Guida assistita in mezzo al traffico? Servono mani pronte ogni 9 minuti
AAA ha testato cinque sistemi di assistenza alla guida nel traffico intenso di Los Angeles, misurando frequenza degli eventi critici, tipologie di errore e differenze tra soluzioni che consentono le mani libere e quelle che richiedono le mani sul volante
di Andrea Bai pubblicata il 21 Agosto 2025, alle 12:21 nel canale Scienza e tecnologiaI sistemi avanzati di assistenza alla guida, noti come ADAS, includono diverse funzionalità. Il monitoraggio dell’angolo cieco, gli avvisi di collisione e la frenata automatica di emergenza agiscono come un secondo paio di occhi e orecchie, vigilando sull’ambiente circostante per avvisare il conducente oppure intervenire se una collisione appare imminente. Altri sistemi sono più vicini a funzioni di comodità, come il cruise control adattivo e il mantenimento di corsia, che alleggeriscono parte del carico di guida.
Tra le novità rientra il Traffic Jam Assist, una variante che combina cruise adattivo e mantenimento di corsia pensata per la marcia a bassa velocità con stop&go su autostrade a scorrimento controllato, di solito disattivandosi intorno alle 40 mph. Si tratta comunque di sistemi di livello 2, dove il conducente resta responsabile della consapevolezza situazionale, a differenza dei sistemi di livello 3 che consentono di potersi "distrarre" dalla guida e lasciare che sia l'auto ad occuparsi di tutto.
L' American Automobile Association ha recentemente messo alla prova cinque sistemi ADAS (non identificati) nell’area di Los Angeles, ben nota per il traffico autostradale persistentemente intenso. I collaudatori hanno percorso gli stessi itinerari in parallelo, nelle ore di punta del mattino e del pomeriggio nei giorni feriali. In media, i veicoli hanno coperto 342 miglia (550 km) in 16,2 ore, utilizzando gli ADAS in conformità ai rispettivi manuali d’uso. Le auto erano strumentate con telecamere e GPS per registrare condizioni del traffico, comportamenti e altri parametri.
Oltre a confrontare il funzionamento reale dei vari ADAS, AAA ha voluto valutare le differenze tra sistemi più evoluti che permettono al conducente di togliere le mani dal volante e sistemi che richiedono di tenerle sempre sul volante. L’obiettivo era quantificare, in condizioni di traffico intenso, quanto a lungo e quanto bene tali soluzioni riescano ad assistere senza richiedere un intervento umano.

In media, questi sistemi "regalano" al conducente meno di 10 minuti di tregua in un ingorgo. I dati raccolti indicano che si verifica un “evento degno di nota” ogni 3,2 miglia, pari a circa 9,1 minuti. Inoltre, l’85% di tali eventi ha richiesto l’intervento del conducente, evidenziando che la supervisione attiva resta imprescindibile.
Come molti automobilisti che usano il cruise adattivo nel traffico possono confermare, l’evento più frequente che impone un intervento è il taglio di corsia da parte di un veicolo che si inserisce davanti. Questo fenomeno si è presentato circa una volta ogni 8,6 miglia (24,4 minuti), con il 90% dei casi che hanno richiesto l’azione del conducente.
La centratura di corsia inadeguata è risultata la seconda causa più comune, con un’occorrenza ogni 11,3 miglia (32,2 minuti). Anche qui, nel 72% dei casi si è reso necessario l’intervento umano. Il mancato riavvio dopo un arresto è stato rilevato 71 volte, tutte situazioni che hanno richiesto l’azione del guidatore. In 57 occasioni si è verificata la disattivazione del mantenimento di corsia o del cruise adattivo, mentre in 43 casi l’auto non ha rallentato in modo adeguato: nel 70% di queste circostanze il conducente ha dovuto frenare.
AAA ha riscontrato che i sistemi meno avanzati, che impongono di tenere le mani sul volante, registrano eventi notevoli con una frequenza tripla rispetto ai sistemi “hands-free”. I sistemi a mani libere hanno richiesto un intervento ogni 7,2 miglia (20,1 minuti), mentre le soluzioni meno evolute hanno necessitato di intervento in media ogni 2,3 miglia (6,7 minuti). Va anche rilevato che i sistemi hands-off hanno richiesto al conducente di rimettere le mani sul volante in media ogni 5,5 miglia (15,3 minuti).
Alla luce dei risultati, AAA formula una serie di raccomandazioni, che si possono ricondurre al buon senso: al volante occorre rimanere sempre vigili, e gli ADAS non sono “mai un sostituto di un conducente concentrato”. Evitare le distrazioni, in particolare quelle legate allo smartphone. Leggere il manuale d’uso del veicolo e comprendere come, quando e dove i sistemi sono progettati per funzionare, evitando di ritenere scontati i meccanismi di azione. Inoltre, mantenere una distanza di sicurezza adeguata dal veicolo davanti, anche se questo può favorire i tagli di corsia.
L’organizzazione afferma che incoraggerà i costruttori a migliorare le prestazioni degli ADAS, con particolare attenzione alla gestione dei tagli di corsia e alla centratura di corsia.










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7 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoForse quando tutte le auto saranno a guida autonoma e non ci saranno pedoni e bici sulle strade
Eccola la sparata, devo dire che di certe uscite quasi se ne sentiva la mancanza
dici? io mi aspettavo di più visti i test degli ultimi anni
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