Google condannata in Germania: favorito Shopping, deve pagare 572 milioni di euro a Idealo e Producto

Google condannata in Germania: favorito Shopping, deve pagare 572 milioni di euro a Idealo e Producto

Un tribunale di Berlino ha condannato Google a pagare un totale di 572 milioni di euro a Idealo e Producto per abuso di posizione dominante nel settore della comparazione prezzi tra il 2008 e il 2023. Google respinge le accuse e farà ricorso.

di pubblicata il , alle 16:01 nel canale Web
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Un tribunale di Berlino ha condannato Google al pagamento di oltre 572 milioni di euro in favore di due piattaforme tedesche di comparazione prezzi, dopo aver accertato un abuso di posizione dominante protratto per anni nel settore del confronto prezzi.

Le decisioni, tra le più rilevanti in ambito antitrust europeo contro il gruppo statunitense, attribuiscono 465 milioni di euro a Idealo e 107 milioni di euro a Producto, riconoscendo un impatto significativo sulla concorrenza tra il 2008 e il 2023.

Le autorità tedesche hanno stabilito che il comportamento del motore di ricerca ha orientato traffico verso Google Shopping, limitando la visibilità dei concorrenti e incidendo sulla struttura competitiva del settore.

Idealo, controllata da Axel Springer, aveva richiesto 3,3 miliardi di euro in risarcimenti sostenendo di aver subito una forte riduzione di traffico e ricavi pubblicitari a causa della preferenza sistematica accordata da Google al proprio servizio Shopping.

Google respinge le accuse e ha già annunciato ricorso contro entrambe le decisioni. L'azienda sostiene che le modifiche introdotte nel 2017, volte a garantire pari condizioni di accesso ai servizi di comparazione, abbiano funzionato senza la necessità di interventi ulteriori. Secondo i dati forniti dal gruppo, il numero di piattaforme che partecipano all'unità Shopping basata sui rimedi concordati è passato da 7 iniziali a oltre 1.500 realtà europee.

Idealo, tuttavia, ha dichiarato che continuerà a perseguire la propria azione legale. Il co-fondatore Albrecht von Sonntag ha ribadito come, a suo avviso, gli abusi di mercato non debbano trasformarsi in un modello di business sostenibile nonostante sanzioni e obblighi risarcitori.

Le decisioni tedesche arrivano in un momento di crescente pressione regolatoria nei confronti delle grandi piattaforme digitali. Solo poche settimane fa Google è stata colpita da un'ulteriore multa di quasi 3 miliardi di euro per aver favorito i propri servizi pubblicitari.

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