Onde gravitazionali: LIGO-Virgo-KAGRA hanno rivelato la più massiccia fusione di buchi neri di sempre
Nuova scoperta nel campo delle onde gravitazionali. I tre interferometri LIGO (USA), Virgo (Italia) e KAGRA (Giappone) hanno rivelato la più massiccia fusione di buchi neri di sempre che ha generato un buco nero da 225 masse solari.
di Mattia Speroni pubblicata il 14 Luglio 2025, alle 18:32 nel canale Scienza e tecnologiaNovità per la ricerca delle onde gravitazionali grazie agli interferometri del trittico LIGO (USA), Virgo (Italia) e KAGRA (Giappone). Nella seconda metà di marzo 2025 era stato riportato come potesse essere stata rilevata la duecentesima onda gravitazionale da parte di questi complessi sistemi ma c'è stato in passato un evento che ora è stato confermato ed è uno dei più importanti di sempre. La più massiccia fusione di buchi neri mai scoperta (per il momento).

Secondo quanto riportato l'evento ha preso il nome di GW231123 e risale al 23 novembre 2023 quando la collaborazione LVK ha scoperto attraverso le onde gravitazionali la fusione di due buchi neri che ha portato alla formazione di un nuovo buco nero da 225 masse solari. Il precedente record era dell'evento GW190521 che aveva portato a generare un buco nero di "sole" 140 masse solari.
Nel caso di GW231123, i due singoli buchi neri avevano una massa rispettivamente di circa 103 e 137 volte quella del Sole ed avevano anche una rotazione rapida sul proprio asse (ricordiamo che parte della massa viene "trasformata" in energia e quindi la somma delle due masse singole non si ritrova dopo la fusione). Queste caratteristiche, hanno dichiarato i ricercatori, rendono complesso risalire correttamente alla storia che lo ha originato.
Come spiegato dai ricercatori, un sistema dotato di masse così elevate e rapida rotazione ha spinto agli estremi il sistema di rilevazione delle onde gravitazionali richiedendo l'utilizzo di modelli teorici che tengano conto in particolare di quest'ultima caratteristica. Bisogna considerare che la scienza legata alle onde gravitazionali è piuttosto recente ed è stata possibile solo grazie allo sviluppo di sistemi avanzati.

Sophie Bini (ricercatrice post-dottorato a Caltech) ha dichiarato "questo evento spinge la nostra strumentazione e le nostre capacità di analisi dei dati al limite di ciò che è attualmente possibile. È un potente esempio di quanto possiamo imparare dall'astronomia delle onde gravitazionali e di quanto ancora ci sia da scoprire".
Ed Porter (ricercatore presso il CNRS di Parigi) ha dichiarato "la scoperta di un sistema così massiccio e altamente rotante rappresenta una sfida non solo per le nostre tecniche di analisi dei dati ma avrà un effetto importante sugli studi teorici dei canali di formazione dei buchi neri per molti anni a venire. In realtà gli attuali modelli di evoluzione stellare non consentono l'esistenza di buchi neri così massicci, che potrebbero essersi formati attraverso precedenti fusioni di buchi neri più piccoli".










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