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#21 |
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Registered User
Iscritto dal: Dec 2003
Città: Lodi (LO)
Messaggi: 878
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Sono più legato al 2 giugno ed al 25 aprile... il 4 giugno festeggiano di più i Corleone...
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#22 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2001
Messaggi: 719
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Re: 4 Giugno: Festeggiate la Liberazione o fate la Festa al Listone?
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#23 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2001
Città: Lazio Età: 52 ex mod
Messaggi: 9300
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Re: 4 Giugno: Festeggiate la Liberazione o fate la Festa al Listone?
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#24 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Nov 2001
Città: Padova
Messaggi: 1638
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Re: Re: 4 Giugno: Festeggiate la Liberazione o fate la Festa al Listone?
Quote:
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#25 | |
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Bannato
Iscritto dal: May 2002
Città: Roma Messaggi totali: 18774 Auto: Fiat Stilo 1.9 MJT Moto: Ducati Sport 900
Messaggi: 328
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Quote:
Quando risponde lo fa sempre con cognizione di causa, ma le discussioni che apre.. Dio ce ne scampi... |
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#26 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2001
Messaggi: 992
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Quote:
Della questione parlano tutti i giornali, tutti i commentatori. Ti riporto solo l'ultimo articolo che ho letto, oggi sul Corriere, gli altri puoi trovarli su tutta la stampa dell'ultima settimana: La protesta del 4 giugno logora l’opposizione di MASSIMO FRANCO Lentamente, l’Onu e l’Europa stanno costringendo il centrosinistra italiano ad un ripensamento. Il granitico fronte del ritiro dall’Iraq perde ogni giorno qualche scheggia. Ma soprattutto, vacillano i giudizi liquidatori della prima ora sulla risoluzione presentata da Stati Uniti e Gran Bretagna al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Le voci su un documento in arrivo da Bruxelles, concordato fra Romano Prodi e i capi dei partiti della sua lista, promettono nuove polemiche nell’opposizione. I contrasti che affiorano sul modo di accogliere a Roma il presidente Usa, George Bush, sono una specie di preallarme: segnalano la prima crepa vistosa nella saldatura col fronte pacifista. La retorica sulla «voce unica della sinistra» cede di nuovo il passo ad un coro eterogeneo, che va da un inno alle proteste di piazza, ad una contestazione silenziosa. Il timore di incidenti e violenze in occasione della visita presidenziale del 4 giugno nella capitale sta scompigliando le fila dei manifestanti. Fanno riflettere le parole quasi disperate pronunciate ieri da Oliviero Diliberto, segretario del Pdci: «A costo di essere solo, andrò in piazza». E se anche non sarà così, perché secondo Diliberto «migliaia di persone» diranno a Bush che «c’è un’Italia che non lo vuole», in realtà la contestazione sta prendendo forme meno appuntite. I diessini si sono sfilati da qualsiasi ipotesi di corteo. La loro disapprovazione nei confronti della Casa Bianca sarà affidata alle bandiere della pace e al silenzio. Il capogruppo alla Camera, Luciano Violante, spera che «non accada nulla di fastidioso». La lista Occhetto-Di Pietro è spaventata dai fantasmi dei movimenti no global; e opta per un itinerario alternativo a quello annunciato dal Comitato «Fermiamo la guerra». E Fausto Bertinotti si sente ripetere da Marco Follini, dell’Udc, che farebbe bene a dar retta almeno una volta a Prodi: il presidente della Commissione Ue gli ha sconsigliato cortei, per limitare il pericolo di disordini. Rifondazione risponde parlando di «clima da caccia alle streghe». Il divieto di manifestare a piazza Venezia fa dire al Verde Paolo Cento che si tratta di una «provocazione del governo». In realtà, gli incidenti sanguinosi di tre anni fa a Genova in occasione del G8 hanno lasciato il segno. E l’evoluzione delle trattative sulla risoluzione angloamericana alle Nazioni Unite spinge il centrosinistra ad una prudenza imprevedibile fino a qualche giorno fa. E’ una cautela della quale sembra si stia facendo corifeo Prodi, in affanno nel doppio ruolo di leader europeo e capo dell’opposizione. Ma fino a ieri sera non c’erano conferme della sua virata a favore della risoluzione Onu: per ora, il documento annunciato da Bruxelles rimane un fantasma appeso ai veti reciproci del centrosinistra. Ultima modifica di SaMu : 27-05-2004 alle 20:48. |
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