Strava porta Garmin in tribunale: la guerra dei brevetti nel fitness tech, si apre la causa
Strava ha intentato causa contro Garmin accusandola di violazione di brevetti legati a segmenti e heatmap, oltre che di violazione di un accordo di cooperazione. In gioco c'è anche la disputa sull'uso del logo Garmin nei contenuti generati. La causa rischia di incrinare una collaborazione decennale.
di Francesco Messina pubblicata il 03 Ottobre 2025, alle 11:19 nel canale WearablesGarmin
Il mondo del fitness tech è stato scosso da una disputa legale inaspettata: Strava ha intentato causa contro Garmin per presunta violazione di brevetti. La denuncia riguarda due funzioni chiave nel tracciamento delle attività sportive: i segmenti e le heatmap, strumenti che consentono agli utenti di confrontare le proprie prestazioni su tratti specifici e visualizzare le aree più utilizzate per allenamenti e percorsi.
Secondo Strava, Garmin avrebbe non solo copiato queste funzionalità, ma avrebbe anche infranto un Master Cooperation Agreement stipulato anni fa, che regolava la collaborazione tra le due aziende. Nella causa, Strava chiede addirittura un'ingiunzione permanente per impedire a Garmin di vendere prodotti hardware e software che includano segmenti o mappe di calore, il che impatterebbe su gran parte del catalogo dell'azienda, incluso il popolare servizio Garmin Connect.
La mossa ha colto molti di sorpresa, considerando che Strava e Garmin collaborano da oltre un decennio e che le loro piattaforme sono integrate in diversi modi. Alcuni analisti hanno sottolineato come la cronologia dei brevetti renda la causa poco solida, con scarse possibilità che Strava ottenga una vittoria legale.

La singolare causa tra Garmin e Strava
A rendere la vicenda ancora più singolare sono state le dichiarazioni del Chief Product Officer di Strava, Matt Salazar, che su Reddit ha spiegato i motivi dietro l'azione. Secondo Salazar, Garmin avrebbe introdotto nuove linee guida per gli sviluppatori partner delle sue API, imponendo che il logo Garmin fosse presente su ogni contenuto generato: post, grafici, immagini e persino schede di condivisione.
Strava sostiene che questa pratica metta a rischio la neutralità e la protezione dei dati degli utenti, anche se molti osservatori leggono la mossa più come una questione di branding e visibilità che di reale tutela dei consumatori.
Il risultato è un contenzioso che appare tanto tecnico quanto personale, con due dei principali attori del settore che rischiano di incrinare una collaborazione decennale. Per ora non ci sono conseguenze dirette per gli utenti, ma resta l'incertezza su come la causa potrebbe evolvere.










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