Accordo Amazon sui resi: 309 milioni di dollari pronti per i rimborsi negli USA
Amazon ha definito un'intesa legale per risolvere le contestazioni sui resi negli Stati Uniti stanziando 309,5 milioni di dollari in un fondo dedicato ai consumatori coinvolti nell'azione collettiva avviata nel 2023 per mancati accrediti e addebiti ingiustificati
di Nino Grasso pubblicata il 28 Gennaio 2026, alle 11:01 nel canale WebAmazon
Amazon ha formalizzato un accordo preliminare per porre fine a una complessa vicenda legale riguardante la gestione dei resi e dei relativi rimborsi sul mercato statunitense. La compagnia di Seattle si è impegnata a versare 309,5 milioni di dollari in un fondo comune destinato a risarcire i clienti che, pur avendo restituito la merce, si sono visti negare il rimborso o addebitare nuovamente il costo dei prodotti.
L'intesa ha l'obiettivo di risolvere la class action depositata nel 2023, nella quale si contestava al colosso dell'e-commerce di aver causato perdite economiche ingiustificate ai propri utenti, violando le promesse di una politica di resi semplice e gratuita.
Il fondo comune fa parte di un pacchetto complessivo che supera il valore di un miliardo di dollari se si considerano tutte le componenti dell'accordo. Oltre alla somma destinata al fondo, i legali dei querelanti hanno evidenziato come siano già stati recuperati o erogati circa 600 milioni di dollari in rimborsi diretti ai clienti interessati nel corso del contenzioso. L'azienda ha inoltre attribuito un valore di oltre 363 milioni di dollari alle modifiche operative e strutturali che verranno implementate per evitare il ripetersi di simili disservizi in futuro.
Amazon stanzia 309 milioni di dollari in un fondo per gli errori sui resi
Il cuore della controversia risiedeva nella discrepanza tra l'avvenuta restituzione fisica del bene e la mancata contabilizzazione del rimborso nei sistemi digitali. Secondo l'accusa, numerosi consumatori si sono ritrovati ad affrontare addebiti per articoli che avevano regolarmente rispedito ai magazzini. Amazon, pur accettando l'accordo oneroso, ha continuato a negare ogni ammissione di colpa o illecito. La società ha dichiarato di aver condotto una revisione interna nel 2025, la quale avrebbe identificato un "piccolo sottoinsieme" di transazioni problematiche in cui i rimborsi non erano stati emessi correttamente a causa di errori di verifica o mancato completamento del pagamento.
L'intesa prevede che il fondo da 309,5 milioni sia "non-reversionary", ovvero che l'eventuale denaro non reclamato non torni nelle casse di Amazon, ma venga ridistribuito tra i membri della class action o destinato a scopi approvati dalla corte. I documenti depositati indicano che i membri dovrebbero ottenere un recupero completo delle somme spettanti, maggiorato degli interessi. Le nuove misure operative includeranno notifiche più chiare per i clienti e un monitoraggio più rigoroso dei flussi di rientro delle merci nei centri logistici, con l'obiettivo di colmare le lacune informative che hanno generato le contestazioni originali. L'approvazione finale spetterà ora al giudice distrettuale incaricato, Jamal Whitehead, che dovrà valutare la congruità della proposta rispetto ai danni lamentati dai consumatori.










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4 Commenti
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Amazon Italia ha fatto cazzate?
ben svegliato.
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