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#21 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2004
Città: Emperor Tomato Ketchup
Messaggi: 537
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E' un caso complesso. Diversi individui accusati ma tutti usciti dalle indagini. Dopo il processo di Raniero Busco ne sapremo di piu', un pochino di piu'.
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#22 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2006
Messaggi: 785
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mi sembra il caffe di sindona, per chi lo ricorda
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#23 |
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Member
Iscritto dal: Jul 2009
Messaggi: 58
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Lo stabile di via Poma è tutto o in parte di proprietà dei Servizi Segreti.
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#24 |
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Member
Iscritto dal: Jul 2009
Messaggi: 58
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La fitta nebbia che ha impedito fino ad oggi di far luce sull’assassinio di Simonetta Cesaroni, la ragazza trovata uccisa in un ufficio di via Poma 2, il 7 agosto 1990, si va diradando. Una svolta clamorosa si è registrata in questi giorni con l’interrogatorio del commissario Antonio Del Greco, ad opera del procuratore aggiunto Italo Ormanni e del sostituto Cesare Martellino. Si tratta del funzionario di polizia che svolse le prime indagini coordinate dall’allora capo della squadra mobile, dottor Nicola Cavaliere. Antonio Del Greco è stata invitato a spiegare perché alcuni documenti utili alle indagini sul delitto di via Poma si trovassero in una cassetta di sicurezza in uso al pregiudicato austriaco Roland Voller e intestata alla questura di Roma. Una scoperta, questa, della quale il nostro giornale ha riferito a suo tempo.
Voller venne arrestato con l’accusa di aver tentato di depistare le indagini sia sull’uccisione di Simonetta Cesaroni, sia sullo strangolamento della contessa Alberica Filo della Torre, all’Olgiata, nel luglio ’91. Nel corso dell’interrogatorio, il commissario ha dichiarato che tutte le indagini sul delitto di via Poma – dove, a suo dire, c’era un concentrato di Sisde sotto varie sigle – vennero pilotate dall’alto. Invitato a spiegarsi meglio, di fronte all’ipotesi di un’incriminazione per favoreggiamento, Del Greco ha riferito che il prefetto Vincenzo Parisi, all’epoca capo della polizia, telefonava quotidianamente al commissariato Flaminio raccomandando a lui e al dottor Cavaliere «la massima prudenza». Un’altra rivelazione sorprendente del commissario riguarda il genero di Parisi, il commissario Sergio Costa, all’epoca funzionario del Sisde. Il Costa, a detta di Del Greco, si recava quotidianamente in via Poma 2, nell’ufficio in cui lavorava la Cesaroni, per consultare e ritirare i tabulati con i nominativi che la ragazza inseriva nel computer. Nominativi che, come abbiamo scritto a suo tempo, servivano anche ai Servizi per selezionare giovani stranieri da addestrare alla carriera di 007, e ad alcuni disinvolti trafficoni per altri usi illegittimi. Secondo il teste, le visite di Costa nell’ufficio dove lavorava Simonetta erano di carattere istituzionale perché quell’ufficio era in realtà una dependance del Sisde. Secondo quanto dichiarato a verbale dal commissario Del Greco, una volta sfumata l’accusa contro il portiere Vanacore, sempre dall’alto ci furono pressioni e manovre per far cadere i sospetti sul giovane studente Federico Valle. A questo scopo sarebbe stato attivato l’austriaco Roland Voller. Il ruolo di Voller non si limiterebbe a quello di confidente, ma si proietterebbe anche nella gestione di società fantasma (operanti in vari settori: dalle vendite delle auto all’edilizia) delle quali è amministratore unico. Il giovane Valle e la sua famiglia hanno preannunciato la costituzione di parte civile contro il Voller e il ministero dell’Interno. |
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#25 |
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Iscritto dal: Jul 2009
Messaggi: 58
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Possiamo ipotizzare che fu un omicidio dei Servizi, legato a quello che Simonetta sapeva, aveva scoperto e poteva documentare, travestito da delitto pssionale, che le accuse a Vanacore, Federico Valle e adesso al fidanzato fossero "di copertura" e che al Vanacore fosse stato imposto di non parlare.
Per noi i Servizi sono motivo di discussione, ma per un dipendente sono ordini del Ministero degli Interni. |
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#26 |
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Iscritto dal: Jul 2009
Messaggi: 58
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Se il lavoro di Simonetta era questo si spiega come mai nessuno sapesse con esattezza dove lavorasse: nè la famiglia nè la sorella a cui era molto legata, conoscevano l'indirizzo o il numero di telefono del suo ufficio. Solo con molte ore di ritardo si potè andare ad aprire l'ufficio e accertarsi di cosa fosse accaduto.
Questo è tipico di lavori particolari ad alto livello di segretezza svolto per conto dei servizi, non si possono dare nè indirizzi nè recapiti telefonici alla propria famiglia. Pare che anche Chiara Poggi facesse un lavoro assolutamente simile, alla Computer Sharing. Ultima modifica di Sheera : 10-03-2010 alle 11:17. |
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#27 |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2007
Città: Verona... finchè non mi buttano fuori :D
Messaggi: 3224
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#28 |
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Iscritto dal: Jan 2010
Messaggi: 74
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Ma non può essere la reazione estrema di un innocente che dopo 17 anni dal proscioglimento viene ancora tormentato inutilmente? Perchè vedere complotti dappertutto? Perchè non rispettare il dolore e il tormento di un uomo che non se l'è sentita di rivivere un altro calvario e ha scelto di togliersi la vita?
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#29 | |
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Iscritto dal: Jul 2009
Messaggi: 58
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Quote:
Questo era il segreto che opprimeva Vanacore. Non poteva parlare e non poteva scagionare il terzo innocente accusato. |
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#30 |
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Iscritto dal: Jul 2009
Messaggi: 58
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Nel caso della Cesaroni i Servizi sono sicurissimamente implicati, c'è la deposizione del commissario Del Greco, nel caso della Poggi è un'ipotesi.
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#31 |
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Iscritto dal: Jul 2009
Messaggi: 58
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Le telefonate
Due telefonate sarebbero partite dall’apparecchio dell’ufficio dove la ragazza doveva essere stata uccisa da poco. Sarebbe state indirizzate a Salvatore Volponi (suo datore di lavoro, anche lui citato come testimone), a Corrado Carboni (altro datore di lavoro) e a Francesco Caracciolo di Sarno (presidente dell’Associazione ostelli della gioventù) Gli inquirenti sarebbero risaliti a questi particolari grazie alla testimonianza della moglie del factotum di Caracciolo, Mario Macinati, e ad alcune intercettazioni telefoniche. La donna ha riferito di aver ricevuto una chiamata al telefono di casa la sera in cui Simonetta è stata uccisa, da qualcuno che cercava l’avvocato. Una persona che lei avrebbe individuato in Vanacore e che chiedeva di parlare urgentemente con il presidente dell’Aiag, perché era successa una cosa gravissima. A questo punto, qualcuno gli avrebbe detto di ripulire l’appartamento Ultima modifica di Sheera : 10-03-2010 alle 21:05. |
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#32 |
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Iscritto dal: Jul 2009
Messaggi: 58
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Uno strano avvocato
L'avvocato Francesco Caracciolo di Sarno era, all'epoca dell'omicidio, il presidente dell'AIAG. Negli anni scorsi qualcuno aveva scritto che era deceduto. Tuttavia la giornalista Raffaella Fanelli riesce a strappargli una mezza intervista, poi pubblicata dal settimanale OGGI il 17 giugno 2009. Viene fuori così che non è morto, e che da qualche anno vive in una sorta di isolamento in una grande casa un po' decadente, con annessa tenuta. Ma perché il suo nome torna a circolare? Perché Raffaella Fanelli lo cerca e lo scova? Si scopre che, con grande riservatezza, la Procura di Roma ha avvisato Pietrino Vanacore, ha disposto rogatorie, ha messo utenze sotto controllo, ha inviato i carabinieri a perquisire l’abitazione di Monacizzo. “I militari – scrive la Fanelli – hanno cercato e sequestrato un’agenda, poi restituita”. Ma cosa c’entra l’agenda del portiere con l’omicidio? “I magistrati romani – scrive ancora la giornalista di OGGI – ipotizzano che il portiere sia entrato nell’appartamento prima dell’arrivo di Paola Cesaroni, sorella di Simonetta, e della polizia. Avrebbe quindi cercato di contattare l’avvocato Francesco Caracciolo di Sarno, presidente dell’associazione italiana Ostelli della Gioventù”. E questo perché ai due magistrati “appare verosimile ritenere che possa essere stato proprio il portiere, dopo aver trovato e toccato il cadavere, a chiamare il Caracciolo per comunicare l’accaduto o per chiedere aiuto o consiglio”. “In queste sei pagine – continua la Fanelli – i PM Cavallone e Calò riportano nomi noti ma mai emersi, fanno precisi riferimenti a nuove dichiarazioni. Anche a quelle fornite da Anita Baldi, funzionario Aiag (Associazione italiana alberghi della gioventù) e cioè che era stato l’avvocato Caracciolo a insistere perché Simonetta si recasse di pomeriggio a lavorare in via Poma”. Non è finita. Ad una precisa domanda sulla personalità dell’avvocato Francesco Caracciolo, la signora Baldi risponde: “Non ho una profonda conoscenza dell’avvocato Caracciolo, ma posso dire che ha una personalità equivoca”. Chissà cosa avrà voluto dire Anita Baldi? Chissà se i magistrati le hanno chiesto qualche particolare in più? Un’altra dipendente dell’Aiag era stata messa a confronto il 19 ottobre 2007, ovvero un mese prima dell’apertura del fascicolo su Pietrino Vanacore, proprio con Francesco Caracciolo. Si tratta di Luigina Berrettini. Lei ricorda di aver sentito l’avvocato pronunciare nei giorni immediatamente successivi all’omicidio una frase sibillina: “Questa è una cosa grandissima, quando tutto sarà finito ne riparleremo”. Il confronto si risolve con un nulla di fatto perché l’avvocato smentisce categoricamente le affermazioni della Berrettini. Certo, viene da chiedersi perché la Berrettini dovrebbe essersela “inventata”. Che interesse avrebbe avuto a dire una cosa per l’altra? Tutto resta senza risposta ed anche l’ipotesi che l’intruso potesse essere proprio l’ex portiere non trova nessuna conferma. Il fascicolo viene archiviato. L'avvocato Francesco Caracciolo - del quale si è sempre saputo molto poco - aveva fatto parlare di se qualche tempo dopo l'omicidio. Alla fine del 1990 la sede regionale dell’Aiag viene spostata altrove e l’ufficio viene completamente smantellato. La mobilia, per altro molto vecchia, viene messa in vendita o ceduta. Ma l’evento più inquietante si era verificato appena cinque giorni dopo il 7 agosto, quando una ditta specializzata in pulizie era entrata nell’appartamento, con il consenso del magistrato, ed aveva effettuato una pulizia, questa volta davvero approfondita, dei locali. Nel mentre gli stracci ripulivano con cura la scena del crimine, Francesco Caracciolo di Sarno, sorridente sulla porta d’ingresso dichiarava a fotografi e cronisti: “Mi sembra che la stampa abbia ingigantito un po’ le cose”. http://viapoma.splinder.com/tag/Fran...ciolo+di+Sarno Ultima modifica di Sheera : 10-03-2010 alle 21:05. |
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#33 |
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Member
Iscritto dal: Jul 2009
Messaggi: 58
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