Spento lo strumento LECP della sonda spaziale NASA Voyager 1 per risparmiare energia
L'agenzia spaziale statunitense ha annunciato di aver inviato il comando di spegnimento dello strumento LECP (Low-energy Charged Particles) della sonda spaziale NASA Voyager 1 per risparmiare parte dell'energia dell'RTG.
di Mattia Speroni pubblicata il 18 Aprile 2026, alle 23:14 nel canale Scienza e tecnologiaNASA
Tra le missioni spaziali più importanti per l'umanità (anche per l'impatto sulla società) ci sono sicuramente le missioni Voyager. Le due sonde spaziali gemelle lanciate nel 1977, stanno proseguendo il loro viaggio nello Spazio interstellare arrivando dove nessuna missione lanciata dall'umanità è giunta finora! La tecnologia di bordo è ormai obsoleta e la NASA ha via via ridotto il numero di strumenti scientifici attivi per risparmiare energia. Nelle scorse ore l'agenzia spaziale statunitense ha annunciato che lo strumento LECP (Low-energy Charged Particles) della sonda spaziale NASA Voyager 1 è stato spento mentre in futuro verranno prese ulteriori misure per prolungarne quanto più possibile la vita operativa.

Proprio NASA Voyager 1 si troverà tra pochi mesi a un giorno luce dalla Terra segnando un nuovo record per questa sonda spaziale. Con il generatore termoelettrico a radioisotopi (RTG), basato su plutonio-238, che si sta esaurendo e non avendo altre fonti di alimentazione, ogni watt risparmiato è importante per permettere di raggiungere distanze considerevoli e raccogliere ancora dati da zone di Spazio che non saranno visitabili per diversi anni.
Attualmente la sonda spaziale NASA Voyager 1 si trova a circa 25,4 miliardi di km dalla Terra e si sta muovendo a circa 81 mila km/h mentre Voyager 2 è a 21,35 miliardi di km dal nostro Pianeta spostandosi a poco meno di 81 mila km/h (e a 19 ore luce dalla Terra).
La sonda spaziale NASA Voyager 1 e la strumentazione di bordo
Come ricordato dalla squadra del JPL, lo strumento LECP è stato operativo, quasi senza interruzioni, dal lancio della sonda spaziale alla fine degli anni '70 raccogliendo informazioni utili sulle particelle cariche a bassa energia (ioni, elettroni e i raggi cosmici) che provengono dal Sistema Solare e dalla Via Lattea.

Grazie ai dati di NASA Voyager 1 (e della sonda gemella), gli scienziati hanno potuto studiare alcune caratteristiche del mezzo interstellare mostrando come ci siano regioni con differenti densità di particelle, nella zona oltre l'eliosfera. Come scritto sopra, attualmente non ci sono altre missioni che possono fare misurazioni in quelle zone e sonde spaziali che arriveranno così lontano potrebbero essere lanciate solamente tra alcuni anni.
Allontanandosi così tanto dal Sole, i pannelli solari sarebbero stati presto insufficienti, mentre non si pensava che queste missioni potessero durare così a lungo. Gli RTG a bordo delle due Voyager perdono circa 4 watt all'anno e quindi risparmiare energia non è solo importante, ma fondamentale.
Sempre stando alle informazioni rilasciate dalla NASA, alla fine di febbraio la sonda spaziale NASA Voyager 1 ha avuto un improvviso calo di potenza che avrebbe potuto portare ad attivare automaticamente lo stato di protezione dai guasti. Questa situazione è complessa da risolvere, soprattutto quando accade su hardware di fine anni '70 a 23 ore luce e le condizioni sono precarie.

Il centro di controllo ha quindi deciso di disattivare LECP, lasciando attivi l magnetometro (MAG) e il Plasma Wave Subsystem (PWS). Su Voyager 2 lo strumento LECP è stato disattivato già nel marzo 2025. La sonda spaziale ha quindi ancora una valenza scientifica importante e si cercherà di mantenerla in attività fin quando sarà possibile. Interessante notare che la squadra ha deciso di mantenere attiva una parte di LECP che consuma 0,5 watt per permettere la riattivazione dello strumento in futuro, se si dovesse trovare un modo per estrarre ulteriore energia dall'RTG. Ma non è finita qui.
Il JPL sta già guardando ai prossimi passi. La strategia per risparmiare ancora energia ha preso il nome di "Big Bang". Gli ingegneri stanno pensando di spegnere alcune componenti tutte in una volta e attivarne altre che hanno consumi ridotti rispetto alle prime. Questa strategia ovviamente comporta dei rischi per la sonda spaziale e sarà attivata prima su Voyager 2 (che ha più energia disponibile ed è leggermente più vicina alla Terra). I test saranno effettuati a maggio e giugno e, se tutto andrà bene, a luglio la procedura sarà inviata anche su NASA Voyager 1. Dopo l'acquisizione dei dati verrà verificato il risparmio effettivo e, se le condizioni lo permetteranno, lo strumento LECP potrebbe essere riattivato.










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