Non è solo colpa dell'AI: così gli scalper stanno prosciugando il mercato delle DDR5
La domanda legata all'AI e la riallocazione produttiva verso i datacenter stanno riducendo l'offerta di DDR5 consumer. Un'analisi di DataDome, tuttavia, ha svelato che a inasprire il fenomeno c'è anche un'operazione di scalping che rischia di svuotare ulteriormente il mercato.
di Manolo De Agostini pubblicata il 03 Marzo 2026, alle 13:51 nel canale MemorieDDR5
La domanda senza precedenti di memoria ad alte prestazioni, trainata dai carichi di lavoro legati all'intelligenza artificiale, ha compresso l'offerta di moduli DDR5 sul mercato e spinto i prezzi verso l'alto. Tuttavia, dietro una dinamica la cui evoluzione resta difficile da prevedere non c'è soltanto la pressione esercitata dai datacenter.
A incidere è anche un fenomeno ben noto nel settore tecnologico: lo scalping. Operatori specializzati acquistano rapidamente le scorte disponibili, contribuendo ad accentuare la percezione di scarsità, per poi rivendere i prodotti a prezzi significativamente maggiorati sui canali secondari, con l'obiettivo di massimizzare il margine.
Non si tratta di una dinamica nuova nel settore tecnologico: fenomeni analoghi hanno interessato console e GPU di fascia alta, come PlayStation 5 o GeForce RTX 5090 nelle fasi immediatamente successive al lancio. Tuttavia, nel caso della memoria DDR5, il contesto è aggravato da una tensione strutturale sull'offerta.

Secondo un'analisi condotta dal team di ricerca Galileo di DataDome, la memoria RAM di ultima generazione è al centro di operazioni di scalping sempre più strutturate. L'azienda, specializzata nella protezione di siti web da attacchi automatizzati, ha rilevato e bloccato oltre 10 milioni di richieste di scraping riconducibili a un'unica campagna focalizzata sui moduli DDR5.
L'operazione individuata si basava su bot in grado di generare oltre 50.000 richieste all'ora. In un campione analizzato per 60 minuti, sono state osservate 91 pagine prodotto distinte, ciascuna interrogata mediamente 550 volte. In termini pratici, significa che lo stock di uno specifico kit di memoria veniva controllato ogni 6,5 secondi.
Il traffico automatico, secondo i dati raccolti, colpiva le pagine dedicate alla DDR5 quasi sei volte più frequentemente rispetto al traffico legittimo. L'obiettivo era monitorare prezzi e disponibilità in tempo reale per acquistare rapidamente i moduli più richiesti e rivenderli sui marketplace secondari con margini elevati.
Un elemento rilevante emerso dall'indagine è l'ampiezza dei target. I bot non si limitavano ai kit consumer di marchi come Corsair, Kingston o Crucial, ma estendevano lo scraping anche a fornitori B2B di moduli industriali e persino a componenti di base come socket DIMM e connettori CAMM2.
Questo suggerisce un interesse speculativo lungo tutta la catena del valore, dai moduli destinati a workstation e server fino ai componenti hardware necessari all'assemblaggio. Una dinamica coerente con il fatto che, secondo le stime citate nell'analisi, i datacenter potrebbero assorbire fino al 70% dell'offerta globale di memoria nell'anno in corso.
La riallocazione produttiva verso moduli server ad alto margine, a scapito delle linee consumer, ha ulteriormente ridotto la disponibilità per il mercato retail, creando un terreno favorevole per operazioni speculative automatizzate.
Dal punto di vista tecnico, ogni richiesta includeva parametri di cache-busting per evitare contenuti memorizzati e ottenere sempre dati aggiornati su prezzi e disponibilità. Le sessioni erano composte da una singola visita alla pagina prodotto, senza interazioni con carrello o funzioni di ricerca.
Il traffico seguiva un'apparente alternanza giorno/notte per simulare un comportamento umano, ma manteneva volumi costanti anche nei weekend, senza le tipiche flessioni del 20-40% osservabili nel commercio elettronico tradizionale. I grafici evidenziavano picchi "piatti", indicativi di una calibrazione studiata per restare appena sotto le soglie di allarme volumetrico dei sistemi di protezione.
Quando si verificavano problemi tecnici, il traffico crollava improvvisamente per poi tornare al 100% della capacità nel giro di pochi minuti: un comportamento incompatibile con visitatori distribuiti organicamente.
A fronte di quanto osservato, secondo DataDome emerge un limite delle difese tradizionali: il semplice blocco per IP o il rate-limiting non risultano sufficienti contro bot in grado di distribuire le richieste e autoregolarsi per eludere le soglie. È necessario adottare sistemi di analisi comportamentale avanzata, capaci di individuare pattern anomali indipendentemente dall'infrastruttura utilizzata.










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14 Commenti
Gli autori dei commenti, e non la redazione, sono responsabili dei contenuti da loro inseriti - infoUna delle categorie più odiose in assoluto, preferisco di gran lunga i ladri e rapinatori.
Almeno quelli chiamano il loro mestiere con il nome reale.
queste ram hanno un mercato o continuano a valere poco o nulla? perchè nel caso le rivendo, altrimenti continuano a restare dove sono non è un problema
Una delle categorie più odiose in assoluto, preferisco di gran lunga i ladri e rapinatori.
Almeno quelli chiamano il loro mestiere con il nome reale.
ai tempi degli scalp sulle vga ricordo che scrissero "ma noi lo facciamo per voi in modo che possiate comprare senza ansia e con calma"
Con molta, moltissima calma !
Tranne i casi di necessità "mission Critical", le si lasciano li...
Quando gli avanzano, vedrai che le svendono !
Non capisco. All'epoca c'erano negozi online (AMD, Nvidia, Sony, Amazon etc.) dove si vendevano vari prodotti a prezzo di listino e quindi gli scalper ne approfittavano. Adesso però nessun negozio di ram vende a prezzi normali ma solo a prezzi folli quindi come fanno a scalperarci sopra?
Infatti, stesso mio pensiero, al tempo gli scalper compravano a prezzo diciamo di listino e rivendevano con un notevole ricarico, tanto di gente con il grano che voleva subito per dire una 5090 c'era e pagavano senza fiatare, ma adesso le ram sono già sovra prezzate rispetto al costo che dovrebbero avere quindi giustamente la domanda viene spontanea, come fanno a scalperarci sopra? si sono trasformati in gioiellieri?...
Che poi al tempo delle 5090 non c'era la disponibilità fisica delle schede, ma la ram invece è disponibile (uno a caso amazon ne ha quante ne vuoi con consegna domani se ordini adesso....) quindi la domanda è ancora più lecita, cosa ci guadagnano gli scalper? poi che abbiano dei canali diciamo preferenziali a cui possono rivolgersi per comprare ram a prezzi diciamo pre crisi ci può anche stare, ma pagare una ram da loro magari ancora di più di quanto la pago per esempio da amazon non ha davvero senso....
gran macchina.
ho un athlon 6000 con 8 gb di ddr2 e un ssd piccino.
non lo fermi manco a cannonate.
Altman è il primo degli Scalper, e così che ha guadagno con l'AI, compera tutti i lotti e poi sottobanco li passa ai suoi ScalpDistributori maggiorati..
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