Hai una AnkerMake? Potrebbe essere già un costoso soprammobile
Anker ha sospeso a tempo indefinito la vendita delle sue stampanti 3D M5 e M5C, sollevando dubbi sul futuro del marchio EufyMake. Problemi di approvvigionamento e mancanza di componenti di ricambio alimentano le difficoltà degli utenti che, nel peggiore dei casi, potrebbe ritrovarsi con dispositivi completamente inutilizzabili
di Vittorio Rienzo pubblicata il 28 Luglio 2025, alle 12:24 nel canale PerifericheAnker
Anker potrebbe dire definitivamente addio al settore della stampa 3D. In un annuncio giunto completamente a sorpresa, l'azienda ha reso nota la sospensione della produzione delle stampanti AnkerMake M5 ed M5C a tempo indeterminato. Una decisione che indubbiamente allarma chi ha acquistato uno dei due dispositivi, dato che l'interruzione riguarda ogni componente.
A confermare la notizia è stato il portavoce dell'azienda, Brett White, in un'intervista a The Verge. Anker aveva lanciato il marchio EufyMake solo a marzo di quest'anno, presentandolo come un sotto-brand autonomo dedicato alla stampa 3D e promettendo supporto continuo ai clienti. Tuttavia, a distanza di pochi mesi, l'intera sezione 3D del sito EufyMake risulta svuotata, con l'unica eccezione di una stampante UV per superfici piane, destinata a un utilizzo molto diverso rispetto ai modelli FDM M5 e M5C.
Le ragioni ufficiali parlano di "problemi di approvvigionamento" che avrebbero compromesso la continuità produttiva. Tuttavia, le dichiarazioni di White non chiariscono se la sospensione sia temporanea o preluda a un'uscita definitiva dal settore. "Le vendite sono state messe in pausa", ha spiegato, senza escludere né confermare l'arrivo di nuovi modelli.
Le difficoltà si estendono anche all'assistenza post-vendita. Molti utenti, in particolare della community Reddit, lamentano l'impossibilità di reperire componenti essenziali, come l'hotend dell'M5C – un elemento chiave soggetto a usura e fondamentale per il corretto funzionamento della stampante. Un'email del supporto EufyMake conferma che il pezzo "è stato rimosso dal sito per motivi di inventario", alimentando le preoccupazioni sulla continuità del supporto promesso.
Anker invita gli utenti a contattare direttamente il servizio clienti per richiedere accessori non più elencati pubblicamente, ma il tono generale dei feedback indica più incertezza che altro. La situazione diventa critica per chi ha investito nelle macchine e ora si trova con dispositivi sostanzialmente inutilizzabili, senza certezza sull'assistenza futura.
L'avventura di Anker nel mondo della stampa 3D era iniziata con grandi aspettative. La M5 prometteva di risolvere molti dei limiti delle stampanti consumer, ma ha incontrato varie difficoltà tecniche. La versione successiva M5C, sebbene più economica e meglio accolta, ha sacrificato alcune funzionalità e mantenuto alcune criticità del modello precedente.
Il caso Anker non è isolato. Anche altri produttori, come Creality con il modello K1, hanno affrontato sfide simili, riuscendo però a rientrare in corsa con aggiornamenti rapidi. Nel frattempo, alternative più consolidate si fanno strada: modelli come le BambuLab P1S e P1P o la più economica Elegoo Centauri Carbon si propongono come soluzioni affidabili, facili da utilizzare e con un supporto eccezionale.
La vicenda Anker evidenzia un punto cruciale per chi si avvicina alla stampa 3D: la disponibilità di ricambi e il supporto post-vendita sono fattori determinanti almeno quanto le caratteristiche tecniche di un dispositivo.










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2 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoCmq ok se acquistero' una stampante 3D mi informero' molto bene prima.
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