I siti porno esteri hanno tre mesi per adeguarsi: ecco perché non c'è ancora la verifica dell'età in Italia
Dal 1° febbraio 2026 i portali pornografici non stabiliti in Italia devono implementare sistemi di verifica dell’età conformi alle prescrizioni AGCOM. Il termine, fissato a tre mesi dalla pubblicazione della lista, rende imminente una nuova fase di controlli e possibili blocchi in caso di mancato adeguamento
di Rosario Grasso pubblicata il 13 Novembre 2025, alle 10:26 nel canale WebAGCOM ha ufficializzato l'entrata in vigore della delibera 96/25/CONS, applicativa del Decreto Caivano, che disciplina la verifica dell’età per l'accesso a contenuti pornografici online. La misura punta a limitare l'esposizione dei minori ai siti per adulti e introduce una struttura tecnica basata sul principio del "doppio anonimato". La delibera è effettiva da ieri ma gli utenti sono rimasti sorpresi dal fatto che quasi nessuno dei siti porno indicati abbia applicato le procedure di verifica dell'età richieste, ma c'è una spiegazione.
Secondo il comunicato ufficiale AGCOM, il termine per i gestori stabiliti in Italia scade a sei mesi dall'entrata in vigore della delibera, mentre i portali esteri hanno a disposizione un tempo di implementazione di tre mesi dalla pubblicazione della lista (1° febbraio 2026). Naturalmente i siti porno che fanno più traffico solo quelli ubicati all'estero, per cui bisognerà aspettare ancora un po' di tempo per verificare se la misura ha qualche effetto reale.
La mancata osservanza del termine può comportare l'avvio di procedure sanzionatorie con multe fino a 250.000 euro e la possibilità di interdizione temporanea del sito o piattaforma, con conseguente blocco dell'accesso agli utenti italiani fino alla regolarizzazione.
L'Autorità invita cittadini e associazioni a segnalare eventuali violazioni al proprio portale digitale o tramite posta elettronica certificata, per monitorare l'implementazione delle regole e tutelare la sicurezza degli utenti online.
Il sistema prevede che la verifica sia gestita da un soggetto certificatore terzo, incaricato di rilasciare una prova anonima della maggiore età sotto forma di codice. Nessun dato personale, come documento o fotografia, viene trasmesso direttamente alla piattaforma di destinazione. In questo modo, il gestore del sito riceve solo la conferma dell’età, senza conoscere identità o intenzioni dell’utente.
Come evidenziato da fonti giornalistiche specializzate, però, l'effettiva applicazione pratica della verifica pone ancora molte questioni aperte, dall’efficacia dei sistemi alle garanzie di privacy sul lungo termine. Tra i fornitori più noti e utilizzati ci sono Yoti e VerifyMy, già attivi in alcuni paesi europei e usciti nella lista di AGCOM come possibili soluzioni per le piattaforme italiane.
Ma questi servizi non stanno funzionando nel modo sperato. Il sistema a "doppio anonimato" richiede passaggi complessi che spesso scoraggiano gli utenti e non garantiscono un'effettiva sicurezza. Inoltre, la verifica si basa anche su dati sensibili, inclusa la scansione del volto e l'upload di documenti, con ripercussioni in termini di privacy. Per esempio, l'app Yoti, molto utilizzata, richiede foto di documenti d’identità e selfie per la verifica biometrica, con il rischio di esposizione dei dati.
Inoltre, i meccanismi di controllo possono essere facilmente aggirati. L'uso di VPN rimane il metodo più semplice per superare il sistema, in quanto consente all'utente di mascherare la propria localizzazione geografica ed eludere i blocchi basati sulla geolocalizzazione italiani. Alcuni servizi VPN sono addirittura pubblicizzati come soluzioni per bypassare la verifica dell'età posta dall'AGCOM.
Motivi per cui, nonostante l’entrata in vigore delle regole, l'age verification resta di fatto aggirabile e ancora poco praticabile. Inoltre, la mancanza di un'app o sistema pubblico nazionale unificato rende difficile l'omogenea applicazione della norma, e costringe i siti a rivolgersi a provider privati esterni con conseguenze contrastanti sul piano della sicurezza e tutela dati.










Wi-Fi 7 con il design di una vetta innevata: ecco il nuovo sistema mesh di Huawei
Core Ultra 7 270K Plus e Core Ultra 7 250K Plus: Intel cerca il riscatto ma ci riesce in parte
PC Specialist Lafité 14 AI AMD: assemblato come vuoi tu
L'esperimento BASE del CERN è riuscito a trasportare dell'antimateria
Afeela è morta: chiusa definitivamente la collaborazione tra Sony e Honda per gli EV premium
Intel BOT altera i risultati, Geekbench invita a non fidarsi dei risultati delle CPU che lo supportano
Intel e AMD faticano a soddisfare la domanda consumer: CPU introvabili e attese fino a sei mesi
Microsoft e NVIDIA insieme per dare una scossa allo sviluppo del nucleare: l'IA per accelerare i tempi
Ring rinnova l'intera gamma video: 4K su batteria, PoE e nuovo caricatore solare tra le novità
Recensione Galaxy Buds4 Pro: le cuffie Samsung più belle e intelligenti
Spotify si arricchisce ancora: arriva SongDNA, tutto sulla tua musica preferita
I digital twin di AVEVA a supporto delle AI Factory di NVIDIA
Iliad non si ferma: clienti in crescita sia sul mobile sia per la fibra
XuanTie C950, il chip IA di Alibaba basato su RISC-V sarà prodotto a 5 nm
Volkswagen richiama 94.000 auto elettriche per rischio incendio nei moduli batteria
Le nuove LaserJet di HP portano la crittografia quantum-resistant su tutte le stampanti, dalle Pro alle Enterprise
FSR 4 gira sulla GPU di PS5 Pro, ma non sulle vecchie Radeon: AMD cosa aspetti?









33 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoFanno benissimo. La migliore campagna pubblicitaria possibile.
Ma davvero secondo loro un disgraziato, per tirarsi due..."due massaggi" debba mettersi a generare token, caricare su foto, documenti...a chi poi ? Per generare che ? Un token ? Ma "andassero a cagher !"
Una buona VPN ormai è d'obbligo. Dai tempi del primo lockdown per quanto mi riguarda, da quando quei simpaticoni della TIM capparono la velocità a 1MBIT nei principali siti di streaming.
Giga illimitati perchè dovevamo stare #tuttiacasa ma inutilizzabili.
A URLA FEROCI, feci rimuovere la limitazione su tutte le mie sim, visto che avevo garantito sempre e comunque il massimo della banda da contratto !
Però appunto usando una qualsivoglia VPN aggiravi quella zozza limitazione, quel cap di banda. Da febbraio si aggirerà quest'altra zozzeria.
Quindi concludendo BUONA VITA all'AGGICOMME e ai suoi provvedimenti farloccchi "SALVA PIKKOLI ANCIELIH", [B]continuerò a visionare tutto il porno (LEGALE*) che mi pare selezionando BURUNDI come paese di provenienza[/B] !
*precisazione per bot, intelligenze artificiali e chiunque cerchi il pelo nell'uovo...visto mai !
Un metodo più intelligente in caso negativo (= accesso condiviso con minori) sarebbe stato fornire l'accesso ad internet di base filtrato (magari con whitelist), e per gli adulti, tramite la stessa sottoscrizione, VPN del provider con dati di accesso personali per Internet senza limitazioni. Privacy salvata, niente dati personali spediti a cani e porci.
Non credo che l'obiettivo di queste misure sia la salvaguardia dei minori. Qualcosa sta "bollendo in pentola" a livello Europeo e c'è bisogno di controllare il flusso dell'informazione, ma non si può fare tutto subito. Ora sono i "siti porno", domani saranno i vari social network, presto probabilmente qualunque piattaforma che permetta agli utenti di inviare contenuti di qualsiasi tipo.
Si salva il nostro forum !
PER ORA !
Potrei concordare, in effetti. Ma il problema è che hanno BISOGNO di cazz@te per farsi la faccia dei "protettori" (in europa gli anti-pedofili che POI vogliono mettere un controllo TOTALE sulle comunicazioni fra persone) o sulla "protezione" dei minori (e non diciamo stronzate: io a 13 anni speravo ARDENTEMENTE di fare sesso, visto come bollivo). E, NEL FRATTEMPO, questi (scegliere pesante epiteto a piacere) BLOCCANO l'educazione sessuale VERA alle scuole. O sono deficienti o prendono noi per tali .... anche se, chi vota gente così, DEFICI€NT€ deve esserlo davvero.
Con la scusa che un sito porno dovrebbe verificare l'identità... Ecco che l'identità del visitatore potrebbe venir rubata da un qualsiasi sito porno che finge di verificare tale identità.
I siti porno sono spesso infestati di pubblicità e script malevoli che dirottano l'utente su altre pagine, aprono pop-up in cascata, fanno partire lo scaricamento automatico di file eseguibili, ecc. insomma sono il posto più insicuro per definizione.... In un posto così insicuro è da ingenui pensare di introdurre la verifica dell'identità perchè è come servire il piatto d'argento ai truffatori.
Un metodo più intelligente in caso negativo (= accesso condiviso con minori) sarebbe stato fornire l'accesso ad internet di base filtrato (magari con whitelist), e per gli adulti, tramite la stessa sottoscrizione, VPN del provider con dati di accesso personali per Internet senza limitazioni. Privacy salvata, niente dati personali spediti a cani e porci.
Sono perfettamente d'accordo. Un po' come anni addietro esistevano i vari 144 e 166 e tu utente chiedevi al gestore della linea di bloccarli.
Effettivamente non c'è più
Tornerà in edicola Postalmarket, me lo sento
Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".