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Old 12-12-2009, 09:04   #101
sander4
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Interessante questo articolo ("I fratelli Graviano e quel provino a Milanello") che parla di alcuni fatti nella sentenza di primo grado:

"Rileggendo la sentenza di primo grado con cui il Tribunale di Palermo ha condannato a 9 anni di reclusione il senatore Marcello Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa, si scoprono sempre molte cose interessanti. Per esempio, si può comprendere lo stato di apprensione e di irritazione con cui il presidente del consiglio Silvio Berlusconi sta seguendo la riapertura delle indagini sulle stragi del '92 e del '93. L'8 settembre 2009 aveva infatti dichiarato: “E' una follia che ci siano frammenti di Procura che da Palermo a Milano guardano ancora a fatti del '92, del '93, del '94. Quello che mi fa male e' che gente cosi', con i soldi di tutti noi, faccia cose cospirando contro di noi che lavoriamo per il bene comune del Paese”.

Il punto è che, come noto, il neo-collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, già esecutore materiale dell'omicidio di Don Puglisi ed esponente di spicco della famiglia mafiosa del mandamento di Brancaccio, retta da due dei più sanguinari boss di Cosa Nostra, i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, responsabili sicuramente almeno delle stragi del '93 nel continente, sta aprendo nuovi squarci sulla strage di via D'Amelio. In particolare, Spatuzza, ritenuto credibile da tutte le procure da cui è stato ascoltato, ha spostato dalla Guadagna a Brancaccio (due quartieri confinanti a sud di Palermo) il gruppo di fuoco che avrebbe materialmente organizzato ed eseguito la strage. La differenza non è di poco conto. A capo della famiglia del mandamento di Brancaccio vi erano infatti proprio i fratelli Graviano che, allo stesso tempo, intrattenevano affari e mantenevano interessi nel Nord Italia, più specificamente nel milanese. Spatuzza riapre dunque una pista importante che porta dritti dritti alla contiguità tra l'ala stragista di Cosa Nostra ed alcuni ambienti imprenditoriali milanesi di allora. Esattamente ciò di cui parlava Paolo Borsellino nella sua ultima intervista del 19 maggio 1992, rilasciata ai giornalisti Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi, in cui indicava proprio Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore, come esempio di “testa di ponte dell'organizzazione mafiosa nel Nord Italia”.

Ma perchè Dell'Utri e Berlusconi dovrebbero temere queste nuove rivelazioni di Spatuzza? Esistono delle prove che dimostrerebbero la contiguità tra i fratelli Graviano e il gruppo Fininvest? Per ora non si sa esattamente quello che ha dichiarato Spatuzza ai magistrati. Quello che si sa è invece che i Graviano non erano assolutamente degli sconosciuti per il presidente di Publitalia, il polmone finanziario della Fininvest.

Lo si apprende leggendo il capitolo 15 della sentenza di primo grado di condanna di Marcello Dell'Utri a pag. 629, intitolato “I fratelli Graviano di Brancaccio”. L'episodio a cui si fa riferimento non è tanto interessante in sé (si parla di favori per tesserare un calciatore al Milan), quanto per il fatto che dimostra che, a pochi mesi dalla strage di via D'Amelio e mentre nel continente scoppiavano bombe a Roma, Firenze e Milano, gli autori di quelle stragi erano in qualche modo in contatto con il senatore Dell'Utri, braccio destro di Silvio Berlusconi.

La vicenda è la seguente.

Il 27 gennaio 1994 il Nucleo Operativo dei Carabinieri di Palermo e di Milano arresta, all'interno della trattoria "Da Gigi Il Cacciatore" a Milano, i fratelli Graviano. Insieme a loro vengono tratti in arresto anche i cognati Salvatore Spataro e Giuseppe D'Agostino, rei di aver coperto la latitanza dei due fratelli procurando loro carte d'identità false. In una lettera fatta pervenire al gip di Milano il 19 marzo 1994, D'Agostino afferma di essersi trovato a Milano in circostanza dell'arresto poiché aveva intenzione di contattare, attraverso Carmelo Barone e Francesco Piacenti, il dott. Marcello Dell'Utri, già locatore di uno stabile a Palermo adibito a Standa, il quale verosimilmente gli avrebbe dovuto far trovare lavoro. Dell'Utri dichiara al maresciallo Luigi Punzi e al brigadiere Alberto Sivieri dei Carabinieri di Milano di non aver mai sentito nominare né Barone né Piacenti né tanto meno D'Agostino.


In realtà mente. Nella sua agenda personale sono state ritrovate delle annotazioni molto strane. Alla data 11 febbraio 1994, Dell'Utri rivela di sapere già l'argomento su cui quel giorno stesso sarebbe stato sentito: "SIRIO MARESCIALLO BICCHIO BRIGADIERE 62764294 D’AGOSTINO GIUSEPPE CHE DUE ANNI FA E’ VENUTO INSIEME A FRANCESCO PIACENTI E CARMELO BARONE INTERESSARSI PER LAVORO A MI...". Cita perfino i nomi dei due ufficiali con degli pseudonimi. In un'altra agenda, alla data 7 settembre 1992, si legge esplicitamente il nome di Barone. In una terza agenda il nominativo Barone è seguito anche dal nome di battesimo (Melo), diminutivo di Carmelo, con due utenze telefoniche. Nessun dubbio dunque sulla sua identità.

D'Agostino e Barone si conoscono da sempre per via della loro passione per il calcio. Barone è presidente della Palermo Olimpia, insieme a Spataro. D'Agostino ha un figlio molto promettente calcisticamente e, parlando con Barone, viene a sapere che costui avrebbe potuto fargli fare un provino al Milan. Nel 1992 D'Agostino sale a Milano, il provino va bene, ma il ragazzo non viene preso perché ancora minorenne. Barone lo rassicura: per questo si può trovare un escamotage. E in più gli promette di adoperarsi per fargli trovare un lavoro redditizio in modo da poter portare su tutta la famiglia a Milano: "Io conosco il signor Dell’Utri che, eventualmente, lui, vediamo se ti fa trovare un lavoro". Barone chiama per telefono, ma la segretaria informa che Dell'Utri non è presente. Poco tempo dopo Barone morirà in un incidente stradale (sbanda sull'asfalto bagnato e si schianta con la Mercedes su un gruppo di giostre) e la trattativa non avrà sviluppi. In seguito, l'8 dicembre del 1993, D'Agostino inizia ad ospitare in casa sua il latitante Giuseppe Graviano. A costui D'Agostino propone di nuovo la possibilità di riuscire a trovare un lavoro: chissà mai che abbia anche lui, come Barone, amicizie milanesi. Graviano risponde che sì, avrebbe potuto farlo lavorare, ma ne avrebbe prima dovuto parlare con il fratello Filippo. Subito dopo le feste natalizie arriva la buona notizia: i Graviano si sono interessati e c'è possibilità per D'Agostino di trovare un posto in un centro commerciale. Un euromercato del gruppo Fininvest.

Questa ricostruzione, offerta da D'Agostino, permette di decifrare altre significative annotazioni ritrovate sulle agende di Dell'Utri. Alla data 2 settembre 1992 si legge di un tale "MELO" con l'indicazione "INTERESSA AL MILAN". In un'altra annotazione compare un'età (10 ANNI), quanti ne contava il figlio di D'Agostino a quell'epoca, e la frase "IN RITIRO PULLMAN DEL MILAN, INTERESSATO D'AGOSTINO GIACOMO". Quando a Dell'Utri vengono mostrate tutte le annotazioni che riguardano Carmelo Barone, l'imputato nega di esserne a conoscenza. Solo quando gli verranno lette le dichiarazioni del collaborante Pasquale Di Filippo riguardanti il negozio d'abbigliamento di proprietà di Barone in via Lincoln, a Dell'Utri torna la memoria. Ricorda di averlo conosciuto come presidente di una società di calcio e dichiara che quel "Melo" nella sua agenda non può che essere lui.



In realtà, la conoscenza tra i due non si limita a una lontana comunanza di interessi sportivi, come Dell'Utri vuol far credere. Dalla documentazione reperita nelle aziende Fininvest e depositata agli atti risulta che la segretaria personale di Dell'Utri, la dott.ssa Ines Lattuada, aveva segnalato, per l'acquisto, un immobile in via Lincoln, di proprietà di Carmelo Barone. Qualche mese dopo, responsabili della Standa le faranno sapere che è venuto meno l'interesse per quell'immobile. Ancora, in un appunto manoscritto si legge: "...ATTENDE, POI, GIUSEPPE NOTIZIE PER I LOCALI DELLA DITTA BARONE...VIA LINCOLN – BRUCIATO".



Per capire il senso di queste parole bisogna sapere chi fosse, in realtà, Carmelo Barone e in che ambienti orbitasse. Alla domanda se Barone avesse rapporti con esponenti di Cosa Nostra, il collaborante Pasquale Di Filippo dichiara: “Sì, io mi ricordo che Barone era molto amico di mio cognato, Spataro Antonino, e di Vincenzo Buccafusa, detto Cecè. Dopo la sua morte gli hanno messo due o tre volte delle bombe in via Lincoln, gli hanno danneggiato il negozio con delle bombe”. Come mai tutte queste bombe? “Dopo la morte di Melo i loro parenti non hanno voluto sapere niente di questo e quindi non volevano pagare il pizzo e quindi, di conseguenza, gli hanno fatto gli attentati”. Barone, dunque, era sempre stato in buoni rapporti con i mafiosi della zona e, fintanto che era in vita, non aveva mai avuto problemi.

Il 20 gennaio 2003 viene assunto in esame il teste indotto dalla difesa di Dell'Utri, Francesco Zagatti, capo degli osservatori del Milan nel '92-'93. E' un autogol clamoroso. Dalla sua deposizione, molto sincera e spontanea, il Collegio apprende che effettivamente “ci fu un interessamento nei riguardi del figlio di D’Agostino Giuseppe da parte di Marcello Dell’Utri" e deduce che "essendo già deceduto Melo Barone, tale interessamento non poteva che essere stato caldeggiato al prevenuto, direttamente o in via mediata, dai fratelli Graviano di Brancaccio”.


http://www.19luglio1992.com/index.ph...li-graviano-e-

Ultima modifica di sander4 : 12-12-2009 alle 09:09.
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Old 12-12-2009, 09:11   #102
LUVІ
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Originariamente inviato da Anodaram Guarda i messaggi
Questo mi fà pensare ad una più ampia strategia dei capi mafia per ricattare il pdc,un pentito dice,poi un boss(che non è un pentito) accetta addirittura di parlare(questo è il segnale forte,perchè parla?) e non lo fà per discolparsi ma per "aiutare" qualcun'altro.
Ora "stranamente" stanno per approvare la legge sulla vendita dei beni confiscati,legge che praticamente rende inutile il sequestro dei beni alla mafia.Il sequestro dei beni alla mafia è il dito nel culo più grosso(forse anche più del 41bis) che lo stato ha messo ai mafiosi.
*
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Old 12-12-2009, 09:13   #103
Ileana
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Originariamente inviato da Alien Guarda i messaggi
ma me lo chiedo pure io come possa essere più attendibile un boss mafioso non pentito rispetto a un collaboratore di giustizia.
Magari Spatuzza ha mentito ma, francamente, a prescindere dalle dichiarazioni, io un po' più di fiducia l'avrei per chi ha già collaborato in passato.

A questo punto, inoltre, crolla anche l'idea del complotto mafioso antigovernativo se proprio un boss viene a smentire le dichiarazioni "complottiste".
Non c'era nulla di più semplice che confermarle per creare il patatrack e invece...
Si potrebbe sempre dire che il NON pentito aveva interesse nel confermare la tesi di Spatuzza per riuscire ad ottenere, anche lui, lo status di pentito, che è decisamente migliore dello status di boss in carcere.



NON sto dicendo chi è più credibile, sto solo ipotizzando perchè, un non pentito, potrebbe essere più credibile di un pentito.
__________________
Mi chiedete perchè non posso prendere sul serio questa Europa? Perchè il grado di sviluppo e maturità dei cocomeri va determinato in modo congruo e l'indice rifrattometrico della polpa, misurato al centro della polpa, nella sezione massima normale dell'asse deve essere uguale o superiore all'8° brix.
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Old 12-12-2009, 09:15   #104
CYRANO
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magari un boss eroe in carcere se la passa meglio di un pentito che ha spifferato... chissa'...



C'.a'.z'.a.'za
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FINCHE' C'E' BIRRA C'E' SPERANZA !!!
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Old 12-12-2009, 09:18   #105
Ileana
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magari un boss eroe in carcere se la passa meglio di un pentito che ha spifferato... chissa'...



C'.a'.z'.a.'za
Mah.
Se lo dici te.
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Mi chiedete perchè non posso prendere sul serio questa Europa? Perchè il grado di sviluppo e maturità dei cocomeri va determinato in modo congruo e l'indice rifrattometrico della polpa, misurato al centro della polpa, nella sezione massima normale dell'asse deve essere uguale o superiore all'8° brix.
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Old 12-12-2009, 10:05   #106
Duncan
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Si potrebbe sempre dire che il NON pentito aveva interesse nel confermare la tesi di Spatuzza per riuscire ad ottenere, anche lui, lo status di pentito, che è decisamente migliore dello status di boss in carcere.



NON sto dicendo chi è più credibile, sto solo ipotizzando perchè, un non pentito, potrebbe essere più credibile di un pentito.
Si può dire anche che non abbia parlato perchè altrimenti sa che l'accordo fatto salta... tutte congetture, fino a che non si trovano riscontri in un senso o in un altro sono tutti castelli in aria... poi questa cosa che stanno facendo passare quello detto dai Graviano come oro colato quasi eroi, e quello detto da spatuzza come falsità assodate da un caomafia è quanto meno strano.

Per quanto mi riguarda aspett quello ce decideranno i giudici.
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Old 12-12-2009, 10:49   #107
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magari un boss eroe in carcere se la passa meglio di un pentito che ha spifferato... chissa'...



C'.a'.z'.a.'za
Ma cosa vai mai a pensare.
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Old 12-12-2009, 11:16   #108
Fritz!
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ma il mio sondaggione su berlusconi e mafia é desaparecido?
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Old 12-12-2009, 11:20   #109
sander4
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Originariamente inviato da Fritz! Guarda i messaggi
ma il mio sondaggione su berlusconi e mafia é desaparecido?
"berlusconi è il padrino"
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Old 12-12-2009, 11:59   #110
Mr_Paulus
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Originariamente inviato da giannola Guarda i messaggi
se i giudici hanno voluto ascoltare le deposizioni di Graviano e Lo Nigro, poi non posson far finta che non ci siano stati, quindi l'ultima tua affermazione è una tua idea non la realtà dei fatti...
lo so bene che non è la realtà dei fatti, sta di fatto pero che se escono delle nuove prove che vanno in quella direzione penso proprio che un qualsiasi giuduice darebbe più peso alle dichiarazioni di un pentito che a quelle di un boss.
Quote:
Quindi l'idea più logica era quella di trovare degli elementi di prova a supporto della versione di spatuzza in modo da renderla solida anche rispetto alle smentite altrui...invece si è rimasti ancorati alla sola parola di questo pentito col risultato che nel dibattimento è stata la sua parola contro quella di due: Graviano e Lo Nigro.
uno è un pentito che ha collaborato più volte con la giustizia (ALT, non sto dicendo che ha ragione, sia chiaro.), mentre graviano no (lo nigro non so).
Quote:
Metti fra l'altro che questo processo è uno dei più mediatici della storia...quindi i giudici dovranno muoversi con cautela e quindi non potranno accettare la parola di spatuzza se non ci saranno riscontri soggettivi (come prevede la legge) che smentiscano a loro volta le dichiarazioni degli altri due soggetti.
questo è ovvio, devono trovare delle prove.
Quote:
Usare spatuzza senza altro supporto quindi a mio avviso è stato fare un favore a dell'Utri....


nota bene che anche in questo post non ho affermato nulla su chi è credibile e chi no....
io non sto dicendo che spatuzza ha ragione (ci mancherebbe, chi sono io per dirlo), sto dicendo che a differenza di altri lui ha già collaborato con la giustizia e quindi è diventato persona (abbastanza) attendibile per i giudici, poi è ovvio che le fregnacce può spararle anche lui, ma questo sta al giudice stabilirlo, non a noi (tantomeno a berlusconi/dell'utri).
Mr_Paulus è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 12-12-2009, 13:16   #111
-kurgan-
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Originariamente inviato da indelebile Guarda i messaggi
non so se è stato detto ma graviano non è un pentito
la cosa GRAVISSIMA è che non l'hanno detto i "giornalisti" in tv.
-kurgan- è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 12-12-2009, 13:52   #112
alex783
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Originariamente inviato da Jabberwock Guarda i messaggi
I Graviano non sono pentiti, ad oggi!
Ah ecco!
e perché si dovrebbe credere ad un mafioso rispetto ad un mafioso pentito?

sarà che io penso sempre al male, ma proprio perché non è un pentito potrebbe cercare di coprire alcune persone, o sbaglio?

chiaramente sono solo supposizioni, io personalmente non credo a nessuna delle due versioni, magari c'è qualcosa di vero (e di falso) in entrambi i racconti.
__________________
L'iPad? Potrebbe esserci gente che, pur d'avere il nuovo gadget, si mette a leggere i libri. Questa sì sarebbe una rivoluzione (Beppe Severgnini)
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Old 12-12-2009, 14:20   #113
Fritz!
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Originariamente inviato da alex783 Guarda i messaggi
Ah ecco!
e perché si dovrebbe credere ad un mafioso rispetto ad un mafioso pentito?

sarà che io penso sempre al male, ma proprio perché non è un pentito potrebbe cercare di coprire alcune persone, o sbaglio?

chiaramente sono solo supposizioni, io personalmente non credo a nessuna delle due versioni, magari c'è qualcosa di vero (e di falso) in entrambi i racconti.
I pentiti sono degli infami...
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Old 12-12-2009, 14:24   #114
giannola
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Originariamente inviato da Mr_Paulus Guarda i messaggi
lo so bene che non è la realtà dei fatti, sta di fatto pero che se escono delle nuove prove che vanno in quella direzione penso proprio che un qualsiasi giuduice darebbe più peso alle dichiarazioni di un pentito che a quelle di un boss.
ma è ovvio

Quello che ho detto è che al momento in quel caso e in quelle circostanze (riferite a dell'utri) spatuzza è bruciato....la sentenza dovrebbe esserci, se non erro, la prox settimana, quindi mi pare improbabile che si riescano a reperire delle prove a supporto della versione di spatuzza....che poi in futuro spatuzza possa tornare utile è un altro paio di maniche.

Intanto però è innegabile che così in sede processuale dell'utri abbia avuto se non il "punto-partita" la possibilità sostanziale di una pena molto più lieve...meglio di così non poteva giocarsela.
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Utente gran figlio di Jobs ed in via di ubuntizzazione
Lippi, perchè non hai convocato loro ?
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Old 12-12-2009, 15:33   #115
Mr_Paulus
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Originariamente inviato da giannola Guarda i messaggi
ma è ovvio

Quello che ho detto è che al momento in quel caso e in quelle circostanze (riferite a dell'utri) spatuzza è bruciato....la sentenza dovrebbe esserci, se non erro, la prox settimana, quindi mi pare improbabile che si riescano a reperire delle prove a supporto della versione di spatuzza....che poi in futuro spatuzza possa tornare utile è un altro paio di maniche.
ok siamo d'accordo
Quote:
Intanto però è innegabile che così in sede processuale dell'utri abbia avuto se non il "punto-partita" la possibilità sostanziale di una pena molto più lieve...meglio di così non poteva giocarsela.
beh, può anche essere che il giudice di fronte a due testimonianze così discordanti, possa decidere di non prenderne in considerazione nessuna(fino alla produzione di nuove prove).
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Old 12-12-2009, 15:53   #116
Anodaram
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Quote:
Originariamente inviato da Ileana Guarda i messaggi
Si potrebbe sempre dire che il NON pentito aveva interesse nel confermare la tesi di Spatuzza per riuscire ad ottenere, anche lui, lo status di pentito, che è decisamente migliore dello status di boss in carcere.



NON sto dicendo chi è più credibile, sto solo ipotizzando perchè, un non pentito, potrebbe essere più credibile di un pentito.
questa è un ipotesi impossibile,semplicemente perchè a graviano non serve confermare spatuzza x diventare un pentito.non funziona così.
__________________
Gametag su xbox360 live : Sciuritidd
"Ad essere gentili e servizievoli con le donne ci si ricavano solo fregature..."
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Old 12-12-2009, 21:18   #117
alex783
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Quote:
Originariamente inviato da Anodaram Guarda i messaggi
[...]
Ora "stranamente" stanno per approvare la legge sulla vendita dei beni confiscati,legge che praticamente rende inutile il sequestro dei beni alla mafia.[...]
Perché rende inutile?
I beni vengono comunque sequestrati ma poi messi all'asta.
La mafia potrebbe ricomprarseli? e qual è il problema? nuovo sequestro, e così via...

Davvero, non ti capisco...
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alex783 è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 12-12-2009, 22:38   #118
Jabberwock
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Quote:
Originariamente inviato da alex783 Guarda i messaggi
Perché rende inutile?
Perche' un bene confiscato e' un bene che il vecchio proprietario non puo' piu' usare... se glielo rivendi invece puo' usarlo benissimo, tranne nel periodo tra il sequestro e la messa in asta, periodo che sara', plausibilmente, inferiore al tempo necessario per fare le indagini sui nuovi proprietari!

Quote:
I beni vengono comunque sequestrati ma poi messi all'asta.
La mafia potrebbe ricomprarseli? e qual è il problema? nuovo sequestro, e così via...
Praticamente le FdO si devono mettere a giocare a ruba mazzo con la mafia (te lo piglio, me lo pigli, te lo ripiglio, me lo ripigli)... geniale!
__________________
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11 marzo 2013
26 febbraio 2014

Ultima modifica di Jabberwock : 12-12-2009 alle 22:41.
Jabberwock è offline   Rispondi citando il messaggio o parte di esso
Old 12-12-2009, 23:46   #119
daniele.messina
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Iscritto dal: Mar 2007
Messaggi: 135
In neretto i miei commenti.

Quote:
Originariamente inviato da sander4 Guarda i messaggi
Interessante questo articolo ("I fratelli Graviano e quel provino a Milanello") che parla di alcuni fatti nella sentenza di primo grado:

"Rileggendo la sentenza di primo grado con cui il Tribunale di Palermo ha condannato a 9 anni di reclusione il senatore Marcello Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa, si scoprono sempre molte cose interessanti. Per esempio, si può comprendere lo stato di apprensione e di irritazione con cui il presidente del consiglio Silvio Berlusconi sta seguendo la riapertura delle indagini sulle stragi del '92 e del '93. L'8 settembre 2009 aveva infatti dichiarato: “E' una follia che ci siano frammenti di Procura che da Palermo a Milano guardano ancora a fatti del '92, del '93, del '94. Quello che mi fa male e' che gente cosi', con i soldi di tutti noi, faccia cose cospirando contro di noi che lavoriamo per il bene comune del Paese”.

Il punto è che, come noto, il neo-collaboratore di giustizia Gaspare Spatuzza, già esecutore materiale dell'omicidio di Don Puglisi ed esponente di spicco della famiglia mafiosa del mandamento di Brancaccio, retta da due dei più sanguinari boss di Cosa Nostra, i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, responsabili sicuramente almeno delle stragi del '93 nel continente, sta aprendo nuovi squarci sulla strage di via D'Amelio. In particolare, Spatuzza, ritenuto credibile da tutte le procure da cui è stato ascoltato, ha spostato dalla Guadagna a Brancaccio (due quartieri confinanti a sud di Palermo) il gruppo di fuoco che avrebbe materialmente organizzato ed eseguito la strage. La differenza non è di poco conto. A capo della famiglia del mandamento di Brancaccio vi erano infatti proprio i fratelli Graviano che, allo stesso tempo, intrattenevano affari e mantenevano interessi nel Nord Italia, più specificamente nel milanese. Spatuzza riapre dunque una pista importante che porta dritti dritti alla contiguità tra l'ala stragista di Cosa Nostra ed alcuni ambienti imprenditoriali milanesi di allora. Esattamente ciò di cui parlava Paolo Borsellino nella sua ultima intervista del 19 maggio 1992, rilasciata ai giornalisti Jean Pierre Moscardo e Fabrizio Calvi, in cui indicava proprio Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore, come esempio di “testa di ponte dell'organizzazione mafiosa nel Nord Italia”.

Ma perchè Dell'Utri e Berlusconi dovrebbero temere queste nuove rivelazioni di Spatuzza? Esistono delle prove che dimostrerebbero la contiguità tra i fratelli Graviano e il gruppo Fininvest? Per ora non si sa esattamente quello che ha dichiarato Spatuzza ai magistrati. Quello che si sa è invece che i Graviano non erano assolutamente degli sconosciuti per il presidente di Publitalia, il polmone finanziario della Fininvest.

Lo si apprende leggendo il capitolo 15 della sentenza di primo grado di condanna di Marcello Dell'Utri a pag. 629, intitolato “I fratelli Graviano di Brancaccio”. L'episodio a cui si fa riferimento non è tanto interessante in sé (si parla di favori per tesserare un calciatore al Milan in realtà si tratta di un ragazzino di dieci anni), quanto per il fatto che dimostra che, a pochi mesi dalla strage di via D'Amelio e mentre nel continente scoppiavano bombe a Roma, Firenze e Milano, gli autori di quelle stragi erano in qualche modo in contatto con il senatore Dell'Utri, braccio destro di Silvio Berlusconi.

La vicenda è la seguente.

Il 27 gennaio 1994 il Nucleo Operativo dei Carabinieri di Palermo e di Milano arresta, all'interno della trattoria "Da Gigi Il Cacciatore" a Milano, i fratelli Graviano. Insieme a loro vengono tratti in arresto anche i cognati Salvatore Spataro e Giuseppe D'Agostino, rei di aver coperto la latitanza dei due fratelli procurando loro carte d'identità false. In una lettera fatta pervenire al gip di Milano il 19 marzo 1994, D'Agostino afferma di essersi trovato a Milano in circostanza dell'arresto poiché aveva intenzione di contattare, attraverso Carmelo Barone e Francesco Piacenti, il dott. Marcello Dell'Utri, già locatore di uno stabile a Palermo adibito a Standa, il quale verosimilmente gli avrebbe dovuto far trovare lavoro cazzata, l'arresto avviene nel 1994, mentre il rapporto con Barone termina parecchi mesi prima, perche? Perchè Barone muore in un incidente stradale. Con la presenza di D'Agostino a Milano nel 1994 Barone non c'entra nulla, perchè già morto e sepolto. Dell'Utri dichiara al maresciallo Luigi Punzi e al brigadiere Alberto Sivieri dei Carabinieri di Milano di non aver mai sentito nominare né Barone né Piacenti né tanto meno D'Agostino.


In realtà mente. Nella sua agenda personale sono state ritrovate delle annotazioni molto strane. Alla data 11 febbraio 1994, Dell'Utri rivela di sapere già l'argomento su cui quel giorno stesso sarebbe stato sentito: "SIRIO MARESCIALLO BICCHIO BRIGADIERE 62764294 D’AGOSTINO GIUSEPPE CHE DUE ANNI FA E’ VENUTO INSIEME A FRANCESCO PIACENTI E CARMELO BARONE INTERESSARSI PER LAVORO A MI...". Cita perfino i nomi dei due ufficiali con degli pseudonimi. Molto probabile che gli fosse stato detto. Perchè "perfino" riguardo agli pseudonimi? Anche nella sentenza si dice che questo fatto non si spiega. Qual è la spiegazione di chi scrive? In un'altra agenda, alla data 7 settembre 1992, si legge esplicitamente il nome di Barone. In una terza agenda il nominativo Barone è seguito anche dal nome di battesimo (Melo), diminutivo di Carmelo, con due utenze telefoniche. Nessun dubbio dunque sulla sua identità.

D'Agostino e Barone si conoscono da sempre per via della loro passione per il calcio. Barone è presidente della Palermo Olimpia, insieme a Spataro. D'Agostino ha un figlio molto promettente calcisticamente e, parlando con Barone, viene a sapere che costui avrebbe potuto fargli fare un provino al Milan. Nel 1992 D'Agostino sale a Milano, il provino va bene, ma il ragazzo non viene preso perché ancora minorenne. Barone lo rassicura: per questo si può trovare un escamotage. E in più gli promette di adoperarsi per fargli trovare un lavoro redditizio in modo da poter portare su tutta la famiglia a Milano: "Io conosco il signor Dell’Utri che, eventualmente, lui, vediamo se ti fa trovare un lavoro". Barone chiama per telefono, ma la segretaria informa che Dell'Utri non è presente. Poco tempo dopo Barone morirà in un incidente stradale (sbanda sull'asfalto bagnato e si schianta con la Mercedes su un gruppo di giostre) e la trattativa non avrà sviluppi. In seguito, l'8 dicembre del 1993, D'Agostino inizia ad ospitare in casa sua il latitante Giuseppe Graviano. A costui D'Agostino propone di nuovo la possibilità di riuscire a trovare un lavoro: chissà mai che abbia anche lui, come Barone, amicizie milanesi. Graviano risponde che sì, avrebbe potuto farlo lavorare, ma ne avrebbe prima dovuto parlare con il fratello Filippo. Subito dopo le feste natalizie arriva la buona notizia: i Graviano si sono interessati e c'è possibilità per D'Agostino di trovare un posto in un centro commerciale. Un euromercato del gruppo Fininvest.Nella sentenza questo non c'è scritto. D'Agostino non dice di avere avuto una conferma dell'avvenuto interessamento.

Questa ricostruzione, offerta da D'Agostino vedi sopra, permette di decifrare altre significative annotazioni ritrovate sulle agende di Dell'Utri. Alla data 2 settembre 1992 si legge di un tale "MELO" con l'indicazione "INTERESSA AL MILAN". In un'altra annotazione compare un'età (10 ANNI), quanti ne contava il figlio di D'Agostino a quell'epoca, e la frase "IN RITIRO PULLMAN DEL MILAN, INTERESSATO D'AGOSTINO GIACOMO". Quando a Dell'Utri vengono mostrate tutte le annotazioni che riguardano Carmelo Barone, l'imputato nega di esserne a conoscenza. Solo quando gli verranno lette le dichiarazioni del collaborante Pasquale Di Filippo riguardanti il negozio d'abbigliamento di proprietà di Barone in via Lincoln, a Dell'Utri torna la memoria. Ricorda di averlo conosciuto come presidente di una società di calcio e dichiara che quel "Melo" nella sua agenda non può che essere lui.



In realtà, la conoscenza tra i due non si limita a una lontana comunanza di interessi sportivi, come Dell'Utri vuol far credere. Dalla documentazione reperita nelle aziende Fininvest e depositata agli atti risulta che la segretaria personale di Dell'Utri, la dott.ssa Ines Lattuada, aveva segnalato, per l'acquisto, un immobile in via Lincoln, di proprietà di Carmelo Barone. Qualche mese dopo, responsabili della Standa le faranno sapere che è venuto meno l'interesse per quell'immobile. Ancora, in un appunto manoscritto si legge: "...ATTENDE, POI, GIUSEPPE NOTIZIE PER I LOCALI DELLA DITTA BARONE...VIA LINCOLN – BRUCIATO".



Per capire il senso di queste parole bisogna sapere chi fosse, in realtà, Carmelo Barone e in che ambienti orbitasse. Alla domanda se Barone avesse rapporti con esponenti di Cosa Nostra, il collaborante Pasquale Di Filippo dichiara: “Sì, io mi ricordo che Barone era molto amico di mio cognato, Spataro Antonino, e di Vincenzo Buccafusa, detto Cecè. Dopo la sua morte gli hanno messo due o tre volte delle bombe in via Lincoln, gli hanno danneggiato il negozio con delle bombe”. Come mai tutte queste bombe? “Dopo la morte di Melo i loro parenti non hanno voluto sapere niente di questo e quindi non volevano pagare il pizzo e quindi, di conseguenza, gli hanno fatto gli attentati”. Barone, dunque, era sempre stato in buoni rapporti con i mafiosi della zona e, fintanto che era in vita, non aveva mai avuto problemi.

Il 20 gennaio 2003 viene assunto in esame il teste indotto dalla difesa di Dell'Utri, Francesco Zagatti, capo degli osservatori del Milan nel '92-'93. E' un autogol clamoroso. Dalla sua deposizione, molto sincera e spontanea, il Collegio apprende che effettivamente “ci fu un interessamento nei riguardi del figlio di D’Agostino Giuseppe da parte di Marcello Dell’Utri" e deduce che "essendo già deceduto Melo Barone, tale interessamento non poteva che essere stato caldeggiato al prevenuto, direttamente o in via mediata, dai fratelli Graviano di Brancaccio”.una deduzione priva di alcun riscontro


http://www.19luglio1992.com/index.ph...li-graviano-e-
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ConteZero
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