OLED più luminosi e più duraturi: LG Display testa la produzione senza maschere metalliche
LG Display sperimenta la tecnologia eLEAP, sviluppata da JDI, che elimina l’uso delle maschere metalliche nella produzione di pannelli OLED. I test, avviati nello stabilimento E4 di Paju, puntano a migliorare efficienza, luminosità e durata dei display
di Andrea Bai pubblicata il 01 Luglio 2025, alle 13:21 nel canale PerifericheLG Display
LG Display sta testando la tecnologia eLEAP di JDI presso lo stabilimento E4 di Paju: si tratta di un approccio produttivo che elimina l'uso di maschere metalliche nella produzione OLED. Questo processo produttivo può consentire di realizzare display OLED di maggior luminosità e durata nel corso del tempo, rispettivamente di un fattore 2 e 3, con la possibilità di aprire nuovi sbocchi verso mercati di nicchia.
LG Display ha scelto lo stabilimento di Paju, in Corea del Sud, poiché attualmente opera a basso regime, considerato che la maggior parte dei pannelli OLED per TV dell'azienda viene prodotta nello stabilimento di Guangzhou, in Cina, dove i costi operativi risultano inferiori. La sperimentazione rappresenta un passo significativo nell'esplorazione di metodi alternativi alla tradizionale produzione OLED con maschere metalliche.

La tecnologia eLEAP, sviluppata da Japan Display Inc. (JDI), utilizza un processo litografico per la formazione dei sottopixel rossi, verdi e blu degli OLED, eliminando completamente l'uso delle maschere metalliche. Questo approccio consente di raggiungere un rapporto di apertura del 60%, più del doppio rispetto ai tradizionali OLED prodotti con FMM che si attestano attorno al 28%. Il risultato diretto è una maggiore efficienza energetica, una luminosità di picco raddoppiata e una durata operativa triplicata, in particolare grazie alla riduzione significativa dei problemi di burn-in.
I vantaggi di eLEAP si estendono anche alla flessibilità produttiva, consentendo la realizzazione di display di qualsiasi forma e dimensione, dai dispositivi indossabili fino ai televisori di grande formato. La tecnologia supporta substrati di ottava generazione (2200x2500 mm) o superiori, superando i limiti delle tradizionali FMM che risultano difficili da applicare su pannelli superiori ai 17 pollici. Inoltre, l'assenza di maschere metalliche riduce i costi operativi, gli sprechi di materiale e le emissioni di CO2, con stime che indicano un risparmio potenziale di 150.000 tonnellate di CO2 annue per un impianto di produzione da 30.000 lastre mensili.
Nonostante le premesse, LG Display preferisce comunque mantenere un approccio cauto: nessun investimento massiccio è previsto per questa tecnologia nella fase attuale. L'azienda si limita all'installazione di attrezzature supplementari per la ricerca presso la linea E4, dove utilizzerà i macchinari di deposizione chimica già presenti per formare gli strati organici necessari al processo eLEAP, completati successivamente con i processi di thin-film transistor e thin-film encapsulation.
Anche altre realtà concorrenti stanno valutando tecnologie simili: l'altra coreana, Samsung Display, ha acquisito un sistema di deposizione verticale da Applied Materials per test alternativi ai metodi FMM, mentre. Le tecnologie non-FMM come eLEAP troveranno applicazione iniziale soprattutto in nicchie di mercato specifiche, come i pannelli da 20-30 pollici e i display automotive, settori dove i limiti propri del processo produttivo basato su FMM sono di ostacolo all'applicazione pratica.










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2 Commenti
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