Meta cambia rotta sull'IA: il progetto "Avocado" segna l'addio all'open source?
La società al lavoro su un nuovo modello AI che potrebbe rappresentare una svolta strategica: dopo anni di difesa dell’open source, Zuckerberg valuta ora un approccio più chiuso per l’intelligenza artificiale
di Andrea Bai pubblicata il 12 Dicembre 2025, alle 11:21 nel canale WebMeta
Meta starebbe lavorando allo sviluppo di un nuovo modello AI noto internamente con il nome in codice di "Avocado". Secondo le informazioni disponibili si tratterebbe di un punto di svolta significativo per la società, poiché il nuovo modello abbandonerebbe l'approccio open source seguito con Llama. Il progetto dovrebbe essere completato nel corso del 2026 e attualmente vi lavora il team "TBD", una divisione ristretta dei Meta AI Superintelligence Labs, coordinato dal Chief AI Officer Alexandr Wang, a favore dei modelli closed source.
All’inizio dell’anno Zuckerberg aveva dichiarato di aspettarsi che Meta continuasse a essere “leader nell’open source”, pur precisando che l’azienda non avrebbe “reso open source tutto ciò che produce”. E lo scorso anno, lo stesso Zuckerberg aveva pungentemente dichiarato “fuck that” in riferimento alle piattaforme chiuse e aveva firmato un lungo memo intitolato “Open Source AI is the Path Forward”.

A cosa si deve il presunto cambio di rotta? La decisione di Meta sarebbe influenzata dai problemi incontrati durante il rilascio del modello Llama 4. La versione “Behemoth” del modello, annunciata da tempo, sarebbe in forte ritardo e, secondo The New York Times, alcuni dirigenti avevano persino discusso l’ipotesi di abbandonarne lo sviluppo. Gli sviluppatori esterni si sono inoltre detti delusi dalle prestazioni dei modelli Llama 4 finora disponibili. Lo stesso CEO aveva citato in più occasioni preoccupazioni legate alla sicurezza nello sviluppo di sistemi di superintelligenza.
Il passato recente ha visto il verificarsi di diversi scossoni interni a Meta proprio riguardanti l'intelligenza artificiale. Zuckerberg ha destinato miliardi di dollari alla creazione di un team dedicato alla cosiddetta “superintelligenza”, arrivando però a licenziare centinaia di dipendenti della divisione Fundamental Artificial Intelligence Research (FAIR). Yann LeCun, Chief AI Scientist e figura storica di Meta, ha annunciato la sua uscita dall’azienda dopo dodici anni. LeCun era noto per il suo sostegno convinto all’open source e per il suo scetticismo verso i grandi modelli linguistici (LLM).
Zuckerberg però nutre la preoccupazione di perdere terreno rispetto a concorrenti come OpenAI e Google. In questo contesto, Meta ha annunciato piani per investire oltre 600 miliardi di dollari nei prossimi anni, destinati soprattutto a data center e infrastrutture per l’intelligenza artificiale.
Il progetto “Avocado”, ancora avvolto nel riserbo, appare dunque come uno snodo chiave per comprendere se Meta stia davvero rinunciando all’ideale dell’open source che aveva caratterizzato la sua strategia negli ultimi anni, o se questo rappresenti soltanto un riequilibrio tra trasparenza, sicurezza e competizione in un mercato dell’intelligenza artificiale sempre più dominato da pochi grandi attori.










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3 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoNvidia e Microsoft hanno investito in Antropic, specialmente Nvidia perché se dovesse crollare il settore IA,verrebbe trascinata a fondo,quindi ha tutti i motivi per puntellare bene il settore che ha una obsolescenza veramente velocissima.
Le stesse aziende della IA stanno camuffando i conti per non dare preoccupazioni agli investitori (ricorda un po' la storia dei mutui della precedente crisi?) in modo che facciano fluire miliardi di capitali.
IBM sta andando avanti con i piedi di piombo giustamente, è l'unica azienda che sta investendo ma in modo oculato,senza l'isteria tipica degli adolescenti che sta attorno attualmente alla IA.
Vorrei vedere quando i modelli,dopo essere stati super addestrati se avranno un ritorno economico decente,dai conti fatti da IBM bisognerebbe vedere se si riesce a vendere i servizi creati,mica è detto che tutta la popolazione mondiale e le imprese siano disposte a sganciare gli abbonamenti che dovranno esserci,anche usando il modello ti piazzo obbligatoriamente la IA ma ti vendo pure la pubblicità,come capiterà presto,già lo si è visto con servizi come Netflix o Prime video,in pratica si paga un servizio e l'azienda deve monetizzare ancora con la pubblicità per avere un maggiore guadagno.
Facebook non può più usare l'open source perché tutti i soldi che ha investito nel progetto,potrebbero essere dimezzati se viene usato gratis da una azienda concorrente o da qualcuno che potrebbe fare calare i possibili rientri economici.
è proprio brutto in effetti.. a volte sembra che facciano apposta a mettere le facce da cazzaro negli articoli. La faccia di Trump fa ancora più ridere
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