|
|||||||
|
|
|
![]() |
|
|
Strumenti |
|
|
#41 | |
|
Member
Iscritto dal: Feb 2007
Città: Romagna ma col cuore in Toscana, e spero nel prossimo futuro in Spagna
Messaggi: 362
|
Quote:
Gli atleti, per come la vedo io, hanno il dovere morale di fare qualche segno di protesta, come lo avrebbero anche i politici, ma figurarsi se i politici fanno qualcosa di utile. Come tutti noi dovremmo boicottare gli sponsor delle Olimpiadi, anche se sono sicuro che pochissima gente lo farà
__________________
Chiesa Valdese - Remember, my child: Without innocence the cross is only iron, - Grazie Daniele di regalarmi ogni giorno il tuo amore! - Per l'Alternativa - Chi ci pensa nel miele, annega - La Filosofia è come la Russia, piena di paludi e spesso invasa dai tedeschi. (Roger Nimier) |
|
|
|
|
|
|
#42 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Pieve a Nievole (PT), Granducato di Toscana
Messaggi: 7794
|
Quote:
__________________
Quel vizio che ti ucciderà non sarà fumare o bere, ma il qualcosa che ti porti dentro, cioè vivere - Twitter
|
|
|
|
|
|
|
#43 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
Città: AnTuDo ---------- Messaggi Totali: 10196
Messaggi: 1521
|
Quote:
iniziativa da importare
__________________
“ Fiat iustitia, et pereat mundus”-המעז מנצח -
|
|
|
|
|
|
|
#44 | |
|
Senior Member
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Pieve a Nievole (PT), Granducato di Toscana
Messaggi: 7794
|
Quote:
Le polemiche in Italia sul boicottaggio della cerimonia di apertura a Pechino sembrano lontane anni luce. Lo sport si dimostra ancora una volta migliore della politica. Bastino tre esempi: le scelte dei portabandiera di due paesi opposti. Gli Stati Uniti d'America scelgono un mezzofondista profugo del Darfur sudanese (Lopez Lomong). Gli Emirati arabi una donna, la prima di un paese musulmano: la principessa Maitha. Appello a Hu «Chiediamo il rispetto della libertà d'espressione, religione e opinione in Cina e in Tibet». Con queste parole, rivolte al presidente cinese Hu Jintao, alcuni atleti chiedono, in una lettera postata online, il rispetto dei diritti umani e una soluzione pacifica per il Tibet. La lettera nasce dall'iniziativa «Sport per la pace», cui hanno aderito 127 atleti, di cui 40 campioni olimpici. «In questi giorni la Cina è al centro dell'attenzione mondiale. Ogni decisione in questo senso determinerà il successo dei Giochi Olimpici e l'immagine futura della Cina nel mondo», scrivono gli atleti. Tra i firmatari spiccano alcune possibili medaglie dei Giochi, come la campionessa croata di salto in alto, Blanka Vasic, il recordman dei 110 metri a ostacoli Dayron Robles e la campionessa panamese di salto in lungo Irving Saladino. L'unica italiana è la saltatrice in alto Antonella Di Martino. Stati Uniti Fuggito a piedi dal Sudan quando aveva solo sei anni, per non essere ucciso da soldato bambino, venerdì Lopez Lomong si ritroverà a fare il portabandiera degli Usa nella cerimonia d'apertura delle Olimpiadi di Pechino. Una scelta, annunciata dal comitato olimpico statunitense con un comunicato, fatta per ricordare il dramma dei "lost boys" e che potrebbe essere interpretata anche come un segnale politico alla Cina, accusata di aiutare il regime sudanese colpevole delle stragi nel Darfur. Il comitato Usa non ne fa cenno, ma è lo stesso alfiere a stelle e strisce a parlare esplicitamente sul suo sito: «Sono preoccupato per i bambini che stanno morendo in Darfur e nel sud del Sudan. Voglio che i bambini realizzino i loro sogni, il problema non è ciò che sta succedendo tra il governo sudanese e quello cinese, ma quel che sta accadendo a questa gente». Il 23enne Lomong fa parte del team Darfur, un gruppo di atleti internazionali che si battono per attirare l'attenzione sul genocidio di quella regione. È uno dei tre naturalizzati che correranno con i colori degli Usa nella gara di atletica dei 1500 metri: gli altri due sono l'iridato Lagat, ex keniano e l'ex messicano Manzano. Il terzo è appunto l'atleta (alla sua prima esperienza internazionale) che era il ragazzino scappato senza genitori e costretto a stare per un decennio in un campo profughi del Kenya. Da dove un giorno, vista la sua passione per lo sport, ha tenuto a precisare il comitato olimpico Usa «si fece cinque miglia (circa 8 km. n.d.r.) a piedi per poter vedere le Olimpiadi di Sydney su un televisore in bianco e nero». Il posto era un bar frequentato da altri ragazzi, e Lomong impazziva per Michael Johnson, il re dei 200 e dei 400, l'uomo che cancellò il record di Pietro Mennea. «Vorrei tanto correre come lui», pensava Lomong e intanto continuava ad allenarsi come poteva, a volte a piedi scalzi e quasi sempre su strade polverose. Ma la storia raccontata da Lomong sul suo sito è ancora più terribile: scappò da un campo militare dove lo volevano trasformare in un bambino-soldato, camminò tre giorni di seguito assieme ad altri ragazzini poco più grandi. Si alternavano a caricarsi uno sull'altro sulle spalle, per vincere la fatica. «Oggi in Darfur c'è ancora gente che scappa: e io quando corro mi metto nelle loro scarpe». Nel 2001, quando oramai era fuggito, si decise a scrivere una lettera all'Ufficio Immigrazione degli Usa, spiegando tutti i sacrifici che sarebbe stato disposto a fare pur di vivere nel paese dei suoi sogni: le sue parole, venute dal profondo del cuore, commossero i funzionari che decisero di dargli una chance. Così ebbe il visto e venne affidato ad una famiglia di Tully, nello stadio di New York. «Quel momento ha cambiato la mia vita sempre, e ora ho realizzato il sogno della mia vita - dice adesso da Pechino -. Non ho parole per esprimere la mia gioia, e ringraziare i compagni che mi hanno scelto». La sua designazione è avvenuta in modo molto democratico, secondo tradizione dell'Usoc: i capitani di tutte le rappresentative Usa si sono riuniti al villaggio, con gli assenti collegati in videoconferenza, e hanno votato per il portabandiera: la scelta è caduta su Lomong, forse proprio perchè c'era la voglia di dare un segnale. http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77788
__________________
Quel vizio che ti ucciderà non sarà fumare o bere, ma il qualcosa che ti porti dentro, cioè vivere - Twitter
Ultima modifica di bluelake : 07-08-2008 alle 17:12. |
|
|
|
|
|
|
#45 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Pieve a Nievole (PT), Granducato di Toscana
Messaggi: 7794
|
secondo me è abominevole anche questa, la libertà di credere nella propria religione è fondamentale, al pari della libertà di non credere in nessuna religione.
__________________
Quel vizio che ti ucciderà non sarà fumare o bere, ma il qualcosa che ti porti dentro, cioè vivere - Twitter
|
|
|
|
|
|
#46 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Dec 2002
Città: AnTuDo ---------- Messaggi Totali: 10196
Messaggi: 1521
|
bene, nel frattempo che si decida sulle due... e da importare..
__________________
“ Fiat iustitia, et pereat mundus”-המעז מנצח -
|
|
|
|
|
|
#47 |
|
Senior Member
Iscritto dal: Mar 2003
Messaggi: 744
|
|
|
|
|
|
|
#48 |
|
Member
Iscritto dal: Feb 2007
Città: Toscana
Messaggi: 146
|
Dimenticavo una cosa:
L'atleta che dovrebbe disertare la cerimonia o dare dei segnali di protesta durante la premiazione o prima della gara quale effetto potrebbe ottenere con la sua protesta??? Solo quello di parlarne e di mettere in risalto la cosa, ma a me sembra che questa fase ci sia già visto che tutti sanno e parlano del problema diritti umani e situazione tibet, quindi con la sua protesta non aggiungerebbe niente di nuovo!!! Il problema aquesto punto dovrebbe rimbalzare nelle mani dei politici che anzichè fare qualcosa chiedono agli atleti di sostituirsi a loro per fare pressione sul governo cinese, ma ripeto la questione è stata già sollevata, adesso servono azioni diplomatiche e politiche degli stessi politici e non degli atleti!!!
__________________
"E maggior fortuna sarebbe, se in Italia ci fossero più toscani e meno italiani." C.Malaparte |
|
|
|
|
| Strumenti | |
|
|
Tutti gli orari sono GMT +1. Ora sono le: 00:24.





















