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#321 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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Lui sta parlando di limiti strutturali e ci sono eccome
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#322 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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#323 |
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Member
Iscritto dal: Oct 2009
Città: In una città
Messaggi: 67
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#324 | |
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Member
Iscritto dal: Nov 2008
Città: jesi (an) marche
Messaggi: 260
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l'homo sapiens di 100.000 anni fa' e' lo stesso che c'è adesso. che centrano malattie cerebrali? un uomo intelligente ed uno stupido fanno parte della stessa specie, dello stesso range di intelligenza biologico dettato dal cervello. sono un insieme di caratteri, una combinazione che sommate insieme fanno l'intelligenza, la prontezza di riflessi, la predisposizione per un determinato compito. un egiziano di 5000 anni fa' non e' biologicamente o cerebralmente diverso dalla media dell'uomo di adesso, anche perchè se fai i conti sono passate un centinaio di generazioni tra di noi e lui. e poi, come temevo, si confonde tra capacita' intellettuali e quello che intendevo dire io. io non dico che l'uomo in futuro potra anche a livello genetico ampliare enormemente le sue conoscenze, la memoria eccetera. potra' costruire e manipolare tantissime cose, anche quelle che non riuscira' a comprendere. i "limiti" (ma chiariamoci, li chiamo limiti per semplificare, non sono limiti, sono "range di percezione") di cui parlavo nei post precedenti sono da intendersi non come mancanza di conoscenza, o di memoria, o di capacita' intellettiva o altro. si parla di percepire realta' impercettbili per la biologia INTERA che conosciamo, almeno com'è strutturata. una cosa e' capire e conoscere i misteri dell'universo, ma concepire e visualizzare una ipotetica undicesima dimensione e' fuori dal nostro range, e non si tratta di un limite, ma di una caratteristica biologica. un essere che percepisse quello che l'uomo non può percepire, non sarebbe semplicemente piu' un uomo. non si parla ripeto di limiti menmonici o intellettivi, quelli che per esempio abbiamo se confrontiamo un uomo di una razza diversa dalla nostra, come l'erectus, ma di qualcosa di diverso
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http://img692.imageshack.us/img692/9...pgrademini.jpg |
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#325 | |
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Member
Iscritto dal: Nov 2008
Città: jesi (an) marche
Messaggi: 260
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prova ad immaginare un ipercubo. il tuo cervello, per quanto si sforzi, lo interpretera' in 3 dimensioni. e ci potrai aggiungere tutta la materia cerebrale che vuoi, ampliare le conoscenze all'infinito, ma se la struttura rimane quella che la vita ha programmato IN TUTTI gli esseri viventi che sono nati in questa terra, non ci riuscirai
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http://img692.imageshack.us/img692/9...pgrademini.jpg |
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#326 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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Quote:
http://ulisse.sissa.it/chiediAUlisse...Ucau041221d005 Questa dimensione è 26 (cioè 25 dimensioni spaziali più il tempo) per le stringhe puramente bosoniche. La dimensione critica è 10 (cioè 9 dimensioni spaziali più il tempo) per le superstringhe. Loriano Bonora Settore di Teoria delle Particelle Elementari, SISSA, Trieste |
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#327 | |
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Member
Iscritto dal: Nov 2007
Città: Esule in quel di Milano
Messaggi: 77
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Il nostro cervello non è in grado neanche di astrarre l'immagine di un qualcosa che si espande nel nulla in modo infinito. Per quanto ci si sforzi il nostro cervello cercherà sempre di infilare questo oggetto in espansione in un altro contenitore ed ovviamente questa astrazione è completamente sbagliata.
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L'Italia berlusconiana è la peggiore delle Italie che ho mai visto, e dire che di Italie brutte nella mia vita ne ho viste moltissime. L'Italia della marcia su Roma, del 25 luglio, dell'8 settembre, e anche l'Italia di p.le Loreto. Però la volgarità, la bassezza di questa Italia qui non l'avevo vista né sentita mai. Il berlusconismo è veramente la feccia che risale il pozzo. (Indro Montanelli) |
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#328 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2008
Messaggi: 3301
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Ecco ho trovato io, anche se avevo da tempo dubbi in merito. http://www.focus.it/Scienza/spazio/s..._universo.aspx Ci sono altre 8 pagine in fondo all'articolo. Da notare: "Per dimostrare che tutto ciò non è solo fantasia, oggi molti scienziati sono a caccia prove sperimentali. Finora, infatti, non c'è alcun indizio concreto del fatto che le dimensioni extra esistano veramente, anche se la teoria delle stringhe ha avuto qualche successo teorico nel descrivere alcune proprietà della forza gravitazionale e alcune proprietà dei buchi neri, corpi celesti così densi che nemmeno la luce può sfuggire dal loro campo gravitazionale. Recentemente, però, sono stati ideati molti esperimenti per misurare particolari effetti dovuti alle dimensioni extra: se questi esperimenti daranno i risultati che prevede la teoria, allora nei prossimi anni avremmo la prova che le dimensioni extra esistono veramente. " Poi parli di struttura del cervello...ok, mi sta bene, ma non si sa nemmeno come funzioni interamente un cervello umano, non si sa come si sviluppa una coscienza e ci sono perfino dubbi su come avviene la contrazione muscolare. E mooooolto altro, parlando solo di biologia. Inoltre non è che l'uomo può concepire altre dimensioni( a parte non immagino nemmeno cosa sarebbe un sapiens migliaia/milioni di volte più intelligente, quindi tralasciamo il caso) grazie a macchinari, ma usa gli stessi macchinari per ottenere benefici senza dover necessariamente comprendere a pieno. Fantasticando, mettiamo caso che tu una mattina ti alzi e crei una IA capace di crearne nel tempo altre più capaci e così via per un milione di anni. Alla fine un tuo discendente umano (homo sapiens ) potrebbe chiedere alla IA di costruirgli un' astronave capace di superare la velocità della luce, o di tornare indietro nel tempo, o di avere portali simil stargate senza sapere un tubo di cosa c'è dietro. Lo so che mi sono lasciato trasportare dalla fantascienza, ma in fondo sempre di sfera tecnologica umana si tratta. In questo senso l'uomo non comprende nè percepisce, ma sfrutta al proprio vantaggio l'esistenza di fenomeni extradimensionali creando in fondo uno "strumento tecnologico stile singolarità". Comunque mi trovo d'accordo con quanto da te esposto, finchè non se ne saprà di più. Inoltre riporto questo: "Il nostro DNA differisce da quello degli scimpanzé di un misero due per cento, una variazione del due per cento è sufficiente per far comparire l'evento probabilmente più complesso e misterioso presente nell'universo: la coscienza. Ci sono alcune soglie a cui siamo particolarmente interessati: la prima è l'emergere dell'universo, la seconda è l'emergere della vita e la terza l'emergere della coscienza. A proposito di limiti è possibile che su nessuna di queste tre soglie sapremo mai niente di definitivo, sia perché possono esistere limiti teorici- nel caso della prima soglia- sia perché possiamo scoprire di essere male equipaggiati per comprendere la logica più profonda di funzionamento dell'Universo, potremmo avere dei limiti, per così dire, strutturali, come diremo a proposito delle altre due soglie. Inoltre ognuna di queste tre soglie si presenta come un evento unico e probabilmente irripetibile, per trattare con eventi del genere abbiamo bisogno di una pluralità di linguaggi, non solo un linguaggio che sappia parlare di eventi riproducibili e prevedibili (quello della fisica), ma anche un linguaggio che sappia investigare ciò che non si ripeterà più (cosmologia, geologia, biologia evolutiva).Sarebbe interessante ripercorrere i tentativi con cui abbiamo cercato di costruire una scienza razionale della storia. Accenno solo ad un fatto che alcuni troveranno sorprendente. Nel 1600 erano compresenti due opposte concezioni: quella legata al letteralismo biblico che collocava la data della creazione attorno al 4000 a.c., e quella aristotelica che considerava la Terra esistente dall'eternità. Potrà sembrare strano, almeno a chi pensa che fosse la Chiesa la massima rappresentante dell'oscurantismo antiscientifico, ma fu proprio contro l'idea di eternità che lottarono i primi scienziati che volevano stabilire delle basi razionali per una scienza storica. Per stabilire queste basi c'era bisogno di criteri che rendessero ogni momento della storia distintamente diverso da ogni altro, ovvio che fosse l'idea di eternità il principale nemico, poiché su una Terra eterna nessun evento può essere unico, tutto deve ripetersi di continuo, l'eternità distrugge la storia.Ci vorrà ancora un secolo prima che l'idea di una Terra emersa dalla profondità del tempo si affermi e fino a fine 800 nessuno osava pensare ad una Terra più vecchia di 100 milioni di anni.Ora abbiamo le idee un po’ più chiare. Tutto cominciò circa 15 miliardi di anni fa, la Terra emerse dal cosmo circa 4,5 miliardi di anni fa, le prime forme di vita risalgono a tre miliardi di anni fa e la comparsa della coscienza ad un istante cosmico fa, forse 100.000 anni. Cosa possiamo dire, e cosa no, su questi momenti cruciali della storia universale." Aggiungo ancora: "E' importante rendersi conto che il nostro corpo e la nostra mente sono il risultato di adattamenti a problemi ambientali che si presentarono in un lontano passato e che le soluzioni adattative non sono mai le più efficienti in assoluto, perché l'evoluzione deve operare sul materiale che ha già a sua disposizione e non può riprogettare sempre tutto daccapo. Ricordiamocene quando abbiamo il mal di schiena. Il nostro corpo si è sviluppato da un antenato quadrupede e l'evoluzione ha fatto quel che ha potuto, con il materiale a disposizione, per farci camminare su due gambe. Questo vale anche per la nostra mente, non ci dovremmo troppo meravigliare se il cervello umano non risultasse sufficientemente complesso per capire la complessità dell'universo, sarebbe un limite impostoci dalla nostra storia evolutiva: il nostro cervello si è strutturato morfologicamente e funzionalmente attraverso processi selettivi di natura darwiniana e le prestazioni conoscitive che esso può dare dipendono dai processi e dai meccanismi biologici che avvengono in esso. Jean Pierre Changeaux, un neurofisiologo, dialogando con Paul Ricoeur sostiene efficacemente l’idea che solo tenendo conto di questi meccanismi biologici si potrebbero impostare correttamente molte classiche problematiche filosofiche. In fin dei conti il nostro cervello non si è evoluto per consentirci di capire Tutto: dalle particelle elementari, alla nascita dell'universo ed al suo destino ultimo. Ciò che ne ha determinato lo sviluppo è stato qualcosa di molto più modesto, esso ha garantito ai nostri lontanissimi progenitori un vantaggio selettivo nella difficile pratica di sopravvivere in un ambiente ostile. Che poi alla lunga ci abbia consentito anche di elaborare complicatissime strutture matematiche tali da rappresentare lo stesso mondo che ci ha originato, questo è un effetto collaterale, un sottoprodotto di quel vantaggio selettivo che ci ha assicurato la sopravvivenza.Mi sembra appropriato concludere con gli stessi interrogativi con cui S.J. Gould conclude un suo saggio: Perché siamo così mediocri in un gran numero di operazioni mentali? Perché nella nostra attività di classificazione usiamo la tecnica deplorevolmente inadeguata della dicotomia? Perché non siamo neppure in grado di concepire l'infinito e l'eternità? I limiti del nostro pensiero cosmologico attuale consistono in un difetto di dati o in una proprietà della mente che non ci consente l'accesso a tipi di risposta più fecondi? http://docs.google.com/viewer?a=v&q=...ZiI8lM2mOStDwQ Ok, avrei concluso
Ultima modifica di Wolfhwk : 18-05-2010 alle 21:49. |
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#329 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2008
Messaggi: 3301
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) posso dire con certezza che probabilmente non siamo in grado di concepire il nulla.Se si immagina il nulla gli si conferiscono appunto caratteristiche di comodo... Ultima modifica di Wolfhwk : 18-05-2010 alle 22:21. |
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#330 | ||
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Member
Iscritto dal: Oct 2009
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Questo comunque nulla ha a che fare la percezione tridimensionale dello spazio cognitivo umano. Quote:
Nemmeno qualcosa più a sud del polo sud esiste, eppure se ne può parlare.
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#331 |
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Member
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Mmm....
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#332 |
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Senior Member
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Interessante. Riporto:
"l'ipercubo è un concetto matematico che corrisponde alla generalizzazione di altri concetti come il punto (che può essere anche definito ipercubo a 0 dimensioni), il segmento (ipercubo a una dimensione), il quadrato (2 dimensioni), il cubo (3 dimensioni)... e via di questo passo, per un numero di dimensioni che può essere anche infinito. in generale un ipercubo a n dimensioni ha 2 alla n vertici (ad esempio un quadrato ha due al quadrato = 4 vertici) ed ogni vertice è connesso mediante segmenti ad altri n vertici (sempre nel quadrato, ogni vertice è connesso ad esattamente altri due vertici). Famoso è l'ipercubo a quattro dimensioni, o tesseract, che può essere rappresentato come un cubo all'interno di un altro cubo, collegando i vertici corrispondenti (quindi come detto un tesseract avra due alla quattro = 16 vertici ed ogni vertice sarà connesso ad altri 4). Ti allego l'immagine di un tesseract tra le fonti. Per gli ipercubi da 5 dimensioni in poi è invece difficile immaginare una rappresentazione grafica in uno spazio al massimo tridimensionale (quello che i nostri occhi riescono a percepire). Io ho studiato gli ipercubi in un corso di architettura degli elaboratori, perchè la loro struttura matematica presenta delle caratteristiche (su cui non mi dilungherò) che li rendono interessanti nel disegno di reti di calcolo parallele." ![]() Inoltre riporto: "Può esistere un ipercubo nella realtà? Molto dipende da cosa intendiamo per “esistenza” e da quello che crediamo di sapere sulla forma della nostra realtà. Essa sembra estendersi su tre dimensioni spaziali e su una dimensione temporale, qualitativamente diversa dalle prime tre. La simmetria dell'ipercubo, che non privilegia una dimensione rispetto alle altre, ci porta a escludere il tempo dalle nostre considerazioni. Rimangono tre dimensioni spaziali che sono troppo poche per ospitare un intero ipercubo. È un pò come se volessi far entrare un intero cubo sulla superficie di un foglio di carta. Il meglio che posso fare è disegnarne un modello: ad esempio un disegno in prospettiva, oppure il familiare sviluppo riportato nella figura sottostante." "Analogamente è possibile realizzare nel nostro spazio tridimensionale dei modelli dell'ipercubo. Ad esempio posso costruirne lo sviluppo: una torre cruciforme formata da otto cubi che un essere quadridimensionale potrebbe ripiegare in una direzione inconcepibile per noi. " |
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#333 | |
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la questione non e' che sto ipercubo esista o no, la questione e' che della sua esistenza non ci e' dato modo di comprenderla. cosi' come di altre dimensioni. al massimo potremo arrivare a delle formule matematiche per descriverlo, potrai pure sfruttare queste conoscenze magari pure per "sfruttarlo" ma mai riuscirai a coglierne l'essenza. non capisco sta cosa del polo sud, voglio dire, va bene che siamo limitati, ma una sfera tridimensionale riusciamo a concepirla! a sud del polo sud ricominciamo il giro del mondo. posso ad esempio parlare di infinito, ma non riuscire a concepirlo. priva afd immaginarlo nella tua mente. vedrai uno spazio piccolo diventare sempre piu' grande, ma una volta riempito la mente fara' ricominciare da capo l'immagine, e cosi' via di seguito.
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Io l'ipercubo me lo immagino senza troppe difficoltà.
E' un cubo che esiste per un tempo non nullo.
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#335 |
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Senior Member
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te lo immagini in un ambito tridimensionale in cui il tuo cervello lo traduce, casomai. non sto dicendo di afferrare il concetto. potrei pure afferrare il concetto di un oggetto in 6 dimensioni, ad esempio, ma il mio cervello non me lo fara' mai visualizzare.
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#339 | |
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E' ovvio che se visualizzo faccio riferimento ai miei sensi visivi, quindi percepisco 3 dimensioni. Ma se immagino posso aggiungerne una quarta. E siccome la realtà E' 4-dimensionale, il processo non è tanto difficile. Come dice Wolfhwk, il difficile è dalla quinta in su... ma neanche tanto.
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#340 |
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hahha vi ho aperto un thread giusto sulle teorie dei cattolici.. e ora vi trovo a parlare degli ipercubi
scherzi a parte.. mi sono letto tutte le pagine, ma molte risposte purtroppo per me, sono quasi incomprensibili (non avendo mai fatto fisica) comunque anche secondo me è vera questa frase: "Ci sono alcune soglie a cui siamo particolarmente interessati: la prima è l'emergere dell'universo, la seconda è l'emergere della vita e la terza l'emergere della coscienza."
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Se un filosofo è un uomo cieco,in una stanza buia,che cerca un gatto nero,che non c'è,un teologo è l'uomo che riesce a trovarlo. -->E8500,Ati4850,4gb ocz ddr2, wd500, asrock p43r1<-- |
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