ChatGPT, scansioni dell'iride e revenge porn: l'Italia dichiara guerra alle violazioni digitali
Boom di multe e denunce in Italia: privacy a rischio tra AI, revenge porn e call center aggressivi. Crescono allarmi e sanzioni, con OpenAI e Worldcoin sorvegliati speciali.
di Bruno Mucciarelli pubblicata il 17 Luglio 2025, alle 12:01 nel canale Scienza e tecnologiaIl panorama italiano della privacy nel 2024 è stato letteralmente travolto da una serie di scandali e sanzioni che hanno messo in allarme cittadini, aziende e istituzioni. Secondo l’ultima relazione annuale, il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha incassato ben 24 milioni di euro di multe in soli dodici mesi, frutto di 835 provvedimenti, dei quali 468 riguardano sanzioni contro privati ed enti pubblici che hanno infranto le normative europee sulla protezione dei dati personali. L’entità di queste cifre parla chiaro: mai la privacy degli italiani era stata così sotto attacco.
Sotto la lente: OpenAI e Worldcoin
Spicca su tutti il caso che vede protagonista OpenAI, la celebre azienda californiana guidata da Sam Altman. Il Garante italiano ha aperto un’indagine approfondita su ChatGPT a causa di pratiche considerate opache nella raccolta dei dati. Gli algoritmi del chatbot avrebbero infatti usufruito di web scraping massivo – prelevando conversazioni, email, post social e altri contenuti – senza il consenso esplicito degli utenti europei. La conseguenza? Una multa da 15 milioni di euro a OpenAI, accompagnata dall’obbligo di avviare una campagna informativa specifica per chiarire agli utenti come vengono trattati i dati personali.

Nel mirino del Garante è finita anche Worldcoin, altra creatura di Altman, che promette criptovalute in cambio di una scansione dell’iride degli utenti. L’Autorità ha giudicato il progetto pericoloso sul fronte della privacy, sollevando preoccupazioni per un consenso non chiaramente informato e per l’assenza di tutele concrete, soprattutto nei confronti dei minori. Il rischio che Worldcoin possa incentivare l’acquisizione di dati biometrici in cambio di benefit economici ha spinto il Garante a sollevare un avvertimento formale, segnalando possibili violazioni del GDPR se la pratica dovesse stabilirsi in Italia.
Videosorveglianza smart, ma illegale: lo zampino dei Comuni
Nel 2024 si sono moltiplicati i casi di Comuni – soprattutto a vocazione turistica – che hanno introdotto sistemi di videosorveglianza dotati di riconoscimento facciale. L’obiettivo? Monitorare flussi turistici e gestire assembramenti nelle piazze storiche delle città d’arte. Il problema? Nella maggior parte dei casi, l’installazione di queste soluzioni è avvenuta senza preventiva autorizzazione del Garante, esponendo residenti e visitatori a una vera e propria sorveglianza di massa non regolamentata, in contrasto con le regole di trasparenza e tutela dei diritti personali.
Revenge porn e deepfake: un’escalation preoccupante
Tra i fenomeni che hanno visto crescere in modo esponenziale le segnalazioni nel 2024 spicca il revenge porn. Le denunce hanno raggiunto quota 823, una cifra quasi tripla rispetto alle 300 segnalate nel 2023. Il salto è impressionante e riflette l’esplosione di casi di diffusione non consensuale di contenuti intimi sfruttando la viralità delle piattaforme social e dei sistemi di messaggistica.

Un altro segnale inquietante è rappresentato dai primi casi ufficiali di deepfake porno, video completamente falsificati attraverso l’intelligenza artificiale per incastrare le vittime. Questo nuovo tipo di minaccia digitale ha allertato le istituzioni, che hanno dovuto fare i conti con la rapidità con cui le nuove tecnologie vengono impiegate in modo malevolo.
Telemarketing molesto: una piaga da milioni di euro
Il telemarketing aggressivo si conferma un cruccio storico per il Garante: nel 2024, sono state comminate multe per 6 milioni di euro a call center e aziende che hanno fatto un uso illecito dei database di clienti senza il consenso regolare delle persone coinvolte. La pressione crescente degli utenti esasperati ha spinto l’Autorità ad adottare, per la prima volta, un Codice di condotta nazionale per il settore, nella speranza di arginare (o almeno regolamentare) un fenomeno che ogni anno genera centinaia di segnalazioni e continue lamentele.

Pubblica amministrazione e sanità: occhi puntati su dati sensibili
Nemmeno il settore pubblico è sfuggito alla stretta del Garante. Gli interventi hanno coinvolto il Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa e il trattamento dei dati fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate, con particolare riferimento alle dichiarazioni precompilate e ai controlli tramite redditometro. Nel settore sanitario, il Garante si è espresso su piattaforme di telemedicina, mettendo in guardia su rischi e diritti dei pazienti nella gestione digitale dei dati clinici.
Minori e sharenting: nuova attenzione al digitale in famiglia
Nel corso dell’anno è aumentata l’attenzione verso la privacy dei minori, anche grazie a campagne come “La sua privacy vale più di un like”, rivolte ai genitori che pubblicano foto e video dei figli sui social. Il fenomeno dello sharenting è percepito ora come una nuova frontiera del rischio privacy, spingendo molti a riflettere sulle reali conseguenze delle condivisioni compulsive.










Wi-Fi 7 con il design di una vetta innevata: ecco il nuovo sistema mesh di Huawei
Core Ultra 7 270K Plus e Core Ultra 7 250K Plus: Intel cerca il riscatto ma ci riesce in parte
PC Specialist Lafité 14 AI AMD: assemblato come vuoi tu
Musica generativa, arriva Lyria 3 Pro: ora Gemini compone brani completi
Melania Trump scortata da un robot umanoide alla Casa Bianca. Il video è virale
HONOR 600: nuove conferme sulle specifiche del nuovo mid-range con batteria enorme
Blade 16: Razer sostituisce AMD con Intel, e i prezzi volano
Solo 649€ con coupon: questa e-bike da città HillMiles ha 100 km di autonomia, batteria rimovibile IP65 ed è in offerta in 3 colori
Arriva AI Dividend: 1.000 dollari al mese per chi ha perso il lavoro a causa dell'intelligenza artificiale
Forza Horizon 6 sorprende con requisiti PC accessibili e supporto al gaming handheld fin dal lancio
Smart TV QLED 50'' a un super prezzo: 4K, 120Hz e HDMI 2.1 tornano a 249€ con Google TV e DAZN gratuito per 6 mesi
Crypto, GPU e miliardi: la causa che mette NVIDIA all'angolo entra nel vivo
Gap e Google portano l'acquisto conversazionale a un nuovo livello: si potranno acquistare vestiti all'interno di Gemini
DLSS 5 è qui per restare: ecco cosa ha detto il director di Kingdom Come: Deliverance 2
Un PC HP tuttofare a 649€ imperdibile: 32GB di RAM, 1TB SSD, Intel Core i5, ma solo 9 pezzi
I leader di Meta, NVIDIA e Google entrano nel consiglio tecnologico di Trump per guidare le politiche su AI e innovazione
Dreame vs ECOVACS: 4 robot aspirapolvere super interessanti in offerta su Amazon, da 379€ a 649€









2 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoDirei che visti i profitti è proprio quello il momento di fare cassa e chiedere una cifra spropositata per poi magari sedersi al tavolo e discuterne.
Se poi la sanzione è prevista dalla norma allora la norma non tratta temi di questo tipo ed è quantomeno bucata ed inefficace.
Direi che visti i profitti è proprio quello il momento di fare cassa e chiedere una cifra spropositata per poi magari sedersi al tavolo e discuterne.
Se poi la sanzione è prevista dalla norma allora la norma non tratta temi di questo tipo ed è quantomeno bucata ed inefficace.
Forse perchè tanto sanno che le "autorità" sono sempre indietro, a inseguire, e le "regole" non sono in linea con il cambiamento della tecnologia, e così nel frattempo loro fanno cassa
Vedi la questione Big Tech che vendono per miliardi e miliardi in tutto il mondo prodotti e servizi e poi pagano le tasse da qualche parte
Tempo che arrivano a fare i controlli, e documentare tutto, e agire... CIAONE
Devi effettuare il login per poter commentare
Se non sei ancora registrato, puoi farlo attraverso questo form.
Se sei già registrato e loggato nel sito, puoi inserire il tuo commento.
Si tenga presente quanto letto nel regolamento, nel rispetto del "quieto vivere".