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#581 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2002
Città: Napoli
Messaggi: 1727
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Non scherziamo..
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Se buttassimo in un cestino tutto ciò che in Italia non funziona cosa rimarrebbe? Il cestino. |
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#582 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2000
Città: Vicenza
Messaggi: 20128
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e' pure piu' brutta. Ciaozzz
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FINCHE' C'E' BIRRA C'E' SPERANZA !!!
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#583 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2001
Messaggi: 1009
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#584 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
Città: AnTuDo ---------- Messaggi Totali: 10196
Messaggi: 1521
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In Sardegna comizi preelettorali, con molti "intermezzi"
per discutere animatamente al telefono Gasparri, primo giorno da ex "An può sostituire Berlusconi " Il ministro spodestato accusa: troppi presuntuosi tra noi dal nostro inviato ROBERTO BIANCHIN QUARTU SANT'ELENA - Davanti ai giovani militanti della "Caravella" che lo rincuorano, con vigorose pacche sulle spalle, per aver perso il posto, Maurizio Gasparri fa l'indifferente: "Importa nulla. Ci sono migliaia di persone che possono fare i ministri". Ma poi, quando prende il microfono, alla sua prima uscita pubblica nel primo giorno da ex ministro, spara pallottole al veleno contro Berlusconi e Fini che lo hanno mandato a casa. Contro il premier, anzitutto. Proprio lui, che quando era al governo era stato uno dei più fedeli scudieri del Cavaliere. Adesso anche lui si sgancia. E lo fa in scioltezza, senza alzare la voce, come dicesse un'ovvietà: "Oggi c'è una leadership - butta lì - ma domani si vedrà. Non è che le leadership siano eterne, guardate Chirac in Francia. E allora anche la destra potrà partecipare alla scelta della nuova leadership: credo che An possa aspirare ad essere la guida della coalizione". Ma ne ha anche per Fini, che non nomina, al quale imputa lo stato comatoso del partito, che "ha perso slancio e contatto con la gente", e che ha bisogno, come un malato grave, di essere urgentemente "rianimato". A questo, da oggi, ci penserà lui. Lui che riparte "da Quartu, come Garibaldi da Quarto", per tornare "dove si vota, dove si combatte, dove si cerca il consenso", dopo aver deciso, "volontariamente", di "scegliere la trincea dell'impegno militante". Gasparri ripete ossessivamente, tutto il giorno, quel "volontariamente", per dire a tutti che non l'hanno cacciato ma se n'è andato da solo, che i giornali hanno scritto "menzogne" e che il Quirinale è stato costretto a smentire di primo mattino. Ma non sembra tanto convinto neanche lui. Né quelli che lo ascoltano, e neanche i dirigenti di An, che parlano di "giornata amara". Solo i giovani della "Caravella" gli credono, e gli dicono che il suo è un gesto "che non è da tutti". Lui è pallido, tirato, anche un po' seccato, quando arriva alle quattro del pomeriggio, giacca blu e camicia azzurra aperta sul collo (la cravatta, in tinta, la metterà dopo), al centro convegni di Quartu per sostenere la candidatura a sindaco di un giornalista della tivù locale "Videolina", Emanuele Dessì. Sono in quaranta ad ascoltarlo. Gli andrà meglio in serata, in un albergo di Cagliari, a sponsorizzare l'ex sindaco Mariano Delogu in lizza per la Provincia: più di duecento gli spettatori. Giornata infernale per l'ex ministro. Il suo cellulare squilla in continuazione, lui risponde anche durante gli interventi degli altri oratori, cambia una mezza dozzina di batterie e litiga con mezzo mondo. Pochi sorrisi. Discussioni tese, vivaci, alle sei della sera si sente, dal giardino dell'hotel, che sta litigando furiosamente con qualcuno. Storace? "Con lui i rapporti sono ottimi - risponde gelido - come con tutti del resto". Ma ecco la stilettata: "Però i rapporti che contano dobbiamo averli con la gente. E noi li stiamo perdendo. Perché i governi ci sono solo se ci sono gli elettori. E noi stiamo perdendo anche quelli". Storace, è sottinteso, i suoi li ha già persi. L'analisi che fa, l'ex ministro, dello stato del partito, è impietosa: dice che è un momento di difficoltà, che bisogna "colmare il distacco" con quella parte dell'opinione pubblica che "non ha condiviso certe scelte", che gli elettori sono "sconcertati" dalle continue liti e polemiche sia nel centrodestra che in An, che bisogna essere "meno presuntuosi". Come un allenatore che si mette alla guida di una squadra che rischia di retrocedere, usa termini come "rilancio", "riscatto" e "ripartenze", che tradotto in qualcosa di semplice significa: "Dobbiamo parlare di più con la gente". "E' vero che le cose ultimamente non sono andate benissimo - ammette - ma nel 2006 possiamo e dobbiamo vincere, e An dev'essere protagonista di questa rinascita del centrodestra. Ma non possiamo vincere se non ci rimbocchiamo le maniche sul territorio". Neanche una lacrimuccia, allora? "Io nel governo ho raggiunto risultati importanti. Starci qualche mese in più o in meno è secondario. Se oggi c'è tizio al posto di caio non succede assolutamente nulla". "Maurizio, siamo con te" gli gridano i camerati della "Caravella". "Scusate, mi si è di nuovo scaricato il cellulare. C'è nessuno che ha un'altra batteria?". (25 aprile 2005) LaRepubbica
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#585 |
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