Ecco come siamo riusciti a raccogliere l'acqua nel deserto più arido del mondo
Un team del MIT ha sviluppato un pannello in idrogel capace di estrarre acqua potabile dall'aria, senza bisogno di elettricità. Testato con successo nella Death Valley, il dispositivo è sicuro, scalabile e pensato per le aree più aride e prive di infrastrutture, offrendo una possibile soluzione all’insicurezza idrica globale.
di Vittorio Rienzo pubblicata il 22 Luglio 2025, alle 15:46 nel canale Scienza e tecnologiaL'accesso all'acqua potabile rappresenta ancora una sfida globale: oltre 2,2 miliardi di persone ne sono prive, e persino negli Stati Uniti più di 46 milioni vivono in condizioni di insicurezza idrica. Per affrontare questa crescente crisi, un gruppo di ingegneri del Massachusetts Institute of Technology (MIT) ha sviluppato un innovativo sistema in grado di estrarre acqua dall'atmosfera (dall'aria), anche in ambienti estremamente aridi, senza alcun bisogno di alimentazione elettrica.
Il dispositivo, chiamato Atmospheric Water Harvesting Window (AWHW), è una sorta di pannello nero a forma di finestra, composto da un materiale assorbente noto come idrogel. La sua struttura, simile a un foglio di pluriball, è formata da cupole che si gonfiano e si sgonfiano in base all'umidità: durante la notte, quando il vapore acqueo nell'aria aumenta, l'idrogel lo assorbe passivamente; di giorno, l'energia solare riscalda il materiale, inducendo l'evaporazione del vapore che si condensa su una superficie di vetro più fredda, producendo acqua potabile raccolta tramite un semplice tubo.

L'efficacia del sistema è stata testata nella Death Valley, una delle aree più secche del pianeta compresa tra il deserto del Nevada e l'ovest della California. Anche con un'umidità relativa del solo 21%, un pannello di circa un metro quadrato ha prodotto fino a 161,5 millilitri d'acqua al giorno, superando i risultati di molti altri dispositivi passivi.
Una delle innovazioni più rilevanti risiede nella sicurezza dell'acqua prodotta. Tradizionalmente, i sali come il cloruro di litio vengono utilizzati per aumentare l'assorbimento dell'umidità negli idrogel, ma possono contaminare l'acqua. Il team del MIT ha risolto il problema incorporando glicerolo all'interno dell'idrogel, un composto che stabilizza i sali e ne impedisce la fuoriuscita. I test hanno rilevato una presenza di ioni di litio ben al di sotto dei limiti di sicurezza, garantendo la potabilità dell'acqua.
Il prototipo ha una struttura modulare e verticale, pensata per essere scalata facilmente. I pannelli, infatti, possono estendersi agevolmente in altezza così da non richiedere enormi superfici per essere supportati.
I ricercatori prevedono che un giorno schiere di pannelli possano essere installate in aree rurali o remote, fornendo acqua sicura e sostenibile a livello domestico, anche dove mancano infrastrutture come pannelli solari o reti elettriche. Le versioni future del dispositivo potrebbero aumentare l'efficienza con nuovi materiali e configurazioni a più pannelli.
Il lavoro, pubblicato sulla rivista Nature Water, è frutto della collaborazione tra MIT e altri istituti internazionali. La tecnologia apre nuove prospettive per affrontare l'emergenza idrica globale in modo semplice, sostenibile e accessibile.










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10 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoNon è che muori. Ma non devi nemmeno berla tutti i giorni.
Basta aggiungere sali minerali quanto basta per renderla potabile.
Quando giro per i ghiacciai la cosa più importante che mi porto dietro sono gli elettroliti. Lasciare la bottiglia con acqua da fasione al sole a 4000mt per 15 minuti, aiuta a sterilizzarla un po'. Periodo estivo.
Quale sarà il prezzo al litro?
Non è così
Diciamo che un bicchiere ogni tanto non fa praticamente nulla
Bevuta con continuità è dannosa, essendo priva di sali minerali causa una sorta di idrolisi inversa, dove va a "togliere" sali necessari dal corpo, anzichè aggiungerli.
C'è poi un problema di acidità
Per gli stessi motivi non è adatta neanche per innaffiare le piante e ovviamente per gli animali
Cmq chiedete a Google Gemini che ve la saprà spiegare meglio
Comunque 161 millilitri non sono tanti essendo 161 cm cubi quindi per fare un litro di acqua servono almeno sei impianti o dodici per il fabbisogno di sopravvivenza per un uomo.
Poi i costi e la disponibilità anche per i meno abbienti è da verificare.
Poi i costi e la disponibilità anche per i meno abbienti è da verificare.
Considerando anche che la Death Valley è uno dei posti più secchi e con praticamente 0 umidità, direi che va benone !
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