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Old 10-03-2011, 11:45   #1
c.m.g
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[NEWS] Identificare gli autori di email anonime

pubblicato: mercoledì 09 marzo 2011 da Gianluca Pezzi



E’ di un gruppo di ricercatori canadesi della Concordia University la scoperta di un sistema per identificare gli autori di email anonime. Il metodo sembrerebbe essere tanto accurato da poter essere utilizzato come prova anche nelle aule di tribunale.

Negli ultimi anni il problema delle email anonime è certamente aumentato. Pensiamo non solo a mail “minatorie”, quanto piuttosto a quelle scritte sotto pseudonimo. Truffe, raggiri e, peggio ancora, reati relativi ad abusi sessuali o pornografia infantile. Certo, l’email ha un po’ quell’aspetto asettico che non avevano le lettere scritte su carta e che, proprio per questo, erano analizzate per scoprire i colpevoli: perizie calligrafiche oppure sistemi che si usavano per capire se effettivamente era stata utilizzata quella determinata macchina per scrivere portavano spesso all’individuazione del responsabile.

Cosa accade quanto tutto è standardizzato? Si cerca altrove: le email hanno un traccia, ed è questa traccia che viene utilizzata solitamente dalle forze dell’ordine per risalire all’autore. Non sempre però la ricerca dell’indirizzo IP porta a buoni risultati. In primo luogo i sistemi appositamente creati per rendere anonimi gli utenti in rete: strumenti nati per la libertà di pensiero e di parola nelle nazioni sotto dittatura (uno dei pionieri fu Penet.fi), possono essere usati dai criminali. Ma se anche la ricerca dell’indirizzo IP portasse ad una casa o un appartamento, potrebbero esserci situazioni in cui risulta difficile trovare il colpevole, perchè sotto lo stesso tetto abitano o lavorano più persone.

Ecco allora l’uovo di colombo: anzichè analizzare il percorso dell’email, si analizza l’email stessa. Il metodo prende spunto dalle tecniche usate nel riconoscimento vocale e nel data mining, ovvero nel saper estrarre un particolare elemento da una vasta quantità di dati. In questo caso si cerca di individuare eventuali schemi di scrittura che ricorrono nelle email inviate.

Per determinare se un sospettato è l’autore delle email, prima vengono appunto identificati gli schemi trovati altre nelle email inviate dalla stessa persona. Si passa poi a verificare se gli schemi sono compatibili con quelli ottenuti dalle email anonime. Il succo della questione è che gli autori della ricerca affermano l’esistenza di una “impronta di scrittura”, paragonabile alle impronte digitali. Ognuno di noi ha infatti un proprio stile che si riflette nella scelta delle parole o dei caratteri, oppure nell’impostazione del testo, così come errori di scrittura derivati dall’utilizzo di “slang” o impostazioni dialettali. Lo studio dei dati raccolti porta a classificare e riconoscere l’impronta di scrittura, determinando così sesso, nazionalità e grado di educazione di chi scrive.

Per capire l’accuratezza della tecnica elaborata, i ricercatori hanno esaminato l’intero “Enron Email Dataset“, ovvero un archivio di 200.000 email scambiate da 158 dipendenti della defunta Enron. Utilizzando 10 email di 10 persone scelte casualmente, quindi 100 email in totale, all’interno del database sono riusciti ad individuarne gli autori con una percentuale di successo variabile tra l’80 ed il 90%.

E’ possibile che il sistema utilizzato abbia margini di miglioramento, ma in ogni caso l’utilizzo dell’”impronta di scrittura” potrebbe cambiare radicalmente i modelli investigativi utilizzati fino ad oggi.


Foto | Flickr





Fonte: DownloadBlog
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Ultima modifica di c.m.g : 15-03-2011 alle 07:51.
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Old 15-03-2011, 07:50   #2
c.m.g
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Le email anonime? Identificabili su punto informatico
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