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#41 |
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Junior Member
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che berlusconi sia un massone è provato e stra-provato
![]() che berlusconi sia in odore di mafia lo sanno anche i muri pue non essendoci prove http://berlmafia.splinder.com/ inoltre guarda che ti ho trovato casualmente
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Marco Travaglio http://fire.rettorato.unito.it/blog/?id=20544 |
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#42 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Città: Livorno
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Chissà che ne pensa il regolamento sul dare a qualcuno del colluso con la mafia senza che ci siano delle prove...
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#43 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Mar 2008
Messaggi: 24
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non c'è regolamento che tenga perchè è provato e stra-provato L'amico degli amici L'11 dicembre 2004 la V sezione penale del Tribunale di Palermo condanna in primo grado Marcello Dell'Utri a 9 anni di reclusione più 2 anni di libertà vigilata più l'interdizione perpetua dai pubblici uffici per concorso esterno in associazione mafiosa e il suo coimputato Gaetano Cinà, uomo d'onore della famiglia di Malaspina, a 7 anni per associazione mafiosa; i PM avevano chiesto 11 anni per Dell'Utri e 9 per Cinà. I 9 anni vanno ad aggiungersi ai 2 anni, rimediati in primo grado a Milano, per tentata estorsione e ai 2 anni e 6 mesi definitivi, rimediati a Torino, per le false fatturazioni e frodi fiscali di Publitalia. Dell'Utri, braccio destro di Berlusconi, è l'ideatore e fondatore della Fininvest/Mediaset e di Forza Italia....vediamo come. Marcello Dell'Utri nasce a Palermo l'11 settembre del 1941, studia in collegio dai Salesiani e frequenta poi i Gesuiti a Palermo. Conseguita la maturità classica nella sua città natale, si trasferisce a Milano e si laurea in giurisprudenza presso l'Università Statale, dove conosce e stringe amicizia con Silvio Berlusconi. A 23 anni comincia a lavorare come segretario per il ventottenne Berlusconi e mentre allena una piccola squadra di calcio, il Torrescalla, sponsorizzata dall'amico Silvio. Dopo un anno lascia Berlusconi e Milano per trasferirsi a Roma, dove dirige il Centro Elis, una scuola di formazione sportiva dell'Opus Dei. Nel 1967 torna a Palermo dove fa il direttore sportivo presso l'Athletic Club Bagicalupo, dove dice di aver conosciuto Vittorio Mangano e Gaetano Cinà, entrambi uomini d'onore. Nel 1970 viene assunto alla Cassa di Risparmio delle province siciliane, a Catania, per poi trasferirsi l'anno dopo in una filiale vicino Palermo. Nel 1973 viene promosso alla direzione generale della Sicilcassa a Palermo. Il 5 marzo del 1974 si dimette dalla banca e si trasferisce a Milano, come segretario particolare di Berlusconi. Dell'Utri segue i lavori di ristrutturazione della villa di Arcore, appena acquistata da Silvio ad un prezzo irrisorio grazie a Cesare Previti, tutore della proprietaria, e ingaggia come "stalliere" Vittorio Mangano (nella foto), mafioso palermitano della famiglia di Porta Nuova condannato all'ergastolo per mafia, per proteggere Berlusconi e la famiglia da possibili rapimenti o attentati da parte della mafia catanese, difatti accompagna i figli a scuola e cura la sicurezza della villa. L'assunzione è suggellata da un incontro a Milano fra Dell'Utri, Berlusconi, il boss Bontate e Teresi, che si chiude con promesse di reciproca disponibilità. Mangano viene arrestato un paio di volte dai Carabinieri per scontare pene definitive e ogni volta, uscito dal carcere, viene riaccolto in villa come se nulla fosse accaduto. Nel 1976 un giornale lombardo scrive che Berlusconi ospita un mafioso in casa sua e, nonostante Dell'Utri e Confalonieri fanno di tutto per trattenerlo, Mangano lascia la villa di Arcore, mentre Berlusconi con la famiglia si trasferisce prima in Svizzera e poi in Spagna. Il 24 ottobre 1976 Dell'Utri si trova insieme a Mangano e ad altri mafiosi alla festa di compleanno del boss catanese Calderone, al ristorante "Le Colline Pistoiesi" di Milano. Un anno dopo anche Dell'Utri lascia Berlusconi e la Edilnord perchè infastidito dal fatto che Silvio non lo considera capace di fare il dirigente nel gruppo del Biscione. Raccomandato da Cinà diventa amministratore delegato della Bresciano Costruzioni, un'azienda del gruppo Rapisarda, considerato un luogo privilegiato di passaggio dei capitali mafiosi. In breve tempo tutto il gruppo va in bancarotta fraudolenta; Dell'Utri incriminato a piede libero perde il lavoro, mentre Rapisarda fugge latitante in Venezuela, grazie al passaporto intestato al fratello di Dell'Utri. Nel frattempo Berlusconi si iscrive alla loggia massonica segreta P2. Il 19 aprile 1980 si sposa a Londra Jimmy Fauci, pluripregiudicato amico dei boss, che gestisce il traffico di droga fra Italia, Gran Bretagna e Canada; alle nozze partecipa anche Dell'Utri con l'amico di una vita Cinà. Il 5 maggio 1980 Mangano è arrestato da Giovanni Falcone per traffico internazionale di droga e resterà in carcere per 11 anni. Un anno dopo vengono uccisi dai corleonesi di Totò Riina i boss mafiosi Bontate e Teresi, "titolari" della disponibilità di Berlusconi; il loro posto, nel rapporto con Arcore, viene preso dai fratelli Pullarà. Bisogna dire che fra il 1975 e il 1983 nelle holding Fininvest affluiscono 113 miliardi di lire dell'epoca di provenienza misteriosa, e una buona parte addirittura in contanti. Difatti in quel periodo il boss Bontate diventa socio delle TV Fininvest, investendovi grossi capitali mafiosi. Nel 1983 le pretese di denaro, da parte dei Pullarà e quindi di Cosa Nostra, si fanno sempre più ingenti, allora il Cavaliere richiama Dell'Utri alla Fininvest e nonostante il disastro della Bresciano lo promuove amministratore delegato e presidente di Publitalia. L'11 novembre dello stesso anno la Polizia irrompe a casa di un socio del boss catanese Corallo per arrestarlo e vi sorprende anche Dell'Utri. Fra il 1984 e il 1986 Dell'Utri raggiunge un accordo, tramite Cinà, con Pippo Di Napoli che rappresenta Riina, attraverso il quale la Fininvest si impegna a versare a titolo di regalo una quota annua di 200 milioni a loro e non più ai Pullarà. Riina spera di arrivare tramite Berlusconi a Craxi, grande amico del Cavaliere, e ordina a tutta Cosa Nostra di abbandonare la DC e votare il PSI. Ma la mafia non è contenta di Berlusconi e del gruppo Fininvest e così ricomincia con gli attentati intimidatori, fra cui quelli ai negozi e ai magazzini della Standa a Catania, fatti per cui non fu sporta denuncia; in quel periodo invece risultano numerosi i viaggi di Dell'Utri a Catania, forse per riconciliare con il boss Santapaola, reggente della mafia catanese. Nel 1991 Mangano esce dal carcere e tenta di riprendersi l'esclusiva dei rapporti con Dell'Utri e Berlusconi, ma Riina gli manda a dire che ormai "li ha nelle mani lui per il bene di tutta Cosa Nostra". Nel 1992 Vincenzo Garraffa, senatore del PRI e presidente della Pallacanestro Trapani, riceve la visita del boss Vincenzo Virga, condannato per omicidio e oggi in carcere, per riscuotere un presunto credito e dice che lo manda Dell'Utri. L'episodio è denunciato da Garraffa, e il processo giunge al primo grado di giudizio nel maggio 2004 quando il Tribunale di Milano condanna Dell'Utri e Virga a 2 anni per tentata estorsione. Nel frattempo, mentre infuria Tangentopoli, Dell'Utri ingaggia l'ex democristiano Ezio Cartotto per studiare un'iniziativa politica della Fininvest in previsione del crollo dei partiti amici. Il 19 luglio dello stesso anno, a 55 giorni dall'assassino di Giovanni Falcone, viene ucciso Paolo Borsellino, poche settimane dopo aver rilasciato un'intervista nella quale parla di indagini in corso a Palermo su Mangano, Dell'Utri e Berlusconi. Il 4 aprile 1993 Berlusconi incontra Craxi ad Arcore e decide di impegnarsi in politica. Dopo vari attentati, fra cui quello a Maurizio Costanzo che si oppone all'entrata in politica, si giunge ad un accordo fra Provenzano e Dell'Utri: fine delle stragi in cambio dell'alleggerimento della pressione poliziesca e giudiziaria, dei sequestri dei beni e della legge sui pentiti. Provenzano convoca Cosa Nostra e dice: "Con Dell'Utri siamo in buone mani". Il 28 marzo del 1994 Berlusconi vince le elezioni e diventa Presidente del Consiglio, mentre Dell'Utri rimane alla guida di Publitalia. Il 25 maggio 1995 Dell'Utri è arrestato a Torino per aver inquinato le prove sull'inchiesta sui fondi neri di Publitalia. L'anno successivo diventa deputato di Forza Italia e poco dopo viene condannato in primo grado a 3 anni, che in appello diventano 3 anni e 2 mesi e in Cassazione, grazie al patteggiamento, 2 anni e 6 mesi definitivi. Nel 1998 è sorpreso e filmato dalla DIA a Rimini mentre incontra un falso pentito che sta organizzando un complotto per screditare i pentiti che accusano Dell'Utri. Il GIP di Palermo dispone la sua cattura, ma la Camera, a maggioranza Ulivo, nega l'autorizzazione all'arresto. Il 13 giugno 1999, grazie ai voti dei "picciotti", Dell'Utri viene eletto al Parlamento europeo, nel colleggio Sicilia-Sardegna. Il 13 maggio 2001 Dell'Utri diventa senatore, mentre Berlusconi torna al governo e così la condanna penale a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa inflittagli nel 2004, diventa una condanna politica che ha come obbiettivo screditare Berlusconi. e ancora Cosa nostra affari loro Gli incontri con i boss. I patti segreti. Le minacce. I pagamenti. Gli appoggi elettorali. Gli atti del processo disegnano le relazioni pericolose di Marcello Dell'Utri di Peter Gomez e Marco Travaglio L'Espresso, 26 dicembre 2004 Quando in tv gli hanno chiesto: «Dottor Dell'Utri, esiste la mafia?», lui ha detto: «Le risponderò con una frase di Luciano Liggio: se esiste l'antimafia esisterà anche la mafia». Era il 1999, alla conclusione del processo di Palermo e alla sua condanna a nove anni di reclusione per concorso esterno, mancavano ancora più di 200 udienze. Ma quella trasmissione, condotta da Michele Santoro, sarebbe stata l'unica interamente dedicata allo strano caso di un uomo a suo agio sia tra i libri antichi che tra capibastone e mammasantissima di ogni ordine e grado. Eppure davanti al tribunale che ha condannato l'ideatore di Forza Italia per essere stato il referente prima finanziario e poi politico di Cosa Nostra per anni, al contrario di quello che sostengono le difese, non si è discusso di pentiti, ma di fatti. Che emergono da intercettazioni, pedinamenti, filmati, documenti e testimonianze. Di rapporti con i boss ammessi persino dall'imputato. Ecco i principali. 5 marzo 1974 Marcello Dell'Utri si dimette dalla Sicilcassa per andare a lavorare a Milano da Silvio Berlusconi. Per lui si tratta di un ritorno. Negli anni '60 aveva già allenato una squadra di calcio sponsorizzata dal futuro Cavaliere. Adesso invece è il segretario particolare di Silvio. Cura la ristutturazione della villa di Arcore e fa assumere come fattore Vittorio Mangano. Come racconterà lui stesso, Mangano, che già conosceva, gli è stato consigliato da «l'amico di una vita» Gaetano Cinà: il proprietario di una lavanderia palermitana, imparentato attraverso la moglie con i boss Stefano Bontade e Mimmo Teresi. Secondo i pentiti, le intercettazioni ambientali e il tribunale che lo ha condannato a sette anni, Cinà fa parte della famiglia mafiosa di Malaspina. Mangano quando arriva a Milano è già stato tre volte in carcere. Nel 1967 era stato pure diffidato come «persona pericolosa», poi era finito sotto inchiesta per reati che vanno dalla ricettazione alla tentata estorsione e nel 1972 era stato fermato in auto con un mafioso trafficante di droga. Ad Arcore, Mangano porta a scuola i figli di Berlusconi e cura la sicurezza della villa, liberando ogni sera sei grossi mastini napoletani. Siamo negli anni dei sequestri di persona. I pentiti sostengono che la funzione di Mangano, mafioso della famiglia di Porta Nuova, era quella di garantire Berlusconi dai rapimenti. Lo stesso Berlusconi ammette di aver trasferito la famiglia in Spagna per qualche mese, in seguito a una serie di minacce e un attentato avvenuto nella villa milanese di via Rovani nel maggio del '75. Il boss Francesco Di Carlo, un padrino di casa nel bel mondo palermitano, dice di aver partecipato a un incontro tra Bontade, Teresi, Cinà, Dell'Utri e Berlusconi al termine del quale si parlò del ruolo di Mangano. Stando a un rapporto della Digos del 1984, Mangano restò ad Arcore due anni, durante i quali fu arrestato altre due volte per scontare condanne per truffa, porto di coltello e ricettazione. Da un foglio di dimissioni dal carcere risulta che Mangano, ancora il 6 dicembre 1975, eleggeva domicilio sempre ad Arcore, in via Villa San Martino 42. Ma nonostante gli arresti, nessuno lo licenziava. In un rapporto dei Carabinieri di Arcore del 30 dicembre 1974 si legge: «Dell'Utri (...) ha chiamato Mangano pur essendo perfettamente a conoscenza (...) del suo poco corretto passato». Mangano, interrogato in aula prima della morte, avvenuta nel 2000, dirà che spesso lui e la moglie cenavano con i Berlusconi. In quei mesi, secondo i pentiti, Berlusconi comincia a versare denaro a Cosa Nostra. Un ex socio di Dell'Utri, Filippo Alberto Rapisarda, sostiene che l'intervento di Marcello servì per ridurre le pretese della mafia. Dell'Utri ammetterà di averglielo detto, ma solo per vanteria. Non saprà spiegare però perché le minacce cessarono. 1976 Mangano lascia Arcore, ma continua a gravitare su Milano. Vive all'hotel Duca di York dal quale gestirà il traffico di droga per conto della mafia. Per questo verrà arrestato nel 1980 e poi condannato. 24 ottobre 1976 Il boss Antonino Calderone festeggia il compleanno al ristorante le Colline pistoiesi di Milano. Al suo tavolo ci sono Mangano, i boss Nino e Gaetano Grado e Dell'Utri. Lo ammetterà pure Dell'Utri, anche se dirà che Mangano non gli presentò i commensali. 1977, estate-autunno Dell'Utri pensa di prendere un anno sabbatico per studiare teologia. Berlusconi infatti non lo vuole promuovere: «Era perplesso sulle mie capacità manageriali». Così si dimette e va a lavorare da Rapisarda, un imprenditore buon conoscente dei vertici di Cosa Nostra dell'epoca e proprietario dell'Inim, in quegli anni considerato il secondo gruppo immobiliare Italiano. Già nel 1987 Rapisarda sosterrà di averlo assunto perché era sponsorizzato da Cinà «uno a cui non si poteva dire di no». Nello stesso interrogatorio Rapisarda accuserà Dell'Utri di aver poi riciclato soldi di Bontade e Teresi nella Fininvest. Nonostante le pesanti affermazioni non verrà denunciato per calunnia e invece, a partire da 1988, tornerà amico di Dell'Utri. Creerà con lui quattro società immobiliari e gli presterà 2 miliardi di lire. Dell'Utri nega la sponsorizzazione di Cinà, ma ammette di aver incontrato nel '77 Rapisarda assieme a Tanino. Un giornalista amico di Cinà testimonia però che la raccomandazione ci fu. 1978-79 Dell'Utri lavora all'Inim. Ma il gruppo va in bancarotta. Rapisarda fugge latitante in Venezuela, dove è ospite dei narcos mafiosi Caruana-Cuntrera. Poi vola a Parigi utilizzando un documento intestato ad Alberto Dell'Utri, il gemello di Marcello. Nel 1997-98 da intercettazioni telefoniche disposte contro ex dipendenti di Rapisarda emergerà come all'improvviso molti di loro, in prossimità della convocazione in Procura come testimoni, abbiano ottenuto abitazioni nella berlusconiana Milano 3 (in un caso) o contratti o promesse di contratti da Pagine Utili. Per i pm è un episodio di inquinamento probatorio. 14 febbraio 1980 In un'indagine di droga viene intercettata una conversazione tra Mangano e Dell'Utri. Mangano dice di avere «un affare» da proporre. Dell'Utri: «Questi sono bei discorsi». Poi Mangano parla di un secondo affare «per il suo cavallo». Ma Dell'Utri spiega di non avere soldi e al suggerimento di chiederli «al suo principale, Silvio», risponde: «Iddu non sura» (lui non sgancia). Infine si accordano per vedersi «al solito, in via Moneta». 19 aprile1980 Si sposa a Londra Jimmy Fauci, un pregiudicato che gestisce il narcotraffico dei Caruana. Alle nozze partecipano Di Carlo e Teresi, Cinà e Dell'Utri. È lui stesso a confermarlo sostenendo però di esserci stato portato per caso da Cinà. 1983 Secondo i pentiti, l'onorata società torna a perseguitare il Cavaliere con richieste di denaro sempre più pesanti del clan Pullarà. Berlusconi, reduce da una serie di affari immobiliari in Sardegna con il faccendiere legato alla mafia Flavio Carboni, richiama Dell'Utri alla Fininvest e, nonostante il disastro del gruppo Inim, lo promuove numero uno di Publitalia. Per i pm, non ha scelta: Dell'Utri, tramite Cinà, sigla una nuova tregua con Cosa Nostra. 1986 Stando ai pentiti, Toto Riina diventato capo dei capi dopo aver fatto fuori Bontade e i suoi uomini, scopre i rapporti dei Pullarà con Dell'Utri: indispettito per non essere stato informato, li mette da parte e affida a Cinà la gestione esclusiva di quel canale. Il suo obiettivo dicharato è agganciare Bettino Craxi e dare una lezione alla Dc, non più affidabile. Nell'87 in Sicilia si verificherà un travaso di voti. 28 novembre 1986 Scoppia un'altra bomba in via Rovani. Berlusconi chiama Dell'Utri (intercettato): «È stato Mangano... una cosa > rozzissima, ma fatta con molto rispetto, quasi con affetto...». Poi dice che gli dispiacerebbe «se i carabinieri, da questa roba qui, fanno una limitazione della libertà personale a lui (Mangano)». Due giorni dopo Dell'Utri riceve la visita di Cinà e, con Tanino al fianco, chiama Silvio per rassicurarlo: «Tanino mi ha detto che (Mangano) assolutamente è proprio da escludere. Poi ti parlerò di persona». Per i pentiti l'attentato faceva parte della strategia di riavvicinamento di Riina. Altre intercettazioni rivelano che Cinà da quel giorno è spesso a Milano e che per il Natale regala una cassata di 12 chili a Berlusconi. I buoni rapporti Fininvest-mafia sono poi confermati, per i pm, da un'agenda, sequestrata alla famiglia mafiosa di San Lorenzo, in cui i boss tenevano i conti. Accanto alla voce Canale 5 compare una cifra e la dicitura «regalo». La mafia però non si accontenta. Punta a Craxi, non ai soldi. 17 febbraio 1988 Berlusconi chiama l'immobiliarista Renato Della Valle (intercettato): «Devo mandare via i miei figli perché mi hanno fatto delle estorsioni in maniera brutta. Una cosa che mi è capitata altre volte, dieci anni fa (...) siccome mi han detto che, se entro una certa data, sei giorni, non faccio una roba, mi consegnano la testa di mio figlio ed espongono il corpo in piazza del Duomo, allora ho deciso: li mando in America». Che cosa doveva fare Berlusconi? Perché non denunciò l'accaduto? Impossibile saperlo: il premier in tribunale si avvarrà della facoltà di non rispondere. 1990, gennaio-febbraio Il gruppo torna nel mirino. A Catania avvengono una serie di attentati contro la Standa (Fininvest) e Rinascente (Fiat). La Fiat ammetterà di aver pagato per farli cessare. La Fininvest invece nega e non si costituirà parte civile al processo. Per i pm, il vero obiettivo è sempre avvicinare Craxi. Vari pentiti e un teste dicono che Dell'Utri incontrò i boss Salvatore Tuccio e Nitto Santapaola per accordarsi. E a partire da quel periodo Dell'Utri risulta volare spessissimo a Catania. 1991 Mangano esce di prigione. Vuole riprendere in esclusiva il legame con Dell'Utri. Ma Riina invia il boss Totò Cancemi a dirgli di farsi da parte. Dice Cancemi: «Dell'Utri inviava 200 milioni all'anno a Cinà, che tramite (i boss) Di Napoli e Ganci li dava a Riina, che li smistava alle famiglie». 1992, gennaio-febbraio Vincenzo Garraffa, senatore Pri e presidente della Pallacanestro Trapani, riceve la visita del capomafia Vincenzo Virga. «Mi manda Marcello», spiega Virga venuto a reclamare 700 milioni per conto di Dell'Utri. Nel maggio 2004 il fatto è stato accertato dal Tribunale di Milano. Dell'Utri e Virga sono stati condannati a due anni per tentata estorsione. 1992, maggio-giugno L'ex dc Ezio Cartotto (sentito come teste) è ingaggiato in segreto da Dell'Utri per studiare un'iniziativa politica in previsione del crollo dei partiti amici a causa di Tangentopoli. 15 gennaio 1993 Arresto di Riina. La mafia, coi vecchi referenti politici alle corde (compreso l'agognato Craxi), pensa di fondare il partito Sicilia Libera, con i cui esponenti (risulta da agende e tabulati telefonici) Dell'Utri è in contatto. 1993, estate Bernardo Provenzano, secondo il boss Nino Giuffrè, abbondona l'idea di Sicilia Libera e stringe un patto elettorale con Dell'Utri: fine delle stragi in cambio dell'alleggerimento delle indagini, del 41 bis, e di una nuova legge sui pentiti. 12 luglio 1993 Berlusconi, racconta l'ex condirettore de "il Giornale" Federico Orlando, faxa un decalogo con la "linea" da seguire. Uno dei punti forti è l'attacco ai pentiti e al reato di associazione mafiosa. 1993, novembre Mentre Berlusconi crea Forza Italia, Dell'Utri vede Mangano a Milano (risulta dalle agende del senatore). Con l'arresto di Riina l'ostracismo nei suoi confronti è caduto. Mangano anzi è stato promosso capofamiglia di Porta Nuova. Verrà presto riarrestato e condannato all'ergastolo per omicidio e mafia. 31 dicembre 1998 Dell'Utri viene filmato dalla Dia mentre incontra un collaboratore di giustizia messinese, Pino Chiofalo, organizzatore di un complotto per screditare i pentiti che accusano il senatore e i boss. Nel film lo si vede mentre gli consegna dei regali. Chiofalo, arrestato, confessa: «Dell'Utri promise di farmi ricco». 1999 Dell'Utri si candida alle europee. Una microspia capta la voce di uno stretto collaboratore di Provenzano, Carmelo Amato, mentre raccomanda più volte ai picciotti di votarlo. Per esempio il 22 maggio: «Ora a questo si deve portare in Europa: Dell'Utri. Sì, qua già si stanno preparando i cristiani (i mafiosi, ndr)». Anche Cinà, chiamato "zio Tano", viene intercettato. E addirittura ammette di essere un uomo d'onore: «Carmelo, vedi che io sono combinato (mafioso ndr) come te», dice. 13 maggio 2001 Dell'Utri viene rieletto. Nelle intercettazioni in casa del boss Giuseppe Guttadauro si sente il capomafia dire: «Con Dell'Utri bisogna parlare», anche se «alle elezioni del '99 ha preso degli impegni, e poi non s'è fatto più vedere». Poi Guttadauro aggiunge che Dell'Utri si era accordato di persona con Gioacchino Capizzi, l'anziano capomandamento della Guadagna, lo stesso clan di cui facevano un tempo parte Bontade, Teresi e i fratelli Pullarà. Per Dell'Utri è il passato che ritorna. Anzi che non se ne è mai andato. mi fermo che sono OT, ma potrei continuare
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#44 | |
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Prenditi una tisana e riordina le idee:
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#45 | |
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che berlusconi è un mafioso non ci sono prove, che è in odore di mafia (insomma amico di mafiosi) ce ne sono eccome, vero Mangano? vuoi che ti faccio il ripassino delle 3 di notte?
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#46 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Città: Livorno
Messaggi: 6659
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Fallo pure, intanto lo riassumo io. Prima dici: "Berlusconi è in odore di mafia e lo sanno tutti anche se non ci sono prove." Poi continui: "Berlusconi è in odore di mafia ed è provato e stra-provato."
Logic fail.
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#47 |
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Senior Member
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#48 | |
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Junior Member
Iscritto dal: Mar 2008
Messaggi: 24
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ricapitolo non si può dire che berlusca sia un mafioso perchè non ci sono prove si può dire che berlusca è in odore di mafia (amico dei mafiosi insomma) perchè è stra-provato, vedi Vittorio Mangano, Dell'Utri o banca Rasini ora va meglio? vuoi il ripassino notturno su Mangano? solo che siamo OT torniamo in topic va
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#49 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2008
Città: Bergamo
Messaggi: 7547
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Se cerchi coerenza in parlamento sei finito. Vi fu un periodo in cui tutti facevano a gara ad accusare Berlusconi e Craxi, ora li vedi accanto allo Psiconano. Gli stessi, Berlusconi compreso, negli anni di mani pulite avrebbero dato un rene per ingaziarsi DiPietro, ora lo additano come un tagliagole.
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#50 |
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Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
Messaggi: 874
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diciamo che all'inizio la lega diceva la verità
ovvero Berlusconi membro della p2 etc etc la questione è come mai abbia cambiato idea, in nome della promessa (poi svanita) della devolution o altro..... sarei curioso di sapere quali argomenti abbia usato per convincere Bossi.... |
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#51 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
Messaggi: 744
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sarebbe inoltre interessante verificare il conto in banca di umberto bossi dopo questo cambio di rotta a 180 gradi, ma non credo sia possibile in quest'era geologica. |
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#52 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jul 2005
Città: Torino
Messaggi: 6329
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Se per prima intendi 2001-2006 come minimo avevano Castelli a far danni alla giustizia.
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Ho venduto a: Qix, dateme_un_nick, cate99, Kelendil, dj_ste, ezekiel22, Nelu |
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#53 | ||
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#54 |
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Bannato
Iscritto dal: Jan 2007
Città: Verona... finchè non mi buttano fuori :D
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#55 | |||
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Città: Livorno
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Dev'essere per forza qualcosa che ha che fare col conto in banca? Va bene che a pensar male spesso ci si azzecca, ma quando diventa il proprio sport preferito perde molto del suo significato.
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#56 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
Messaggi: 744
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a pensar male della politica italiana non si fa mai male, visto che elementi girano per il parlamento. Beato te che hai fiducia della specchiata onestà dei nostri parlamentari, è una cosa quasi commovente Ultima modifica di -kurgan- : 07-10-2008 alle 19:18. |
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#57 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Oct 2006
Città: Torino
Messaggi: 469
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Immagino sia arrivato anche lui alla conclusione che a quei livelli, i soldi non contino più così tanto. Se poi ci aggiungi anche il possibile reato di corruzione... sarebbe stato poco furbo.
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Cazzata sul Wii|Differenze: e |WII ARE THE WIINNER“Nel resoconto di un avvenimento,non far sentire al lettore l’opinione che te ne sei fatto.Che te ne sia fatta qualcuna,è inevitabile;chi lo nega o è un imbecille o è un bugiardo.Ma non si può ne deve imporla al lettore;bisogna lasciargliela suggerire dai fatti secondo il modo in cui gli si raccontano.I fatti vanno raccontati tutti;chi ne censura qualcuno è un disonesto che come tale prima o poi viene smascherato”(Indro Montanelli) |
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#58 |
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Senior Member
Iscritto dal: Apr 2004
Città: Livorno
Messaggi: 6659
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No, infatti, mai detto.
A me piace parlare di politica, mi appassiona, ma questa sezione del forum è un po' malata. Ho sempre usato argomenti pacati, mai difeso a spada tratta nessuno del centrodestra, eppure questi sono i risultati. Tacciato di bermi ogni fola dei politici. Altrove, additato come uno che idolatra Berlusconi (?!?). Addirittura che avrei sostenuto che i fascisti hanno liberato l'Italia Il tutto negli ultimi due giorni. Spesso non riesco a dire la mia che subito vengo attaccato su più fronti, e non specifici dell'argomento, ma su questioni generali del tipo che non ho cultura, non ho coscienza, sono un idiota, un immorale... E basta! C'è chi fa uno sport dell'insulto libero all'elettore di centrodestra. Ed a costoro vorrei dire: sono una persona come voi, magari mi avete già incontrato nella vita e vi sarò parso perfettamente a posto, ho una laurea con lode e lavoro nell'ambiente della ricerca scientifica. Penso di meritare il beneficio del dubbio che non sono un idiota e che le mie posizioni sono del tutto ponderate, anche se differenti dalle vostre, per cui mi piacerebbe che non venissero liquidate con due parole irritate o irridenti. Mi ricordo ancora del sondaggio di qualche mese fa, secondo cui più della metà degli utenti del forum di centrosinistra si dichiaravano candidamente di essere "moralmente ed intellettualmente superiori" agli elettori del centrodestra. E' lo specchio di questo forum. Altrove ho affermato di aver votato il PDL e che lo rifarei. Alcuni hanno provato a farmi da maestrina, "correggendo i miei errori". Un altro mi ha liquidato dicendo semplicemente: "Spero che tu stia scherzando." Lo stesso che poco dopo ha affermato che non ho una coscienza. Ma siamo matti?!? C'è un thread aperto che disquisisce sull'esistenza di un problema razzismo in Italia... Beh, direi che forse è QUESTO il razzismo che c'è in Italia! Le radici sono le stesse: dare per scontato che non ci possa essere altro modo di vedere, interpretare e vivere le cose del proprio. Che non ci possano essere altri valori. Che non ci possano essere altre posizioni. Che non ci possano essere altre possibilità di quelle che hanno previsto. Il risultato è quello di cui mi sto lamentando. E, francamente, mi fa cascare le braccia. Scusate lo sfogo.
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#59 | |
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Senior Member
Iscritto dal: May 2004
Città: Londra (Torino)
Messaggi: 3692
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Quote:
E non e' neppure appannaggio solo di Internet. E, guarda caso, non e' neppure appannaggio solo degli italiani. In praticamente tutto il mondo occidentale la parte "sinistra" si eleva a moralmente e intellettualmente superiore, ed anche a portatrice di verita'. Qui in UK c'e' un detto che suona tipo: "Se la destra smettera' di dire bugie su di noi, noi smetteremo di dire la verita' su di loro" E comunque poco gaudio direi. Questa presunta superiorita' e' anche il male maggiore della sinistra. Perche' e' una superiorita' individuale. Ciascuno e' migliore degli altri, ha la sua idea, il suo principio e la sua soluzione ai problemi. Con la conseguenza che di sinistre ce ne sono tante, una per ogni testa, tutte separate e pronte a dire di no a qualunque proposta perche' diversa dalla propria. Anche se proviene dal vicino di banco.
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Se pensi che il tuo codice sia troppo complesso da capire senza commenti, e' segno che molto probabilmente il tuo codice e' semplicemente mal scritto. E se pensi di avere bisogno di un nuovo commento, significa che ti manca almeno un test. |
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#60 |
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Senior Member
Iscritto dal: Jan 2006
Città: Bergamo
Messaggi: 449
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Se dovessero chiedere a ogni politico che ha spalato cacca su un altro partito per poi allearvisi, non basterebbero i quotidiani di un anno intero a raccogliere le risposte, sempre che ne diano.
Anche la sinistra ha sempre massacrato i democristiani per poi unirsi a loro, così come Fini con Berlusconi, perfino i micropartiti figli della DC riuscivano a insultarsi pesantemente per poi fondare partiti unici e alleanze. E' politica e d'altra parte sebbene spesso sia degradante, non sempre cambiare fazione e alleanze è deleterio, perchè solo i fessi non cambiano mai idea: la coerenza non è sempre un valore assoluto.
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