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#41 |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Giusto: uno stato che produce panini al formaggio per tutti ha un pil più basso di uno stato che produce un panino senza formaggio e una pistola per tutti.
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#42 |
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Senior Member
Iscritto dal: Aug 2003
Città: milano
Messaggi: 14072
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La povertà teoricamente è facilmente misurabile.
La si può misurare in termini monetari (è povero chi ha meno di 1-2 dollari al giorno, oppure nei paesi ricchi è povero chi ha meno della metà del pil procapite nazionale), oppure la si può misurare in termini di privazione delle "cose utili" per una vita dignitosa. (cibo, vestiti, accesso alle fonti d'acqua e via dicendo per i paesi poveri, diverso criterio per i paesi ricchi). E' però vero che il pil può essere fuorviante, perchè non misura direttamente il benessere..però paesi con un basso pil procapite generalmente (gen. perchè ci sono delle eccezioni) sono paesi in cui non si vive molto bene. |
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#43 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Messaggi: 2910
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__________________
...Grazie caro Lolek! |
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#44 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Quote:
Secondo me l'idea che tutto questo sia sostituibile con una pervasiva forma di democrazia diretta è molto pericolosa. Perchè piu che l'Atene di Pericle a me sembra il televoto di Maria Defilippi. |
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#45 | |
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Messaggi: n/a
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Ultima modifica di Trabant : 16-06-2008 alle 15:57. |
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#46 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Quote:
Che la ricchezza monetaria sia solo un aspetto della vita è ovvio. Come è ovvio che la semplice ricchezza non sia la stessa cosa della qualità della vita. Ciò a cui non hai risposto è come diminuendo il PIL si aumenti la qualità. Come diminuendo il PIL si faccia aumentare la gioia delle famiglie, tanto per citare le parole di Kennedy. D'altra parte se guardiamo alle classifiche sulla qualità della vita, al primo posto si trovano citta ricche, da Vanocuver a Monaco di Baviera. Inoltre, come ho già ripetuto, il PIL è un indicatore puramente economico tra i tanti. Non è neanche un indicatore molto informativo, basta pensare al fatto che di per se in valore assoluto non serve assolutamente a nulla, e quando viene usato, si utilizza una sua derivazione, la crescita, o il PIL procapite (magari PPP). E la crescita del PIL non è un valore assoluto, è un indicatore di flusso |
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#47 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Messaggi: 2910
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Basterebbero quelli a mettere in discussione questo modello.
__________________
...Grazie caro Lolek! |
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#48 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Tutti poveri, nessuno è piu povero? |
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#49 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Quote:
Chi deve decidere l'utilità marginale dei differenti beni di consumo? Se il singolo preferisce rinunciare al formaggio per avere la pistola, si vede che per lui la pistola ha un valore maggiore, e il mercato tenderà a produrre e vendere pistole. L'esempio è chiaramente idiota ed estremo, ma il punto centrale rimane. Le preferenze delle persone sono quello che sono, e anche togliendo lo stumento monetario di valutazione emergeranno lo stesso. Ovvero le persone voteranno per avere le partite di calcio e la TV invece del museo o della bilbioteca pubblica. |
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#50 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Messaggi: 2910
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Quote:
Il PIL non è la ricchezza. Serve un'altra coscienza di quali siano i fini del produrre, serve riconoscere che basare le scelte economico politiche su questo indice è un errore molto grave. Attribuire a questi ragionamenti l'etichetta di "impoveritori" è sbagliato, e significa non aver letto il primo post, in cui sono già date tutte le risposte alle obiezioni che sollevi, ma aver solo letto il termine decrescita e, preconcettualmente, aver postato i propri anatemi di "povertà miseria ritorno alla caverna". Eppure si sta solo pensando ad un mondo migliore per tutti. Perchè credere che questo modello, in un modo o nell'altro (magari con l'anacronistica teoria del trickle down mai abbastanza sbugiardata) possa creare un mondo vivibile per tutti, nel 2008, è francamente improponibile.
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...Grazie caro Lolek! Ultima modifica di LightIntoDarkness : 16-06-2008 alle 16:17. |
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#51 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Quote:
Dipende da quanta ricchezza viene prodotta perché serve e quanta ricchezza viene sprecata. I consumismo fa aumentare il pil, ma è uno spreco. Quindi, paradossalmente, non è ricchezza. |
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#52 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Quote:
Cosa diversa è la questione organizzativa dell'economia e della sua relativa distribuzione. Puoi decidere di abolire i panettieri e far distribuire il pane dalle mense del popolo, ma continuerai ad aver bisogno della farina per fare il pane, anche se a cuocerlo non è piu un panettiere. |
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#53 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Quote:
La ricchezza ha valore in quanto consente di consumare beni e servizi. Chiedere alla gente di consumare di meno, significa chiederle di essere piu povera. |
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#54 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2002
Messaggi: 2910
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Quote:
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...Grazie caro Lolek! |
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#55 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Quote:
Il pil, l'economia di mercato, la moneta, servono solo a dare un valore relativo ed una struttura organizzativa alla struttura produttiva della nostra società. Puoi anche decidere di cambiare organizzazione, abolire il libero scambio e la moneta, ma rimarrà comunque inalterato l'aspetto tecnico, ovvero il fatto che il petrolio e le altre fonti non rinnovabili sono la base della nostra società attuale. Quindi non stai affrontando il problema. Se non ti piace il PIL, puoi costruire un altro indice chiamato Indice energetico globale, o calcolare tutto in calorie... Ma stai solo cambiando il nome al problema. Il problema sostanziale, energetico e di risorse, rimane inalterato. E l'unica idea centrale, quella della decrescita, della diminuzione dei consumi, non è una soluzione, può servire al massimo a ritardare di poco la crisi, ma sostanzialmente non cambia nulla. E in ogni caso per la decrescita non serve cambiare il sistema, basta aspettare, come sta avvenendo, che i prezzi aumentino. |
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#56 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Volevo aggiungere ancora una cosa, queste correnti di pensiero, si basano spesso su idee che non hanno un riscontro scientifico e su alternative che sono a volte peggio di quello che vorrebbero combattere.
Una di queste è il commercio di prossimità, i cosiddetti gruppo d'acquisto solidali. Su questa tematica uno dei pochi studi scientifici disponibile è quello realizzato dal ministero inglese dell'agricoltura. Il risultato è che un sistema basato sul commercio di prossimità è piu dispendioso in termini energetici (e quindi per conseguenza a maggiore impatto dal punto di vista delle emissioni di CO2) rispetto alle catene di distribuzioni industriali, anche se queste fanno magari arrivare le pere via aereo. For starters, the term "food mile" is itself problematic. A mile travelled by a large truck full of groceries is not the same as a mile travelled by a mini-van carrying a crate of carrots. A report published by DEFRA [PDF], Britain's environment and farming ministry, says it's more useful to think in terms of "food-vehicle miles" (the miles travelled by vehicles carrying food) and food-tonne miles (which considers the tonnage being carried). The DEFRA report contains several counterintuitive findings: * Trucking in tomatoes from Spain during the winter produces less greenhouse gas emissions than growing them in heated greenhouses in Britain. * A shift towards local food systems might actually increase the number of food-vehicle miles travelled. This is because supermarket-based food systems have central distribution depots, short supply chains, and big full trucks. In local food systems, food is distributed in a larger number of smaller, less efficiently packed vehicles. link allo studio completo di 117 pagine http://statistics.defra.gov.uk/esg/r...iles/final.pdf |
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#57 |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2001
Città: Berghem Haven
Messaggi: 13528
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Infatti le condizioni al contorno del problema sono troppo stringenti e la coperta sempre troppo corta.....
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#58 | |
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Senior Member
Iscritto dal: Sep 2005
Messaggi: 3759
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Quote:
Pensi che questa sia una decisione del singolo? E' l'impianto generale dell'economia che spinge verso la produzione e quindi spinge al consumismo. Non è la necessità di un aumento della qualità della vita che tira la produzione. Se producessimo la metà degli zaini che produciamo ora e riducessimo a zero la pubblicità di zaini, il pil sarebbe senz'altro inferiore, ma la qualità della vita sarebbe la medesima. Chi lo dice? Il buon senso. Lo stesso ragionamento puoi farlo per moltissime altre cose. Prova a spiegare ad una casalinga che melaceto glassex chanteclair ecc. ecc. sono sempre tensioattivi e non servono tutti questi prodotti ma ne basta uno. Risponderà che l'ha detto anche la pubblicità del cillit e andrà a comprare anche il cillit. |
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#59 | |
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Bannato
Iscritto dal: Aug 2006
Città: Paris
Messaggi: 537
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Quote:
Chi dovrebbe imporre queste tue valutazioni a tutti? Come? E comunque non cambia l'aspetto di fondo...Che il consumismo crei ridondanza è palese... Ma anche se tutti si comprassero solo la Panda e riducessero i consumi, rimarrebbe sempre basata sul petrolio, ovvero su una fonte non rinnovabile, tutta la produzione mondiale. Ultima modifica di Fritz! : 16-06-2008 alle 17:04. |
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#60 | |
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Messaggi: n/a
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Spostarsi da A a B può essere fatto con un mezzo pubblico, con una utilitaria o con una supercar da 300CV, il risultato è lo stesso ma il costo in termini di risorse è molto diverso. Il problema è che l'essere umano per natura vuole prevaricare e dimostrare la propria superiorità rispetto al proprio simile, per cui si sente "povero" se non riesce a farlo, e pensa di farlo consumando di più. Però non dobbiamo dimenticare che questa percezione è stata la molla principale che ha spinto il progresso umano, e dove si è tentato di porre un freno a questo spinta istintiva si è sempre andati incontro a disastrosi (e anche sanguinosi) fallimenti. Dopo aver letto l'articolo, mi trovo in disaccordo con il pensiero di una dimensione locale dell'economia come possibile soluzione. Una dimensione locale per forza di cose porterebbe ad un reale impoverimento, rendendo carenti anche prodotti indispensabili (che facciamo, i farmaci più avanzati che richiedono investimenti enormi in ricerca ce li studiamo e produciamo nel nostro paesello agricolo?) per cui se alcune premesse sono condivisibili, le conclusioni mi sembrano del tutto sballate. Se oggi non vediamo la soluzione al problema, è perchè la tecnologia attuale non ci consente di vederla. Quindi è la tecnologia attuale che va migliorata, e la risposta verrà da qualcosa di nuovo. Se il problema è nell'impiego di energia non rinnovabile e quindi destinata ad esaurirsi, è questo il problema da risolvere, e quindi è in questo settore che vanno investiti quanti più capitali possibile per arrivare a quella innovazione che cambierebbe gli attuali paradigmi. Ultima modifica di Trabant : 16-06-2008 alle 17:17. |
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