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#21 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2001
Città: Torino
Messaggi: 11769
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Temo che si faccia sempre un po' di confusione, a volte mi chiedo quanto involontaria, a passare dal "locale" al "globale".
Allora, a livello "globale" le istituzioni economiche internazionali e transnazionali PREMONO per adeguamenti in senso "neo-liberista". Le ricette (anzi, LA ricetta) dell'FMI sono prettamente "neo-liberiste". Ogni intervento dell'FMI negli ultimi 25 anni è stato subordinato all'accettazione, da parte del paese richiedente, dei tre punti di cui sopra. Si tratta di un dato empiricamente accertabile. Altresì, tutti i "rating" internazionali utilizzano criteri di merito "neo-liberisti". Non c'è parere che non venga dato tralasciando di dire al paese quanto abbia ancora da fare nel contrarre la spesa sociale, accelerare le privatizzazioni, aprire i mercati. Sono "neo-liberisti" i trattati più discussi al WTO, tra cui il "MAI" (Multilateral Agreement on Investment) con cui si cercava di sancire l'obbligo per i paesi aderenti (tutti) a mettere sul mercato i servizi e i diritti primari (dall'istruzione all'acqua). L'opposizione iniziata con Seattle fu proprio su questa deriva "neo-liberista" del WTO. Sempre restando a livello globale, il dato sull'occupazione NON E' palesemente falso, a meno che UNDP e OIL sparino boiate. Al limite possiamo prendere le rispettive ricerche e discutere i parametri. Andando dal "globale" al "locale", come per tutte le cose c'è chi "predica bene e razzola male". E, a quanto sembra, il "Neo-liberismo" è un lusso per chi NON se lo può permettere. Cosicchè chi lo propugna lo fa applicare agli altri. La Russia, che aveva bisogno dei finanziamenti FMI, ha applicato le ricette alla lettera. Come prima di lei aveva fatto l'Argentina, allieva modello, grande privatizzatrice e liberalizzatrice... anche con le armi e la repressione, se necessario. Gli USA e l'Italia (ma anche Gran Bretagna, Giappone et al.), che disperato bisogno non hanno, si possono permettere di recepire gli insegnamenti che, di volta in volta, fanno comodo. Così, secondo il precetto suddetto che "Il Neo-liberismo è un lusso per chi non se lo può permettere", quando fa comodo (privatizzazione aziende pubbliche, acque potabili, riduzione spesa sociale e diritti di base) lo si invoca come percorso necessario, quando NON fa comodo, lo si accantona (sovvenzioni all'industria, protezionismo agricolo). Ma questa "doppia morale" non esclude (anzi, come tutte le "doppie morali" PREVEDE) che in pubblico i "neo-liberisti infedeli" propugnino ad altissima voce le ricette, dandole per infallibili. Si negherebbe l'evidenza dicendo che i nostri politici non parlano ogni 3x2 di privatizzare, aumentare la competitività, lasciar fare al mercato. Si affermerebbe il falso sostenendo che, no, ad ogni round WTO i governi occidentali, i governi leader dell'economia mondiale, non si presentano con già pronta la lista dei servizi che occorrerebbe immettere sul libero mercato e delle merci (quasi sempre materie prime) che dovrebbero essere svincolate dai dazi. E, in tutti questi discorsi, MAI UNA VOLTA ho sentito affermare: "comunque ci rendiamo conto che vi sono dei limiti oggettivi all'applicabilità di queste teorie".
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Eroi da non dimenticare: Nicola Calipari (04/03/2005) e Vittorio Arrigoni (14/04/2011) e Bradley Manning. Sono certo che anche i francesi si indignarono per il fatto che i tedeschi, piuttosto che veder dissolvere la loro nazione, preferirono il nazismo. Chi non impara la storia... |
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