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Old 04-02-2008, 15:11   #261
fsdfdsddijsdfsdfo
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Originariamente inviato da giannola Guarda i messaggi
vabbè si.

non c'è nemmeno bisogno di andare a cercare riscontri medici per sapere che l'anencefalo non può sopravvivere.

http://it.wikipedia.org/wiki/Anencefalia

http://www.anencephalie-info.org/i/domande.php

le funzioni dell'anencefalo nato possono essere assistite (al max 10gg) con i macchinari, ma il neonato è già praticamente morto.
E tu gli vuoi togliere 10 giorni di vita???

chi sei tu per decidere???


Comunque come vedi dici una cosa... ti smentisci da solo.... e poi dici che parli con cognizione di causa...
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Old 04-02-2008, 15:12   #262
zerothehero
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Originariamente inviato da Stevewind Guarda i messaggi
quoto in toto!!
basta con i soliti ipocriti principi cattolici... la realtà è abbastanza cruda e difficile così non c'è bisogno di renderla un incubo a tutti i costi a povere e sfortunate creature...

Interessante poi la posizione cattolica nei confronti dell'accanimento terapeutico: quando fa comodo lo si appoggia, quando è ricerca scientifica lo si ostacola in tutti i modi!!! basta....
Eliminiamo anche i neonati (persone, ribadisco P-E-R-S-O-N-E ) con la sindrome di Down...poverini, lo facciamo per il loro bene, le loro sono vite indegne di essere vissute...
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Old 04-02-2008, 15:13   #263
fsdfdsddijsdfsdfo
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Originariamente inviato da zerothehero Guarda i messaggi
Eliminiamo anche i neonati con la sindrome di Down...poverini, lo facciamo per il loro bene...
La sindrome di Down è ben diversa, permette comunque di condurre una vita ricca e abbastanza normale.


Qua stiamo parlando di bambini che dovranno rimanere attaccati a macchine per tutta la vita.

Non confondiamo le cose. C'è una bella differenza.
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Old 04-02-2008, 15:14   #264
exyana
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Vabbè...è tutto inutile...si nega l'evidenza.

L'interruzione volontaria della gravidanza, dopo i primi novanta giorni, puo’ essere praticata: a) quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna

Quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto, l'interruzione della gravidanza può essere praticata solo nel caso di cui alla lettera a) dell'articolo 6 e il medico che esegue l'intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto.


Qui ci sono alcuni che pretendono che dei neonati vengano ammazzati..incredibile.
ora mi sorge un dubbio: se a 22 settimane c'è la possibilità di vita autonoma del feto, per la legge attuale non dovrebbe essere possibile l'aborto per possibili malformazioni, ma solo in caso di reale pericolo della donna, quindi stiamo parlando dei soli casi di aborto non riuscito con motivazione il pericolo per la vita della donna.
exyana è offline  
Old 04-02-2008, 15:19   #265
zerothehero
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La sindrome di Down è ben diversa, permette comunque di condurre una vita ricca e abbastanza normale.


Qua stiamo parlando di bambini che dovranno rimanere attaccati a macchine per tutta la vita.

Non confondiamo le cose. C'è una bella differenza.
Qui si pretende che una persona (senza una manifestazione di una volontà esplicita da parte del diretto interessato) venga lasciata morire, negandole gli stessi diritti di cui godono tutte le persone fisiche in Italia, perchè qualcuno pretende di decidere chi "è degno" di vivere e chi è indegno di vivere.
Tutto qui....ci si può girare quanto si vuole, ma è così
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Old 04-02-2008, 15:21   #266
fsdfdsddijsdfsdfo
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Qui si pretende che una persona (senza una manifestazione di una volontà esplicita da parte del diretto interessato) venga lasciata morire, negandole gli stessi diritti di cui godono tutte le persone fisiche in Italia, perchè qualcuno pretende di decidere chi "è degno" di vivere e chi è indegno di vivere.
Tutto qui....ci si può girare quanto si vuole, ma è così
Su questa linea perchè non proibire anche l'aborto?
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Old 04-02-2008, 15:22   #267
zerothehero
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Su questa linea perchè non proibire anche l'aborto?
Il feto finchè non nasce non è persona, secondo la legge italiana.
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Old 04-02-2008, 15:23   #268
fsdfdsddijsdfsdfo
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Il feto finchè non nasce non è persona, secondo la legge italiana.
e quindi perchè un aborto al quarto mese è persona, e al secondo no?
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Old 04-02-2008, 15:26   #269
Onisem
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Ma qui non c'entra l'essere cattolici o meno, io per esempio come ho già detto sono abbastanza d'accordo con quel documento, di fatto è una linea guida nel solco della legge già esistente. Che poi sia servito da trampolino per il solito discorsetto antiabortista del papa o che si miri in qualche modo a preparare il terreno per un'eventuale modifica della 194, magari nella direzione di una stretta sui tempi, questo è altro discorso.
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Tanto poco un uomo si interessa dell'altro, che persino il cristianesimo raccomanda di fare il bene per amore di Dio. (Cesare Pavese)
"Sono un liberale di destra, come potrei votare uno come Berlusconi?"
Marcello Dell'Utri, fondatore del partito Forza Italia, è stato condannato per mafia.
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Old 04-02-2008, 15:27   #270
the_joe
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Su questa linea perchè non proibire anche l'aborto?
E perchè allora non estendere il diritto anche oltre? Magari anche 10gg dopo la nascita tipo il diritto di recesso, se il nascituro non ti soddisfa, hai 10gg di tempo per disfartene e magari ti danno pure la garanzia europea di 2 anni sui vizi di fabbricazione entro i quali hai il diritto di richiedere la sostuzione o la riparazione dei pezzi guasti........
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焦爾焦
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Old 04-02-2008, 15:28   #271
fsdfdsddijsdfsdfo
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E perchè allora non estendere il diritto anche oltre? Magari anche 10gg dopo la nascita tipo il diritto di recesso, se il nascituro non ti soddisfa, hai 10gg di tempo per disfartene e magari ti danno pure la garanzia europea di 2 anni sui vizi di fabbricazione entro i quali hai il diritto di richiedere la sostuzione o la riparazione dei pezzi guasti........
mi sembra un'ottima proposta!


Peccato che si parli di altro: Accanimento terapeutico su feti con gravi problemi.
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Old 04-02-2008, 15:35   #272
Sp4rr0W
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Eliminiamo anche i neonati (persone, ribadisco P-E-R-S-O-N-E ) con la sindrome di Down...poverini, lo facciamo per il loro bene, le loro sono vite indegne di essere vissute...
Ringrazia la Chiesa, è grazie a loro che non è possibile effetuare la diagnosi preimpianto. Per la sindrome di down ed altre patologie esiste già il prelievo dai villi coriali o l'amniocentesi, che tra l'altro anch'essa è stata criticata e da qualche delinquente bollata come eugenetica...

Poi se vuoi continuare a fare il falso moralista fai pure...
Sp4rr0W è offline  
Old 04-02-2008, 15:36   #273
the_joe
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mi sembra un'ottima proposta!


Peccato che si parli di altro: Accanimento terapeutico su feti con gravi problemi.
Sinceramente non vedo nella legge nè l'accanimento terapeutico nè il feto con gravi problemi, quello che stai dicendo sono semplicemente TUE illazioni e TUE considerazioni.

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Senti..datti una leggiucchiata alla 194, e poi ne riparliamo.
Per prima cosa, l'aborto NON è uno strumento per il controllo delle nascite, come seconda cosa l'aborto tardivo può essere praticato

a) quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna ; b) quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna.

Quando sussiste la possibilità di vita autonoma del feto, l'interruzione della gravidanza può essere praticata solo nel caso di cui alla lettera a) dell'articolo 6 e il medico che esegue l'intervento deve adottare ogni misura idonea a salvaguardare la vita del feto.

Chi vuole l'infanticidio e lo sterminio indiscriminato dei feti (alla Mengele) , che lo dica (senza nascondersi dietro il paravento della "salute della donna") e si batta per la revisione della 194.

La donna non vuole il figlio?
E chi la obbliga?
Può anche non riconoscerlo...mica c'è bisogno di farlo ammazzare impedendogli di accedere alle normali procedure mediche che si applicano in questi casi.
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焦爾焦
the_joe è offline  
Old 04-02-2008, 15:40   #274
Ziosilvio
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Originariamente inviato da the_joe Guarda i messaggi
E perchè allora non estendere il diritto anche oltre? Magari anche 10gg dopo la nascita tipo il diritto di recesso, se il nascituro non ti soddisfa, hai 10gg di tempo per disfartene e magari ti danno pure la garanzia europea di 2 anni sui vizi di fabbricazione entro i quali hai il diritto di richiedere la sostuzione o la riparazione dei pezzi guasti........
Toh, c'è un racconto di Philip K. Dick che parla proprio di questo...
Spoiler:
Nel racconto, la legge diceva che l'anima entra nel corpo a 12 anni e l'evento è certificato dalla capacità di risolvere equazioni algebriche; per cui, le persone che non volevano più il figlio già nato chiamavano una specie di accalappiacani che prendeva i bambini e li portava a un centro della soppressione.
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Ubuntu è un'antica parola africana che significa "non so configurare Debian" Chi scherza col fuoco si brucia.
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REGOLAMENTO DarthMaul = Asus FX505 Ryzen 7 3700U 8GB GeForce GTX 1650 Win10 + Ubuntu
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Old 04-02-2008, 15:45   #275
fsdfdsddijsdfsdfo
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Originariamente inviato da Ziosilvio Guarda i messaggi
Toh, c'è un racconto di Philip K. Dick che parla proprio di questo...
prima ti avevo fatto una domanda, non rispondi?

http://www.hwupgrade.it/forum/showth...8#post20914818
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Old 04-02-2008, 17:13   #276
giannola
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ahhhhhhh si spiegano molte cose. Padre nella sanità palermitana, pure obbiettore. Sarà stato assunto per merito?
3 specializzazioni, più giovane primario dei suoi tempi, non lo so vedi te


Quote:
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Comunque secondo me è semplice: Sei un ginecologo? Vuoi fare l'obbiettore?

Sicuro. Ma in un ospedale pubblico non puoi lavorare..
meno male che non amministri tu la democrazia, vallo a dire a tutti quelli che hanno avuto benefici dall'essere stati operati da mio padre.

Quote:
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Tu certe cose le senti da tuo padre. Io le vedo di prima persona.
ahahahah ho visto più di quanto tu possa pensare.

Quote:
Originariamente inviato da dijo Guarda i messaggi
Forse per questo che ho tanta pietà per i malati, al contrario del tuo bieco cinismo.
la pietà c'entra nulla si tratta di legalità.

Che ti è sconosciuta a quanto leggo.

Quote:
Originariamente inviato da dijo Guarda i messaggi
E tu gli vuoi togliere 10 giorni di vita???

chi sei tu per decidere???


Comunque come vedi dici una cosa... ti smentisci da solo.... e poi dici che parli con cognizione di causa...
Sei tu quello che vuoi decidere per l'estinzione della vita, non io, non rivoltare la frittata.

Quote:
Originariamente inviato da dijo Guarda i messaggi
La sindrome di Down è ben diversa, permette comunque di condurre una vita ricca e abbastanza normale.


Qua stiamo parlando di bambini che dovranno rimanere attaccati a macchine per tutta la vita.

Non confondiamo le cose. C'è una bella differenza.
Quindi eliminiamo dalla faccia della terra i dializzati e coloro che per vivere dipendono da macchine varie tipo pacemaker

Quote:
Originariamente inviato da dijo Guarda i messaggi
mi sembra un'ottima proposta!


Peccato che si parli di altro: Accanimento terapeutico su feti con gravi problemi.
E con questo dimostri solo tu quello animato di bieco cinismo ergendoti a giudice della vita portando come debole giustificazione il fatto che una vita non sana non merita di essere vissuta.

Fatti un giro negli ospedali e vedrai quanta gente è attaccata alla vita pur soffrendo ed essendo obbligata a servirsi di macchine per vivere.
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Lippi, perchè non hai convocato loro ?
giannola è offline  
Old 04-02-2008, 21:05   #277
Lucrezio
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dijo, datti una calmata, da bravo
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Il mio "TESSORO": SuperMicro 733TQ, SuperMicro X8DAI I5520, 2x Xeon Quad E5620 Westmere, 12x Kingston 4GB DDR3 1333MHz, 4x WD 1Tb 32MB 7.2krpm
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Old 05-02-2008, 07:37   #278
cdimauro
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Dopo la nascita, se il feto ha possibilità di vita (anche con problemi) DEVE essere rianimato.

Non è più "proprietà" della madre, ma un cittadino con DIRITTI e doveri. E, se ce la fa, ha il diritto fondamentale di... poter vivere.

P.S. A scanso di equivoci: sono ateo.
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Per iniziare a programmare c'è solo Python con questo o quest'altro (più avanzato) libro
@LinkedIn Non parlo in alcun modo a nome dell'azienda per la quale lavoro
Ho poco tempo per frequentare il forum; eventualmente, contattatemi in PVT o nel mio sito. Fanboys
cdimauro è offline  
Old 05-02-2008, 10:51   #279
Senza Fili
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L'Avatar di Senza Fili
 
Iscritto dal: Sep 2006
Città: La Capitale
Messaggi: 776
Posto un interessante articolo, che descrive la triste realtà dei fatti




I medici del Papa Re

La posta è alta perché in gioco ci sono milioni di voti di un elettorato spaesato, spaventato, culturalmente fragile, maschio e desolatamente nostalgico. Per chi ancora non se ne fosse accorto, è in atto da mesi una mostruosa campagna misogina portata avanti dal Papa e delle alte gerarchie cattoliche e supportata dalla maggior parte dei partiti politici di destra che mira a riportare le donne italiane in condizione di inferiorità giuridica. Come ai “bei tempi” - invocati da preti e da alcuni mezzi uomini direttori di fogli semiclandestini di oggi – in cui esisteva ancora il delitto d’onore e il diritto di famiglia era ancora tutto da discutere. L’ultima, vergognosa aggressione all’autodeterminazione femminile e alla laicità delle leggi dello Stato, è arrivata sabato dai direttori sanitari delle cliniche di Ostetricia e Ginecologia di tutte e quattro le facoltà di Medicina delle università romane, La Sapienza, Tor Vergata, la Cattolica e il Campus Biomedico. Che, forse, in questo modo, hanno voluto pagare pegno alla presunta offesa portata a Ratzinger per la sua mancata visita alla Sapienza.

Gettando alle ortiche la credibilità e l’autonomia di tutti e tre gli atenei, nonché il loro onore di scienziati, questi cattedratici si sono spinti oltre ogni prudenza, affermando che “un neonato vitale, in estrema prematurità, va trattato come qualsiasi persona in condizioni di rischio, e assistito adeguatamente”. Fin qui non ci sarebbe nulla da dire. Ma è il proseguo della lettera a destare scandalo. “Con il momento della nascita – si legge - la legge attribuisce la pienezza del diritto alla vita e, quindi, all'assistenza sanitaria”, ma di fatto, nel caso in cui un feto nasca vivo dopo un’interruzione di gravidanza, il neonatologo deve intervenire per rianimarlo, “anche se la madre è contraria, perché prevale l’interesse del neonato”. In pratica, si è arrivati al sovvertimento puro delle ragioni per le quali la legge 194 prevede il ricorso all’aborto terapeutico, ovvero quelle legate principalmente alla salute della donna, in particolare sul fronte psicologico. Che senso ha, ci si chiede, consentire ad una donna di abortire oltre i 90 giorni previsti per l’interruzione volontaria di gravidanza se poi, rasentando l’accanimento terapeutico, le se impone comunque di diventare madre di un feto malato che si fa sopravvivere per legge? Certo, obietteranno i soliti ipocriti cattolici: la donna ha il diritto di non riconoscerlo, se sopravvive, affidandolo alla struttura sanitaria. E chi se ne frega, poi, di come sopravvive invece lei, la donna costretta in catene a diventare madre con un parto indotto prematuramente? Siamo alla follia pura.

Dopo poche ora dall’appello, ecco che Ratzinger, all’Angelus di ieri, non ha mancato di soffiare sul fuoco. La vita, ha detto, dev’essere “tutelata” e “servita sempre, ancora più quando essa è fragile e bisognosa di attenzioni e cure, sia prima della nascita che nella sua fase terminale”. La posta in gioco per il Papa, che notoriamente se ne frega delle donne, sono i voti della parte peggiore e codina della nostra società , che passa attraverso la messa in discussione della 194. Il processo è graduale: prima si comincia con minare i suoi paletti per poi raggiungere l’obiettivo ultimo di promuovere decisioni antiabortive a livello di Stato centrale. Quindi contro le donne. E su questo una cosa va riconosciuta alla Chiesa: la coerenza nei secoli. Dall’Inquisizione in poi non è cambiato molto e sul fronte delle donne sono rimasti a Salem. Con grande convinzione.

Senza voler entrare nel merito di questioni tecnicistiche, su quale sia o meno la settimana più giusta per consentire senza problemi l’Interruzione Volontaria di Gravidanza – su questo si è già espresso il Consiglio Superiore di Sanità e ci basta il suo parere – vorremmo soffermarci sul quanto questa battaglia porta con sé e quali sono i reali obiettivi politici del tentativo, ormai aperto e palese, di ritornare alla clandestinità dell’aborto e alla sua abiura collettiva attraverso la revisione, in senso enormemente restrittivo, della sua applicabilità. All’estero chi vieta nel nome di Dio è chiamato Talebano e guardato come un troglodita antimoderno e ignorante. Da noi, che non riusciamo a liberarci di una antica subalternità culturale verso i cosiddetti “detentori della verità”, ossia i preti, le medesime pratiche, seppur espresse meno rozzamente, sono ammantate da cornici di grande ponderatezza e saggezza, come se, come al solito, l’occhio orbo di Dio vedesse meglio degli occhi (tanti) della ricerca scientifica e della maturazione delle società.

Nel corso degli ultimi trent’anni, alcune battaglie politiche e due leggi dello Stato hanno consentito alla società di uscire dalle ipocrisie e dalle gabbie in cui la costringeva una visione patriarcale e clericale della società stessa, sedimentata nel corso dei secoli per ragioni di ignoranza e arretratezza culturale. Con il divorzio prima e con la legalizzazione dell’aborto poi si sono rotti i due principali cordoni che obbligavano le donne ad essere moglie a vita e madre per forza, obblighi culturali a cui si aggiungeva quello – non scritto, ma socialmente non meno coercitivo – di rimanere in casa a servire il marito il cui unico vero obbligo (spesso disatteso) era quello di portare i soldi a casa per mantenere dignitosamente la famiglia. Solo molto di recente le donne si sono affrancate da questa condizione subalterna rispetto agli uomini e sono andate a lavorare, anche per necessità derivanti dalle nuove congiunture economiche mondiali, che non hanno graziato nessuno, specie le regioni industriali con poche materie prime come la nostra. Oggi, insomma, le donne sono un po’ ovunque, anche se ancora ben lontane da una parità con gli uomini rispetto al potere decisionale nei centri nevralgici della società. In Italia, se vogliamo, questo divario è ancora più pesante rispetto ad altri Paesi d’Europa. E certamente non si tratta di un caso.

Quello che, insomma, sembra emergere come mira della Chiesa e dei suoi servitori politici e parlamentari, è quello di far ritornare l’Italia ad un modello di società ben distinto per genere, nei compiti e nei ruoli. Questo consentirebbe alla Chiesa anche di tornare a coprire l’ampio spazio della manipolazione delle coscienze, ricoperto fino al dopoguerra e oggi lasciato nuovamente vuoto dalla pesantissima inadeguatezza della classe politica, incapace di proporre esempio e valori laici da contrapporre alle loro pseudo verità assolute.

Il problema è che, però, le persone sono cambiate e il popolo non è più così “bue” come un tempo. E oggi, davanti ad una prossima, pesante campagna elettorale, questa incertezza di campo può essere controproducente, soprattutto per chi, come il Pd di Veltroni, vuole presentarsi come la vera novità politica del momento a sinistra: tacere colpevolmente davanti ad attacchi così pesanti della gerarchia cattolica nelle leggi-conquista di questo Stato può far piacere a qualche cattolico di sinistra, ai più provoca solo ribrezzo. Ma soprattutto: le donne sono stanche di vedere il loro cuore, la loro pelle e la loro stabilità emotiva essere ancora elemento di scontro politico come se questo Paese non riuscisse mai a trovare una maturità etica e civile, continuando a considerarle solo come “cose” oggetto di repressione sociale. Vista la straordinaria forza con cui la Chiesa profonde nella società il suo attacco misogino, sarebbe opportuno che i partiti di sinistra, nell’approssimarsi delle elezioni, facessero i conti anche sul voto femminile, oltre ad aver sempre paura di perdere quello cattolico. Partendo da un presupposto imprescindibile: sui diritti civili non si fanno sconti.

C’è infatti da credere che le donne difficilmente voteranno per chi, ovviamente a sinistra, continuerà a tergiversare mantenendo nelle proprie liste persone come Paola Binetti, che si è fatta primo soldato contro le leggi che tutelano quel genere a cui lei stessa appartiene, ovviamente senza convinzione, né consapevolezza. Quello che ci vorrebbe, soprattutto adesso che una simile presa di posizione politica può fare una differenza in positivo nelle urne, sono parole chiare rispetto a diritti delle donne e, più in generale, su un’intransigenza netta rispetto alla laicità dello Stato e ai valori espressi dalla Costituzione. Non se ne può più di preti che si riempiono la bocca di parole per insegnare agli altri i “Veri Valori” quando loro non pagano neppure le tasse. E, soprattutto, ne abbiamo piene le tasche dei partiti degli atei devoti o dei quelli di sinistra ma “anche” di qualcos’altro. Quello di cui abbiamo bisogno adesso è di qualche parola chiara sulla difesa di queste leggi che tutelano principalmente la salute delle donne. In palio c’è molto di più di una vittoria alle prossime elezioni, c’è una nuova pietra miliare nella consapevolezza democratica del Paese e nella sua crescita. A sinistra, queste sono cose che contano, altrochè. Sarà bene che tutti ne tengano conto.

Sara Nicoli
Senza Fili è offline  
Old 05-02-2008, 12:56   #280
bluelake
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Città: Pieve a Nievole (PT), Granducato di Toscana
Messaggi: 7794
su questo tema in questi giorni ho visto in televisione interventi (tutti oviamente monodirezionali) di gente che di titoli medici o scientifici per parlare di ciò non ne ha assolutamente nessuno. E dato che nemmeno io ho tali titoli, preferisco riportare la voce di chi di bambini ne ha salvati tanti, ovvero di Giampaolo Donzelli, direttore della Clinica di Medicina Neonatale dell'Universita' di Firenze e medico presso l'ospedale per bambini Meyer di Firenze (fondato nel 1802 e oggi uno dei maggiori a livello europeo)... stranamente nessun TG nazionale ha chiesto il parere di chi lavora in quella struttura:

Quindici anni fa Giampaolo Donzelli ha rianimato un bambino, Massimino, nato dopo ventitré settime di gestazione e dal peso bassissimo: 390 grammi. Donzelli, allora primario della terapia intensiva neonatale del Meyer e oggi direttore della pediatria preventiva dell´ospedale, dopo quell´esperienza ha iniziato a lavorare sugli aspetti etici della professione, fino a scrivere due anni fa la Carta di Firenze, in cui si disegna un codice di comportamento dei medici di fronte ai prematuri. Quel documento oggi viene contrapposto alla Carta di Roma, siglata dagli universitari della capitale.

Professore, Come ha vissuto il salvataggio di Massimino?
«E´ stato un successo raggiunto grazie a tutta la mia équipe del Meyer. Eravamo entusiasti, trionfanti per il risultato. Poi a distanza di tempo quel bimbo è diventato cieco, ha sviluppato difficoltà motorie, cognitive e relazionali. E´ stato un duro colpo per me come medico. Mi sono chiesto a lungo se in quell´occasione ho fatto il mio dovere di dottore e continuo ad interrogarmi sulle capacità della medicina di fronte a questi casi, su quando bisogna fare le terapie e quando è necessario evitarle perché non servono».

Quali sono le differenze tra la Carta di Firenze e di Roma?
«Noi riteniamo che alla ventiduesima settimana non c´è possibilità di risposta alle cure, quindi curare è accanimento terapeutico. Bisogna limitarsi all´assistenza compassionevole, accompagnare al suo destino il bambino con tenerezza e attenzione a lui e alla sua famiglia. L´atteggiamento alla ventitreesima deve essere lo stesso anche se può aumentare il numero di casi straordinari nei quali esistono segni significativi di vitalità che giustificano il tentativo di rianimazione. Alla ventiquattresima c´è una maturità biologica degli organi come i polmoni e del sistema nervoso centrale che può permettere risposte migliori alle terapie mediche. In questi casi la medicina ha una chance di successo. Secondo noi intervenire sempre per principio prima della ventiquattresima settima è un comportamento onnipotente. Anche perché, lo dice anche la letteratura internazionale, la scienza medica in questo campo è andata avanti ma per i casi molto prematuri siamo più o meno al livello di anni fa».


E quali aspetti legano i due documenti?
«Di sicuro il loro testo dà un contributo culturale importante alla discussione. Ci dà la possibilità di affrontare un confronto interessante tra opinioni diverse. E poi sia noi che loro partiamo un punto comune molto importante: al di là di tutto bisogna sempre decidere cosa fare caso per caso, anche perché il calcolo dell´età del feto non è sempre preciso e si può scoprire che è meno prematuro di quanto si credeva».

La Carta di Firenze vale anche per i casi di aborto?
«Certo, il testo non fa alcuna differenza tra interruzione terapeutica di gravidanza e prematurità. Perché comunque se c´è potenzialità di risposta alle terapia il medico deve intervenire sempre, è un suo dovere. Ricordo che stiamo parlando comunque di temi che riguardano pochissimi casi e consiglio di affrontarli non su una scia solo emozionale ma con competenza culturale e consapevolezza».

Che rischi comporta il tentativo di salvare un prematuro?
«Se si tratta di un feto alla ventiduesima o ventitreesima settimana il rischio è quello di dare un dolore inutile al bambino e alla sua famiglie, tra l´altro per affrontare un percorso sanitario che porta quasi sempre inevitabilmente ad un fallimento. E poi bisogna tenere conto dei problemi anche sociali legati alla disabilità di chi sopravvive, come nel caso del bambino che ho salvato quindici anni fa. E´ una riflessione molto delicata, farla può voler dire essere tacciato da qualcuno come un medico dedito all´eugenetica, alla selezione dei forti e sani. Però è un tema di cui la società deve tenere conto. Almeno dal punto di vista del supporto e dell´assistenza alle famiglie che devono affrontare un percorso difficile accanto ad una persona con problemi di salute molto gravi».
(05 febbraio 2008)

http://news.google.it/news/url?sa=t&...cid=1105829947
sul Tirreno di ieri l'intervista era molto più dettagliata ma purtroppo i contenuti di quel giornale sono tutti a pagamento -.-
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