Il Moige contro Meta e TikTok: via a un'azione legale per tutelare gli Under 14

Il Moige contro Meta e TikTok: via a un'azione legale per tutelare gli Under 14

Il Moige e un gruppo di genitori, assistiti dallo studio Ambrogio & Commodo, hanno avviato un’azione legale contro Meta e TikTok. Al centro, l'accesso ai social dei minori di 14 anni e l'uso di sistemi che provocano dipendenza. La prima udienza è fissata per il 26 febbraio 2026.

di pubblicata il , alle 16:51 nel canale Web
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Lo studio legale Ambrogio & Commodo, per conto del Moige e di un gruppo di genitori, ha avviato un'azione legale contro Meta e TikTok. Il tema è particolarmente delicato in quanto riguarda l'accesso ai social network da parte dei minori di 14 anni. Nonostante le norme UE vietino l'uso dei social, infatti, secondo gli accusatori sarebbe oggi troppo facile aggirare i sistemi di controllo dei social.

Appuntamento al 2026

Il prossimo 26 febbraio 2026, come riportato da Ansa, si svolgerà la prima udienza dell'azione legale contro Meta e TikTok. Nel frattempo, in una nota, sono state chiarite le motivazioni alla base dell'azione legale: "L'uso dei social può provocare danni molto gravi tra i giovanissimi. Una norma Ue lo vieta agli under 14, ma le piattaforme consentono le iscrizioni illegali troppo facilmente".

In aggiunta, la nuova azione legale mira a ottenere l'eliminazione dei sistemi che creano dipendenza e che possono risultare molto dannosi per i giovanissimi. Sistemi come la manipolazione algoritmica e lo scroll infinito dovranno essere eliminati per tutelare i giovanissimi. Le piattaforme social, inoltre, dovrebbero dare una "chiara, corretta e diffusa informazione sui pericoli derivanti dall'abuso dei social".

Un problema per 3 milioni di giovanissimi

Secondo le stime presentate dagli avvocati, in Italia oggi ci sono circa 90 milioni di utenze attive su Meta e TikTok. Complessivamente, potrebbero esserci "circa 3 milioni di giovanissimi" sulle piattaforme. Secondo Stefano Commodo, avvocato che porterà avanti l'azione legale, i social "non sono baby sitter. Possono provocare danni gravissimi".

La questione è destinata a tornare di grande attualità nel corso dei prossimi mesi con la prima udienza che chiarirà se ci sono margini legali per poter ottenere un rafforzamento delle misure di protezione.

3 Commenti
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inited03 Ottobre 2025, 17:34 #1
Un'azione problematica in verità soprattutto per l'essere un cavallo di troia con il quale sdoganare il controll sull'età con identificazione obbligatorio anche da noi, con il consueto pretesto del proteggere i fanciulli, storicamente usato per far accettare nefandezze varie, facilitato dal fatto che tali piattaforme siano dimostrabilmente predatorie e foriere di danni verso questa fascia demografica.
marcorrr03 Ottobre 2025, 20:08 #2
Anziché demandare i controlli a chissà chi, fare i genitori? Sta diventando antiquato vedere dei genitori che controllino cosa fanno i figli?
bancodeipugni03 Ottobre 2025, 21:16 #3
Originariamente inviato da: marcorrr
Anziché demandare i controlli a chissà chi, fare i genitori? Sta diventando antiquato vedere dei genitori che controllino cosa fanno i figli?


e dire che si puo' fare anche senza perdere troppo tempo... ci sono app e impostazioni che consentono di impostare limiti invalicabili basati sul controllo sim imei e account...
il più è volerlo fare e saperle usare....

...un anno mi arrivo' un genitore chiedendomi come mai il figlio avesse una media di utilizzo del telefono in orario scolastico di quasi 5 ore...

che gli dovevo rispondere ?

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