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Old 20-03-2011, 21:17   #21
sbudellaman
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Non capisco perchè quando si parla di incidenti nucleari si parla solo di chernobyl, non è mica stato l'unico

Qui c'è una lista di (credo) quasi tutti gli incidenti nucleari maggiori, registrati negli ultimi 50-60 anni, sono circa una quarantina credo :
http://www.guardian.co.uk/news/datab...ents-list-rank

Il problema purtroppo è che molti incidenti nucleari vengono insabbiati più delle altre risorse energetiche, quindi effettuare una stima diventa molto difficoltoso e i paragoni con le altre fonti più complessi. Questo perchè di fatto ciò che è nucleare psicologicamente fa più "paura" e dunque si preferisce nasconderlo per evitare timori e paure esagerate. Sembra quasi che la gente preferisca morire avvelenata o per altre cause piuttosto che per radiazioni Ad ulteriore conferma si può dire che ha fatto quasi più notizia l'incidente nucleare in Giappone piuttosto che lo tsunami.

------------------
Piccolo OT :
Il 12 giugno ci sarà il referendum per il nucleare, andate a votare numerosi sia chi è a favore sia chi è contro ! Lo dico perchè pare che molti non ne siano neanche a conoscenza, probabilmente perchè è troppo presto ma è bene tenerlo già a mente, in modo tale da prepararsi e farsi un idea, è importante per il nostro futuro !
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Old 20-03-2011, 22:53   #22
marchigiano
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Originariamente inviato da sbudellaman Guarda i messaggi
Il 12 giugno ci sarà il referendum per il nucleare, andate a votare numerosi sia chi è a favore sia chi è contro
chi è favorevole al nucleare NON deve andare a votare altrimenti rischia di far raggiungere il quorum

non è un metodo tanto elegante ma oramai è così: andare a votare, comunque si voti, favorisce chi è contrario al nucleare
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Old 21-03-2011, 01:02   #23
sbudellaman
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Originariamente inviato da walter sampei Guarda i messaggi
scusate la domanda, se non erro l'enel ha acquistato alcune centrali nucleari slovene e parte del nostro fabbisogno e' comprato dall'estero dove usano centrali nucleari (ne abbiamo a una spanna oltre il confine), quindi suppongo che stiamo usando energia da nucleare... e il fatto che l'enel abbia le centrali slovene vuol dire che la produciamo anche se non sul nostro territorio, giusto???
E' vero, l'ENEL possiede centrali nucleari. Però è un ente privato, quindi non credo sia giusto dire che "produciamo energia nucleare". Potrei anche sbagliarmi "in senso formale", però io la penso così

Quote:
Originariamente inviato da marchigiano
CUT
L'istigazione a non votare è REATO. Oltre che stupido, a mio parere. Forse è meglio che cancelli ciò che hai scritto, anzi ti invito ad editare il prima possibile. Non vorrei che questo forum corra rischi o problemi inutili, penso che qualunque sito vorrebbe tenersi ben alla larga da qualsivoglia rottura sul piano legale anche solo alla lontana. Mi rendo conto che non sei un esponente pubblico però non mi sembra civile soprattutto su un mezzo di informazione accessibile al pubblico, non è mica una chiacchierata in privato.
Chiudo qui l'OT definitivamente...
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Old 21-03-2011, 01:37   #24
marchigiano
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Il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio, l'esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all'astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000."
non faccio parte di nessuna di queste categorie quindi non commetto nessun reato

lo scopo della legge poi è ben altro
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Old 21-03-2011, 05:36   #25
goldorak
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L'istigazione a non votare è REATO. Oltre che stupido, a mio parere. Forse è meglio che cancelli ciò che hai scritto, anzi ti invito ad editare il prima possibile. Non vorrei che questo forum corra rischi o problemi inutili, penso che qualunque sito vorrebbe tenersi ben alla larga da qualsivoglia rottura sul piano legale anche solo alla lontana. Mi rendo conto che non sei un esponente pubblico però non mi sembra civile soprattutto su un mezzo di informazione accessibile al pubblico, non è mica una chiacchierata in privato.
Chiudo qui l'OT definitivamente...
Tu sei fuori di testa.
Ha semplicemente esposto un dato di fatto, e cioe' che allo stato attuale per probabilmente far vincere il si' al nucleare non bisogna andare a votare.
E triste ma e' cosi', e' una semplice strategia elettorale come ce ne sono tante. Poi ogniuno in coscienza decide cosa fare, ma TUTTI devono essere informati della situazione.
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Old 21-03-2011, 07:47   #26
goldorak
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Il quorum verrà raggiunto lo stesso, sempre se i politici se la sapranno giocare.
Questo non puoi saperlo.

Quote:
Basta far capire che bisogna mettere un altro paletto al discorso, preferisco pagare 10 euro in più al mese in bolletta ed avere il fotovoltaico sui tetti (e qualche centrale a metano in più) che una centrale atomica utile a far mangiare i soliti noti, inutile ai fini energetici in quanto ci vorranno anni per costruirla e già vecchia quando sarà finita con le energie alternative che avranno trovato altre strade.
Ah quindi costruire una centrale nucleare serve a far mangiare i soliti noti, ma costruire impianti fotovoltaici (che costano l'ira di dio, sono inefficiente, e che stanno a galla soltanto per gli enormi incentivi pubblici nonche' il fatto che il privato puo' rivendere l'elettricita' superflua al gestore al costo 3 volte quello di mercato) e' una azione benevola.

Una centrale si costruice in 5 anni e diventa subito operativa. Non ci vogliono 20 anni per tirarla su' eh. La Francia nel giro di 20 anni ha costruito quasi 50 reattori nucleari, capisco che non possiamo essere come la Francia, ma di qui a dire che ci vuole una generazione o giu' di li' per costruire una fottuta centrale non sta ne' in cielo ne' in terra.

In 5 anni nessuna delle fonti energetiche alternative potra' essere competitiva con il nucleare. A meno di ingenti incentivi pubblici. Prova a vedere quanto costa una centrale termoelettrica a carbone "pulita" di ultima generazione. Costa quanto e piu' di una centrale nucleare.

cito da wikipedia :

Quote:
I costi per la costruzione di questi proposti impianti Igcc sono oltremodo aumentati: il costo dell'Excelsior's Mesaba Igcc in Minnesota è salito ad almeno 2155 miliardi di dollari per un impianto da 603 MW. Si arriva alla cifra enorme di 3.5 milioni di dollari per megawatt, più alta dei costi attuali delle centrali nucleari. Il presidente della Duke Energy nell'Indiana, Jim Rogers, ha dichiarato alla stampa che il costo del loro impianto IGCC a Edwardsport è cresciuto dagli 1.3 miliardi di dollari all’inizio del 2006 a ben oltre “2 miliardi di dollari” per 630 MW. Questo significa un costo per megawatt di 3.17 milioni di dollari, e in aumento.

La cattura e lo stoccaggio dell'anidride carbonica, costerà almeno un altro 50% in termini di costruzione, e senza considerare che nessuna di queste centrali ha presentato un reale calcolo di queste spese.

Facendo un'approssimazione per difetto, i costi di costruzione dell'impianto di Edwardsport salirebbero a 4.75 miliardi di dollari equivalenti a più di 7.5 milioni di dollari per megawatt. Paragonando questo costo a quello per la centrale nucleare di Marble Hill, la cui costruzione, risalente all'84, venne bloccata a causa dei costi crescenti, PSI (ora Duke) disse nel 1973 che Marble Hill sarebbe venuta a costare 700 milioni di dollari per 2260 MW (309.000 dollari/MW). Quando si arrivò al processo nel 1977, il costo era duplicato a 1.4 miliardi di dollari (619.000/MW). Quando lo stato dell’Indiana obbligò la sospensione dei lavori della centrale, i costi di costruzione erano saliti a 10 miliardi di dollari (4.4 milioni/MW).

John Blair, il Presidente del gruppo ambientalista Valley Watch si pronuncia in merito dicendo: «Conoscete anche una sola “comunità del carbone” prospera? In realtà è vero il contrario. Il carbone è la rovina di chi è costretto a conviverci, non la salvezza economica.»
Fonte : http://it.wikipedia.org/wiki/Carbone_pulito

Quote:
Ci sono da considerare anche i costi di dismissione della centrale e del trattamento/mantenimento delle scorie. Come disse Crozza: non riusciamo a buttare la spazzatura, come possiamo pensare di riuscire a eliminare i rifiuti tossici.
I costi a cui fai cenno vengono gia' inclusi nel prezzo di una centrale nucleare.
Si parla sempre di scorie nucleari, ma non si citano mai le scorie "da carbone" e del impatto nocivo che ha sull'ambiente e sulle persone. Giorno per giorno, e non occorre aspettare un disastro per essere inquinati. L'inquinamento e' prassi normale, ma dimentico che cio' che si vede non e' pericoloso, cio' che non si vede invece fa paura. Mi chiedo come c@zzo abbiamo fatto ad uscire dal medioevo.
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Old 21-03-2011, 09:35   #27
marchigiano
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Il fotovoltaico non fa mangiare i soliti noti per il semplice fatto che il governo non lo vuole, anzi non vuole proprio le energie rinnovabili in quanto danno "fastidio" (vediti la puntata di report). Siamo il paese del cemento (depotenziato), non del silicio. Inoltre si prevede la creazione di 150-200 mila posti da qui al 2020 (se non ricordo male), cosa non da poco.

Inoltre, in italia, le centrali a carbone non esistono più o almeno sono pochissime, quindi il tuo discorso non regge (e te lo dice uno che di centrali elettriche ne ha 5 nella sua provincia), la co2 non è un male a prescindere, basterebbe farla assorbire alle piante per quanto possibile e associarla alle rinnovabili.

Ah, tutto il mondo sviluppato si sta spostando sulle rinnovabili (vedi gli usa) e si stanno facendo grossi studi in tal senso, credo che un motivo ci sia, no?

Ho partecipato al laser scanning di una centrale atomica in Slovenia (la parte chiusa), c'è bisogno di dire che risale agli anni 70?

Mettetevi l'anima in pace, nessun italiano vuole in nucleare. Chi si ricorda dell'incidente occorso in Giappone qualche anno fa dove morirono 5 ingegneri per spegnere il reattore?
in questo thread si guarano le cifre, o riporti dei dati o sei ot

le rinnovabili ci costano 20 miliardi l'anno di incentivi e 80 miliardi di capitale privato, il tutto per generare una minima quantità di energia. ho già riportato i conti sopra, dagli un occhio e chiediti dovre possiamo trovare tutti quei soldi e tutto quello spazio. il resto è campagna elettorale
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Old 21-03-2011, 10:30   #28
Capozz
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Il fotovoltaico non fa mangiare i soliti noti per il semplice fatto che il governo non lo vuole, anzi non vuole proprio le energie rinnovabili in quanto danno "fastidio" (vediti la puntata di report). Siamo il paese del cemento (depotenziato), non del silicio. Inoltre si prevede la creazione di 150-200 mila posti da qui al 2020 (se non ricordo male), cosa non da poco.

Inoltre, in italia, le centrali a carbone non esistono più o almeno sono pochissime, quindi il tuo discorso non regge (e te lo dice uno che di centrali elettriche ne ha 5 nella sua provincia), la co2 non è un male a prescindere, basterebbe farla assorbire alle piante per quanto possibile e associarla alle rinnovabili.

Ah, tutto il mondo sviluppato si sta spostando sulle rinnovabili (vedi gli usa) e si stanno facendo grossi studi in tal senso, credo che un motivo ci sia, no?

Ho partecipato al laser scanning di una centrale atomica in Slovenia (la parte chiusa), c'è bisogno di dire che risale agli anni 70?

Mettetevi l'anima in pace, nessun italiano vuole in nucleare. Chi si ricorda dell'incidente occorso in Giappone qualche anno fa dove morirono 5 ingegneri per spegnere il reattore?
Come pensi di produrre grandi quantità di energia con il solare o l'eolico (escludendo l'idroelettrico che in Italia è sfruttato al 100%) ?
Ti faccio vedere un video al riguardo:
http://www.youtube.com/watch?v=287Ju...layer_embedded
Una superficie così estesa (parliamo di un campo lungo 2 kilometri e largo 600 metri) coperta da pannelli solari produce, quando c'è sole a picco, 35 MW di energia, e 4,9 MW quando è nuvoloso.
Significa che, anche se il tempo fosse sempre sereno per tutto l'anno, per produrre una quanità di energia paragonabile a quella di un reattore nucleare o di una centrale a gas servirebbe una superficie di 60 kilometri quadrati.
Poi però dobbiamo fare i conti con la realtà: non abbiamo spazio a sufficienza, c'è l'alternanza tra giorno e notte quindi, mediamente, si può produrre energia solo per 12 ore al giorno, l'irraggiamento durante l'arco della giornata non è costante e ed è meno intenso nelle stagioni fredde, purtroppo non siamo a Sharm El Sheik e quindi piove.
Tralasciamo poi i costi mostruosi di una tale distesa di pannelli. E la manutenzione ? Questi pannelli andranno anche puliti, pena una drastica diminuzione dell'efficienza.
In finale, ti sembra una strada percorribile ?
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Ultima modifica di Capozz : 21-03-2011 alle 10:38.
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Old 21-03-2011, 10:41   #29
marchigiano
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Significa che, anche se il tempo fosse sempre sereno per tutto l'anno, per produrre una quanità di energia paragonabile a quella di un reattore nucleare o di una centrale a gas servirebbe una superficie di 60 kilometri quadrati.
calcolando la nuvolosità media mi sono venuti fuori 300-400 kmq... ovviamente ben esposti e quindi di pregio
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Old 21-03-2011, 10:57   #30
Maverick18
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calcolando la nuvolosità media mi sono venuti fuori 300-400 kmq... ovviamente ben esposti e quindi di pregio
Da wiki, e quindi da prendere con le molle ovviamente, :
Quote:
Secondo il già citato fisico italiano Rubbia un ipotetico quadrato di specchi di 40mila km² (200km per ogni lato) basterebbe per sostituire tutta l'energia derivata dal petrolio prodotta oggi nel mondo, mentre per alimentare un terzo dell'Italia basterebbe un'area equivalente a 15 centrali nucleari: vasta, in pratica, quanto il Grande Raccordo Anulare[8].
Si parla di impianto solare termodinamico, il quale funziona anche in assenza di luce. (non credo sia in ogni caso autosufficiente)
In questo settore, sempre su wiki, si parla di Italia leader mondiale.
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Old 21-03-2011, 11:12   #31
goldorak
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Scusa ma dove la troviamo un area grande quanto il raccordo anulare, in pianura ovviamente e con la certezza di avere sole almeno 300 giorni all'anno ?
E un progetto irrealizzabile quello di Rubbia in italia e per motivi strettamente geografici e secondariamente politici.
Avessimo territori come l'Arizona o il Nevada potremo mettere su centrali solari termodinamiche a non finire.
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Old 21-03-2011, 11:20   #32
gbhu
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Originariamente inviato da marchigiano Guarda i messaggi
in questo thread si guarano le cifre, o riporti dei dati o sei ot
Il problema è sempre legato al fatto che quando si parla di energia nucleare le cifre sono sempre belle, a patto di considerare impossibile un incidente serio.
Se accade un incidente le cifre rischiano di mutare radicalmente, anche in modo incommensurabile.
Prendiamo il nostro paese, che è un pò sismico ma non troppo, un pò soggetto ad alluvioni ma non troppo, etc...
Supponiamo di realizzare una centrale potente a metà tra lombardia e piemonte, zona abbastanza tranquilla dal punto di vista geofisico e senza (per ora) rischi di terremoti.
Per anni hai un ottimo rendimento e le "cifre" sono bellissime.
Ma supponiamo che ad un certo punto il destino bastardo ci mette lo zampino e un'alluvione di proporzioni inimmaginabili colpisca quell'area, provocando per ragioni impreviste (qualcuno poi dirà che la centrale ormai era superata e in quelle ancora più nuove non succede) una sostanziale fuga radioattiva sotto varie forme (nube + acqua contaminata)...
Quale è il costo di ritrovarsi con centinaia di kmq, mezzo piemonte e mezza lombardia (tra l'altro una delle aree più redditizie dell'Italia) ridotti ad un deserto radioattivo? Città da evacuare, agricoltura kaputt, etc...
Quali sono le "cifre"?
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Old 21-03-2011, 11:34   #33
AlexSwitch
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Deserto radioattivo.... suvvia non esageriamo!! L'unico deserto radioattivo è l'area di esclusione intorno a Chernobyl, MA, l'incidente è stato dovuto esclusivamente a cause umane e politiche, non naturali!!

Appurato ciò sarebbe bello leggere i costi di ricaduta sulla collettività delle centrali a carbone e ad olio combustibile ( oggi spente ).
E poi sarebbe bello conoscere a quanto si è disposti a rinunciare sui nostri consumi, perchè è palese che oggi le fonti di energia rinnovabile non riescono minimamente a coprire una frazione del nostro fabbisogno per diverse ragioni.
Penso che questo quesito sia il nocciolo della questione....
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Old 21-03-2011, 12:08   #34
goldorak
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Originariamente inviato da gbhu Guarda i messaggi
Il problema è sempre legato al fatto che quando si parla di energia nucleare le cifre sono sempre belle, a patto di considerare impossibile un incidente serio.
Se accade un incidente le cifre rischiano di mutare radicalmente, anche in modo incommensurabile.
Prendiamo il nostro paese, che è un pò sismico ma non troppo, un pò soggetto ad alluvioni ma non troppo, etc...
Supponiamo di realizzare una centrale potente a metà tra lombardia e piemonte, zona abbastanza tranquilla dal punto di vista geofisico e senza (per ora) rischi di terremoti.
Per anni hai un ottimo rendimento e le "cifre" sono bellissime.
Ma supponiamo che ad un certo punto il destino bastardo ci mette lo zampino e un'alluvione di proporzioni inimmaginabili colpisca quell'area, provocando per ragioni impreviste (qualcuno poi dirà che la centrale ormai era superata e in quelle ancora più nuove non succede) una sostanziale fuga radioattiva sotto varie forme (nube + acqua contaminata)...
Quale è il costo di ritrovarsi con centinaia di kmq, mezzo piemonte e mezza lombardia (tra l'altro una delle aree più redditizie dell'Italia) ridotti ad un deserto radioattivo? Città da evacuare, agricoltura kaputt, etc...
Quali sono le "cifre"?

Quello che chiedi e' uguale a dire "non voglio costruire niente perche' da qualche parte, prima o poi ci casca un enorme meteorite sulla testa".
Il rischio va sempre quantificato, non si puo' ragionare in termini assoluti altrimenti non si fara' mai niente. Non uscirai mai di casa, non userai mai i mezzi di trasporto perche' ci sara' il rischio che tu muoia (o per incidente, o per cause naturali etc...).
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Old 21-03-2011, 12:13   #35
cracker_pazzo
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Scusa ma dove la troviamo un area grande quanto il raccordo anulare, in pianura ovviamente e con la certezza di avere sole almeno 300 giorni all'anno ?
E un progetto irrealizzabile quello di Rubbia in italia e per motivi strettamente geografici e secondariamente politici.
Avessimo territori come l'Arizona o il Nevada potremo mettere su centrali solari termodinamiche a non finire.
Il problema non è trovare un'area grande quanto il Nevada in Italia per favorire il termodinamico ma valorizzare il territorio in base alla potenzialità che ha nello sfruttare le varie risorse rinnovabili.
Il sud è meglio irraggiato? --> Valorizziamo il fotovoltaico, termodinamico ecc..
Nel centro tirano forti venti? --> Sfruttiamo l'energia eolica.
Il nord è "predisposto" con grandi fonti ricavabili dal movimento dell'acqua? --> Usiamo l'idroelettrico.

Sarebbe inutile spendere soldi per mettere pale eoliche in una zona dove tira meno aria di una scorreggia.

Per ultima cosa dobbiamo smetterla di vedere sempre al ritorno economico, trascurando il fattore rischi (guardiamo il Giappone in questi ultimi giorni, dove per un calcolo errato di pochi progettisti, ci rimettono in molti in salute; che ci voleva a mettere i generatori in posizione più alta e idroresistenti?).
Perché mai dobbiamo preferire una centrale nucleare con dei costi alla lunga altissimi (scorie di 3° grado che impiegano fino a 100.000 anni per il decadimento!!!!) sempre se tutto va bene, ovvero non accadono disastri stile Chernobyl, invece che spendere OGGI di più e avere alla lunga un'indipendenza energetica pulita?
E' vero anche che i pannelli fotovoltaici oggi hanno un rendimento attorno al 15%, ma più si va avanti e più si trovano modi per aumentarlo (fino al 25% entro il 2015, da wikipedia).
E per chi si mette a ridere sul rendimento del fotovoltaico spero si ricreda, sapendo che un banale motore diesel ha un rendimento del 33% ed uno benzina del 29%
(fonte: http://www.carlobertocchi.it/rendimenti.htm ).

Termoelettrico: "Tale rendimento (elettrico) arriva a sfiorare il 60%. Nel caso in cui sia prevista la cogenerazione (energia elettrica e termica) a fronte di un rendimento di primo principio di circa 87% si vede un leggero calo del rendimento elettrico." (Wikipedia)

Fotovoltaico: http://www.ecoblog.it/post/2693/rend...oltaico-del-40

Nucleare:"Infine, per quanto riguarda il rendimento termodinamico, va evidenziato che le centrali nucleari hanno una efficienza di conversione del calore in energia elettrica piuttosto bassa, per le relativamente basse temperature del vapore che producono. Infatti solo una parte variabile dal 30% al 35% della potenza termica sviluppata dai reattori è convertita in elettricità, per cui una centrale da 1000 MW elettrici (MWe) ha in genere una produzione di calore di 3000-3500 MW termici (MWt); a titolo di confronto una centrale a ciclo combinato a metano ha rendimenti che raggiungono il 57%"(Wikipedia).

Mi dispiace ma per risparmiare qualche milione di euro non ne sento proprio il bisogno di preferire fonti relativamente poco sicure, a quelle alternative e rinnovabili.
Ad oggi, a mio avviso, il nucleare è troppo rischioso per quello che può offrire, e parlo da uno che ha una centrale a circa 6 km in linea d'aria.
Quindi chi è favorevole al nucleare che si faccia installare una centrale dietro casa e la smetta di dire "Si, ma lontano da casa mia!"(fonte http://archiviostorico.corriere.it/2...90321099.shtml ).

P.s. E pensare che ero uno favorevole al nucleare, ma che non valutava eventuali catastrofi naturali!
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Old 21-03-2011, 12:26   #36
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Scusa ma dove la troviamo un area grande quanto il raccordo anulare, in pianura ovviamente e con la certezza di avere sole almeno 300 giorni all'anno ?
E un progetto irrealizzabile quello di Rubbia in italia e per motivi strettamente geografici e secondariamente politici.
Avessimo territori come l'Arizona o il Nevada potremo mettere su centrali solari termodinamiche a non finire.
Inserirei anche motivi economici, almeno finchè non ci sarà produzione su larga scala.
Ad ogni modo, avere solo una grande area adibita a centrale solare termodinamica è mera ipotesi, oltre che per ragioni geografiche anche per questioni di sicurezza.

Sempre su wiki la situazione italiana del termodinamico:

Quote:
Nel 2005, Carlo Rubbia, premio Nobel per la fisica, lasciò la presidenza dell'ENEA, in un periodo di contrasti con quanti non erano disposti a finanziare il solare termodinamico a concentrazione [1].

Nel dicembre 2007, il governo italiano ha approvato un piano industriale per costruire dieci centrali da 50 MW nel sud Italia.[2]

Nell'aprile 2008, il secondo Governo Prodi ha ricevuto il parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni per avviare questa tecnologia anche in Italia.

Nel progetto Archimede dell'ENEA, sviluppato in collaborazione con l'ENEL e fortemente sponsorizzato dal premio Nobel Carlo Rubbia[3], come fluido termovettore venne usato una miscela di sali fusi (60% di nitrato di sodio e 40% di nitrato di potassio) che permette un accumulo in grandi serbatoi di calore e una temperatura di esercizio molto elevata (fino a 550 °C) aumentando l'efficienza dell'impianto. [4]. Per inciso, l'uso di sali fusi come fluido di scambio termico compare anche nel progetto di nuovi sistemi che condividono la necessità di liquidi di conduzione ad alta temperatura come i reattori a fissione di IV Generazione ed i reattori nucleari a fusione.[5].

Nel luglio 2009 il Senato Italiano ha approvato una mozione decisamente critica riguardo al solare termodinamico, ritenuta una fonte non completamente ecologica in quanto necessita di essere combinata a fonti non rinnovabili che ne garantiscano il funzionamento anche in assenza di sole, e poco efficiente sotto diversi punti di vista anche in confronto con la nuova politica di rilancio del nucleare.[6] Lo stesso presidente dell'ENEA Luigi Paganetto ha dichiarato "Ritengo singolare che questo accada, perché sul solare termodinamico siamo leader del mondo"[7].

Il 15 luglio 2010 è stata inaugurata dall'ENEL a Priolo Gargallo in provincia di Siracusa la prima centrale termodinamica italiana di 5 MW costata 60 milioni di euro. Lo scopo principale di questo progetto è di tipo dimostrativo e vuole sottolineare la grande potenzialità del solare termodinamico applicato alle centrali a turbo gas al fine di migliorarne l'efficienza.
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<--- Transazioni concluse positivamente con: Cosmos77, king14, Max Med, fa22, ollavaollah, Starway13, giova22, Alex-RM, Serghei, Aldebaran78, djgusmy85, jjdave, pontyl, Lama dell'Ostello --->
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Old 21-03-2011, 12:50   #37
marchigiano
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Originariamente inviato da Maverick18 Guarda i messaggi
Si parla di impianto solare termodinamico, il quale funziona anche in assenza di luce. (non credo sia in ogni caso autosufficiente)
In questo settore, sempre su wiki, si parla di Italia leader mondiale.
per quanto sia favorevole al termodinamico rispetto al FV, una centrale da 23GWh annui occupa 0.55 KMq quindi per fare 10TWh servono 240 KMq (non ascoltate i giornalisti che credono di aver capito le parole di rubbia...)

meno del FV certo, meno costoso, meno inquinante, più malleabile come erogazione, ma è sempre tanto spazio che non abbiamo...


Quote:
Originariamente inviato da gbhu Guarda i messaggi
Ma supponiamo che ad un certo punto il destino bastardo ci mette lo zampino e un'alluvione di proporzioni inimmaginabili colpisca quell'area, provocando per ragioni impreviste (qualcuno poi dirà che la centrale ormai era superata e in quelle ancora più nuove non succede) una sostanziale fuga radioattiva sotto varie forme (nube + acqua contaminata)...
Quale è il costo di ritrovarsi con centinaia di kmq, mezzo piemonte e mezza lombardia (tra l'altro una delle aree più redditizie dell'Italia) ridotti ad un deserto radioattivo? Città da evacuare, agricoltura kaputt, etc...
Quali sono le "cifre"?
le probabilità di ritrovarsi con un deserto radioattivo (manco a chernobyl c'è) sono molto inferiori a quelle di un meteorite di 10km che spazzerebbe via l'umanità

in giappone un maremoto ha ucciso 10000 persone e devastato la vita di altri milioni, mentre le centrali, pur vecchie di 40 anni e con dubbi controlli sulla sicurezza, hanno fatto minimi danni alle persone (difficile quantificare per ora) senza contare quanti milioni di tonellate di gas nocivi ci hanno risparmiato in questi 40 anni

Quote:
Originariamente inviato da AlexSwitch Guarda i messaggi
Deserto radioattivo.... suvvia non esageriamo!! L'unico deserto radioattivo è l'area di esclusione intorno a Chernobyl
deserto per modo di dire... è pieno di piante e animali...
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Old 21-03-2011, 12:51   #38
Capozz
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Uno studio dell'Università di Pisa riguardo al costo del nucleare

http://www.finanzaonline.com/forum/a...1620104117.pdf

Il nucleare, a conti fatti, conviene.
Aggiungiamoci anche che è uno studio del 2005, quando il petrolio costava meno.
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Old 21-03-2011, 12:52   #39
checo
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Originariamente inviato da cracker_pazzo Guarda i messaggi
Il problema non è trovare un'area grande quanto il Nevada in Italia per favorire il termodinamico ma valorizzare il territorio in base alla potenzialità che ha nello sfruttare le varie risorse rinnovabili.
Il sud è meglio irraggiato? --> Valorizziamo il fotovoltaico, termodinamico ecc..
Nel centro tirano forti venti? --> Sfruttiamo l'energia eolica.
Il nord è "predisposto" con grandi fonti ricavabili dal movimento dell'acqua? --> Usiamo l'idroelettrico.
!
l'idroelettrico in italia è già sfruttato al massimo.
ha fatto da foilano alla ripresa economica poichè con l'idroelettrco si copriva una buona parte dei consumi.
ad oggi servirebbe sostituire i combustibili fossili con qualcosa di continuo, in modo da avere un a base garantita di energia assime all' idroelettrico, da integrare con le altre rinnovambili
__________________
.
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Old 21-03-2011, 12:59   #40
paskoo
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Messaggi: 126
In merito alla convenienza economica del nicleare posto questo articolo di
Francesco Ramella del 2 genn. 09 su "Libero mercato":

"Il vero rischio del nucleare è quello economico ed è correlato al fatto che, a fronte di costi operativi e di manutenzione più bassi rispetto a tutte le altre alternative (con la possibile eccezione dell’idroelettrico), l’investimento iniziale (ed il tempo occorrente per la costruzione) è molto più elevato, dell’ordine dei 5-7 miliardi di Euro a fronte di alcune centinaia di milioni necessari per realizzare una centrale a gas e dei circa 2 miliardi richiesti per una a carbone. Per questa ragione e anche perché il nucleare non è adatto a soddisfare la domanda dei periodi di punta non essendo possibile, a differenza di quanto accade con il gas, accendere e spegnere gli impianti nel breve periodo, tale opzione sembra essere scarsamente appetibile per gli investitori privati.

Il mancato rispetto dei tempi di costruzione, una non accurata valutazione dei costi e della domanda di energia possono facilmente portare un’impresa che ha scelto di investire sul nucleare al fallimento. Il rischio è invece assai più contenuto nel caso di un impianto a gas che, come detto, comporta costi iniziali inferiori di un ordine di grandezza. La costruzione attualmente in corso di un impianto nucleare in Finlandia, il primo ad essere realizzato da molti decenni nel quadro di un mercato energetico relativamente libero, non sembra lasciare troppo spazio all’ottimismo: il completamento dei lavori avverrà con almeno due anni di ritardo rispetto a quanto previsto inizialmente ed il costo di costruzione dell’impianto supererà la stima iniziale di oltre un milione di euro (senza considerare i mancati ricavi dovuti al ritardo con cui comincerà la produzione di energia). E i termini del problema non cambiano se il rischio, invece che dai privati, viene assunto in prima persona dallo Stato direttamente, attraverso l’impiego di fondi pubblici, oppure fornendo garanzie alle imprese. L’unica differenza è che, qualora la scelta si rivelasse errata, a pagare non sarebbero gli azionisti ma i contribuenti. Non sembra quindi opportuno che la decisione di rilanciare il nucleare venga imposta dall’alto. Se, come afferma il ministro, tale forma di produzione di energia è conveniente, non è necessario renderla obbligatoria. Se non lo è, nessun governo può renderla tale."
da http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=7470 (1 milione di euro di maggiori costi della centrale finlandese è un refuso per un miliardo, oggi i maggiori costi hanno già superato il miliardo e mezzo!)
Alle giustissime osservazioni di Ramella si può aggiungere una considerazione sul costo del combustibile, che è attualmente basso perché la domanda è stagnante, ma se si dovessero moltiplicare i nuovi impianti l'aumento della domanda porterebbe ad un'impennata dei prezzi.

Se pensiamo che la costruzione di una centrale dura circa una quindicina d'anni e che si prevede possa funzionare per una quarantina almeno (altrimenti non si ammortizza l'investimento), avviare la costruzione di una centrale nucleare oggi significa scommettere al buio sui prezzi del materiale fissile dal 2025 in poi!!!!

Io non rischierei un centesimo.
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