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Iscritto dal: Mar 2009
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Non capisco perchè quando si parla di incidenti nucleari si parla solo di chernobyl, non è mica stato l'unico
Qui c'è una lista di (credo) quasi tutti gli incidenti nucleari maggiori, registrati negli ultimi 50-60 anni, sono circa una quarantina credo : http://www.guardian.co.uk/news/datab...ents-list-rank Il problema purtroppo è che molti incidenti nucleari vengono insabbiati più delle altre risorse energetiche, quindi effettuare una stima diventa molto difficoltoso e i paragoni con le altre fonti più complessi. Questo perchè di fatto ciò che è nucleare psicologicamente fa più "paura" e dunque si preferisce nasconderlo per evitare timori e paure esagerate. Sembra quasi che la gente preferisca morire avvelenata o per altre cause piuttosto che per radiazioni ------------------ Piccolo OT : Il 12 giugno ci sarà il referendum per il nucleare, andate a votare numerosi sia chi è a favore sia chi è contro ! Lo dico perchè pare che molti non ne siano neanche a conoscenza, probabilmente perchè è troppo presto ma è bene tenerlo già a mente, in modo tale da prepararsi e farsi un idea, è importante per il nostro futuro !
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Trattato positivamente con: jhon16, orso232, JacopoSr, cirano76, enrikinter, firestorm90, giulio81 Ultima modifica di sbudellaman : 20-03-2011 alle 21:20. |
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#22 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2004
Città: IV Reich
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non è un metodo tanto elegante ma oramai è così: andare a votare, comunque si voti, favorisce chi è contrario al nucleare
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#23 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2009
Messaggi: 6756
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Chiudo qui l'OT definitivamente...
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Trattato positivamente con: jhon16, orso232, JacopoSr, cirano76, enrikinter, firestorm90, giulio81 Ultima modifica di sbudellaman : 21-03-2011 alle 01:20. |
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#24 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2004
Città: IV Reich
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![]() lo scopo della legge poi è ben altro
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#25 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
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Ha semplicemente esposto un dato di fatto, e cioe' che allo stato attuale per probabilmente far vincere il si' al nucleare non bisogna andare a votare. E triste ma e' cosi', e' una semplice strategia elettorale come ce ne sono tante. Poi ogniuno in coscienza decide cosa fare, ma TUTTI devono essere informati della situazione.
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#26 | ||||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Messaggi: 16462
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Una centrale si costruice in 5 anni e diventa subito operativa. Non ci vogliono 20 anni per tirarla su' eh. La Francia nel giro di 20 anni ha costruito quasi 50 reattori nucleari, capisco che non possiamo essere come la Francia, ma di qui a dire che ci vuole una generazione o giu' di li' per costruire una fottuta centrale non sta ne' in cielo ne' in terra. In 5 anni nessuna delle fonti energetiche alternative potra' essere competitiva con il nucleare. A meno di ingenti incentivi pubblici. Prova a vedere quanto costa una centrale termoelettrica a carbone "pulita" di ultima generazione. Costa quanto e piu' di una centrale nucleare. cito da wikipedia : Quote:
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Si parla sempre di scorie nucleari, ma non si citano mai le scorie "da carbone" e del impatto nocivo che ha sull'ambiente e sulle persone. Giorno per giorno, e non occorre aspettare un disastro per essere inquinati. L'inquinamento e' prassi normale, ma dimentico che cio' che si vede non e' pericoloso, cio' che non si vede invece fa paura. Mi chiedo come c@zzo abbiamo fatto ad uscire dal medioevo.
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2004
Città: IV Reich
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le rinnovabili ci costano 20 miliardi l'anno di incentivi e 80 miliardi di capitale privato, il tutto per generare una minima quantità di energia. ho già riportato i conti sopra, dagli un occhio e chiediti dovre possiamo trovare tutti quei soldi e tutto quello spazio. il resto è campagna elettorale
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#28 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2007
Messaggi: 10227
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Ti faccio vedere un video al riguardo: http://www.youtube.com/watch?v=287Ju...layer_embedded Una superficie così estesa (parliamo di un campo lungo 2 kilometri e largo 600 metri) coperta da pannelli solari produce, quando c'è sole a picco, 35 MW di energia, e 4,9 MW quando è nuvoloso. Significa che, anche se il tempo fosse sempre sereno per tutto l'anno, per produrre una quanità di energia paragonabile a quella di un reattore nucleare o di una centrale a gas servirebbe una superficie di 60 kilometri quadrati. Poi però dobbiamo fare i conti con la realtà: non abbiamo spazio a sufficienza, c'è l'alternanza tra giorno e notte quindi, mediamente, si può produrre energia solo per 12 ore al giorno, l'irraggiamento durante l'arco della giornata non è costante e ed è meno intenso nelle stagioni fredde, purtroppo non siamo a Sharm El Sheik e quindi piove. Tralasciamo poi i costi mostruosi di una tale distesa di pannelli. E la manutenzione ? Questi pannelli andranno anche puliti, pena una drastica diminuzione dell'efficienza. In finale, ti sembra una strada percorribile ?
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#29 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2004
Città: IV Reich
Messaggi: 18609
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calcolando la nuvolosità media mi sono venuti fuori 300-400 kmq... ovviamente ben esposti e quindi di pregio
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#30 | ||
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2005
Messaggi: 2020
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In questo settore, sempre su wiki, si parla di Italia leader mondiale.
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#31 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Messaggi: 16462
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Scusa ma dove la troviamo un area grande quanto il raccordo anulare, in pianura ovviamente e con la certezza di avere sole almeno 300 giorni all'anno ?
E un progetto irrealizzabile quello di Rubbia in italia e per motivi strettamente geografici e secondariamente politici. Avessimo territori come l'Arizona o il Nevada potremo mettere su centrali solari termodinamiche a non finire.
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2008
Messaggi: 1242
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Se accade un incidente le cifre rischiano di mutare radicalmente, anche in modo incommensurabile. Prendiamo il nostro paese, che è un pò sismico ma non troppo, un pò soggetto ad alluvioni ma non troppo, etc... Supponiamo di realizzare una centrale potente a metà tra lombardia e piemonte, zona abbastanza tranquilla dal punto di vista geofisico e senza (per ora) rischi di terremoti. Per anni hai un ottimo rendimento e le "cifre" sono bellissime. Ma supponiamo che ad un certo punto il destino bastardo ci mette lo zampino e un'alluvione di proporzioni inimmaginabili colpisca quell'area, provocando per ragioni impreviste (qualcuno poi dirà che la centrale ormai era superata e in quelle ancora più nuove non succede) una sostanziale fuga radioattiva sotto varie forme (nube + acqua contaminata)... Quale è il costo di ritrovarsi con centinaia di kmq, mezzo piemonte e mezza lombardia (tra l'altro una delle aree più redditizie dell'Italia) ridotti ad un deserto radioattivo? Città da evacuare, agricoltura kaputt, etc... Quali sono le "cifre"? |
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#33 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2008
Città: Firenze
Messaggi: 13316
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Deserto radioattivo.... suvvia non esageriamo!! L'unico deserto radioattivo è l'area di esclusione intorno a Chernobyl, MA, l'incidente è stato dovuto esclusivamente a cause umane e politiche, non naturali!!
Appurato ciò sarebbe bello leggere i costi di ricaduta sulla collettività delle centrali a carbone e ad olio combustibile ( oggi spente ). E poi sarebbe bello conoscere a quanto si è disposti a rinunciare sui nostri consumi, perchè è palese che oggi le fonti di energia rinnovabile non riescono minimamente a coprire una frazione del nostro fabbisogno per diverse ragioni. Penso che questo quesito sia il nocciolo della questione....
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#34 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Messaggi: 16462
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Quello che chiedi e' uguale a dire "non voglio costruire niente perche' da qualche parte, prima o poi ci casca un enorme meteorite sulla testa". Il rischio va sempre quantificato, non si puo' ragionare in termini assoluti altrimenti non si fara' mai niente. Non uscirai mai di casa, non userai mai i mezzi di trasporto perche' ci sara' il rischio che tu muoia (o per incidente, o per cause naturali etc...).
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#35 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2005
Città: Latina
Messaggi: 1358
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Il sud è meglio irraggiato? --> Valorizziamo il fotovoltaico, termodinamico ecc.. Nel centro tirano forti venti? --> Sfruttiamo l'energia eolica. Il nord è "predisposto" con grandi fonti ricavabili dal movimento dell'acqua? --> Usiamo l'idroelettrico. Sarebbe inutile spendere soldi per mettere pale eoliche in una zona dove tira meno aria di una scorreggia. Per ultima cosa dobbiamo smetterla di vedere sempre al ritorno economico, trascurando il fattore rischi (guardiamo il Giappone in questi ultimi giorni, dove per un calcolo errato di pochi progettisti, ci rimettono in molti in salute; che ci voleva a mettere i generatori in posizione più alta e idroresistenti?). Perché mai dobbiamo preferire una centrale nucleare con dei costi alla lunga altissimi (scorie di 3° grado che impiegano fino a 100.000 anni per il decadimento!!!!) sempre se tutto va bene, ovvero non accadono disastri stile Chernobyl, invece che spendere OGGI di più e avere alla lunga un'indipendenza energetica pulita? E' vero anche che i pannelli fotovoltaici oggi hanno un rendimento attorno al 15%, ma più si va avanti e più si trovano modi per aumentarlo (fino al 25% entro il 2015, da wikipedia). E per chi si mette a ridere sul rendimento del fotovoltaico spero si ricreda, sapendo che un banale motore diesel ha un rendimento del 33% ed uno benzina del 29% (fonte: http://www.carlobertocchi.it/rendimenti.htm ). Termoelettrico: "Tale rendimento (elettrico) arriva a sfiorare il 60%. Nel caso in cui sia prevista la cogenerazione (energia elettrica e termica) a fronte di un rendimento di primo principio di circa 87% si vede un leggero calo del rendimento elettrico." (Wikipedia) Fotovoltaico: http://www.ecoblog.it/post/2693/rend...oltaico-del-40 Nucleare:"Infine, per quanto riguarda il rendimento termodinamico, va evidenziato che le centrali nucleari hanno una efficienza di conversione del calore in energia elettrica piuttosto bassa, per le relativamente basse temperature del vapore che producono. Infatti solo una parte variabile dal 30% al 35% della potenza termica sviluppata dai reattori è convertita in elettricità, per cui una centrale da 1000 MW elettrici (MWe) ha in genere una produzione di calore di 3000-3500 MW termici (MWt); a titolo di confronto una centrale a ciclo combinato a metano ha rendimenti che raggiungono il 57%"(Wikipedia). Mi dispiace ma per risparmiare qualche milione di euro non ne sento proprio il bisogno di preferire fonti relativamente poco sicure, a quelle alternative e rinnovabili. Ad oggi, a mio avviso, il nucleare è troppo rischioso per quello che può offrire, e parlo da uno che ha una centrale a circa 6 km in linea d'aria. Quindi chi è favorevole al nucleare che si faccia installare una centrale dietro casa e la smetta di dire "Si, ma lontano da casa mia!"(fonte http://archiviostorico.corriere.it/2...90321099.shtml ). P.s. E pensare che ero uno favorevole al nucleare, ma che non valutava eventuali catastrofi naturali!
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Ad ogni modo, avere solo una grande area adibita a centrale solare termodinamica è mera ipotesi, oltre che per ragioni geografiche anche per questioni di sicurezza. Sempre su wiki la situazione italiana del termodinamico: Quote:
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meno del FV certo, meno costoso, meno inquinante, più malleabile come erogazione, ma è sempre tanto spazio che non abbiamo... Quote:
in giappone un maremoto ha ucciso 10000 persone e devastato la vita di altri milioni, mentre le centrali, pur vecchie di 40 anni e con dubbi controlli sulla sicurezza, hanno fatto minimi danni alle persone (difficile quantificare per ora) senza contare quanti milioni di tonellate di gas nocivi ci hanno risparmiato in questi 40 anni deserto per modo di dire... è pieno di piante e animali...
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Uno studio dell'Università di Pisa riguardo al costo del nucleare
http://www.finanzaonline.com/forum/a...1620104117.pdf Il nucleare, a conti fatti, conviene. Aggiungiamoci anche che è uno studio del 2005, quando il petrolio costava meno.
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#39 | |
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Senior Member
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Quote:
ha fatto da foilano alla ripresa economica poichè con l'idroelettrco si copriva una buona parte dei consumi. ad oggi servirebbe sostituire i combustibili fossili con qualcosa di continuo, in modo da avere un a base garantita di energia assime all' idroelettrico, da integrare con le altre rinnovambili
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#40 |
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Member
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In merito alla convenienza economica del nicleare posto questo articolo di
Francesco Ramella del 2 genn. 09 su "Libero mercato": "Il vero rischio del nucleare è quello economico ed è correlato al fatto che, a fronte di costi operativi e di manutenzione più bassi rispetto a tutte le altre alternative (con la possibile eccezione dell’idroelettrico), l’investimento iniziale (ed il tempo occorrente per la costruzione) è molto più elevato, dell’ordine dei 5-7 miliardi di Euro a fronte di alcune centinaia di milioni necessari per realizzare una centrale a gas e dei circa 2 miliardi richiesti per una a carbone. Per questa ragione e anche perché il nucleare non è adatto a soddisfare la domanda dei periodi di punta non essendo possibile, a differenza di quanto accade con il gas, accendere e spegnere gli impianti nel breve periodo, tale opzione sembra essere scarsamente appetibile per gli investitori privati. Il mancato rispetto dei tempi di costruzione, una non accurata valutazione dei costi e della domanda di energia possono facilmente portare un’impresa che ha scelto di investire sul nucleare al fallimento. Il rischio è invece assai più contenuto nel caso di un impianto a gas che, come detto, comporta costi iniziali inferiori di un ordine di grandezza. La costruzione attualmente in corso di un impianto nucleare in Finlandia, il primo ad essere realizzato da molti decenni nel quadro di un mercato energetico relativamente libero, non sembra lasciare troppo spazio all’ottimismo: il completamento dei lavori avverrà con almeno due anni di ritardo rispetto a quanto previsto inizialmente ed il costo di costruzione dell’impianto supererà la stima iniziale di oltre un milione di euro (senza considerare i mancati ricavi dovuti al ritardo con cui comincerà la produzione di energia). E i termini del problema non cambiano se il rischio, invece che dai privati, viene assunto in prima persona dallo Stato direttamente, attraverso l’impiego di fondi pubblici, oppure fornendo garanzie alle imprese. L’unica differenza è che, qualora la scelta si rivelasse errata, a pagare non sarebbero gli azionisti ma i contribuenti. Non sembra quindi opportuno che la decisione di rilanciare il nucleare venga imposta dall’alto. Se, come afferma il ministro, tale forma di produzione di energia è conveniente, non è necessario renderla obbligatoria. Se non lo è, nessun governo può renderla tale." da http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=7470 (1 milione di euro di maggiori costi della centrale finlandese è un refuso per un miliardo, oggi i maggiori costi hanno già superato il miliardo e mezzo!) Alle giustissime osservazioni di Ramella si può aggiungere una considerazione sul costo del combustibile, che è attualmente basso perché la domanda è stagnante, ma se si dovessero moltiplicare i nuovi impianti l'aumento della domanda porterebbe ad un'impennata dei prezzi. Se pensiamo che la costruzione di una centrale dura circa una quindicina d'anni e che si prevede possa funzionare per una quarantina almeno (altrimenti non si ammortizza l'investimento), avviare la costruzione di una centrale nucleare oggi significa scommettere al buio sui prezzi del materiale fissile dal 2025 in poi!!!! Io non rischierei un centesimo. |
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