TSMC produrrà a 2 nm anche in Arizona come a Taiwan?
TSMC prepara la produzione di chip a 2nm nel nuovo impianto in Arizona, previsto per il 2026. Dopo un inizio difficile, la società taiwanese consolida la sua presenza negli USA, spinta dalle pressioni politiche e dal crescente interesse di Big Tech a rientrare nella filiera americana dei semiconduttori.
di Vittorio Rienzo pubblicata il 04 Agosto 2025, alle 17:15 nel canale MercatoTSMC
Un (probabile) grande passo in avanti per le ambizioni di TSMC negli Stati Uniti. Dopo numerose difficoltà e una profonda riluttanza a condividere la propria tecnologia con altri paesi, il gigante taiwanese sarebbe intenzionato a introdurre la produzione a 2 nm anche nella produzione statunitense, uno dei nodi più avanzati in programma.
Da quando l'amministrazione Trump si è insidiata alla Casa Bianca, sempre più aziende hanno trasferito parte della produzione negli Stati Uniti, soprattutto per timore di ripercussioni economiche causate dai dazi. Con la tensione che cresce nei confronti delle produzioni al di fuori degli USA, TSMC sembra essersi rassegnata a garantire un livello tecnologico equivalente a quello delle fabbriche di Taiwan anche per lo stabilimento in Arizona.
L’impianto, denominato Fab P3, è già in fase di costruzione e rappresenta la terza struttura di TSMC nel Paese. Sebbene la produzione partirà circa un anno dopo l’introduzione dei 2nm a Taiwan, il progetto segna un passo importante verso l’obiettivo di soddisfare una quota rilevante della domanda interna di semiconduttori direttamente negli USA.

A supportare questa transizione ci sono anche le grandi aziende tecnologiche americane. Giganti come Apple, NVIDIA e AMD – tutti clienti fondamentali di TSMC – stanno investendo centinaia di miliardi di dollari per portare la produzione all'interno dei confini nazionali così da soddisfare più agevolmente la domanda statunitense. Di conseguenza, TSMC si ritrova quasi obbligata a partecipare all'operazione per mantenere la leadership tra i fornitori.
È evidente che i crescenti investimenti capitalizzati nel Paese hanno contribuito al cambio di rotta di TSMC. Dal canto loro, gli Stati Uniti si stanno garantendo un posto in prima fila nell'ambito dell'innovazione e dell'avanzamento tecnologico nell'industria dei semiconduttori.
Certo, la Cina ha già dimostrato di non essere rimasta ferma a guardare, ma la collaborazione con Taiwan rappresenta un vantaggio strategico importante. È proprio nella regione orientale che risiedono le principali fonderie globali, oltre ad essere il principale polo di ricerca e sviluppo del settore.
Tuttavia, è bene chiarire che per il momento manca qualsiasi conferma ufficiale. Le informazioni condivise da Ctee arriverebbero da fonti vicine al progetto, ma TSMC non si è ancora pronunciata al riguardo.










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11 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infocerto che assecondare i prepotenti di solito non porta mai a buone soluzioni
tipo se la produzione di chip è duplicabile altrove.... Taiwan possono anche decidere (alcuni lassù in alto a prendere decisioni) che se la può pappare la Cina come vuole (anche ammazzando tutti) e chissene*
o no?
tanto di "esportare democrazia" o "mantenerla" in giro per il mondo ha già detto "fottesega", quindi oltre alla rotta commerciale-navale Tw perderebbe molto appeal per una difesa esterna del suo status-quo
ciao ciao
* del resto se a Gaza non c'è alcuna crisi umanitaria, sempre stando al ciuffetto....
o no?
Prima o poi è inevitabile, e senza forse nemmeno usare azioni militari visto come è andata a finire le ultime elezioni dove il partito pro-cina è vero che ha perso ma ha preso molti voti.
Alla Cina basterebbe riuscire a manovrare una sola votazione e Taiwan sarà per sempre cinese.
a tsmc e il governo di tw IMHO converrebbe tenersi belle strette le fabbriche di chip avanzati invece di compiacere Trump perchè in caso, come dicevo, ho come l'idea che la perdita della rotta commerciale-navale non basterà a chiamare in aiuto qualche altro stato. E a quel punto addio TW, dove oltre ai microproc c'è la produzione del 95% (+ o - ? ) dei componenti pc/server
senza contare lo step in avanti tech che farebbe la cina se riuscisse a mettere mano ai macchinari (o in parte) a cui ora è preclusa (sempre per volontà di mamma ammerica). E checchè ne dicano del pulsante di autodistruzione remoto
ciao ciao
...non esiste cosa che non sia stata craccata dalla Cina....
La Famigerata "Autodistruzione" non è altro che una Licenza Hadware/Software con rinnovo periodico, quindi nulla che un sei mesi di impegno non sia in grado di aggirare, lo hanno fatto con l'inviolabile TPM... LOL Tutto è Difficile ma non impossibile.
E comunque Huawei è a 7nm con la caduta di Taiwan.... USA e CINA si mettono alla pari perchè di 18A e 14A per ora sono solo "Fogli" e "Wafer di Prova".....
La richiesta di spostare la produzione è arrivata già con Biden e le pressioni continueranno anche dopo Trump.
Taiwan è finita, ma ancora spera in un miracolo, che ovviamente non accadrà, prima o poi il governo ribelle cesserà di esistere.
Per altro Taiwan è anche poco riconoscente, si approfitta della propria superiorità tecnica per far pagare a noi le proprie produzioni sempre di più con margini sempre più esagerati. Qualcuno dovrebbe ricordargli che esistono grazie a noi, perchè sembrano esserselo dimenticati.
Taiwan è finita, ma ancora spera in un miracolo, che ovviamente non accadrà, prima o poi il governo ribelle cesserà di esistere.
Ma qua si parla della produzione più avanzata, cioè quella che dà il vero vantaggio tecnologico.
Da che mondo è mondo, se hai il prodotto migliore e non hai concorrenza imponi il prezzo che ti pare. Vedi anche Nvidia. Nelle aziende miliardarie la riconoscenza non esiste.
Come no, rivolte della popolazione a parte. Saranno davvero contenti di lavorare sotto i nuovi padroni.
TSMC sarebbe leader anche con il 4nm attualmente prodotto anche negli USA.
Riguardo alla produzione più avanzata prima o poi cederanno alle pressioni degli USA se non con Trump lo faranno con qualcun'altro.
Ogno tanto bisognerebbe ricordargli che sono in debito, non in credito.
Taiwan esiste per soddisfare i nostri bisogni, mica i loro.
L'esistenza di Taiwan è una contesa fra USA e Cina, il loro governo e la loro popolazione sono solo marionette.
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