciop71
Tempo un anno e per fb le nuove verità saranno la Terra piatta e le scie chimiche che controllano i pensieri, benvenuti nella nuova libertà.


Triste ma vero.

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