Chi è davvero Palantir, l'azienda più oscura e potente del mondo che sorveglia l'occidente

Chi è davvero Palantir, l'azienda più oscura e potente del mondo che sorveglia l'occidente

Nata dopo l'11 settembre per aiutare la CIA a cacciare terroristi, la società privata Palantir, oggi gestisce con l'AI guerre, sanità e logistica dei Paesi occidentali. Tra boom in Borsa, accordi con Nvidia e accuse di sorveglianza di massa, chi è e cosa fa davvero Palantir?

di pubblicata il , alle 12:36 nel canale Sicurezza
PalantirNVIDIAAI
 

Hai mai sentito parlare di Palantir? Ad oggi questa azienda rappresenta il crocevia più emblematico tra AI, difesa e governance dei dati dell'occidente, molto più influente di quanto suggerisce la sua scarsa esposizione. Diventata in pochi anni uno dei nomi più discussi della nuova corsa all’intelligenza artificiale, nonostante sia rimasta a lungo nell’ombra rispetto a colossi come Nvidia, Meta o Amazon. Nel nome Palantiri - Coloro che sorvegliano da lontano - è racchiusa (forse) la sua vera natura.

Il Palantiri è un termine usato per le pietre veggenti che troviamo nel mondo immaginario dei libri di J.R.R Tolkien, scrittore, tra gli altri, de "Il Signore degli Anelli". Nell'immaginario mondo di Tolkien, chi possedeva questa pietra nera di cristallo poteva osservare la realtà da lontano. Sauron, l'Oscuro Signore di Mordor, il malvagio e potentissimo antagonista della saga, utilizzava il Palantiri per controllare e manipolare i suoi servi.

Fatta questa importante premessa, torniamo a Palantir della Silicon Valley, una startup nata nel 2003 come società di data mining per la “guerra al terrore” dopo l'attacco alle Torri Gemelle, diventata oggi un'infrastruttura software che si insinua nei punti nevralgici di Stati, eserciti e grandi aziende per la raccolta dei famigerati Big Data.

Palantir: innovazione digitale o sorveglianza di massa?

La società è stata fondata da Peter Thiel e Alex Karp, figure chiave della Silicon Valley. Il primo è anche cofondatore di PayPal, imprenditore miliardario e vicino alla nuova destra americana. Il secondo, attuale CEO di Palantir, ha fondato in giovane età Caedmon Group, una società di gestione di investimenti, per poi cofondare proprio Palantir, chiamato da Thiel.

Alex Karp e Peter Thiel

Ma cosa fa nel dettaglio Palantir? Al netto delle slide marketing, Palantir vende piattaforme software – Gotham, Foundry, Apollo e AIP – che servono a prendere dati frammentati, spesso incompatibili tra loro, e trasformarli in scenari operativi e flussi d'azione per chi deve decidere.

Gotham, Foundry, Apollo e AIP

Gotham è il cuore del Palantir 'da guerra': viene usato in teatri come Iraq, Afghanistan e, più recentemente, nei contesti mediorientali e ucraini per integrare intelligenza sul campo, immagini satellitari, log di droni e archivi militari, fino a progetti come TITAN, nodo tattico che usa AI per aggregare feed da più sensori e accorciare il ciclo tra identificazione di un bersaglio e ingaggio. La stessa logica vale per operazioni antiterrorismo, programmi di controinsurrezione e supporto ai comandi con strumenti di simulazione e targeting.

Foundry, invece, parla il linguaggio delle fabbriche, delle banche e degli ospedali: qui l'idea è creare un “gemello digitale” dell'organizzazione, con linee produttive, fornitori, pazienti o asset finanziari rappresentati come oggetti collegati tra loro da relazioni e flussi. Su questo gemello digitale si costruiscono applicazioni per previsione della domanda, manutenzione predittiva, ottimizzazione logistica o analisi cliniche, spesso con integrazione diretta di modelli di AI e motori di ottimizzazione.

Apollo è il layer che tiene tutto in piedi dal punto di vista DevOps: un sistema di delivery continuo che consente di distribuire e aggiornare Gotham e Foundry in ambienti ibridi – cloud pubblici, infrastrutture on‑premise ultra‑sicure, edge in teatri bellici – gestendo policy e vincoli di connettività.

AIP (Artificial Intelligence Platform) è il “collante AI”: collega LLM e altri modelli al dato reale dell'organizzazione, permettendo di costruire agenti, automazioni e applicazioni generative mantenendo controllo su permessi, audit, mascheramento e tracciabilità delle decisioni.

Come funziona la “macchina dei dati”?

Tecnicamente Palantir si propone ai clienti come uno strato applicativo che “produce” anni di lavoro da system integrator. Invece di riprogettare da zero gli IT aziendali, il software si sovrappone alle infrastrutture esistenti, collega database e formati spesso risalenti agli anni '60 con data lake moderni e crea un modello unico su cui costruire analisi e flussi di lavoro operativi.

Sopra questa base entrano in gioco i modelli di AI: correlano eventi, stimano probabilità, assegnano “punteggi di rischio”, suggeriscono azioni e consentono a utenti non programmatori di lanciare simulazioni, scenari what‑if e agenti AI che lavorano direttamente sui dati sensibili. Il confine tra supporto decisionale e automazione vera e propria si assottiglia: in alcuni contesti, specie militari e logistici, l'AI diventa parte della catena di comando, con tutto ciò che questo comporta in termini di responsabilità e auditabilità.

L'espansione di Palantir: dalla CIA a Wall Street

La storia di Palantir parte dall'11 settembre: Peter Thiel, ridotto dal successo di PayPal e appassionato di Tolkien, immagina un software capace di usare i dati di pagamenti digitali, traffico Internet e archivi governativi per cercare terroristi come si cerca una transazione sospetta. Nel 2004 arriva il primo grande endorsement: un investimento di In‑Q‑Tel, il braccio di venture capital della CIA, che diventa uno dei primi clienti dei loro strumenti di analisi per l'antiterrorismo.

Nel pieno delle guerre in Iraq e Afghanistan, Gotham viene adottato per contrastare gli ordigni improvvisati e mappare reti di insorti, integrando report di pattuglie, segnali, satellitari e banche dati di polizia in un'unica interfaccia operativa. Con il tempo, la stessa architettura viene esportata anche nel mondo commerciale: casi come JPMorgan per anti‑frode, Airbus per i flussi produttivi e banche come Credit Suisse per l'analisi di trading sospetto anticipano la svolta verso un modello di business misto, pubblico‑privato.

Nel 2020 Palantir arriva in Borsa con una quotazione diretta al NYSE e una valutazione iniziale nell'ordine delle decine di miliardi di dollari, forte di un backlog di contratti governativi a lungo termine. Negli ultimi anni, complice la mania per l'AI e la narrativa di “application layer dell'AI occidentale”, il titolo è diventato una sorta di culto tra gli investitori retail, con una capitalizzazione che riflette aspettative molto aggressive sulla crescita futura dei ricavi, soprattutto nel segmento commerciale.​

L'asse con Nvidia e il boom dell'AI

Ma è con l'alleanza strategica con Nvidia che Palantir ha trasformato il modo in cui l aziende e le istituzioni governative implementano l'intelligenza artificiale operativa. La nuova era di Palantir passa per l'integrazione stretta tra la sua ontologia dati e gli stack hardware‑software per AI generativa: GPU, framework come CUDA‑X e modelli come Nemotron entrano nel cuore di AIP per portare inferenza e ottimizzazione operativa su larga scala. L'obiettivo dichiarato è diventare lo standard di fatto per la logistica e la manifattura “AI-definita”, dove rotte, prezzi e scorte possono essere ricalcolati quasi in tempo reale sulla base di domanda, meteo, vincoli di produzione e rischio geopolitico.

La logica è semplice: Palantir struttura i dati e flussi di lavoro operativi, Nvidia fornisce la potenza di calcolo e il layer AI per eseguire simulazioni, ottimizzazioni e agenti intelligenti in tempo quasi reale su supply chain, sanità, finanza e settore pubblico.

Questa partnership ha contribuito a spingere fortemente il titolo in Borsa, con alcuni analisti che vedono in Palantir una scommessa purissima sulla diffusione dell'AI nei settori governativi e industriali, più che nel consumer. Allo stesso tempo, chi valuta il titolo deve fare i conti con una doppia dipendenza: da un lato i budget pubblici di difesa e sicurezza, dall'altro la capacità reale di scalare Foundry e AIP oltre i pilot e le POC in migliaia di clienti enterprise.

Un 'controsenso' che va dal campo di battaglia alla sanità

Durante la pandemia, Palantir è uscita dai circuiti militari per entrare a pieno titolo nella gestione delle emergenze sanitarie: negli Stati Uniti i suoi sistemi sono stati usati per tracciare contagi, disponibilità di letti e logistica dei vaccini, consolidando relazioni con agenzie federali della salute. Nel Regno Unito, la società si è aggiudicata il maxi-contratto per la Federated Data Platform del NHS England, uno strato di integrazione che deve unificare dati clinici e gestionali per agire su liste d'attesa e pianificazione delle risorse.

In Europa, nonostante la barriera – tutt'altro che banale – del GDPR, diversi ministeri e forze di polizia stanno sperimentando o ampliando l'uso di Gotham e Foundry per analisi investigativa, antiterrorismo e gestione di grandi basi dati governative. Sul fronte corporate, nomi come BP, United Airlines, retailer e grandi gruppi alimentari utilizzano Foundry per manutenzione predittiva, orchestrazione della supply chain e trasformazione digitale di processi complessi.

Immigrazione, previsione del crimine e sorveglianza

Il rovescio della medaglia è una lunga lista di controversie. Negli Stati Uniti, Palantir è finita al centro del dibattito per l'uso delle sue piattaforme da parte di ICE, l'agenzia per l'immigrazione, in programmi che integrano dati di visti, traversate, sociali, biometrici e altri archivi per pianificare raid e deportazioni di migranti irregolari.

Nel Regno Unito, la centralizzazione dei dati sanitari del NHS in una piattaforma fornita da un'azienda con radici militari ha acceso il fronte privacy: associazioni e ONG temono usi secondari dei dati e un eccessivo potere informativo concentrato in un soggetto privato estero. Think tank e organizzazioni per i diritti umani criticano inoltre l'impiego di Gotham e AIP nei teatri di guerra come Ucraina e Gaza, dove queste tecnologie vengono associate una capacità di targeting sempre più sofisticata, in contesti già segnati da accuse di violazioni del diritto internazionale. ​

Karp, Thiel e il nuovo complesso tecno‑militare

Sul piano culturale, Palantir è anche il riflesso delle idee di due figure molto diverse ma intrecciate: Peter Thiel, investitore con posizioni libertarie e spesso radicali, e Alex Karp, CEO con formazione filosofica che si presenta come progressista sui diritti civili ma estremamente lungimirante in politica estera. Thiel ha investito massicciamente in aziende che puntano a “rifare” infrastrutture statali, dalla difesa alla sanità, mentre Karp ha definito i prodotti Palantir vere e proprie “armi” e ha paragonato l'impatto della loro AI a quello di tecnologie come la bomba atomica in termini di ridisegno del potere militare.

Nel tempo, il management Palantir si è intrecciato con la politica americana: figure legate alla società hanno ricoperto ruoli in amministrazioni e think tank, mentre alleati politici, come l'attuale vicepresidente JD Vance, sono passati per fondi sponsorizzati da Thiel. Il risultato è una percezione crescente di Palantir come “sistema operativo dei dati” dell'apparato statale USA, con margini ancora limitati di controllo democratico su chi usa questi strumenti, come li configura e quali metriche di rischio o priorità operativa vengono codificate nel software.

Gli studi di governance dei dati parlano di “sicurezza preemptive”: la possibilità di agire prima che qualcosa accada, utilizzando indicatori di anomalia o rischio derivati da enormi moli di dati, a volte incontestabili per chi non può accedere alle logiche interne dei sistemi. Il problema, da questo punto di vista, non è se usare o meno AI e data fusion, ma chi controlla queste infrastrutture, con quali regole di audit, quali contrappesi parlamentari e giudiziari e quanta capacità reale hanno le istituzioni pubbliche di non diventare semplici utilizzatori di una “scatola nera” costruita a Denver.

Come agisce Palantir in Europa e in Italia?

In Europa il nome Palantir emerge ad intermittenza nel dibattito su difesa, intelligence e gestione dei dati sanitari e fiscali, spesso oscillando tra la fascinazione per l'efficienza promessa e l'allarme per il potenziale invasivo di queste tecnologie. L'insieme di contratti con la NATO, progetti con governi europei e ambizioni nel mondo industriale alimenta il dibattito sulla sovranità dei dati, soprattutto in un'unione che a parole punta sull'autonomia strategica ma fatica a produrre alternative domestiche competitive. ​

Per l'Italia, il coinvolgimento diretto a livello governativo è ancora relativamente limitato, ma alcuni grandi gruppi hanno iniziato a sperimentare Foundry per progetti di trasformazione digitale e gestione di supply chain complesse. Essendo un Paese NATO e alleato chiave degli Stati Uniti nel Mediterraneo, è plausibile che nei prossimi anni si apriranno tavoli su possibili usi di Gotham o AIP in difesa, cyber‑sicurezza e gestione di dati pubblici, soprattutto se il paradigma Palantir dovrebbe consolidarsi come standard operativo in ambito alleato.

In generale, per governi e aziende la tentazione è evidente: una piattaforma che promette di ridurre i tempi di indagine da settimane a ore, tagliare sprechi nella logistica, anticipare guasti e minacce, in un mondo fatto di guerre ibride, supply chain fragili e crisi sanitarie ricorrenti è un argomento difficile da ignorare. Palantir vende questa promessa con casi d'uso concreti, bootcamp rapidi e un modello di “AI operativa” che parla la lingua di generali, CEO e dirigenti pubblici più di quanto non affrontano il framework open source.​

Il prezzo potenziale, però, è lo spostamento progressivo del baricentro delle democrazie verso una governance guidata da sistemi opachi, difficile da auditare e spesso impermeabile al controllo parlamentare o della magistratura. La vera partita, soprattutto per Paesi come l'Italia, non è solo se abbracciare o meno Palantir, ma con quali vincoli normativi, quali obblighi di trasparenza, quali alternative tecnologiche – magari europee – e quanta capacità di dire “no” a un'infrastruttura che rischia di diventare, per inerzia, il nuovo standard di fatto del potere pubblico e privato.

23 Commenti
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rattopazzo26 Novembre 2025, 14:16 #1
Ottimo articolo, suggerisco di guardare anche questo video:
https://www.youtube.com/watch?v=QR02CoT2XoA
barzokk26 Novembre 2025, 14:21 #2
Bello, suggestivo.
Peccato che poi Trump e gli USA sono gli zerbini di Putin
rattopazzo26 Novembre 2025, 14:46 #3
Originariamente inviato da: barzokk
Bello, suggestivo.
Peccato che poi Trump e gli USA sono gli zerbini di Putin


Questa è la narrazione, ma la realtà potrebbe essere molto più sfumata
In fin dei conti Trump fa i suoi interessi e quelli della sua cricca, così come gli USA fanno per lo più i propri interessi...e ci riescono abbastanza bene.
berson26 Novembre 2025, 14:51 #4
La Cina è vicina. Ossia, più ci allontaniamo dal 1984, più ci avviciniamo alla società descritta in 1984.
rattopazzo26 Novembre 2025, 15:19 #5
Originariamente inviato da: berson
La Cina è vicina. Ossia, più ci allontaniamo dal 1984, più ci avviciniamo alla società descritta in 1984.


Le persone sono troppo impegnate a vivere le loro miserabili vite per accorgersi di quanto poco a poco stiamo cadendo sempre più nel baratro, il rischio non è diventare come la Cina, ma creare un modello nuovo, forse persino peggiore, dove anzichè lo stato sono le big tech a controllarci, e in questo scenario non è più chiaro chi controlla chi, 1984 di Orwell in confronto potrebbe sembrare perfino ottimistico.
Ago7226 Novembre 2025, 16:46 #6
Originariamente inviato da: rattopazzo
Ottimo articolo, suggerisco di guardare anche questo video:
https://www.youtube.com/watch?v=QR02CoT2XoA


Ottimo video, che da follower di Nova Lectio avevo già visto.
Sull argomento suggerisco anche questo libro "The tech coup"
fukka7526 Novembre 2025, 17:00 #7
ohhhhhhhh, ogni tanto ci vuole un bel thread zeppo di complottisti
LMCH26 Novembre 2025, 20:55 #8
Originariamente inviato da: fukka75
ohhhhhhhh, ogni tanto ci vuole un bel thread zeppo di complottisti


Se dai un occhiata a che bel tipino sia Thiel viene spontaneo avere certi pensieri.

Il tipo è allineato con il Dark Enlightment di Curtis Yarvin, ha sostenuto pubblicamente che l'Anticristo probabilmente cammina già tra noi (e secondo lui è un populista di sinistra) e Palantir ha le mani in pasta in un sacco di roba che gli Stati non dovrebbero mai dare in mano a singole aziende.
raxas26 Novembre 2025, 23:19 #9
toh! come si ritrova gente che leggeva romanzi [S]di[/S] fantasy (assortiti) nel caso il tale ciclo di tolchien,
che proietta i sogni e i fiabismi che per loro dovrebbero frapporsi nel mondo, balordo, che creano,
di adolescenti nel mondo... (a parte il valore ingegneristico della predetta "ditta"

e come loro tanti altri da feedback culturale fiabistico, riproposto, perchè hanno assunto... PURTROPPO... possibilità di intervento, collaterale, nel tessuto produttivo...
portandosi dietro il fiabismo da rivalsa autoreferenziale...

bisogna guardarli in faccia cosa atteggiano e come si propongono durante gli eventi top, allora si capirà il sogno dietro le azioni...
e lo sguardo fido nella fissità camuffata e irrispettosa, come fossero divinità realizzate...

Originariamente inviato da: LMCH
Se dai un occhiata a che bel tipino sia Thiel viene spontaneo avere certi pensieri.

Il tipo è allineato con il Dark Enlightment di Curtis Yarvin, ha sostenuto pubblicamente che l'Anticristo probabilmente cammina già tra noi (e secondo lui è un populista di sinistra) e Palantir ha le mani in pasta in un sacco di roba che gli Stati non dovrebbero mai dare in mano a singole aziende.


si sentiva che "l'Anticristo è già tra di noi" da almeno due decenni, profezie dallo stesso personaggio di Fatima,
e l'Anticristo è già tra di noi, è stata distrutta la città di Mariupol per il suo onore, tanta gente lì è morta ed è soffocata nel sangue, per la vita dell'impero del czzz;
=?=
ovvio che per chi guarda i fatti digitali, non tutti, e non sto citando chi, eventi di distruzione e disperazione, nascosti, passino in secondo piano,
come delle cose che avvengono con volontà casuale
rattopazzo27 Novembre 2025, 07:34 #10
Originariamente inviato da: fukka75
ohhhhhhhh, ogni tanto ci vuole un bel thread zeppo di complottisti


Davvero, bisogna aver vissuto sotto un sasso negli ultimi anni per non intuire che uno dei più grandi business del nuovo millennio deriva dalla raccolta di dati, spesso sottratti alle persone in modo più o meno consapevole e che quei dati non servono solo a mostrare qualche banner pubblicitario ma vengono spesso usati o venduti per scopi molto poco trasparenti.
Gridare al complottismo non farà sparire né Palantir, né tutte le altre pseudo-aziende simili che credono che il mondo reale sia come un mondo fantasy diviso in buoni e cattivi, e che giocano e si arricchiscono con i dati (e in pratica con le vite) di milioni di persone.

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