Attacco a Taiwan: così la Cina potrebbe zittire Starlink in caso di guerra
Uno studio ha analizzato come la Cina potrebbe tentare di bloccare Starlink sopra Taiwan tramite una rete distribuita di 1.000-2.000 droni attrezzati. Le simulazioni mostrano che il jamming su vasta scala sarebbe possibile, anche se estremamente complesso.
di Manolo De Agostini pubblicata il 26 Novembre 2025, alle 14:01 nel canale Scienza e tecnologiaStarlink
Un recente studio condotto da ricercatori cinesi di Zhejiang University e del Beijing Institute of Technology, rilanciato dal South China Morning Post, spiega il modo in cui la Cina potrebbe tentare di neutralizzare l'accesso a Starlink sull'intera isola di Taiwan.
Le simulazioni, pubblicate su una rivista scientifica locale, indicano che un'operazione di disturbo su larga scala sarebbe tecnicamente possibile, ma richiederebbe un dispiegamento senza precedenti di piattaforme di guerra elettronica.

Gli autori sottolineano che il loro lavoro resta preliminare, complice la mancanza di informazioni chiave sulle emissioni e sulle tecniche di mitigazione adottate da Starlink, tuttavia pone alcune basi in vista di uno scenario che ci auguriamo non si verifichi, nonostante le parole decise di Pechino, ma che purtroppo appare probabile: il tentativo di annessione di Taiwan da parte della Cina.
Lo studio prende in esame le caratteristiche della costellazione di SpaceX – oggi composta da oltre 10.000 satelliti a bassa orbita – e la sua resilienza a tecniche di jamming convenzionali. L'esperienza maturata in Ucraina, dove Starlink ha continuato a operare nonostante i tentativi russi di interferenza, avrebbe spinto Pechino a investigare nuovi approcci basati su sistemi distribuiti e altamente coordinati.
Secondo i ricercatori, un blocco efficace richiederebbe tra 1.000 e 2.000 droni equipaggiati con sistemi di disturbo elettromagnetico, posizionati a circa 20 km di quota e disposti come una griglia con intervalli tra 5 e 9 km. Le simulazioni si sono basate su dati reali delle orbite Starlink e hanno modellato comportamenti dinamici del segnale e la natura mesh della rete.
Nello scenario più ottimale, caratterizzato da antenne a fascio stretto e potenza elevata (26 dBW), sarebbero necessari almeno 935 nodi per coprire l'intera superficie di Taiwan. L'utilizzo di disturbatori meno potenti, ma più realistici in termini operativi, raddoppierebbe la dimensione della flotta fino a circa 2.000 unità.
Il rapporto è emerso in concomitanza con indiscrezioni sulle capacità cinesi di intercettare o danneggiare infrastrutture di rete sottomarine, mentre Taiwan sta rafforzando le proprie difese contro droni e minacce aeree, valutando anche reti di protezione ispirate a sistemi come l'Iron Dome israeliano.










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