Amazon: i dazi iniziano a riflettersi sui prezzi dopo l'esaurimento delle scorte

Amazon: i dazi iniziano a riflettersi sui prezzi dopo l'esaurimento delle scorte

Andy Jassy, CEO di Amazon, conferma che i nuovi dazi USA iniziano a riflettersi sui prezzi al dettaglio. Esaurite le scorte accumulate per attutire l'impatto, molti venditori trasferiscono i costi sui consumatori.

di pubblicata il , alle 09:41 nel canale Web
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A meno di un anno dall'introduzione dei nuovi dazi statunitensi su un'ampia gamma di beni importati, il loro impatto inizia a emergere in modo concreto sui prezzi al dettaglio. A confermarlo è Andy Jassy, CEO di Amazon, che nel corso di diverse interviste a CNBC ha ammesso come l'effetto tampone adottato da Amazon e dai venditori terzi stia progressivamente venendo meno.

Nei mesi precedenti e immediatamente successivi all'entrata in vigore delle tariffe volute dal presidente Donald Trump, Amazon e molti dei suoi partner commerciali avevano anticipato gli acquisti di inventario per contenere i rincari. Tuttavia, come spiegato da Jassy anche a margine del World Economic Forum di Davos, quelle scorte si sono esaurite già nell'autunno scorso, aprendo la strada a un graduale adeguamento dei prezzi.


Secondo il CEO, i venditori stanno ora adottando strategie differenti: alcuni trasferiscono integralmente i maggiori costi sui consumatori finali, altri scelgono di assorbirli per sostenere la domanda, mentre una parte opta per soluzioni intermedie. Una dinamica che segna un cambio di passo rispetto al passato, quando Amazon dichiarava di non aver osservato aumenti significativi dei prezzi nei mesi successivi all'annuncio delle tariffe.

Il contesto, tuttavia, lascia poco margine di manovra. Jassy ha ricordato come il retail operi tipicamente con margini operativi a una sola cifra: un incremento dei costi del 10% non è facilmente assorbibile senza conseguenze. A rafforzare questa lettura contribuisce anche un recente studio del Kiel Institute for the World Economy, secondo cui il 96% del costo dei dazi finisce per ricadere sui consumatori statunitensi, mentre solo il 4% viene assorbito dagli esportatori esteri.

A complicare ulteriormente lo scenario è intervenuta la chiusura della cosiddetta "scappatoia de minimis", un espediente normativa che consentiva l'ingresso negli Stati Uniti di beni a basso costo senza dazi doganali. Il blocco, entrato in vigore lo scorso agosto tramite ordine esecutivo, ha ridotto ulteriormente le leve a disposizione di marketplace e venditori per contenere gli aumenti.

Nonostante ciò, Amazon continua a dichiarare l'obiettivo di mantenere i prezzi il più bassi possibile. Secondo Jassy, i consumatori statunitensi restano nel complesso resilienti, ma le abitudini di acquisto stanno cambiando: crescono l'attenzione verso prodotti più economici e le offerte promozionali, mentre una parte della clientela rinvia l'acquisto di beni discrezionali di fascia alta.

3 Commenti
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ninja75021 Gennaio 2026, 09:47 #1
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
A rafforzare questa lettura contribuisce anche un recente studio del Kiel Institute for the World Economy, secondo cui il 96% del costo dei dazi finisce per ricadere sui consumatori statunitensi, mentre solo il 4% viene assorbito dagli esportatori esteri.


eppute i MAGA insistono a dire che le ""tariffe"" sui prodotti cinesi le paga la cina
barzokk21 Gennaio 2026, 09:49 #2
Originariamente inviato da: Redazione di Hardware Upgrade
Jassy ha ricordato come il retail operi tipicamente con margini operativi a una sola cifra:

Sta ceppa
A volte su Aliexpress gli stessi articoli costano la metà.
Chi si intasca la differenza ?
Unrue21 Gennaio 2026, 14:11 #3
Originariamente inviato da: ninja750
eppute i MAGA insistono a dire che le ""tariffe"" sui prodotti cinesi le paga la cina


Secondo me continueranno a dirlo anche mentre pagano il doppio. Ormai si nega anche l'evidenza.

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