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#1 |
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www.hwupgrade.it
Iscritto dal: Jul 2001
Messaggi: 75166
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Link alla notizia: https://www.hwupgrade.it/news/scienz...zo_152549.html
Allianz, Datapizza e Jeremy Korst con il suo "messy middle": dal Forum IT & Intelligence 2026 di Assolombarda si raccontano tre storie che dipingono lo stato dell'IA nelle aziende italiane. Emerge la fotografia di un problema che non è tecnologico ma organizzativo Click sul link per visualizzare la notizia. |
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#2 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2005
Città: MIa
Messaggi: 8590
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Sempre molto interessanti questi articoli ad ampio respiro, andrebbero messi un po più in evidenza, tra gli articoli o tra i trending topics, non tra le news. O se proprio tra le news magari con un colore diverso.
Quote:
Sembra quasi che l'AI funzioni bene solo in ambiti molto specifici (come il coding della news scorsa), ma fuori da quegli ambiti sia "fuffa modaiola/FOMO". O no? E' l'impressione che ne ho leggendo questo articolo e altri (su T..'s), mi sembrano tutti manager speranzosi di tagliare i costi troppo velocemente/facilmente (cioè alla fine aumentarsi i bonus) ma poi intrappolati/delusi dall' Ai slop. Quote:
Gli altri casi sono un po più vaghi, ma in generale dalle interviste appare chiaro che vanno ripensati i processi aziendali in funzione dell'iA per farla funzionare, ma ci sono frizioni, più che altro psicologiche a quanto dicono. Quello che non dicono è che ci sono anche rischi e costi (veri) in ogni trasformazione, e non è detto che i benefici siano superiori. In pratica dicono che l'azienda deve trasformarsi e diventare schiava dell'ia per vederne i vantaggi, ma deve farlo prima di poterli vedere e misurare, cioè un salto nel buio... il contrario di un processo graduale che è la norma in aziende consolidate, non startup software che nascono e muoiono ogni anno. Va bene che questi vendono IA e che per l'oste il vino è sempre buono, e che nel loro mondo le aziende nascono/cambiano/muiono alla velocità della luce, ma dovrebbero uscire mentalmente dal loro ambiente ristretto e capire come funziona il resto del mondo... ...sostenere che "è un problema non tecnologico ma organizzativo" e "Sul 95% di progetti falliti, la diagnosi di Ciarlini è che il problema non è quasi mai la tecnologia. Manca una decisione organizzativa..." pare un po' eccessivo, per non dire scaricabarile. Magari invece interrogarsi sul caso Allianz che sembrava facile invece all'inzio è fallito (quante volte?) proprio a causa della teconologia inadeguata? se dopo un tentativo fallito (ma pagato dall'azienda, sia al fornitore che in tempo speso internamente) qualcuno non vuole andare avanti non darei la colpa all'organizzazone restia... onestamente poi dice il vero problema: "i grandi system integrator tendono a infilare il problema dentro la propria soluzione preconfezionata" (che non funzionava), la startup invece è riuscita a creare un sistema ad hoc funzionante, ma quante aziende hanno la perseveranza e soprattutto il coraggio di rivolgersi ad una startup? Questo casomai è il motivo per cui buona parte di quel 95% fallisce, non la resistenza organizzativa (che non si vede nel caso allianz infatti). La tecnologia, per quanto buona o meno, se implementata male è inutile in qualunque contesto. La colpa è tanto del committente quanto del fornitore che deve spiegare e sapere come implementarla, o al limite dire che non va bene e rinunciare/ripensare al contratto/proporre soluzioni alternative. Se il fallimento è la regola e il successo un'eccezione, inizierei con un po di autocritica prima di dare la colpa agli altri.... Ultima modifica di sbaffo : Ieri alle 12:08. |
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