Fusione nucleare, l'Italia entra in gioco: Cassa Depositi e Prestiti investe in Proxima Fusion
Proxima Fusion raccoglie altri 15 milioni di euro, raggiungendo 200 milioni complessivi. Tra i nuovi investitori figurano CDP Venture Capital, EICF e Brevan Howard. La startup tedesco-europea, fondata anche da italiani, punta a realizzare entro il 2027 lo Stellarator Model Coil, primo passo verso il dimostratore Alpha.
di Manolo De Agostini pubblicata il 10 Settembre 2025, alle 02:01 nel canale Scienza e tecnologiaProxima Fusion
Proxima Fusion, spin-off del Max Planck Institute for Plasma Physics con sede a Monaco di Baviera, ha annunciato un'estensione del proprio round di Serie A con la raccolta di ulteriori 15 milioni di euro, che portano il totale a 200 milioni di euro (230 milioni di dollari).
L'operazione ha visto l'ingresso di CDP Venture Capital, attraverso i fondi Large Ventures e Corporate Partners I Energy Tech, dello European Innovation Council Fund (EICF) e del Brevan Howard Macro Venture Fund. Quest'ultimo è legato a uno dei principali gestori patrimoniali globali specializzati in investimenti legati ai grandi cambiamenti economici.

L'apporto di CDP, controllata dallo Stato italiano, sottolinea il crescente interesse nazionale per l'energia da fusione come tecnologia strategica per l'indipendenza energetica e la competitività industriale europea. L'investimento di EICF segue invece una precedente sovvenzione da 2,5 milioni di euro e si aggiunge al supporto già fornito da altri fondi pubblici e privati, tra cui il DeepTech & Climate Fonds, l'High–Tech Gründerfonds, Bayern Kapital e la Max Planck Foundation.
Il CEO e cofondatore Francesco Sciortino, insieme al COO Lucio Milanese e ad altri tre fondatori, guida una realtà che punta a consolidarsi come riferimento europeo nella corsa globale alla fusione. Proxima, che in soli tre mesi ha ampliato del 20% la propria forza lavoro raggiungendo quota 100 dipendenti, sta già convertendo i capitali raccolti in attività industriali concrete, come l'acquisto di nastri superconduttori ad alta temperatura (HTS) per garantire la fornitura a lungo termine del programma magnetico.
Il traguardo più immediato è il completamento dello SMC entro il 2027, elemento chiave per ridurre i rischi tecnologici e validare le soluzioni ingegneristiche destinate ai futuri stellarator - un dispositivo a forma di ciambella attorcigliata che utilizza campi magnetici per confinare il plasma necessario alla fusione nucleare. Parallelamente, Proxima sta finalizzando la progettazione del proprio dimostratore a bilancio energetico positivo, Alpha, valutando possibili siti europei per la costruzione.
Con radici scientifiche nell'esperimento record Wendelstein 7-X, Proxima ambisce a diventare la prima realtà europea capace di far uscire la fusione nucleare dai laboratori per portarla nella vita quotidiana, facendo leva su una rete di partner pubblici e privati e su un team internazionale con esperienze maturate in istituzioni come MIT e Harvard, nonché aziende come SpaceX, McLaren e Tesla.










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15 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoSe il livello di ragionamento è quello di questo tuo commento, altro che votare...bisognerebbe eliminare il suffragio universale e trasformare il diritto di voto in un dovere, concesso solo a chi ha un minimo di cervello e cognizione di causa
Posa il fiasco va!!
Ma dai...
Il problema non è la fusione si o fusione no... il problema è l'enorme quantità di mazzette che verranno distribuite ai vari ladri di turno...Farà la fine del ponte sullo stretto di Messina...
Ogni volta che si sente nucleare tutti si cagano sotto. Non c'entra nulla questo con quello vecchio. Poi considerando il livello medio del popolo italiano su questioni scientifiche, meno sceglie meglio è.
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