Instagram non usa i microfoni degli smartphone per gli annunci mirati. Lo dice il capo di Instagram
Instagram non usa i microfoni per ascoltare gli utenti, ha ribadito Adam Mosseri, a capo del social di proprietà di Meta. Gli annunci mirati derivano da dati condivisi dagli inserzionisti e da algoritmi avanzati. Con la nuova privacy, Meta userà anche le interazioni con i suoi chatbot IA.
di Francesco Messina pubblicata il 02 Ottobre 2025, alle 14:11 nel canale WebMetaInstagram
Adam Mosseri, capo di Instagram, è intervenuto per sfatare un mito che circola da anni: l'idea che Meta utilizzi di nascosto i microfoni degli smartphone per ascoltare le conversazioni degli utenti e proporre annunci mirati.
In un video pubblicato sulla piattaforma, Mosseri ha ribadito che né Instagram né le altre app di Meta attivano il microfono senza autorizzazione, definendo l'ipotesi una "grossa violazione della privacy".
Il tempismo della dichiarazione non è casuale: Meta ha appena annunciato che presto inizierà a utilizzare i dati derivanti dalle interazioni degli utenti con i suoi prodotti di intelligenza artificiale per perfezionare il targeting pubblicitario. In estrema sintesi, se prima non serviva accedere ai microfoni per proporre inserzioni estremamente accurate, adesso l'IA renderà questa capacità ancora meno necessaria.
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Instagram: la nuova privacy policy di Meta arriverà a dicembre e cambierà tutto
Mosseri ha sottolineato che, se davvero il microfono fosse attivo costantemente, gli utenti se ne accorgerebbero per via della comparsa della spia luminosa sullo schermo o per un calo evidente della durata della batteria. La realtà, ha spiegato, è che la straordinaria efficacia delle raccomandazioni di Meta deriva dal funzionamento del suo sistema pubblicitario: gli inserzionisti condividono con l'azienda informazioni sui visitatori dei propri siti web, mentre gli algoritmi di Meta identificano interessi e comportamenti simili tra gli utenti.
A questo si aggiunge un fattore psicologico: molte persone credono di essere state "ascoltate" solo perché notano un annuncio poco dopo aver parlato di un argomento. Ma, come ricorda Mosseri, è possibile che lo stesso annuncio fosse già apparso in precedenza senza che l'utente se ne rendesse conto.
Il vero cambiamento arriverà con la nuova privacy policy di Meta, che entrerà in vigore il 16 dicembre. Questa consentirà all'azienda di utilizzare i dati provenienti dalle conversazioni con i chatbot di intelligenza artificiale come Meta AI per affinare ulteriormente la personalizzazione degli annunci.










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7 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoMi spiego..
Come sentono passsivamente Hey Google e Hey siri potrebbero benissimo sentire passivamente anche altre keywords..
Nel caso delle keywords I dati sarebbero salvati come normali preferenze relative a traffico web e come tali sfruttate dall' advertising network...
È un po' complottista come discorso ma tecnicamente è possibilissimo, il vero neo legale sarebbe farli passare per preferenze derivanti da traffico web... comunque non mi sorprenderei
E son contento così.
Sul PC, vado di forum (come in questo caso) o di AI se devo cercare qualcosa (di qualcosa bisogna morire, si dice).
Per navigare, Brave.
Poi, ovviamente, ci sono Aliexpress & Amazon, ma lì sai già che stai entrando nella tana del lupo
ma mia cognata con neonata è passata da casa nostra
da quel giorno per un paio di settimane, facebook sul mio smartphone era pieno di post di donne che allattavano
Ne parlavo proprio ieri con gli amici.
Come fai a saperlo? Mi spii?
.
Anche io... come credo nelle marmotte che incartano la cioccolata!!
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