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#5821 |
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Eccoti accontentato atragon,hai un bell'articolo da leggere
Continua il nostro viaggio all’interno del mondo NCAA: la March Madness è sempre più vicina, e le partite diventano sempre più interessanti. Questa settimana tocca alle ali piccole, le cosiddette Small Forward. Come nel caso delle Power Forward, il Draft di quest’anno sarà ricchissimo di Small Forward. Possiamo tranquillamente affermare che queste due categorie di giocatori la faranno da padrona a fine Giugno al Madison Square Garden. È pensiero comune tra gli esperti, infatti, che almeno 15/16 atleti appartenenti a questi due ruoli verranno chiamati nel solo primo giro. Ma vediamo di identificare le caratteristiche principali del ruolo di oggi. La tipica Small Forward oscilla tra i 6’6” e i 6’9” (1,98 e 2,06), agile e con forte abilità nel giocare fronte a canestro senza sdegnare qualche movimento di post basso; propensione al rimbalzo e discreto raggio di tiro. In poche parole deve essere il più versatile tra i 5 ruoli in campo. Tra i giocatori in attività tra i professionisti pensiamo a Carmelo Anthony, Josh Howard, Grant Hill, Lebron James, Shawn Marion e Peja Stojakovic, mentre per i più grandi di sempre ci va di ricordare Julius Erving, Larry Bird, James Worthy e Scottie Pippen. Questa volta in cima alla lista ci mettiamo un freshman. Non sarà il Derrick Rose o il Kevin Durant di questo draft ma ha talento e upset da vendere: stiamo parlando di Al-Farouq Aminu (Wake Forest, Fr.) tremendo atleta di 6’9” per 215lbs classe 1990. La sua storia è interessante: discendente da una famiglia reale nigeriana, il suo nome significa “il capo è arrivato”. Originario di Norcross - Georgia, doveva raggiungere il fratello Alade e il compagno di High School Gani Lawal a Georgia Tech, ma dopo la tragica morte di Skip Prosser ha cambiato idea e ha firmato la lettera d’intenti per i Demon Deacons di Wake Forest. Al suo primo anno sta trascinando i suoi compagni ai piani alti e ad un probabile torneo mettendo a referto 13 punti e 8,1 rimbalzi a cui aggiunge 1,6 assists e 1,2 stoppate in 28,9 minuti di gioco. Quello che colpisce di più di questo ragazzone afroamericano è la sua facilità a sovrastare atleticamente gli avversari e a snocciolare movimenti di pura tecnica dal nulla. Se capita con l’allenatore giusto anche al piano di sopra, ne vedremo delle belle… Alle spalle del freshman d’oro troviamo un gruppetto di 5 giocatori che possono dare una mano sin da subito in qualsiasi squadra NBA. Il primo viene dal New Jersey, ma gioca da tutt’altra parte, in un luogo in cui l’allenatore è quello che più tempo passi con lui e più impari la pallacanestro. Il coach in questione e Mr. Rick Pitino, l’università è ovviamente Louisville, e il talento in questione è Earl Clark (Louisville, Jr.). Ala piccola al terzo anno di 6’9” per 220lbs, è la definizione di questo ruolo: corpo da Power Forward ma agilità da guardia penetratrice. La facilità con cui mette palla per terra fronte a canestro è disarmante come la sua propensione al rimbalzo (8,7 a partita) e alla stoppata (1,6). Inoltre ha dimostrato di saper passare molto bene la palla distribuendo ogni sera 3,3 assists. Mette in media a referto 13 punti in 33,7 minuti di gioco. Sta contribuendo notevolmente alla sorprendente annata dei Cardinals (#7 del ranking) che possono tornare dopo qualche anno di pausa a fare la voce grossa anche a Marzo. La sua miglior partita è stata quella contro Ole Miss in cui ha segnato 25 punti 16 rimbalzi 4 assist e 5 stoppate in 39 minuti sul campo. Il prossimo della lista è di nuovo un Junior, ed è forse l’unica cosa buona (insieme al bimbo prodigio Greg Monroe) che si può salvare nell’annata degli Hoyas. Lui è DaJuan Summers (Georgetown, Jr.) e al suo terzo anno è il top scorer della squadra con 14 punti ad ogni allacciata di scarpe a cui aggiunge 4,5 rimbalzi e 1,2 steals. Nonostante la sua notevole stazza (6’8” per 236lbs) la caratteristica che lo mette in risalto rispetto gli altri quattro talenti di questo “gruppetto” è che possiede una decente media realizzativa dall’arco (41,6%) e con questo allarga di molto il suo “spazio vitale” all’interno di un possibile sistema NBA. Una delle sue migliori prestazioni è stata la sconfitta contro Marquette in cui ha messo a referto 22 punti con 9/12 dal campo e un perfetto 4/4 dall’arco. The next one is Sam Young (Pittsburgh, Sr.): è l’unico senior di questa “Elite Eight” delle Small Forward e da due anni guida i Panthers ad annate straordinarie. Realizzatore puro, riesce in una squadra di punta nella Big East come Pittsburgh a segnare 18,1 punti a partita con il 49,7% dal campo e il 35,6% da tre punti. Aggiunge 5,7 rimbalzi in 30 minuti di gioco. La caratteristica che contraddistingue il ragazzo nativo di Clinton - Maryland, è la sua costanza di rendimento. Mai una prestazione negativa, sia nelle vittorie (tante) che nelle sconfitte (appena due…): dal buon vecchio Sam si ottiene sempre lo stesso risultato, cioè il massimo. In 27 partite giocate fino ad ora solo 2 volte non è andato in doppia cifra, sfoderando prestazioni notevoli, come il 16 Febbraio contro gli ex #1 di UConn: in 33 minuti ha messo a segno 25 punti di pura energia e leadership con 4/6 dalla lunga distanza. Risultato? Pittsburgh nuova #1 del ranking. At University of Texas non hanno un brutto ricordo in fatto di Small Forward: due anni fa passò di lì un certo Kevin Durant per il più classico degli One and Done. Non dev’essere stata facile all’inizio per Damion James (Texas, Jr) giocare in quel ruolo, soprattutto l’anno dopo l’addio di KD35 ai Longhorns. Al terzo anno però contribuisce alla causa con 15,6 punti 9 rimbalzi (il migliore) e il 48,3% dal campo. Proprio la semplicità con cui va a rimbalzo il pur sempre non altissimo (il 6’7” per 222lbs) Longhorns è la caratteristica che lo eleva ai piani alti di questa classifica. Non è facile segnare tanto anche perché con in squadra AJ Abrams che prende quasi 20 tiri a partita, il nostro Damion si ritaglia il suo spazio e riesce sempre a portare a casa prestazioni dignitose. Alcune eccezioni sopra le righe come il derby vs. Texas A&M in cui mise a segno 28 punti, oppure la vittoria @ Colorado in cui mise a referto 21 punti e 14 rimbalzi. L’ultimo dei 5 Outsider è Tyler Smith (Tennessee, Jr.). 6’7” per 215lbs è la vera punta di diamante di coach Bruce Pearl e dei suoi Volunteers. Autentico swingman puro, guida i suoi con 17,2 punti 4,7 rimbalzi e 3,4 assists in 32 minuti di gioco. Unico tra le migliori SF ad amalgamare alla perfezione queste tre statistiche, dimostrando di essere un giocatore completo e versatile. Unico inoltre, ad aver messo a segno una tripla doppia, il 3 Dicembre con 12 punti 10 rimbalzi e 10 assists. Breve citazione per 2 Sophomore che fanno brillare gli occhi degli scout che assistono alle loro partite: Kyle Singler (Duke, So.) è un All American che è ancora al college (e ci rimarrà anche l’anno prossimo…) solo perché Coach K ha una clausola segreta nella lettera d’intenti che fa firmare ai giocatori: “giocherò almeno 3 anni per i Blue Devils”. A parte gli scherzi il 6’8” per 235lbs bianco proveniente da Medford - Oregon ci sa veramente fare con questo sport. Al secondo anno è il leader indiscusso dei Blue Devils e mette a referto 16,1 punti 7,8 rimbalzi e 2,7 assists tirando con il 35,4% da 3 punti e con il 44,4% dal campo. Il secondo prospetto potrebbe far smuovere qualcosa già da quest’anno, ma se rimane un altro anno con i Bulldogs l’anno prossimo sarà molto divertente guardare a Ovest. Austin Daye (Gonzaga, So.) gioverà molto della partenza del titolare Josh Heytvelt e i suoi 26,3 minuti di utilizzo aumenteranno verticalmente. Fuori misura per questo ruolo (6’11” per sole 200 lbs) ma braccia lunghissime e talento sopraffino che uniti alla mano educata ne fanno un giocatore tutt’altro che male. Le sue cifre quest’anno sono 13,1 punti 7,1 rimbalzi e 2,1 stoppate con il 39,4% dalla lunga distanza. Ci sarebbero ancora un paio di giocatori da nominare, quindi cercheremo di essere concisi: James Johnson (Wake Forest, So.): Ala piccola racchiusa in un corpo da PF (6’9” per 245 lbs.) sta contribuendo alla buona annata dei Demon Deacons confermando quanto di buon fatto al suo primo anno: 14,3 punti 8 rimbalzi 2,2 assists. Robbie Hummel (Purdue, So.): stagione condizionata da un fastidioso infortunio alla schiena che spesso lo tiene in panchina, sta ripetendo la buona annata da freshman:11,9 punti 6,9 rimbalzi 2,1 assists per il 6’8” per 212 lbs bianco, molto simile a Kyle Singler. Derrick Brown (Xavier, Jr.): dopo qualche difficoltà iniziale la sua carriera collegiale sta volando insieme ai Musketeers, primi nella A10 e #22 del ranking. 6’8” per 227 lbs produce 13,7 punti 5,7 rimbalzi e 2,1 assists tirando con il 43,5% dall’arco. Raymar Morgan (Michigan State, Jr.): stagione in calo dopo l’infortunio ma talento e atletismo da vendere per questo 6’8” di 225 lbs. Per lui 11,5 punti 5,9 rimbalzi e 1,4 assists ad ogni allacciata di scarpe. Brandon Costner (NC State, Jr.): una delle poche cose buone da salvare in questa stagione dei Wolfpack è proprio il 6’9” per 221 lbs proveniente dal New Jersey. Top scorer con 14,3 punti 6,2 rimbalzi e 2,3 assists. Chandler Parsons (Florida, So.): riuscire a portare a casa ogni sera 10 punti 5,7 rimbalzi e 2,1 assists quando giochi con uno come Nick “assistman” Calathes deve essere facile, ma il 6’9” per 213 lbs sta dimostrando di poter tenere ampiamente il campo e può solo migliorare. Faranno tanta strada… THE BEST Freshman: Luke Babbitt (Nevada, Fr.): 6’9” per 225 lbs. Cifre spaventose per il freshman bianco dei Wolf Pack: 16,2 punti 7,4 rimbalzi con il 45,9% dalla lunga distanza in 32,8 minuti di gioco. Chi ben comincia… Gordon Hayward (Butler, Fr.): 6’8” per 180 lbs. Annata delle meraviglie per i Bulldogs e per il loro freshman che colleziona 13,9 punti 6,4 rimbalzi 1,9 assists e il 45,9% da 3pt. Devin Ebanks (West Virginia, Fr): 6’9” per 205 lbs. Per adesso 9,3 punti 6,9 rimbalzi e 2,3 assists. Occhio ai progressi del ragazzo da Long Island City, NY. Paul George (Fresno State, Fr.): 6’7” per 185 lbs. 35,1 minuti 15,1 punti 6,6 rimbalzi 1,8 assists e il 45,8% da 3pt. Chris Singleton (Florida State, Fr.): 6’9” per 220 lbs. La vera sorpresa nella sorprendente stagione dei Seminoles. Con 7,9 punti 5,2 rimbalzi e 1,1 assist a partita è entrato di prepotenza nelle rotazioni di coach Hamilton. Delvon Roe (Michigan State, Fr.): poco spazio ma tanto talento per il freshman degli Spartans. In appena 16 minuti 5,5 punti e 5,5 rimbalzi. Questo crescerà ed è nel posto giusto per farlo… THE BEST Seniors: C’è chi ha appena iniziato il suo percorso all’interno del college basketball e chi è arrivato alla fine. Alcuni avranno un futuro NBA niente male (leggasi Sam Young) ma altri non avranno la vita così facile, magari li vedremo in Europa e addirittura in Italia. Terrence Williams (Louisville, Sr.): 12,6 punti 8,6 rimbalzi 4,7 assists e il 35,8% da 3pt. Una sola parola per descrivere il leader dei Cardinals di coach Rick Pitino: Esperienza. Pronto per qualsiasi palcoscenico. Danny Green (North Carolina, Sr.): uomo chiave nel gruppo di coach Roy Williams e trascinatore insieme a Hansbrough. Potrebbe dare una mano in tante squadre NBA. Per il suo ultimo anno mette a referto 13,7 punti 4,7 rimbalzi 2,9 assists tirando con il 44,9% da 3pt. Inoltre segnatevi questi nomi, potreste sentir parlare spesso di loro in un futuro neanche troppo remoto: Lee Cummard (BYU, Sr.), A.D. Vassallo (Virginia Tech, Sr.), Lawrence Hill (Stanford, Sr.), Micah Downs (Gonzaga, Sr.), Lorrenzo Wade (San Diego State, Sr.), Kevin Rogers (Baylor, Sr.), Diamon Simpson (St. Mary's, Sr.), Alonzo Gee (Alabama, Sr.). |
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#5822 |
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Senior Member
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Io dico solo che le regioni si chiamano
TRENTINO ALTO ADIGE EMILIA ROMAGNA FRIULI VENEZIA GIULIA Poi se ci sono dei movimenti separatisti fottesega Detto questo, ho detto BASTA col la storia delle bestemmie mascherate. Alla prossima, mi spiace, ma non chiudo più gli occhi.
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#5823 |
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Senior Member
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molto bene lele, ottimi articoli. ho letto tutto dei play e dopo finisco di leggere le ali piccole (ruolo che da sempre prediligo)
andiamo con le PF?
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#5824 |
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terza tripla doppia consecutiva per il Lebrone.....
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Intervista a d'antoni sulla gazzett
GREENBURGH (New York, Usa), 11 marzo 2009 - D'Antoni, crede ancora nei playoff? "La speranza c'è sempre, ma le cose si sono complicate. Non dovevamo buttare via certe partite: ultima quella con i Nets domenica. Ci sono tante variabili: dobbiamo giocare meglio, non avere infortuni e le altre rivali devono perdere. E ci vorrebbe anche un po' di fortuna". Ha già pensato alla squadra della prossima stagione? "Abbiamo dei sogni, ma poi c'è la realtà. Noi intanto creiamo spazio sotto il tetto salariale". Per il celebre 2010, l'anno in cui si scatenerà l'assalto a LeBron James, Dwyane Wade e Chris Bosh? "Esatto. Sapevamo che questo sarebbe stato un campionato difficile, così come potrebbe esserlo il prossimo. Ma per arrivare al grande obiettivo, vincere il titolo, non c'è altro modo: fare spazio". Quali sono i giocatori che rimarranno? "Non sono sicuro. David Lee è un ottimo giocatore; Nate Robinson è migliorato tantissimo; Wilson Chandler ha avuto un rendimento altalenante, ma ha grande talento. E poi crediamo moltissimo in Gallinari: sarà un pezzo importante del nostro futuro". Elogia sempre Gallinari, ma non lo utilizza moltissimo. Perché? "Dipende dalla schiena e anche dal rendimento. Inutile nasconderlo, Gallo non è fisicamente al 100%: fa fatica e si vede. Non riesce a battersi alla pari con gli avversari: del resto sarebbe impensabile nelle sue condizioni e con la scarsa preparazione che ha avuto. Rimane, però, un giocatore fortissimo". Chissà che cosa avrebbe potuto fare, fosse stato al 100%? "Gallo sa già fare tutto: in campo ha già la maturità di un ragazzo di 30 anni. Anzi, se fosse a posto fisicamente, sarebbe il nostro miglior giocatore. Ora l'unica cosa che ci preme è farlo guarire. Sul tema c'è incertezza: non sappiamo se sia meglio il riposo o sia necessario un intervento chirurgico. Non sono pessimista, troveremo una soluzione". Le sue reali condizioni quali sono? "E' al 50 per cento: la sua corsa non è fluida e continua ad aver dolore. Per questo a volte preferisco non farlo giocare. E' difficile stare in campo nelle sue condizioni. Ma è un ragazzo di 20 anni e guarirà". Permette una critica? I Knicks fanno girare poco la palla. Spesso Gallinari aspetta nell'angolo per minuti un passaggio che non arriva. Ed è il vostro miglior tiratore. "Vero e dobbiamo migliorare. Ma ho un paio di spiegazioni. Gallo gioca poco e i compagni a volte forse si scordano di lui. E poi la sua velocità non è al top così rimane attardato rispetto all'azione". Nate Robinson è un grande showman, ma forse un pelo egoista. Che cosa ne pensa? "E' giovane, ha talento e libertà di cercare il tiro quando vuole. Ma quando ha giocato play, contro i Clippers il mese scorso, ha fatto 15 assist: dunque non è un egoista. Deve solo migliorarsi". Chi è la squadra più forte del campionato? "In questo momento i Lakers. Molto vicini ci sono i Celtics. Poi, a un passo, i Cavaliers". I suoi Suns come li ha visti? "Meglio rispetto a qualche tempo fa, ma non hanno grande panchina".
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#5828 |
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Chris Mullin will not return as a member of the Warriors' front office for the 2009-10 season, according to sources that spoke with the Mercury News.
The management of the Warriors is reportedly not even considering bringing him back. fuori dal cazzo intanto poi vediamo anche di farlo con nelson |
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#5829 | |
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Città: Stoney Creek (Canada)
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#5830 | |
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Iscritto dal: Jan 2005
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intelligenza totale,capisco che hai gia gente nel ruolo,ma allora scambialo per un buon 4 sai quante offerte buone arrivavano per uno come crawford? |
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#5831 |
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#5832 |
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quoto...
non chiamatemi romagnolo. se no mi inca... a biscia! Ultima modifica di sanxius : 13-03-2009 alle 12:34. |
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#5833 |
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bella la stoppata sul tentativo di 360 di Richardson
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#5834 |
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#5835 |
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Grande prestazione dei Lakers a San Antonio, Kobe la chiude nel finale.
Siamo forti.
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#5836 |
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mamma mia che purgata che gli ha tirato
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#5837 |
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ok ke è LeBron, però ragazzi io ho visto la stoppata e James palla non ne ha proprio visto...gli ha tirato via LeBraccia
se richardson fosse caduto come rudy l'altra notte si sarebbe parlato della stessa identica cosa...ha riskiato tanto.. |
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#5838 |
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era un fallo scandaloso,non diciamo cazzate
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#5839 |
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#5840 |
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13 marzo 2009 - Si addensano nuvole nere sulla testa di Marko Jaric, 30enne guardia oggi ai Memphis Grizzlies con un passato in Italia tra Fortitudo e Virtus Bologna. Il serbo, sposatosi appena il mese scorso con la supermodella brasiliana Adriana Lima, è stato accusato di stupro da una donna di Philadelphia.
INDAGINI - Jaric ha giocato con i suoi Grizzlies nella cittadina della Pennsylvania lo scorso 7 marzo, in una sfida che la franchigia del Tennessee ha perso 110-105. Il serbo è sceso in campo per appena 3', collezionando uno 0/1 dal campo e servendo due assist. Proprio in quella data sarebbe avvenuta la violenza, subito denunciata dalla vittima, sulla quale la polizia di Philadelphia sta ancora cercando di fare luce. Sollecitato da Sports Illustrated, che ha diffuso la notizia dell'indagine, un portavoce di Memphis non ha rilasciato commenti. |
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