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Città: Roma-Milano Utente:Deberlusconizzato Iscritto:20/2/2000 Status:SuperUtenteAdm Messaggi totali:107634 Auto:BMW X3 3.0 SD M
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Quel video di Marrazzo.... troppo tempo nelle mani del re....
http://www.repubblica.it/2009/10/sez...o-davanzo.html
L'INCHIESTA. Nella Procura di Roma si valuterà pure la ricettazione L'irruzione avviene il 3 luglio, e già l'11 il filamto viene messo in vendita Per troppo tempo quel video di Marrazzo custodito nelle stanze di Berlusconi di GIUSEPPE D'AVANZO Per troppo tempo quel video di Marrazzo custodito nelle stanze di Berlusconi Ricatto a Marrazzo. La fonte vicina all'inchiesta non ci gira intorno: "Non c'è alcun altro politico di destra o di sinistra, ministro in carica, ministro uscente, professionista celebre o ignoto, "Chiappe d'oro" o d'argento nella nostra indagine". Forse salteranno fuori domani o forse mai. Per intanto, si deve dire che il vivamaria di indiscrezioni e nomi sussurrati che avvelenano o eccitano il Palazzo appare soltanto un efficace lavoro per confondere l'affaire. Che ha due capitoli. Il primo è noto. All'unisono tutti - una volta tanto - chiedono che sia chiuso con le dimissioni di Marrazzo. Riguarda le debolezze private del governatore, la leggerezza di un uomo pubblico che, ricattato, non denuncia il ricatto e, scoperto il ricatto, mente o dissimula nella scriteriata speranza di salvare il collo e la reputazione. Ma fu vero ricatto o Marrazzo può avere qualche ragione se ha creduto, per quasi quattro mesi, di essere stato vittima di una rapina e non di un'estorsione? Bisogna allora leggere il secondo capitolo della storia dove la trama degli eventi è sconnessa, la successione contraddittoria, le volontà e le azioni senza senso. Tre carabinieri, tre tipi sinistri, con la complicità di un pusher tossicomane (Gianguarino Cafasso), penetrano con la forza in un appartamento dove il governatore è in compagnia di un viado. Lo sbattono contro un muro. Lo obbligano a sfilarsi i pantaloni (è l'ultima versione di Marrazzo). Sistemano un palcoscenico con trans scollacciato, denaro, cocaina, tessera dell'"Associazione nazionale esercenti cinema" con foto. Riprendono la scena con un cellulare. Gli svuotano il portafoglio (2.000 euro). Lo obbligano a firmare tre assegni per 20 mila euro (che non incassano). Se ne vanno. È il 3 luglio, venerdì. Già qualche giorno dopo, l'11 luglio, il pusher tossicomane contatta, attraverso il suo avvocato, la redazione di Libero (diretto da Vittorio Feltri). È bizzarro un ricatto con i ricattatori che non provano nemmeno a spillare denaro alla vittima, ma si preoccupano subito di rendere inutilizzabile l'arma minacciosa che si sono procurati. Perché? La ragione ce l'abbiamo sotto gli occhi: Piero Marrazzo non è stato mai ricattato dai carabinieri. Quelle canaglie non ci hanno mai pensato. Avrebbero dovuto comportarsi in un altro modo. Hanno il governatore nelle loro mani, troppo terrorizzato per denunciarli. Possono mettersi comodi e spremerlo per bene, e a lungo, ottenendo denaro e favori. Con tutta evidenza, non è questa la loro missione. Non chiedono niente, non vogliono niente, non si fanno mai vivi per batter cassa. Il lavoro sporco che devono sbrigare è un altro: incastrare il governatore e "sputtanarlo". Ecco perché cercano di vendere subito il video. L'iniziativa, a tutta prima, appare stupida, incomprensibile, se parliamo di estorsione. Si rivolgono all'agenzia PhotoMasi di Milano. Non ha torto Carmen Masi a chiedersi oggi: "Quale ricattatore cerca di rendere pubblico l'oggetto del ricatto? È assurdo". Infatti, lo è. Hai un bottino che può durare nel tempo e lo trasformi in un piatto di lenticchie mangiato una volta e per sempre? Chi sono allora questi furfanti vestiti da carabinieri? Bisogna chiederlo alla fonte vicina all'inchiesta. Quello si gratta la testa e dice: "Ce ne occuperemo a tempo debito. Ora si possono fare solo tre ipotesi. 1. Sono tre pezzenti. 2. Sono "comandati". 3. Sono eterodiretti". La prima ipotesi è la più improbabile". Per dare un senso a una storia che non sta in piedi, si deve accantonare il ricatto che non c'è, che non c'è mai stato, ed esplorare la strada che imbocca il video. Chi lo vede? Chi lo possiede? È, dunque, l'11 luglio. Un avvocato, per conto del pusher tossicomane, contatta la redazione di Libero. Due giornaliste, tre giorni dopo (il 15), incontrano Gianguarino Cafasso che mostra loro, in una stamberga della Cassia, il filmato con Marrazzo. È Cafasso a parlare di "politici e trans, di cui sa tutto" e di quello chiamato "Chiappe d'oro". Vuole 500mila euro (che nel tempo si riducono a 90 mila) per le immagini del governatore: "così chiudo con questa vita". Le giornaliste non sono convinte. I tre minuti del video sembrano taroccati. Chiedono di rivederlo. Niente da fare. Un paio di giorni per decidere o non se ne fa niente, dice Cafasso. Le giornaliste informano Vittorio Feltri che decide di lasciar perdere. Il video si muove ancora. Prima di ferragosto viene proposto ad Oggi (gruppo Rizzoli). Un inviato del settimanale lo visiona il 1 settembre a Roma. Gli appare taroccato. Vuole verificarne l'attendibilità. Gli viene impedito. La direzione di Oggi (Andrea Monti. Umberto Brindani), qualche giorno dopo, chiude la trattativa con la PhotoMasi, incaricata di commercializzare il video da un quarto carabiniere della banda. Il dischetto continua a girare per vie misteriose che vanno oltre i contatti dell'agenzia milanese. Non è più Cafasso a muoverlo. Stroncato dai suoi vizi e dal diabete, è morto in una stanza d'albergo. In settembre sente parlare del video Maurizio Belpietro, diventato direttore di Libero. Riesce a farselo mostrare, anche se non ne entra in possesso, il 12 ottobre. Anche lui s'impiomba dinanzi a quelle immagini troppo confuse che ipotizza false, ma ormai negli ambienti del governo e del centro-destra molti sanno che quel video esiste e che, prima o poi, si troverà il modo per mostrarlo a tutti. C'è chi storce la bocca per il disgusto e lascia filtrare da fine settembre la notizia del "filmatino", rifiutato da Feltri e Belpietro. Sono i primi giorni di ottobre, ormai, e il lavoro sporco dei carabinieri, forse "comandati", forse eterodiretti, mostra la corda. Nessuno vuole il video nelle testate che avrebbero avuto l'interesse politico - Cafasso è esplicito con le croniste di Libero - a pubblicarlo. Feltri l'ha rifiutato. Belpietro non l'ha voluto. A Mario Giordano, direttore del Giornale fino a luglio, non è stato nemmeno proposto. Bisogna ricominciare daccapo, cambiando qualcosa nella procedura. Quando Carmen Masi contatta Alfonso Signorini, direttore di Chi (Mondadori), ottiene materialmente il video (l'agenzia non l'ha mai posseduto) e viene autorizzata finalmente dai quattro furfanti a lasciarlo in visione al possibile acquirente. È il cinque ottobre, Signorini riceve il dischetto, firma una ricevuta. Copia le immagini. Ora è decisivo sapere che cosa accade tra la Mondadori, Palazzo Grazioli, Villa San Martino, tra il 5 e il 19 ottobre, quando Berlusconi chiama Marrazzo per dirgli che c'è un video compromettente e che farebbe meglio a ricomprarselo dall'agenzia mentre gli detta il numero di telefono di Carmen Masi e di un possibile mediatore. Nella nebbia, c'è qualche punto fermo. Signorini decide di non pubblicare. È certo che non restituisce il dischetto. È certo che informa il presidente della Mondadori (Marina Berlusconi) e l'amministratore delegato (Maurizio Costa). È certo che Silvio Berlusconi ha modo di vedere il video che Signorini ha consegnato a Marina. I tempi diventano determinanti. Quando il direttore di Chi consegna le immagini a Marina? Quando Marina le mostra al padre? Quanto tempo Silvio Berlusconi si rigira tra le mani il dischetto prima di telefonare a Marrazzo? I tempi sono determinanti perché, in quelle ore, il diavolo ci metta la coda. Le cose vanno così. Un pubblico ministero di una procura italiana sta dietro a una banda di trafficanti di droga che sta combinando "un affare molto, molto grosso". Telefoni sotto controllo. "Cimici" ambientali. Pedinamenti. Insomma, l'ambaradam di questi casi. Nella "rete" resta impigliato uno dei carabinieri canaglia che ha aggredito Marrazzo. L'"ascolto" si allarga ai suoi telefoni. Quello parla con uno della combriccola in divisa e si sente dire: "... il video del presidente...". Il video del presidente. Il pubblico ministero a chi può pensare? Non è romano, non è laziale. L'ultima persona che gli può venire in mente è Marrazzo. Pensa a quel presidente, a Berlusconi. Si dispera. È di fronte a un'alternativa del diavolo. Sa di dover intervenire subito per proteggere il capo del governo da chissà che cosa ed è consapevole che, se lo fa, gli va per aria l'inchiesta. Decide di liberarsi della patata bollente. Intorno al 9 ottobre chiama il procuratore aggiunto di Roma, Giancarlo Cataldo, e gli spiega l'impiccio: occupatevene voi, vi mando le carte, voi mettete le mani sul video, ammesso che esista, io salvo la mia inchiesta, voi salvate Berlusconi. Così sarà. Il 14 ottobre un'informativa del Ros mette in moto la procura di Roma. A questo punto, si deve immaginare Berlusconi. Da un lato, come presidente del consiglio, il 19 viene informato che magistrati e carabinieri sono sulle tracce di "un video del presidente" che potrebbe coinvolgerlo. Dall'altro, come proprietario della Mondadori, quel mattino ha sul tavolo il video che magistrati e carabinieri stanno cercando. Non devono essere state ore serene. Se non si muove, se non fa qualcosa, chi toglie dalla testa dell'opinione pubblica che il presidente del consiglio - protetto da uno straordinario conflitto di interessi - governi una "macchina del fango", nel tempo sbattuta contro la reputazione di Dino Boffo (direttore dell'Avvenire), Gianfranco Fini (presidente della Camera), Raimondo Mesiano (giudice responsabile di avergli dato torto in una causa civile)? Chi azzittirà le grida della "solita sinistra" e dei "comunisti" persi dietro al cattivo pensiero che quel video - né pubblicato né restituito né consegnato alla magistratura - sia custodito in attesa di tempi migliori, magari elettorali? Berlusconi decide d'impulso, come sempre. Vuole uscire dall'angolo, ribaltare la scena. Chiama il governatore: "Non mi potranno dire che non sono stato un gentiluomo". Gli dice di muoversi. Spera che Marrazzo faccia in fretta. Compri il video, lo distrugga cancellando un lavoro malfatto che può essere molto pericoloso. Come si sa, il governatore si muove lento, i carabinieri veloci. Quel che rimane è storia di questi giorni e annuncia un terzo capitolo ancora non scritto. Ora le rogne sono tutte della procura di Roma perché quel che è avvenuto è chiaro alla luce del codice penale. Articolo 640, ricettazione. "Chi, al fine di procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve o occulta cose provenienti da un qualsiasi delitto o comunque s'intromette nel farli acquistare, ricevere od occultare, è punito con la reclusione da due a otto anni". È indubbio che Signorini, Marina Berlusconi e Maurizio Costa, per procurarsi un profitto, hanno ricevuto quel video palesemente ottenuto con un delitto (con la violenza e la violazione del domicilio). È indubbio che Silvio Berlusconi si sia intromesso per far acquistare, prima, e occultare, poi, quella "cosa proveniente da un delitto". Se la legge è uguale per tutti, è ragionevole pensare che la procura di Roma cercherà di capire chi ha "pilotato" i falsi ricattatori mentre invierà a Milano, per competenza, le carte di una ipotetica ricettazione.
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: bellinzona (ch)
Messaggi: 2378
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..fosse vera, a mio parere è abbastanza plausibile, sarebbe una bomba questa storia
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#3 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2002
Città: Mestre (VE)
Messaggi: 458
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(\_/) (°_°) FELICEMENTE COGLIONE- da oggi anche INDEGNO DI ESSERE ITALIANO! (> <) "Questo è un ribaltamento della realtà"
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Iscritto dal: Mar 2007
Messaggi: 135
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...e quello, mister B., come al solito, ne esce come martire perseguitato dai giornali di sinistra con teoremi assurdi. Ci vuole così tanto a capirlo? Farà un'altra telefonata sicuramente, per ringraziare D'Avanzo.
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#5 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2001
Città: Livorno
Messaggi: 1385
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#6 |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2007
Città: Torino, in the court of the Crimson King Scudetti:29
Messaggi: 1420
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quoto... pure Travaglio ha provato a tirarla fuori ieri sera ad annozero ma nessuno ha provato a rispondere...
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Messaggi: 689
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Gossip 2 - Giustizia 0 Tutti a casa. Ieri sera, in alcuni momenti, anche Santoro sembrava voler portare la trasmissione piu' sul lato gossipparo che su quello giudiziario della storia. D'altronde anche Santoro vive di audience e il gossip fa audience .. pero' ha esagerato di brutto con quei 10 minuti di intervista a Corona
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#8 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2006
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#9 |
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Senior Member
Iscritto dal: Feb 2002
Messaggi: 7098
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mi chiarite un punto? perchè un uomo di sinistra, che si contrappone al demoniaco berlusconi che fa solo i suoi interessi, a cui piacciono i transessuali, invece di farsi paladino della libertà individuale vive nell'oscurità e scoperto si dimette?
C'è qualcosa che non capisco in tutto questo. E la delusione aumenta. |
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#10 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Mar 2008
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#11 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
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#12 |
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Junior Member
Iscritto dal: Mar 2008
Messaggi: 19
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guarda che non sto dicendo che sia una bella persona, dico che pochi meglio di lui descrivono quello che succede dall'interno. Il fatto che poi lui stesso non ci veda niente di male è un problema suo. A me fa schifo ma è uno squarcio di luce da un punto di vista per me inedito.
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#13 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2003
Messaggi: 689
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E santoro lo sa bene e forse ha venduto un po' della sua anima all'audience: qualche settimana fa ha annunciato l'intervento telefonico di berlusconi in diretta, intervento che poi non e' avvenuto, ma ha sicuramente contribuito a tenere alto lo share. Poi l'intervista alla d'addario: non ha detto nulla piu' di quello che si sapeva gia', pero' anche li' annozero ha fatto parecchio share. Stesso discorso ieri sera: il gossip fa share. E' vero che la vicenda marrazzo e' anche gossip ma piuttosto che ricostruire passo passo chi ha visto il video e chi no tra i giornalisti, io avrei preferito che si approfondisse l'aspetto politico-giuridico della questione, cosa che travaglio ogni tanto cercava di tirar fuori ma invano. |
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#14 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2006
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Io ho lanciato un boicottaggio delle produzioni della TAODUE film perchè gli hanno dato una parte in una fiction. Non si deve e non si può cadere nel ridicolo dando spazio, peggio se pubblico, a gente che ucciderebbe chiunque per avere notorietà. LuVi
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#15 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2008
Messaggi: 376
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Mi dimostri l'assurdità? Sono tutte cose dette e ridette da giornali in questi giorni, D'Avanzo le ha SOLAMENTE messe in ordine una dietro l'altra. |
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#16 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2006
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#17 | |
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Member
Iscritto dal: Mar 2007
Messaggi: 135
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Quando e se si svolgeranno delle indagini avremo tutte le risposte. La mia idea è che il massimo che vedremo sarà un'apertura di indagine che terminerà in una archiviazione, con pm che condividerà con D'Avanzo la figura di peracottaro. Peccato che D'Avanzo non sia pagato con soldi pubblici e possa fare tutte le figure di peracottaro che vuole.
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#18 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Jun 2009
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Lui è sotto processo, altri che hanno maneggiato quel video, chiaramente illecito, non hanno denunciato ne fatto niente "in apparenza". La mia domanda è, ma questi 4 carabinieri come speravano di salvarsi se il video veniva pubblicato? Voi per 200mila euro da dividere rischiereste la carriera e la galera? 11 Luglio Dopo una settimana lo spacciatore, morto a settembre, è andato da giornalisti di Libero, non correvano meno rischi ad aspettare che Marrazzo pagasse? Mi puzza di dossier alla Pio Pompa. |
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#19 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jun 2005
Messaggi: 367
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La ricostruzione fila...difatti dei ricattatori non si sarebbero comportati in questo modo ma avrebbero effettivamente incassato i soldi e probabilmente favori da marrazzo e non cercato di vendere il video "terminando" la macchina di soldi che avevano in mano (o non subito), ma semmai di mantenerlo segreto per il maggior tempo possibile in modo da spremere marrazzo...inoltre è effettivamente molto sospetta la chiamata del controllore arrivata così tardi e guarda caso proprio quando viene informato dai carabinieri....vedremo se si aprirà un'inchiesta su questo punto.
Ultima modifica di sander4 : 30-10-2009 alle 13:01. |
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#20 | ||
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Member
Iscritto dal: May 2009
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Ma SB riesce a fare qualcosa che non sia ipotesi di reato? Sembra quasi che l'antigiuridicità per lui sia ontologica...
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