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Banche armate: proposto un osservatorio permanente
Banche armate: Proposto un osservatorio permanente
Domenica, 15 gennaio Appunti La creazione di un osservatorio permanente su istituti di credito ed esportazioni di armamenti è stata proposta in modo unanime al convegno ‘Cambiare è possibile’ organizzato oggi a Roma dalla Campagna di pressione alle ‘banche armate’, avviata nel 1999 da tre riviste missionarie. L’idea ha trovato ampio consenso tra i diversi interlocutori riuniti oggi per la prima volta intorno allo stesso tavolo: enti locali, sindacati, banche e quella società civile ‘etica’ che da anni chiede più trasparenza nel settore dell’export di armi. “Per coloro che hanno dato vita al lavoro di questi anni l’etica parte dal punto di vista degli esclusi del Sud del Mondo” ha detto il comboniano Carmine Curci, direttore di Nigrizia, che insieme alle altre riviste missionarie Mosaico di pace e Missione Oggi ha lanciato la campagna sei anni fa. Se l’opinione pubblica ha da tempo colto le ragioni di questa iniziativa, come ha spiegato Giorgio Beretta, coordinatore della campagna, oggi anche dalla banche è arrivato un primo incoraggiante segnale di apertura. Carmine Lavanda, Direttore generale di Capitalia, nel dibattito di stamani ha aderito alla proposta dell’osservatorio permanente. Francesco Terrieri, presidente di Microfinanza ed esponente dell’Associazione ‘Finanza Etica’ – che ha collaborato all’organizzazione del convegno – ha sottolineato che l’importanza della campagna sulle banche armate “è stata di dotare i risparmiatori di strumenti per un dialogo critico con gli istituti di credito”. (canisciolti.info)
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