Apple a 50 anni: Tim Cook smentisce il ritiro, ma il successore è già in pole position
In un'intervista a Good Morning America in occasione del 50° anniversario di Apple, Tim Cook ha smentito i rumor sul ritiro imminente. «Non riesco a immaginare la vita senza Apple», ha detto il CEO 65enne, che guida Cupertino dal 2011
di Andrea Bai pubblicata il 18 Marzo 2026, alle 12:51 nel canale AppleApple
Tim Cook non ha intenzione di lasciare Apple, almeno non adesso. Il CEO della Mela ha smentito pubblicamente le voci di corridoio sulla sua imminente uscita dall'azienda durante un'intervista con Michael Strahan a Good Morning America di ABC, andata in onda il 17 marzo 2026. «Non ho detto questo», ha dichiarato Cook, riferendosi alle voci circolate nelle ultime settimane. «Non l'ho mai detto: è solo un rumor che gira».

L'intervista si inserisce nel clima celebrativo che circonda il 50° anniversario di Apple, il 1° aprile 2026, e su cui Cook fa leva per ribadire il suo legame con l'azienda: «Ho una passione profonda per quello che faccio. Sono entrato in Apple 28 anni fa e ho amato ogni momento». La chiosa è diventata quasi uno slogan: «Non riesco a immaginare la vita senza Apple».
Un anno di voci insistenti
I rumor sul ritiro di Tim Cook non sono nati dal nulla: a novembre 2025 il Financial Times aveva riportato che Apple stava accelerando i piani di successione, con la possibilità che Cook rivelasse la propria tabella di marcia già prima del WWDC 2026. Quella ricostruzione fu smentita, ma l'eco delle voci non si è placato, giugendo fino ai giorni nostri. A gennaio 2026, il New York Times aveva alzato ulteriormente il livello di allerta, citando tre fonti vicine all'azienda secondo cui Cook avrebbe confidato ai dirigenti senior di essere stanco e di voler ridurre il proprio carico di lavoro, un ritratto privato in netto contrasto con la versione pubblica offerta a Good Morning America.
Sempre secondo il NYT, in caso di uscita Cook sarebbe destinato alla presidenza del board di Apple. Il terreno è stato reso ancora più fertile da una serie di addii eccellenti nel corso degli ultimi mesi. Jeff Williams, storico numero 2 di Cook e per anni considerato lui stesso un possibile successore, ha lasciato Apple l'anno scorso. John Giannandrea, SVP responsabile di machine learning e strategia AI, ha annunciato il proprio ritiro per la primavera 2026. Due partenze di peso che, sommate alle speculazioni sul CEO, hanno alimentato l'impressione di un management in transizione.
La successione resta un tema aperto
Che Cook smentisca un addio immediato non significa che il tema della successione sia scomparso dall'agenda di Cupertino. Secondo Bloomberg e il New York Times, il candidato più accreditato a succedere a Cook è John Ternus, SVP of Hardware Engineering, profilo tecnico con una lunga esperienza nella gestione dei prodotti fisici di Apple, dall'iPhone ai chip della serie M. Ternus ha un basso profilo pubblico, ma all'interno dell'azienda è considerato capace di combinare visione ingegneristica e capacità gestionale.

Cook ha dichiarato in passato di preferire un successore interno e di star preparando «diversi» candidati. Oltre a Ternus, nella lista circolano i nomi di Craig Federighi (software), Eddy Cue (servizi), Greg Joswiak (marketing worldwide) e Deirdre O'Brien (retail e HR). Profili molto diversi tra loro, che riflettono l'ampiezza delle responsabilità che il prossimo CEO dovrà gestire.
Cook, 65 anni e uno storico da record
Cook ha compiuto 65 anni a novembre 2025. Dal suo insediamento nel 2011, Apple è passata da una capitalizzazione di mercato di 377 miliardi di dollari a oltre 3,7 trilioni, diventando per periodi prolungati l'azienda più capitalizzata al mondo. Un risultato che rende qualsiasi paragone con i suoi predecessori quasi impossibile in termini puramente finanziari.
Nel 2021, in un'intervista sul podcast di Kara Swisher, Cook aveva lasciato intendere che probabilmente non sarebbe rimasto in Apple per altri dieci anni, una frase interpretata come un orizzonte temporale tacito entro il 2031. Ma affermazioni simili, rese in contesti informali, vengono spesso rilette con eccessiva precisione. Cook non ha mai indicato una data concreta, e la smentita di questa settimana conferma che non intende farlo neanche ora, con la Mela che si trova in un contesto pregno di complessità: Apple è sotto pressione per il ritardo percepito nella corsa all'intelligenza artificiale, con Apple Intelligence ancora lontana dalla maturità dei competitor e l'integrazione con Gemini di Google come risposta temporanea alle lacune del proprio modello. Il mercato attende inoltre un iPhone pieghevole e gli Apple Glasses, due prodotti che potrebbero ridefinire le categorie in cui Apple compete. Sono sfide che inevitabilmente influenzeranno la valutazione del lascito di Cook e forse anche le sue scelte sui tempi dell'uscita.










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