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I furbetti dell'indultino (domani il sit-in a Montecitorio e a Milano alla prefettur)
MANIFESTAZIONI A MILANO (PREFETTURA) E A ROMA (MONTECITORIO) DOMANI.
A MILANO Caro Professore, così non va. Molti italiani hanno votato Unione per un radicale cambiamento nel campo della legalità e dell’etica pubblica rispetto al nefasto lustro berlusconiano. Lei stesso ce l’ha promesso. Ma alla prima occasione, che fate? Il Parlamento si riunisce per votare l’indulto esteso anche ai tipici reati della criminalità economica. Le sembra un buon modo per affrontare la piaga della corruzione? Con il consueto garbo, insieme ad un gruppo di amici che la calura estiva non rende indifferenti, porremo al Presidente Prodi questo interrogativo, domani a Milano. L’appuntamento è per le ore 16.30 davanti alla Prefettura in Corso Monforte n.31 dove è previsto un incontro tra il vertice del governo e le autorità locali. Sono certo che la polizia ci tratterà con la medesima tolleranza riservata ai tifosi delle squadre di calcio, ai tassisti e agli avvocati che di recente hanno manifestato a centinaia senza autorizzazione. (dal blog di Piero Ricca) ---Tocca anche a voi Milanesi. A ROMA Indulto: da domani sit in a montecitorio Da domani, (martedi 15) a partire dalle ore 9.00 davanti a Montecitorio, l’Italia dei Valori organizza un sit in di protesta contro il provvedimento di indulto che sta per essere varato dal Parlamento. All’iniziativa saranno presenti tutti i parlamentari di Italia dei Valori, il professor Pancho Pardi, Marco Travaglio, gli Amici del Blog di Beppe Grillo e tutti coloro che sono contrari a questo provvedimento che getta un colpo di spugna su dieci anni di malaffare di economia e finanza. La legge sull’indulto, nata per liberare le carceri, è stata estesa ai reati di falso in bilancio, corruzione, reati fiscali e finanziari anche nei confronti della Pubblica amministrazione. Siamo di fronte a un colpo di spugna, un atto gravissimo del quale è riportata un’informazione parziale, e spesso strumentale, da parte di giornali e televisioni. Gli italiani devono fare sentire e forte la loro voce, in tutti i modi legittimi possibili, per evitare un ennesimo passo indietro della democrazia. Ufficio stampa IDV I furboni dell’indultone Marco Travaglio (ULIWOOD PARTY) «Adesso si potrà lavorare di più e più tranquilli, tanto dopo ci sarà l’amnistia». Se lo dicevano ridacchiando qualche settimana fa alcuni ladri di appartamento sudamericani trapiantati in Italia, mentre seguivano al tg il dibattito politico sul colpo di spugna prossimo venturo. Non sapevano, gli sventurati, di essere intercettati. Sventurati, poi, si fa per dire: in 24 furti nel centro di Milano, avevano raccolto la bellezza di 400 mila euro. Bottino più che sufficiente per congratularsi di aver scelto l’Italia come terreno di caccia: solo in Italia, oltretutto, si sfollano le carceri mandando a casa i detenuti. Purtroppo per loro, diversamente da molti altri colleghi, i nostri eroi non han fatto in tempo a pregustare l’indulgenza plenaria: infatti sono stati arrestati, processati a tempo di record e condannati dal Tribunale di Milano senza attenuanti e con un aggravio di pena. Nonostante lo sconto di un terzo previsto dal rito abbreviato, si sono beccati ben 6 anni perché - scrive il giudice nella sentenza a proposito del capobanda - «non merita il riconoscimento delle attenuanti generiche», non soltanto per il suo ruolo preminente nella gang ma anche perché «progetta, in vista della ventilata amnistia, di commettere tranquillamente ulteriori reati». Gli allegri compari si consolerà con l’indulto di 3 anni che le Camere stanno per varare,libererandoli dal rischio di restare in carcere: scendendo da 6 a 3 anni, potranno ottenere l’affidamento ai servizi sociali, cioè tornare in libertà. Ed è un vero peccato che non si siano candidati al Parlamento, altrimenti potrebbero rimanerci a pie’ fermo. Infatti un loro collega pregiudicato, tale Previti Cesare, condannato anche lui a 6 anni per un reato infinitamente più grave (corruzione di giudici) e detenuto agli arresti domiciliari in virtù di una legge su misura gentilmente varata da alcuni suoi complici, grazie all’imminente indulto potrà tornare a piede libero e conservare il seggio parlamentare. È vero che era stato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici e dunque, secondo la Cassazione, doveva uscire dalla Camera con le mani alzate. Ma questa pena accessoria, grazie all’indulto, da perpetua diverrà temporanea. E in Parlamento si sta lavorando per far rientrare anche quella nell’annunciato provvedimento di clemenza. Chi s’illudeva che Berlusconi e i suoi cari avessero perso le elezioni e che fosse finita per sempre l’èra dell’impunità per i potenti resterà lievemente deluso. È alle viste, infatti, la prima legge SalvaPreviti della nuova legislatura. Una SalvaPreviti bipartisan, camuffata da indulto «per sfoltire le carceri». Le carceri sovraffollate,naturalmente,non c’entrano nulla: altrimenti dall’indulto verrebbero esclusi i reati contro la pubblica amministrazione (corruzione, concussione, peculato, abuso) e contro la giustizia (corruzione giudiziaria e corruzione del testimone), quelli finanziari (falso in bilancio, frode fiscale, appropriazione indebita, aggiotaggio) e le frodi sportive. Tutti reati per i quali, dopo la scarcerazione di Previti, Fiorani e Ricucci, non è detenuto nessuno. Invece sono tutti compresi. Con la scusa dei detenuti, si abbuonano preventivamente 3 anni di pena a chi, anche se condannato, in carcere non andrà o non tornerà mai: Fazio e i furbetti del quartierino, Tanzi e Cragnotti, il signor Savoia, il dottor Sottile, gli spioni dello Storacegate, i truffaldi di Calciopoli, il solito Bellachioma (imputato di corruzione di testimone, frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione indebita). E poi, si capisce, quel sant’uomo di Previti. Perché il sovraffollamento che allarma lorsignori non è quello delle carceri: è quello di un grazioso palazzotto di Piazza Farnese dove, scortato giorno e notte dalla polizia a spese del contribuente, risiede forzatamente il cosiddetto onorevole Previti. L’angusto edificio va sfollato al più presto per motivi umanitari, consentendo al povero inquilino, stipato come una sardina fra la vasca delle aragoste e l’attico grande come una portaerei, di sgranchirsi le gambe nell’aula di Montecitorio. Ma siamo sicuri che Berlusconi abbia perso le elezioni? ------------------------ Come sempre ottimo Travaglio nel descrivere questa possibile porcata imminente chiamata indulto, in cui vogliono metterci anche i reati finanziari. Un indulto del genere si farà SOLO se fa comodo a berlusconi, Previti e ai parlamentari condannati per reati finanziari (e i loro amici colletti bianchi).E' una vergogna. Restiamo con gli occhi aperti perchè questa schifezza non deve passare. Ultima modifica di sander4 : 24-07-2006 alle 20:57. |
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#2 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 1999
Città: Roppongi
Messaggi: 1582
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Come mai tutto questo silenzio dai "sinistrosi" ?
http://www.corriere.it/ultima_ora/ag...E6478C61AC0%7D 17 lug 09:33 Indulto: Di Pietro, "No per corruttori, evasori fiscali e per chi falsifica bilanci" ROMA - Il ministro delle Infrastruttre, Antonio Di Pietro, leader di Italia dei Valori ha chiesto un incontro con i leader degli altri partiti della coalizione per discutere della questione indulto. "Il silenzio assordante con il quale tutta la coalizione di centrosinistra risponde alla nostra richiesta di non introdurre i tre tipi di reato, finanziario, societario e contro la pubblica amministrazione, che abbiamo chiesto che siano tolti dal provvedimento di indulto, ci sta portando seriamente a riflettere sulla compatibilita' di Italia dei Valori con il programma dell'Unione e con tutta la coalizione. E' inammissibile - ha detto il ministro Di Pietro - che proprio un governo di centrosinistra assicuri l'impunita' ai corruttori, agli evasori fiscali e a coloro che fanno falsi in bilancio". (Agr) http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=105134 Nuove polemiche nel centrosinistra sulla proposta di indulto. Antonio Di Pietro, leader dell' Italia dei Valori, non accetta l'idea che venga concessi atti di clemenza a quelli che, secondo lui, sono corruttori, evasori e truffatori. Una questione su cui minaccia di allontanarsi dalla coalizione di governo, passando all'appoggio esterno. «Il silenzio assordante con il quale tutta la coalizione risponde alla nostra richiesta di non introdurre nel provvedimento i tre tipi di reato, finanziario,societario e contro la pubblica amministrazione, - dice Di Pietro - ci sta portando seriamente a riflettere sulla compatibilità di Italia dei Valori con il programma dell'Unione e con tutta la coalizione». Per questo motivo ha chiesto di avere un incontro con i leader degli altri partiti e discutere della questione. Dall'interno del centrosinistra gli ha risposto in maniera ferma e negativa il verde Paolo Cento, sottosegretario all'Economia:« L'indulto è nel programma dell'Unione: per questo la minaccia di Di Pietro è irricevibile e assomiglia all'ennesimo tentativo di far saltare in extremis l'accordo per un provvedimento che intervenga sull'emergenza carcere».Sempre secondo Cento ci sono tutte le condizioni politiche e parlamentari - per approvare subito l'indulto di tre anni e poi mettere all'ordine del giorno del Parlamento, per la ripresa dei lavori, anche un'amnistia. Reazioni anche nell'opposizione di centrodestra. Maurizio Gasparri, che si dice contrario all'indulto si augura che «quello di Di Pietro non sia solo un gioco al rialzo per ottenere qualcosa all'interno del governo». Questi stanno facendo un'autentica "porcata" !
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Iscritto dal: Aug 2001
Città: GROSSETO
Messaggi: 1633
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Dal blog di Beppe Grillo:
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#4 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Città: Milano Tokyo , purtroppo Utente con le palle fracassate
Messaggi: 2371
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Kotoshi mo yoroshiku onegai-itashimasu |
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#5 |
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Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 87
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è uno schifo. e poi non capisco il perchè di far un sinile regalo anche alla cdl. mah. sempre detto quelli che han aiutato di più berlusca son csx.
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#6 |
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Iscritto dal: May 2006
Messaggi: 87
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comunque è una bella porcata; perchè o cade il governo oppure di pietro deve ceder su questa porcata. in entrambi i casi non la vedo buona. affatto.
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#7 |
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Iscritto dal: Nov 2004
Città: Vicenza
Messaggi: 297
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INCIUCIO
non mi piace questo indulto buttato la
- LIBERANO 12000 persone e mi va bene - non c'è una minima idea di una revisione della giustizia in un futuro prossimo e con mastella che inciucia a destra a manca figurati cosa viene fuori - la legge passa solo perchè FI vuole che passi indulto sui reati finanziari se non non lo voterà mai - totale persone fuori per quei reati 78 persone, su 12000 fate voi la proporzione - tra le 78 persone c'è Previti - La sinistra rischia di fare la più importante legge SALVAPREVITI neanche il cdx è riuscito a far tanto - il csx si difende dicendo che accettano indulto sui reati finanziari perchè resteranno le pene accessorie ovvero Previti non potrà andare in parlamento alla fine, per ora, spero che di pietro vada fuori dal governo (che non vuol dire che cade il governo ma oppoggio esterno)
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit) Ultima modifica di indelebile : 24-07-2006 alle 00:10. |
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#8 |
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Iscritto dal: Nov 2001
Messaggi: 51
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mado', mado'....ci mancava solo questa, complimenti a loro, e complimenti a me che li ho votati (non mi biasimo...cos'altro avrei potuto votare, cdl ?
mi auguro che nel caso quest' "indulto" passi Di Pietro si dimetta e sbatta su tutti i giornali questa bella merdata...anche se so che non servirà a un cazzo come al solito |
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#9 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2002
Città: Napoli
Messaggi: 432
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Sono totalmente contrario.
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La media degli italiani è un ragazzo di seconda media, è a loro che devo parlare. (Berlusconi, 10.12.04) |
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#10 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2005
Messaggi: 367
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Allora chiariamo la situazione di Cesarone (Previti).
Il 18 Luglio è stato inserito nell'indultone un emendamento che non applica l'estinsione delle pene accessorie PERPETUE, come il ban "a vita" che previti ha ricevuto dai pubblici uffici e dal parlamento. Con questo emendamento dentro (sono due righe), almeno che lunedi non lo modificano ed è improbabile, a previti saranno si scontati tre anni di carcere (ED E' UNA VERGOGNAAAA) ma non potrà mai più far el'avvocato nè rientrare in parlamento, almeno. Il csx si sta dimostrando non intelligente (per non dire altro), si accinge a fare un regalo IMMENSO a forza italia (hanno tanti dirigenti condannati per reati finanziari etc che beneficeranno dell'indulto) e alla cdl. per cosa? se pensano che poi verranno aiutati al senato si sbagliano. come in passato, berlusconi incasserà questo regalo e alla prima occasione sfrutterà la caduta del governo e tornerà con larga maggioranza, senza fare prigionieri e ricominciando a fare ciò che ha fatto nei passati cinque anni. Uno stupido regalo gratuito al centrodestra, a berlusconi, previti etc.Solo così si può chiamare l'aver messo i reati finanziari etc et c nell'indulto. Non avranno nulla indietro, NULLA, niente di niente, nada.Proprio per questo è assurdo ciò che stanno facendo. Ultima modifica di sander4 : 24-07-2006 alle 01:58. |
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#11 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2003
Città: spero ancora per poco in italia
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già le pene sono basse e li vuoi buttare fuori, ma perfavore! vedrai quanti sud-americani ci invaderanno vedendo che siamo la nuova eldorado del crimine |
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#12 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2006
Città: Roma-Milano Utente:Deberlusconizzato Iscritto:20/2/2000 Status:SuperUtenteAdm Messaggi totali:107634 Auto:BMW X3 3.0 SD M
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E' una vergogna....
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#13 |
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Iscritto dal: Nov 2004
Città: Vicenza
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si muove anche scalfari
LA POLEMICA
Un ricatto in nome di Cesare Previti di EUGENIO SCALFARI Debbo confessare che il Di Pietro capo di partito non incontra le mie simpatie. Non mi piace la sua squadra. Non mi piace affatto quel suo subdolo personaggio che è andato a fare il presidente della commissione Difesa della Camera con i voti del centrodestra. Diciamo insomma che non sono un fan dell'ex procuratore di Mani pulite. Ma dichiaro che condivido invece al cento per cento la posizione di Di Pietro sul provvedimento di indulto preparato dal ministro della Giustizia, sul quale la Camera discute oggi e probabilmente voterà domani. Sono molto stupito che quel provvedimento abbia il sostegno di tutti i gruppi del centrosinistra, compresa quella sinistra radicale che spacca il capello in quattro sulla necessità che il governo sia "discontinuo" rispetto alla politica e alla legislazione ereditate da Berlusconi. Il problema di questo indulto è chiarissimo: il centrosinistra è favorevole all'amnistia ma non riesce ad ottenere la maggioranza qualificata che la legge richiede. Allora ripiega su un indulto diminuendo di tre anni le pene comminate a tutti i responsabili di reato salvo alcune categorie ritenute di particolare gravità. I reati esclusi dall'indulto sono nel disegno di legge Mastella quelli di natura mafiosa, quelli riguardanti la pedofilia e i reati di terrorismo interno e internazionale. In tutti gli indulti che sono stati approvati in precedenti occasioni (come pure in tutte le precedenti amnistie) sono stati sempre esclusi dai provvedimenti di clemenza i reati di corruzione e di concussione commessi contro la pubblica amministrazione. Invece nel provvedimento Mastella - e per la prima volta nella nostra legislazione - questi reati beneficeranno della clemenza approvata dal Parlamento. Di qui il rifiuto di Di Pietro di votare in favore e di qui anche la nostra concordanza con la sua posizione. La verità che sta dietro all'estensione dell'indulto ai reati di corruzione e concussione contro lo Stato è presto detta: senza quell'estensione i voti di Forza Italia verrebbero a mancare e quindi non si raggiungerebbe il "quorum" necessario. Mastella e la maggioranza di centrosinistra si sono trovati di fronte a questa "impasse"; per superarla hanno trangugiato il rospo. Il rospo, tra l'altro, ha un nome abbastanza ostico: si chiama Cesare Previti. Previti deve scontare cinque anni per una sentenza passata in giudicato. Con l'indulto la pena si riduce a due anni per i quali sono previsti provvedimenti alternativi come l'affidamento ai servizi sociali. Il problema Previti ha rappresentato una spina costante per Forza Italia, che ha cercato di liberarsene in tutti i modi. Soprattutto con un'aggressione continua e durata un decennio intero contro la magistratura italiana nel suo complesso e quella milanese in specie e con leggi "ad personam" che hanno rappresentato una delle più umilianti stagioni politiche del Parlamento italiano. Nonostante questi innumerevoli tentativi di manipolare e impedire l'azione della giurisdizione, l'obiettivo è stato raggiunto solo in parte; una condanna c'è stata, un reo è stato assicurato alla giustizia. E come lui parecchi altri in analoghe condizioni. Ora l'indulto che il centrosinistra propone oggi alla Camera, con l'accordo di Forza Italia, realizzerà ciò che non era riuscito al governo Berlusconi. Di più: le persone responsabili di reati contro la pubblica amministrazione sono in tutto sessantasette; un numero esiguo che non contribuirà in nessun modo a quello sfoltimento della popolazione carceraria che è l'intento principale del provvedimento di clemenza. C'è infine un'ultima ragione che ci spinge a criticare la posizione del governo e a concordare con quella di Di Pietro: gran parte dei parlamentari di An voteranno contro il provvedimento di Mastella. Per ragioni che non condividiamo, ma resta il fatto che i colpevoli di reato contro lo Stato per corruzione e concussione avranno sconti di pena col voto del centrosinistra e di Forza Italia e con il voto contrario di Alleanza nazionale. È una posizione piuttosto scomoda, non vi pare? (24 luglio 2006)
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit) |
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#14 |
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Iscritto dal: Nov 2004
Città: Vicenza
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questo invece mi sembra proprio inciucio
Voglio giustizia senza scontri
Colloquio con Anna Finocchiaro di Francesco Bonazzi – L'Espresso Niente scherzi sull’indulto, magari per favorire il ritorno di un Previti in Parlamento o di qualche bancarottiere nel mondo della finanza. Qualche brutta legge da abolire, come la Cirielli sulla recidiva e la Cirami sullo spostamento dei processi. Ma soprattutto tante riforme da fare per velocizzare i processi, evitare l’amnistia strisciante della prescrizione, premiare le aziende che rispettano le regole. Anna Finocchiaro, capogruppo dell’Ulivo in Senato, dopo 19 anni trascorsi a Montecitorio e un passato in magistratura, ha le idee chiare sulla giustizia e un obiettivo: che si lavori senza ricreare «il clima da scontro totale voluto dal centrodestra nella scorsa legislatura». Partiamo dalla madre di tutte le grane con giudici e avvocati. La riforma Castelli sull’ordinamento giudiziario va azzerata? «Il governo ha presentato un disegno di legge che sospende l’efficacia dei decreti attuativi su tre punti nevralgici: i concorsi, la rigida gerarchizzazione delle procure e i procedimenti disciplinari». Non facevate prima ad abolirla per decreto? «Certo, ma non dobbiamo ripetere l’errore commesso dalla Casa delle libertà nella scorsa legislatura, che sulla giustizia ha creato un clima di contrapposizione totale». Se è per questo, sul “Foglio” in piena trattativa sul Quirinale, Fassino offrì all’opposizione un’intesa in quattro punti. Al secondo c’era il tema giustizia, con la proposta di trovare insieme un personaggio che, da capo del Csm, esercitasse una funzione di garanzia «operando per evitare ogni possibile cortocircuito fra giustizia e politica». «Ecco, quando si vuole sfuggire al muro contro muro, spunta sempre il sospetto dell’inciucio. Ma un paese moderno ha bisogno di sapere che su temi come la giustizia, il lavoro, la scuola o le regole che fissano il funzionamento delle istituzioni non si può cambiare tutto a colpi di maggioranza e a ogni legislatura. Ecco perché insieme al disegno di legge Mastella ripresenteremo alcune proposte per snellire la macchina giudiziaria e accelerare i processi». Quindi non abolirete neppure le cosiddette leggi-vergogna approvate nella passata legislatura? «Anche qui bisogna distinguere. La Cirielli sulla recidiva e la Cirami sul legittimo sospetto vanno abrogate e basta: rimetterci le mani è praticamente impossibile. Il falso in bilancio deve tornare un reato e la Cassazione dev’essere salvata dalla paralisi totale al quale la condannerebbe la legge Pecorella. Per altro, sull’inappellabilità delle sentenze di proscioglimento si discuteva da anni e ci si può tornare a ragionare». E la prescrizione abbreviata per i reati dei colletti bianchi? Insieme all’indurimento della recidiva contribuisce a disegnare una giustizia di classe. Spietata con immigrati, tossicodipendenti e piccola delinquenza. A maglie larghe con chi si può permettere avvocati che sanno tirarla in lungo. «Sulla prescrizione il rimedio c’è: basta che i termini dell’esercizio dell’azione penale siano “spalmati” sulle varie fasi del processo. Mi spiego. Se oggi un certo reato si prescrive in cinque anni, avremo un pm che si prende quattro anni, un giudice di primo grado che sa di avere ancora una decina di mesi e così via, fino all’assurdo di una Cassazione alla quale restano poche settimane. Se invece fissiamo i termini grado per grado, sono convinta che la prescrizione ammazzerà molti meno processi. Ciò detto, bisogna ricordare che un processo rapido, e che soprattutto si celebra, è anche nell’interesse delle vittime dei reati e di quel 37 per cento di detenuti ancora in attesa di giudizio». A proposito di detenuti. Le carceri scoppiano: 60 mila persone laddove potrebbero starcene a stento 42 mila. State per varare un indulto, ma con questa giustizia, in due anni si torna da capo. «Sono d’accordo, e non a caso insisteremo sulla strada delle pene alternative al carcere. Ma vorrei che si ricordasse che noi eravamo già favorevoli a provvedimenti di clemenza nella scorsa legislatura». In realtà, con l’indulto verranno scontati tre anni di reclusione a tutti, a parte chi si è macchiato dei reati più gravi. Però il fatto che si applichi anche ai reati fiscali, finanziari e contro la pubblica amministrazione fa sì che Di Pietro minacci l’appoggio esterno al governo sostenendo che si tratta di un favore ai tangentari e ai colletti bianchi. «Di Pietro sbaglia, perché ciò che veramente punisce quel tipo di reati sono le pene accessorie, come l’interdizione dai pubblici uffici. Il tangentista o il pirata della finanza non deve tornare in politica, partecipare ad appalti o sedere in consigli d’amministrazione». Però nell’ultima bozza dell’indulto sparivano anche le pene accessorie e c’è chi vi ha visto un modo per far tornare a Montecitorio Cesare Previti, che ha una condanna a sei anni e l’interdizione perpetua. «Per me il punto delle pene accessorie è il limite invalicabile. E non lo dico perché ho in mente un nome piuttosto che un altro, ma perché sono pene efficaci. E poi non mi risulta che l’indulto sia mai stato esteso alle pene accessorie. Se davvero vogliamo fare le leggi pensando a qualcuno in particolare, allora io in testa ho le donne che allevano i bambini in carcere. Sono una cinquantina ed è una vergogna. Basterebbe mettere a disposizione qualche alloggio». Previti o non Previti, alla fine si torna sempre al rapporto tra politica e giustizia. «Il problema è che negli anni passati, per miopia o scarso coraggio, la politica ha delegato alla giurisdizione alcuni problemi». Ad esempio, il finanziamento dei partiti e la selezione “morale” della classe politica... «Ma su Tangentopoli il centrodestra ha totalmente sbagliato l’analisi». Non è che i giudici hanno rubato il campo ai politici? «Semmai sono i politici che non hanno fatto il proprio mestiere. Ma per evitare di ricadere nella solita diatriba, prendiamo un tema come la tutela del territorio. Specie al Sud, la politica non ha avuto il coraggio di combattere l’abusivismo edilizio per paura di rendersi impopolare. Così la magistratura è rimasta sola. Ma quando il pm interviene, il pilone di cemento armato c’è già. Lo stesso vale per l’evasione fiscale o la violazione delle leggi sul lavoro. Allora credo che la politica debba fare il proprio mestiere ed evitare che il concetto di legalità sia associato solo ai divieti e alle manette». Per usare una formula cara alla migliore antimafia, bisognerebbe coniugare legalità e sviluppo. «Esatto. E dobbiamo premiare le aziende che si comportano bene. Nell’aggiudicazione di un appalto bisogna favorire le ditte che rispettano le leggi sul lavoro, che non discriminano le donne, che non hanno pagato mazzette, che sono state puntuali». Di etica negli affari, però, recentemente se n’è vista poca. Parmalat, Cirio, “furbetti del quartierino”. Perfino nel calcio è suonata l’ora dei giudici... «Ma questo conferma quel che dicevo prima. Il pm fa bene ad intervenire. Anzi, ha il dovere di farlo. A quel punto però anche un sequestro o un semplice avviso di garanzia fanno crollare il titolo in Borsa e alla fine pagano anche azionisti incolpevoli. Il che mette in luce le gravi falle nei meccanismi di controllo preventivo. Penso alla Consob e alla Banca d’Italia, ma anche ai cda e ai collegi sindacali». Sono stati anche mesi di intercettazioni a tutto campo. E Mastella vuole intervenire. «Abbiamo letto anche telefonate a sfondo erotico che c’entrano poco con la libertà d’informazione. Credo che le intercettazioni vadano pubblicate solo quando non sono più coperte dal segreto. Sarebbe già molto». Invece si pensa di colpire i giornalisti o di multare gli editori. Che ne pensa? «Dobbiamo uscire da questa visione ipocrita per cui i segreti vengono violati solo nel triangolo tra pm, giornalista e avvocato. L’inchiesta su Abu Omar e sulle intercettazioni abusive ci consegnano fatti gravissimi. Non a caso in Senato sta partendo un’indagine conoscitiva sul tema. E l’abbiamo voluta noi del centrosinistra». Però sulla rimozione dei vertici dei servizi siete molto prudenti. E nel passato Comitato di controllo, se si eccettua il senatore Massimo Brutti, il Sismi di Pollari è stato trattato in guanti bianchi. «Ripeto, per me il problema delle intercettazioni illegali c’è ed è gravissimo. Ecco perché in Senato vogliamo vederci chiaro. Quanto a Pollari, vedo con piacere che l’inchiesta della magistratura sta andando veloce. E quando si delineerà con maggiore precisione il quadro delle responsabilità, ne trarremo sicuramente le conseguenze». Intanto avete accettato la nomina di Claudio Scajola ai vertici del Copaco. L’uomo che definì Marco Biagi un “rompicoglioni” e gestì il Viminale durante il G8 di Genova. Non si poteva evitare? «Indicare il presidente del Copaco spetta sempre all’opposizione e noi rispettiamo le regole. Su Biagi, credo che Scajola si sia pentito per la battuta. Quanto a Genova, c’è un processo in corso. Se usciranno responsabilità di Scajola, è un problema loro».
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Sono contrario al matrimonio dei preti: se fanno figli, siamo finiti. (cit) |
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#15 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2002
Città: PD
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Credo che un ministro della giustizia che dica una frase come quella che ho in sign sia una vergogna , il problema dell' Italia è la mancanza della legalità , e un indulto non fa certo bene .
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Certe persone non le digerisco |
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#16 | |
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Member
Iscritto dal: May 2006
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Quote:
poi un processo ha anche dei costi, se li si rilascia tutti.. |
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#17 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2002
Città: Milano
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metterei la faccina che ride ma di fronte ad una cosa simile ho ben poco di cui essere allegro |
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#18 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2004
Messaggi: 1455
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Eeheh
e pensare che c'erano alcuni sinistrorsi che si illudevano che la sx al potere avrebbe spazzo le illegalità partendo dall'alto, peccato che nessuno faccia nulla contro se stesso, e questo dx e sx sono assolutamente uguali
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Ciao ~ZeRO sTrEsS~ |
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#19 |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2001
Messaggi: 2202
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ho la spiacevole sensazione che la politica italiana sia tutta una finzione. in pubblico si scannano, in privato fanno quel che a loro aggrada, tutti assieme allegramente e indipendentemente dal voto. qualche screzio da dare in pasto alla pubblica opinione e via così.
altrimenti queste azioni trasversali e di fatti inspiegabili non hanno fondamento logico
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IN ANUBIS WE TRUST
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#20 |
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Bannato
Iscritto dal: Dec 2003
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io lo vado affermando da tempo fabio80,cmq se passa l'indulto spero che il governo cada,non meritano niente.
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